La Fiat 500 sbarca in Brasile e lo fa alla grande. Per la comunicazione, questa volta, si è puntato alto e la Leo Burnett Worldwide ha sconvolto la comunicazione standard del “colosso” automobilistico. Basta rievocazioni storiche attraverso dissacrazioni di pellicole memorabili, basta con lo “sfruttamento minorile”, basta con spot di montatori alle prime armi si punta in alto, si punta al futuro. Un futuro esprimibile attraverso l’uso della computer grafica e di automi, in veste ironica. Si punta alla grandezza del marchio attraverso le musiche dei Beatles. Un connubio degno dei corti Pixar, capace di attirare l’attenzione di un vasto pubblico.
In Italia, invece, non si fa altro che rievocare il passato anche attravero l’uso linguistico dell’italiano, come ad esempio nello spot del lancio della 500 cabrio. Un ritorno al carosello ma non dello stesso spessore culturale e linguistico. Una parodia bizzarra che lascia ai consumatori rimembranze del passato. In Italia, non si punta al futuro ma alla memoria. Alle vettovaglie.
Tutti i giorni ho la buona abitudine di leggere. Inutile dilungarsi su quanto sia importante, utile, bla… bla… bla… ma tante volte mi farebbe piacere non leggere certe notizie. Vorrei che tra i vari browser esistesse una funzione che filtri le notizie che “preferisco non leggere”, così che non mi compaiano proprio. Senza correre quindi il rischio di rendermi conto troppo tardi di quel che ho letto.
Stavo spegnendo il pc dell’ufficio quando mi sono detto – “fammi dare un’ultima occhiata ai feed di Repubblica.” Mi ha colpito questo articolo “Grillo oscurato da Youtube“.
Cosa?!?!? Apro l’articolo per approfondire (ed è lì, che ho sbagliato). Leggo tutto d’un fiato. “E fu così che Beppe Grillo sparì da YouTube. E con lui i 419 video inseriti dal comico nel portale dedicato ai filmati. All’origine della decisione di Google, proprietaria di YouTube, c’è una violazione del copyright in seguito alla pubblicazione di uno spezzone dell’intervista di Obama al David Letterman Show.” Così si apre l’articolo.
Durante la notte, YouTube ha avuto la straordinaria idea di disattivare tutti i video pubblicati da Grillo sul suo blog. 419 video, spesso di denunce, di fatti mai visti in televisione o sui giornali. “Visualizzati per 52.296.387 volte”, scrive il comico nell’ultimo post pubblicato sul suo blog.
Riporta invece Repubblica “Ma Grillo non ci sta. A pensar male si fa peccato, ma verso mezzogiorno erano ancora presenti in Rete 2.230 link a video cercati con le parole Letterman-Obama. Perché non sono stati oscurati? Perché non sono stati rimossi gli account? Il video l’avevo pubblicato per sottolineare le diversità tra l’Italia e gli Stati Uniti. Tra Letterman e Vespa”.
Il punto è. Io non sto con Grillo. Apprezzo quello che fa, ma ognuno è libero di farsi le proprie opinioni. Detto questo, se davvero il motivo per cui è stato disattivato il suo account non fosse quello dichiarato da Youtube, dovremmo tutti iniziare ad aver paura. Come ha già scritto Chiara su questo blog, alle 20 è meglio uscire di casa e fare una passeggiata che stare a perder tempo davanti alla tv. Così anche sono buttati i soldi dati al giornalaio per un pezzo di carta riciclata, che il meglio a cui può servire è ritornare nel circuito di riciclo.
Internet è forse l’unico mezzo libero per dare e ricevere informazione. Utile o no. Che piaccia o no. Ma libera!
E spero che a trent’anni da oggi, mi potrò ancora sedere ad una scrivania e scrivere liberamente ciò che penso.
La possibilità di rilanciare un prodotto, a diversi mesi dalla sua uscita ufficiale, è un aspetto della comunicazione non convenzionale da non sottovalutare. Un’idea geniale è in grado di riportare l’attenzione del proprio target sul prodotto, con una comunicazione anche molto lontana da quella adottata in precedenza, che può condurre a risultati notevoli, e soprattutto, a bassissimo costo.
Riporto l’esempio di un video postato su youtube appena il 20 giugno. Riprende un maxi schermo, montato al di sopra di un palco, in cui è trasmessa la partita di un videogiocatore che, non si sa da quale piattaforma, ha ampliato la sua esperienza di gioco sfruttando l’enormità di quello schermo. In pratica, un sogno per ogni videogamers (= contenuto virale). Da notare che il video è girato in modo davvero minimale, sembra una ripresa da telefonino, ma basta per far capire di quale gioco si tratti. Prego notare l’arma impugnata dal giocatore. La vera protagonista di uno dei “sparatutto” più conosciuti di tutto il mondo videoludico, ovvero Halo. Precisamente Halo 3, come non manca di farci notare un utente davvero molto attento. Il risultato? 177823 visualizzazioni in 2 giorni.
Questo video contiene un attributo virale tanto potente quanto raro, e altre caratteristiche che invece non è possibile considerare propriamente virali. Quindi dov’è il segreto del suo successo?
Uploadato appena lunedì ha già oltrepassato la soglia delle 700.000 visualizzazioni, ovvero ha triplicando la cifra notoriamente utilizzata per considerare virale un video, cioè 200.000. C’è da sottolineare che il contenuto è di ottima fattura sia per regia, che effetti, che set. Tutti fattori che non danno l’idea di un prodotto user-genereted, amatoriale se vogliamo, dettaglio che spesso è fondamentale per attestarne la viralità. Forse il fattore che più lo rende diverso dagli altri virali è quel WARNING di presentazione, che palesa la natura commerciale del video e invita gli utenti a non resistere ad acquistare un prodotto promosso in questo modo.
Tuttavia, il video è circolato molto velocemente. La spiegazione, a mio parere, non è né nell’idea, né nella strategia teaser, né nel montaggio video, bensì nel testimonial. Meglio ancora, nella sua abilità. Ken Block infatti è uno straordinario campione di Gymkhana, uno sport tutto speciale dove a bordo di un’automobile appositamente modificata, ci si cimenta in una serie di sessioni a base di drift, derapate, e sgommate fumanti, e si dimostra la propria abilità di guida ed è premiata la fantasia delle evoluzioni. Quello che gli si vede fare mette in condizione l’utente di porsi delle domande, incuriosendolo. Sarà davvero così bravo? No, forse sono effetti speciali fatti molto bene. Ma quante volte ci avrà provato?
Nessuno è più bravo di Ken Block nel Gymkhana e questo lo rende speciale. In grado di catturare l’attenzione non solo degli appassionati di motori, ma anche solo di coloro che vogliono vedere cosa si può fare con uno sterzo tra le mani e tanti cavalli sotto il sedere, che non sia parcheggiare in doppia fila o toccare un muretto in retromarcia.
Morale della favola. Nella ricetta base per preparare un buon virale un ingrediente fondamentale è l’esclusività, l’unicità, essere speciali.