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	<title>Estrogeni - Blog. CEO - Alfredo Borrelli. &#187; youtube</title>
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		<title>Buon compleanno, Web</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 08:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.happybirthdayweb.it" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-6766" title="Buon compleanno, Web" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/11/299533_300738736608348_299654316716790_1382905_22638618_n.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Nel 1991 un signore di nome <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tim_Berners-Lee" target="_blank">Tim Berners-Lee</a> inventava il world wide web. Oggi, vent&#8217;anni dopo, a Roma si festeggia questo compleanno con un <a href="http://www.happybirthdayweb.it" target="_blank">evento</a>, che potrete fra l&#8217;altro seguire in diretta twitter attraverso il <a href="http://twitter.com/#%21/Estrogeni" target="_blank">nostro account</a> grazie a <a href="http://blog.estrogeni.net/author/francesco" target="_blank">Francesco</a>.<br />
Io però ci tengo a fare i miei auguri personali al Web, perché se li merita.<br />
Perché è grazie a lui se oggi ho un lavoro. E oggi, non è poco.<br />
Perché è grazie a lui se da quando sono uscito dall&#8217;università ho lavorato, anche prima di Estrogeni.<br />
Perché a volte mi ritrovo a pensare che ne sarà della nostra categoria se il Web dovesse essere superato e sostituito da altri media. Ma poi mi dico che non succederà, almeno non a breve.<br />
Perché ogni anno che passa è un po&#8217; meno difficile spiegare di cosa mi occupo a chi è molto più grande di me. E questa è vita reale, non retorica generalizzata del &#8220;Popolo della Rete&#8221;.<br />
Perché quando capita di avere un problema di rete e cade la connessione mi rendo conto che il computer è quasi inservibile.<br />
Perché, anche dopo una giornata passata davanti al PC per lavoro, la sera ho ancora voglia di leggere un post su un blog, guardare un video su YouTube, condividere una foto su Facebook e scorrere di continuo la timeline di Twitter.<br />
Perché, al di là di tutti i luoghi comuni sulla perdita di socialità per colpa dei nuovi media, la verità è che grazie al Web hai la possibilità di entrare in contatto con persone che altrimenti prima non avresti mai avuto la possibilità di conoscere.<br />
Sicuramente ci sono altri motivi che ora dimentico, e ce ne sono altri ancora che invece preferisco tenere per me. Ma mi sembra che già questi siano ampiamente sufficienti per farti tanti auguri di cuore: Buon compleanno, Web!</p>
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		<title>Nostalgia 2.0</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 08:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>I social network come Youtube e Facebook fungono da deposito di memorie felici dove i ragazzi condividono quotidianamente le proprie memorie d’infanzia. Questo facilita la comunicazione e la condivisione di ricordi, e contribuisce a far nascere anche in giovane età il senso di nostalgia proprio degli adulti e degli anziani. I ragazzi, oggi, grazie anche al contributo dei nuovi media, crescono più rapidamente, e altrettanto rapidamente consumano il presente e immagazzinano memorie. Memorie che si sedimentano in una sorta di passato-recente e se stimolate, attivano facilmente il senso di nostalgia. </em>Questa la spiegazione di Maria Rita Parsi – psicologa esperta nelle problematiche dell’età evolutiva dei minori e degli adolescenti – sul proliferare delle vecchie serie televisive nei palinsesti di mezzo mondo. E mentre scorro l’articolo di Stefano Pesce su <a href="http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2011/07/21/news/nostalgia_serie_tv-19399805/?ref=HREC2-10" target="_blank">Repubblica</a>, ripenso a quella nostalgia del tempo presente lamentata da Pasolini. All’impossibilità di cogliere la vita nella sua pienezza, suscitando nel momento stesso in cui la si possiede già un sentimento di perdita. Singolare appare che la risposta sia allora offerta dalla riproposizione dell’identico, specie se affidato ai non luoghi di cui si diceva. Spazi aperti per guardare al futuro e generare nuove conoscenze. Forse, la faccia triste di un progresso che troppo spesso sembra sorriderci.