Acqua in bocca, siamo in Gunpania

Acqua in bocca, siamo in Gunpania

Vittorio

By Vittorio
Published 28th April, 2010

Permettete? Un pensiero gunpano.
Il terzo atto del collettivo Gunpania è andato in scena. Ci hanno preso gusto questo pugno di giovani e brillanti artisti di strada ad animare, anzi rianimare, le giornate della popolazione salernitana capitata casualmente e fortunatamente a contatto con le loro performance.
Questa volta il tema è diverso. Non più malavita, camorra, omertà, ma inquinamento. Il palcoscenico è cambiato. Il mare, icona indiscussa della nostra città, è stato questa volta il protagonista. Siamo all’inizio dell’incantevole lungomare Trieste, il centro di Salerno, sull’antica spiaggia di Santa Teresa. Una bambina viene estratta dall’acqua, il corpo esangue. Annegata in seguito all’ingestione della putrida acqua marina del litorale salernitano. Un familiare corre per raggiungere la bambina, probabilmente la sorellina, bloccato dai corpi speciali prima di inquinare le prove sulla scena, già abbastanza inquinata.
Una comunicazione dura come un pugno nello stomaco, forse di più. Questi ragazzi hanno capito che per smuovere le coscienze non basta parlare, bisogna colpire. E con il melting pot culturale costituito da teatro, arte e denuncia sociale che hanno messo in piedi hanno trovato il modo giusto per farlo. Ripagati dal plauso di una folla corposa e interessata alle loro performance.
Chiudo con una citazione:
Cosa ci rende unici non è né la condizione di nascita né lo stato sociale né quello che comunemente si ritiene sia il sapere. L’identità è data dal coraggio di essere quello che si è e dal rispetto profondo per la propria vita e dal giusto valore che le diamo. E allo stesso tempo l’identità è l’unica vera fonte di potere degli esseri umani. Solo se si ha un’identità si può cambiare il mondo, apprezzare la vita, capire cos’è. (cit. S. Guzzanti)



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One Response to "Acqua in bocca, siamo in Gunpania"

  1. Bisogna sempre osare per comunicare.

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