Greimas al rione Sanità
Pubblicato da Francesco
Dottoressa da pochi giorni, Sabrina Sanza è la nostra nuova host writer. Le abbiamo chiesto di applicare i suoi studi, le sue specializzazioni, le sue passioni, ma di farlo in modo non-convenzionale. L’abbiamo provocata. L’abbiamo stimolata. L’abbiamo dato fiducia. Lei ci ha stupito.
Il tutto è nato da uno scambio di opinioni, nel vedere il video dell’omicidio su YouTube pochi giorni dopo l’accaduto. Ci siamo chiesti se la pubblicazione, la visibilità, il rendere virale qualcosa di così cruento, potesse essere visto come uno strumento pro o contro la legalità.
In pratica, uno spot pro o contro camorra.
Sabrina ha fatto il primo step, quello tecnico, professionale, dettagliato. Ne pubblichiamo un estratto.
Alle conclusioni – e magari, anche alla considerazione se sia stato giusto o meno, da parte delel autorità, diffondere il video -, proveremo ad arrivarci in un post a quattro mani.
[...] Come un qualsiasi spot pubblicitario, il video può essere analizzato con gli strumenti semiotici che si applicano normalmente agli audiovisivi pubblicitari, propri dell’approccio della semiotica generativa di Greimas, quali il quadrato semiotico, ad esempio. Grazie al quadrato semiotico si individuano due valori in opposizione tra loro che, attraverso la loro relazione di contrarietà, costituiscono la base del senso che, sviluppandosi e arricchendosi, si manifesta poi in situazioni, personaggi, tempi e luoghi determinati e concreti. Nel filmato oggetto della riflessione, i valori individuati in quanto base della narrazione rappresentata sono, come già sottolineato precedentemente, LEGALITÁ VS ILLEGALITÁ, che, con i rispettivi valori contraddittori a cui danno vita, NON-LEGALITÁ e NON-ILLEGALITÁ, corrispondono alle differenti fasi del video-choc. La fase della LEGALITÁ corrisponde alle scene inizialmente catturate dalla telecamera di sicurezza, scene di ordinaria quotidianità in una via commerciale e molto popolata come quella in cui si è consumato l’omicidio: diversi passanti transitano lungo una strada passando all’esterno di un bar, ognuno immersi nei propri pensieri, nelle proprie faccende e commissioni da sbrigare, nelle proprie vite, probabilmente neanche sapendo di essere ripresi da una telecamera di sicurezza, sicuramente ignorando che di lì a poco il marciapiede sul quale stanno camminando diventerà uno dei tanti testimoni di un omicidio. Il momento della NON-ILLEGALITÁ corrisponde, continuando nella visione del filmato, alla scena in cui davanti l’obiettivo della telecamera compare il killer, che, in questi primi frames precedenti al crimine che commetterà, potrebbe essere considerato alla stregua di un normale passante: infatti l’uomo, a volto scoperto, con un berretto calato sugli occhi e un giubbotto, passa accanto ad una signora che sta grattando un gratta e vinci, entra nel bar, si guarda intorno notando il barista intento a prendere un gelato per una signora dal congelatore, un uomo che gioca ai videopoker, costume ormai diffusissimo, finchè, ancora con una mano in tasca, esce dal bar. A questo punto si apre la fase della ILLEGALITÁ, in cui l’uomo, imperturbabile, con cinismo e freddezza, spara al torace il suo bersaglio, per poi finirlo completamente con un altro colpo alla nuca quando questi si è già accasciato al suolo e allontanarsi dalla porzione di spazio ripresa dall’obiettivo, ormai in fuga. In ultimo, si apre la fase della NON-LEGALITÁ, evidente nel comportamento dei testimoni dell’accaduto, dei clienti del bar e dei passanti che, con un’indifferenza propria di chi ha appena assistito ad una scena usuale e abituale, non certo mostrando l’atteggiamento o la tipica reazione che ci si aspetterebbe di fronte ad un assassinio avvenuto a pochi passi di distanza in pieno giorno e in una strada trafficata, si allontanano a passo svelto dalla scena del crimine, uscendo dal bar frettolosamente o, se si tratta di soggetti in transito sulla strada, quasi scavalcando il cadavere della vittima con noncuranza, gettando magari solo un’occhiata di curiosità morbosa alla sua figura riversa al suolo; questi comportamenti possono essere considerati non-legali in quanto coloro che li mettono in atto sembrano trascurare con una facilità quasi imbarazzante il dovere civico, la responsabilità sociale che dovrebbe indurli ad intervenire attivamente in una situazione simile, chiedendo aiuto o contattando le Autorità competenti tempestivamente. [...]