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Siamo ciò che cerchiamo</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 15:28:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Milioni di query di ricerca, nell&#8217;epoca in cui la <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/canali/inviaggio/cultura/2010/12/15/visualizza_new.html_1669736172.html" target="_blank">Treccani finisce sottolio</a>, diventano rappresentative della nostra cultura. Le query rappresentative dello zeitgeist, ovvero la cultura predominante in una determinata epoca storica. Nell&#8217;era contemporanea in cui la cultura è determinata, modificata e amplificata dai supporti mediatici e in particolar modo dal web, Google rappresenta l&#8217;indice dell&#8217;immensa enciclopedia multimediale messa a disposizione della popolazione. L&#8217;espansione della cultura viene a coincidere con la contrazione dei tempi. Milioni di contenuti definiscono una cultura, che sta stretta anche in un solo anno invece che in decenni. Google Zeitgeist 2010 dimostra che <a href="http://www.google.it/intl/it/press/zeitgeist2010/" target="_blank">ciò che cerchiamo</a> delinea <a href="http://www.google.it/intl/it/press/zeitgeist2010/regions/it.html" target="_blank">chi siamo</a>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="530" height="330" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/F0QXB5pw2qE?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="530" height="330" src="http://www.youtube.com/v/F0QXB5pw2qE?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Adv-roulette</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 14:15:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Permettete? Un pensiero al cacciatore. Stamattina ero sul motorino fermo al 15245187esimo semaforo di Roma. Auto e scooter ovunque. Tuttavia, mi è caduto l&#8217;occhio sulla creatività di una pubblicità dinamica sulla fiancata di un bus. Il prodotto era una radio, romana credo, che passa musica rock. Ascolto quasi esclusivamente musica rock, soprattutto in radio. Ne...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Permettete? Un pensiero al cacciatore.<br />
Stamattina ero sul motorino fermo al 15245187esimo semaforo di Roma. Auto e scooter ovunque.<br />
Tuttavia, mi è caduto l&#8217;occhio sulla creatività di una pubblicità dinamica sulla fiancata di un bus. Il prodotto era una radio, romana credo, che passa musica rock. Ascolto quasi esclusivamente musica rock, soprattutto in radio. Ne ascolto tanta, eppure questa radio non la conoscevo.<br />
Avendo discusso una tesi in Marketing Non-Convenzionale, è di pubblico dominio la mia posizione in merito all&#8217;utilizzo tradizionale di mezzi tradizionali. Eppure, questa volta hanno funzionato. Proprio con me.<br />
Allora ho pensato alla pubblicità come ad una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roulette_russa">roulette russa</a>.<br />
Non so se qualcuno ha già parlato di quello che sto per dire. Per quanto sono sbadato potrei averlo fatto io ed averlo dimenticato. Nel caso qualcuno abbia letto qualcosa di simile a quello che sto per esprimere è pregato di passare parola.<br />
La roulette russa, come molti ricorderanno grazie al film di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_cacciatore">Michael Cimino</a>, è un macabro gioco in cui due sfidanti armano il tamburo di un revolver con una sola pallottola, facendolo girare e fermandolo a caso. Se quando ci si punta alla testa l&#8217;arma non si è morti d&#8217;infarto, si può anche provare a sparare.<br />
La pubblicità è un po&#8217; così. Armi un canale come faresti con una pistola, ma quando spari non sei sempre certo di riuscire a colpire il tuo target. Spesso il proiettile diventa vagante, e colpisce più tardi di quello che pensavi.<br />
Nel caso che si tratti di supporti off-line, è ancora più difficile sapere quando, come e quanto lo hai colpito (non tutti quelli che notano una pubblicità su un bus ci scrivono un post). I mezzi, cosidetti <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Below_the_line_(advertising)">above-the-line</a> sono sicuramente in crisi anche per questo (tranne internet, che a mio parere meriterebbe un cluster a parte). Sono costosi, persistenti, e non offrono una ROI attendibile. Va sottolineato infatti che l&#8217;<span style="text-decoration: underline;">esposizione</span> ad uno spot non è un dato paragonabile a quello della <span style="text-decoration: underline;">visualizzazione</span> libera di un video.<br />
Quindi non utilizziamo questi mezzi ATL? Sarebbe un&#8217;assurdità.<br />
Il problema è che sono mezzi di massa che non parlano più alle masse. Come dice <a href="http://sethgodin.typepad.com/">quello che cito sempre</a> il mercato non si è ristretto, ha solo creato tante nicchie al suo interno. Ognuna delle quali ha bisogno di essere informata, su eventi o evoluzioni che riguardano il brand ad esempio. In questa ottica anche i mezzi ATL diventano utili allo scopo. Ciò che rende difficile, impossibile, il loro utilizzo resta il costo. Pagare uno spazio tv il doppio di quanto pagheresti la realizzazione di uno spot di buona fattura, a fronte di un numero certamente inferiore al passato di persone che saranno interessate allo spot, mette l&#8217;investitore nella condizione di non poter sostenere l&#8217;investimento.<br />
Allora non funziona perché costa troppo? È un buon indizio, ma non voglio farla così semplice. Ma per il momento basta così. Altrimenti Ale non mi leggerà. </p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=DtK_DZlEEio&amp;feature=related"><img class="alignleft size-medium wp-image-3452" title="Schermata 2010-09-07 a 16.14.15" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2010/09/Schermata-2010-09-07-a-16.14.15-300x211.png" alt="" width="300" height="211" /></a></p>
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		<title>La povertà che arricchisce</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 13:41:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Permettetemi di iniziare un post con l&#8217;incipit di un post che pubblicherò in futuro. Una lezione di sociologia servendosi della musica neomelodica? Io non ci sarei mai arrivato, ma per fortuna qualcun&#8217;altro ci ha pensato. Una musica che si è portati ad etichettare facilmente, escludendola dalla nostre analisi. Una musica che però racconta una terra,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Permettetemi di iniziare un post con l&#8217;incipit di un post che pubblicherò in futuro.<br />
Una lezione di sociologia servendosi della musica neomelodica? Io non ci sarei mai arrivato, ma per fortuna <a href="http://www.robertosaviano.it/rassegna/roberto-saviano-a-“libri-come”-festa-del-libro-e-della-lettura-2/" target="_blank">qualcun&#8217;altro</a> ci ha pensato. Una musica che si è portati ad etichettare facilmente, escludendola dalla nostre analisi. Una musica che però racconta una terra, la gente, la vita. Ma questo è un altro post.<br />
Una lezione che mi ha spinto a ragionare sull&#8217;importanza del mezzo. Questo determina, inevitabilmente, la comunicazione, perché soggetto ad interferenze. Il messaggio spesso vieni ignorato perché semplicemente non raggiunge un grande pubblico. Spesso si ignorano messaggi con tematiche poco note o semplicemente scomode. Ignorare il problema come unica soluzione.<br />
Spesso la comunicazione richiede la povertà dei mezzi. Una povertà che arricchisce la comunicazione. Basta un cellulare, una handycam e il video sharing per descrivere una realtà scomoda ai canali istituzionali.<br />
<a href="http://www.myspace.com/danielesantonicola" target="_blank">Daniele</a> è riuscito in ciò che altri hanno ignorato. Descrivere un mondo con gli occhi di chi ha visto e ha avuto il coraggio di non tacere. Descrivere il bullismo che molti hanno vissuto e pochi hanno raccontato. Lo ha fatto con un&#8217;espressività degna di De Sica. Un uso neorealista (attori) di un supporto moderno (web) che stimola molti perché sulla società moderna. Perché a cui si risponde con sufficienza. Perché che non andrebbero abbandonati a se stessi. Perché a cui rispondere con altri perché.<br />