Automi Vs Vettovaglie
Pubblicato da Francesco
La Fiat 500 sbarca in Brasile e lo fa alla grande. Per la comunicazione, questa volta, si è puntato alto e la Leo Burnett Worldwide ha sconvolto la comunicazione standard del “colosso” automobilistico. Basta rievocazioni storiche attraverso dissacrazioni di pellicole memorabili, basta con lo “sfruttamento minorile”, basta con spot di montatori alle prime armi si punta in alto, si punta al futuro. Un futuro esprimibile attraverso l’uso della computer grafica e di automi, in veste ironica. Si punta alla grandezza del marchio attraverso le musiche dei Beatles. Un connubio degno dei corti Pixar, capace di attirare l’attenzione di un vasto pubblico.
In Italia, invece, non si fa altro che rievocare il passato anche attravero l’uso linguistico dell’italiano, come ad esempio nello spot del lancio della 500 cabrio. Un ritorno al carosello ma non dello stesso spessore culturale e linguistico. Una parodia bizzarra che lascia ai consumatori rimembranze del passato. In Italia, non si punta al futuro ma alla memoria. Alle vettovaglie.
Libertà di comunicazione, disattivata
Pubblicato da Vittorio
Tutti i giorni ho la buona abitudine di leggere. Inutile dilungarsi su quanto sia importante, utile, bla… bla… bla… ma tante volte mi farebbe piacere non leggere certe notizie. Vorrei che tra i vari browser esistesse una funzione che filtri le notizie che “preferisco non leggere”, così che non mi compaiano proprio. Senza correre quindi il rischio di rendermi conto troppo tardi di quel che ho letto.
Stavo spegnendo il pc dell’ufficio quando mi sono detto – “fammi dare un’ultima occhiata ai feed di Repubblica.” Mi ha colpito questo articolo “Grillo oscurato da Youtube“.
Cosa?!?!? Apro l’articolo per approfondire (ed è lì, che ho sbagliato). Leggo tutto d’un fiato. “E fu così che Beppe Grillo sparì da YouTube. E con lui i 419 video inseriti dal comico nel portale dedicato ai filmati. All’origine della decisione di Google, proprietaria di YouTube, c’è una violazione del copyright in seguito alla pubblicazione di uno spezzone dell’intervista di Obama al David Letterman Show.” Così si apre l’articolo.
Durante la notte, YouTube ha avuto la straordinaria idea di disattivare tutti i video pubblicati da Grillo sul suo blog. 419 video, spesso di denunce, di fatti mai visti in televisione o sui giornali. “Visualizzati per 52.296.387 volte”, scrive il comico nell’ultimo post pubblicato sul suo blog.
Riporta invece Repubblica “Ma Grillo non ci sta. A pensar male si fa peccato, ma verso mezzogiorno erano ancora presenti in Rete 2.230 link a video cercati con le parole Letterman-Obama. Perché non sono stati oscurati? Perché non sono stati rimossi gli account? Il video l’avevo pubblicato per sottolineare le diversità tra l’Italia e gli Stati Uniti. Tra Letterman e Vespa”.
Il punto è. Io non sto con Grillo. Apprezzo quello che fa, ma ognuno è libero di farsi le proprie opinioni. Detto questo, se davvero il motivo per cui è stato disattivato il suo account non fosse quello dichiarato da Youtube, dovremmo tutti iniziare ad aver paura. Come ha già scritto Chiara su questo blog, alle 20 è meglio uscire di casa e fare una passeggiata che stare a perder tempo davanti alla tv. Così anche sono buttati i soldi dati al giornalaio per un pezzo di carta riciclata, che il meglio a cui può servire è ritornare nel circuito di riciclo.
Internet è forse l’unico mezzo libero per dare e ricevere informazione. Utile o no. Che piaccia o no. Ma libera!
E spero che a trent’anni da oggi, mi potrò ancora sedere ad una scrivania e scrivere liberamente ciò che penso.
La storia delle storie
Pubblicato da Vittorio
Visto qui
Il virale con l’aureola
Pubblicato da Vittorio
La possibilità di rilanciare un prodotto, a diversi mesi dalla sua uscita ufficiale, è un aspetto della comunicazione non convenzionale da non sottovalutare. Un’idea geniale è in grado di riportare l’attenzione del proprio target sul prodotto, con una comunicazione anche molto lontana da quella adottata in precedenza, che può condurre a risultati notevoli, e soprattutto, a bassissimo costo.
Riporto l’esempio di un video postato su youtube appena il 20 giugno. Riprende un maxi schermo, montato al di sopra di un palco, in cui è trasmessa la partita di un videogiocatore che, non si sa da quale piattaforma, ha ampliato la sua esperienza di gioco sfruttando l’enormità di quello schermo. In pratica, un sogno per ogni videogamers (= contenuto virale). Da notare che il video è girato in modo davvero minimale, sembra una ripresa da telefonino, ma basta per far capire di quale gioco si tratti. Prego notare l’arma impugnata dal giocatore. La vera protagonista di uno dei “sparatutto” più conosciuti di tutto il mondo videoludico, ovvero Halo. Precisamente Halo 3, come non manca di farci notare un utente davvero molto attento. Il risultato? 177823 visualizzazioni in 2 giorni.