Il mio plauso finale è per lo scontro/incontro tra il mondo finizionale e quello reale, mentre scorrono i titoli di coda.<br />
Le immagini parlano di più.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="334" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/rTF2uPjrBcw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="334" src="http://www.youtube.com/v/rTF2uPjrBcw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="334" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Z4G52fGAtSU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="334" src="http://www.youtube.com/v/Z4G52fGAtSU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Umberto Eco al rione Sanità</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 13:40:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina Sanza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il tempo passa ma le idee restano. Le provocazioni vengono accolte, partorendo idee pulsanti. Sabrina, host writer dicembrina, mi aveva stupito con la sua analisi greimassiana. Io l&#8217;ho provocata con Eco, lei ha risposto creativamente. Questa è la sua analisi, che riporto quasi per intero. Il mio intervento sarebbe stato superfluo, ma questo non mi esenta da...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il tempo passa ma le idee restano. Le provocazioni vengono accolte, partorendo idee pulsanti. <span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none;"><a href="http://www.facebook.com/people/Sabrina-Sanza/1468772386">Sabrina</a></span></span>, <span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none;">host writer dicembrina, </span></span>mi aveva stupito con la sua analisi <span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none;"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none;"><a href="http://blog.estrogeni.net/host-writer/greimas-al-rione-sanita/">greimassiana</a></span></span></span></span>. Io l&#8217;ho provocata con Eco, lei ha risposto creativamente. Questa è la sua analisi, che riporto quasi per intero. Il <a href="http://twitter.com/chinaski_83">mio</a> intervento sarebbe stato superfluo, ma questo non mi esenta da future considerazioni.<br />
<em><br />
[...]La semiotica interpretativa di Eco, caratterizzata da un approccio più filosofico che concreto nei confronti della disciplina, parte dall’assunto che ogni testo è una macchina pigra, che presuppone cioè l’intervento attivo del lettore, inteso come fruitore in senso lato di un testo che non è necessariamente scritto, per l’interpretazione e la completa comprensione dello stesso. Un testo può essere considerato chiuso o aperto, a seconda del fatto che la sua interpretazione contempli da parte del lettore un solo tipo di lettura possibile, o, al contrario, preveda differenti chiavi e possibilità interpretative, conseguenza della cooperazione attiva del lettore e della realtà culturale, sociale, storica e politica in cui esso si trova immerso; prima di giungere alla completa interpretazione di un testo, il lettore, in base ai primi elementi dello stesso con cui si trova a confrontarsi, prefigura dei mondi possibili, cioè è in grado di fare ipotesi, selezionare e decidere proprietà e universi di discorso, compiere delle inferenze, per poi verificare se gli stati successivi del testo disattendano o, al contrario, confermino le sue intuizioni. Il testo a cui si fa riferimento, il video-choc dell’omicidio, può essere considerato un testo aperto, in quanto le azioni, i gesti e le reazioni che rappresenta, al di là dell’evento inequivocabile dell’assassinio, sono suscettibili di essere interpretati in modo diverso in relazione alle differenti idee, ai vari (pre)giudizi e ai distinti contesti socio-culturali in cui si trovano i diversi lettori che fruiscono dello stesso.<br />
I fruitori del testo in questione potrebbero essere suddivisi in due fasce: [...] coloro che sono coinvolti nella realtà della camorra profondamente, in quanto, vivendo in un territorio maggiormente interessato dal fenomeno, vi si trovano quotidianamente e più facilmente a contatto, anche più direttamente diventando addirittura testimoni involontari di un omicidio come nel caso dei passanti del video, e il gruppo di coloro che, invece, si raffrontano con la realtà della camorra solo attraverso i canali informativi e le notizie e le immagini diffuse dagli stessi.<br />
Le immagini presenti nel video potrebbero, quindi, essere valutate e considerate, interpretate differentemente da questi due distinti gruppi di lettori: i lettori più lontani dalla realtà criminale napoletana potrebbero interpretare la fuga dei passanti, la noncuranza rispetto all’uomo riverso sul marciapiede di una strada affollata e la stessa scelta della diffusione del video per ottenere collaborazione e informazioni utili all’identificazione del killer [...], potrebbero prefigurarsi un mondo possibile in cui, per vigliaccheria o per fredda e distaccata abitudine alla violenza [...], coloro che si sono trovati coinvolti direttamente in questo omicidio non hanno prontamente reagito all’evento, chiedendo aiuto o contattando immediatamente le Autorità competenti. Contrariamente, chi si trova quotidianamente e intensamente a contatto con la realtà della camorra a Napoli[...], potrebbe interpretare le immagini del video, in particolare le reazioni dei passanti all’omicidio, immedesimandosi e compenetrandosi profondamente nella situazione rappresentata, potrebbe essersi prefigurato un mondo possibile in cui la fuga delle persone che transitavano nella strada davanti al bar e dei clienti dello stesso, la loro apparente indifferenza rispetto al crimine commesso, e l’omertà, la loro ritrosia a diffondere e comunicare alle Autorità informazioni di cui erano stati diretti testimoni, era in realtà dettata dalla paura, dal terrore di fronte ad un delitto commesso con una tale freddezza e lucidità, dall’istinto di sopravvivenza che potrebbe magari indurre a chiudersi e rifugiarsi nella propria dimensione individuale pur di non essere coinvolto in una situazione così pericolosa e potenzialmente letale.<br />
Considerando, però, l’esigua quantità dei componenti del secondo gruppo di lettori rispetto a quello precedentemente considerato, con tutta probabilità l’interpretazione da parte della maggior parte dei lettori delle azioni e reazioni rappresentate nel video ha contribuito a considerare un’immagine della città di Napoli che non corrisponde completamente alla realtà, quella cioè di una città in cui crimini efferati si consumano quotidianamente, senza alcun timore o scrupolo di chi li compie, sotto gli occhi di una popolazione indifferente, insensibile, fredda e distaccata anche rispetto alla morte, che andrà ad arricchire e rinforzare la già grande quantità di pregiudizi che gravitano intorno questa città e chi vi abita, e che era emersa prepotentemente già nell’estate scorsa, con la diffusione della notizia di un uomo romeno ucciso per errore in un raid di camorra nella metropolitana di Napoli davanti ad una folla indifferente che non fece nulla per aiutarlo e soccorrerlo.<br />
Diventa lecito, alla luce di questa riflessione, domandarsi quindi se il fine giustifica i mezzi, se è giusto che, per risolvere un caso giudiziario, si possa procedere in un modo che potrebbe essere considerato superficiale e leggero allo screditamento o ad una rappresentazione parziale dell’immagine e della reputazione di Napoli e dei napoletani; e forse diventa anche superfluo darsi una risposta.</em></p>
<p><em> </em></p>
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<p><em></p>
<p style="text-align: left;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/XCxAn6FhX_E&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/XCxAn6FhX_E&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p></em></p>
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		<title>Riposizionarsi</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 13:36:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Positioning_(marketing)">posizionamento</a> del brand è un elemento fondamentale, se non costitutivo, del marketing aziendale. Oggi è richiesta molta più attenzione, da parte dell&#8217;azienda, nell&#8217;effettuare il proprio posizionamento. Maggior accuratezza dovuta all&#8217;impossibilità di avere un perfetto controllo della situazione. Ciò non è possibile per semplici motivi, messi in chiaro da <a href="http://sethgodin.typepad.com/"> Seth Godin</a>: &#8220;il pubblico non può ascoltare tutto, non è possibile controllare il messaggio e perché tutto cambia rapidamente&#8221;. Non è possibile avere un posizionamento statico, all&#8217;interno del mercato odierno, e ciò riguarda sia le piccole realtà che il <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/04/classifica-brand-millward-brown-optimor.shtml?uuid=394c109e-0fc4-11dd-8e60-00000e251029&amp;DocRulesView=Libero">più potente</a> brand mondiale. Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Google">più noto</a> motore di ricerca, nelle ultime ore sta cercando di modifica il posizionamento, del suo brand, all&#8217;interno del mercato cinese. Un mercato di cui il colosso, entra a far parte nel lontano 2000, quando internet nel paese asiatico era ancora poco sviluppato e quindi molto fecondo. I problemi iniziano a sorgere dopo due anni, quando il sito viene oscurato dalle autorità e reso inaccessibile agli internauti cinesi, fino a giungere ad un &#8220;adeguamento&#8221; di Google alle leggi imposte da Pechino sull&#8217;informazione in rete. Google.cn accetta di introdurre dei filtri al proprio sito, per attuare la censura prevista dal regime cinese. I rapporti, dopo anni di tranquilla &#8220;convivenza&#8221; tra colossi, iniziano ad incrinarsi quando uno dei due cerca di imporsi sull&#8217;altro. Il regime oscura il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/YouTube">figlioletto</a> di Google, per la presenza di video di repressione armata contro i monaci buddisti. La situazione precipita gradualmente, fino allo schiaffo in faccia al regime di <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/01/13/visualizza_new.html_1673019467.html">ieri mattina</a>. Google, attraverso <a href="http://googleblog.blogspot.com/2010/01/new-approach-to-china.html">il blog ufficiale</a>, minaccia di lasciare il mercato cinese e disattiva i filtri. Gli internauti cinesi ritornano a vedere <a href="http://yfrog.com/17schermata20100114a12490p">l&#8217;omino</a> che sfido i carri armati. Una minaccia scaturita dal continuo attacco di hacker/spie, alle Gmail di oppositori del regime, con furto di dati sensibili. Un attacco continuativo e immorale, che ha portato il colosso del web a non favorire più la censura cinese.<br />
Una risposta al regime, che auspica un nuovo posizionamento della società all&#8217;interno del mercato asiatico. Un posizionamento non più assoggettato dalla censura, ma proteso ad una liberalizzazione del cyberspazio cinese. Una scelta virtuale, che porterebbe a miglioramenti reali. Un motivo in più per aggiudicarsi il <a href="http://www.internetforpeace.org/manifesto.cfm">più ambito dei titoli</a>.<br />
Riuscirà Google ad attuare le sue politiche? Rischierà di perdere 360 mil. di utenti e con essi un mercato da <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2010/01/google-mercato-cinese.shtml?uuid=a0be61a6-0062-11df-a9f5-2f77730cf3d1&amp;DocRulesView=Libero">600 mil. di $</a>? Riuscirà nel suo ri-posizionamento etico?<br />
Saranno queste le vere motivazioni o solo un movimento per riguadagnare una fetta di mercato, che si sposta <a href="http://friendfeed.com/mante/db825a54/grandissimo-post-di-google">altrove</a>?  Io,come<a href="http://www.kawakumi.com/2010/01/13/google-vs-cina-vince-il-web/"> Kawakumi</a>,sono per il free web.</p>
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		<title>Il simbolo perduto</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 13:53:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Permettete? Un pensiero simbolico. Sono a Varese, fuori fa freddo, quindi meglio prendere un po&#8217; di caldo prima di riuscire, e fare quattro saldi in giro per i negozi (:DDD). Sono nell&#8217;ufficio di una mia amica, ma qui dai pc aziendali non si va né su Facebook, né su Youtube. &#8220;Nè! Terun! ki se laùra.&#8221; Beh,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Permettete? Un pensiero simbolico.<br />
Sono a Varese, fuori fa freddo, quindi meglio prendere un po&#8217; di caldo prima di riuscire, e fare quattro saldi in giro per i negozi (:DDD). Sono nell&#8217;ufficio di una mia amica, ma qui dai pc aziendali non si va né su Facebook, né su Youtube. &#8220;Nè! Terun! ki se laùra.&#8221; Beh, almeno Repubblica.it lo posso leggere (fiù..) e allora becco questo articolo.<br />
<a href="http://www.repubblica.it/2010/01/sezioni/scienze/cento-invenzioni/cento-invenzioni/cento-invenzioni.html">Lance e carte di credito ecco i simboli della civiltà</a>, interessantissimo di Enrico Franceschini che parla di una lista redatta dal direttore del British Museum di Londra, Neil MacGregor, che ha selezionato <em>i cento oggetti che hanno fatto la storia dell&#8217;Homo Sapiens, in collaborazione con la Bbc che ne farà un </em><a href="http://www.bbc.co.uk/ahistoryoftheworld/"><span style="text-decoration: underline;"><em>programma radiofonico settimanale</em></span></a><em> a partire da fine gennaio. </em><br />
Continuo a leggere e scopro che è un articolo teaser. Infatti, la lista non compare, è segreta (shhh&#8230;). Sarà oggetto del programma radiofonico, tuttavia qualche items è stato svelato. Ciascuno di essi <em>fotografa un momento dell&#8217;evoluzione umana, una situazione o un evento che hanno condizionato i nostri antenati e ne hanno influenzato il cammino successivo. Una svolta tecnologica, come per esempio la lancia acuminata, sorella della clava, con cui l&#8217;uomo primitivo cominciò a cacciare e combattere, imparando ad assottigliare un ramo d&#8217;albero con una roccia fino al punto da renderlo un&#8217;arma letale. Oppure un cruciale passaggio di comunicazione e cultura, come la stele di Rosetta, la pietra &#8211; uno dei tesori del British Museum, di cui l&#8217;Egitto ha recentemente chiesto la restituzione &#8211; che permise di comprendere e tradurre finalmente i geroglifici</em>. Solo l&#8217;ultimo simbolo, il centesimo, non è ancora stato trovato e i curatori della lista hanno pensato bene di chiedere al pubblico di esprimere il proprio parere.<br />
Un articolo teaser è fatto per suscitare interesse e curiosità intorno all&#8217;argomento. E questo lo ha fatto. Mi sono chiesto cos&#8217;altro ci potrebbe/dovrebbe essere nella lista? &#8211; Vediamo.. la tv, internet, telefono, telefonino, cinema, macchina fotografia. Uff&#8230;<br />
Poi mi sono chiesto, cosa ci sarebbe nella mia lista? Ovvero quella che ha reso me un uomo sapiens (aspetto anche in questo caso una battuta di Alfredo).  &#8211; Ri-vediamo:<br />
- l&#8217;isola del tesoro (il primo libro che ho letto);<br />
- il commodore 64 (e da lì tutte le varie console della sony);<br />
- il pc (doh..);<br />
- il mac (:D);<br />
- l&#8217;adsl (= internet a casa 24h24);<br />
- l&#8217;iphone (= internet ovunque 24h24)<br />
- braveheart &#8217;95 di Mel Gibson (il primo film che vidi al cinema)<br />
- holly &amp; benji (anche se sono rimasto deluso quando poi ho scoperto che il campo di calcio non è lungo 1,5 km);<br />
- destro a volo di Van Basten nella finale dei Campionati Europei del &#8217;88 (ho scoperto una nuova religione, il calcio);<br />
- i videotutorial (di qualsiasi genere dalla grafica all&#8217;editing alla cucina);<br />
- il marketing non convenzionale.<br />
Vabbè 10 possono bastare. I vostri quali sono invece? O cosa non dovrebbe mancare nella lista di Neil MacGregor?</p>
<p><img class="alignnone" src="http://i.dailymail.co.uk/i/pix/2008/06/03/article-1023898-004A700D00000258-432_468x692.jpg" alt="" width="256" height="390" /><!--inserto--></p>
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		<title>Suicidio collettivo</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 15:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>300km da percorrere il 27 dicembre possono essere noiosi, sia per i postumi natalizi, sia per la scarsità di luce. Possono esserlo, ma se la quantità di zuccheri assunta è cospicua, si può anche ragionare. La tematica non è definita a priori, forse nemmeno a posteriori, lo scopo è riflettere o almeno provarci. Avendo una compagna di viaggio, sempre pronta a partecipare, ogni tragitto frutta qualche considerazione/collisione. Gli ultimi 300km, ci hanno portato a considerare la capacità degli individui di analizzare la realtà circostante, sulla loro capacità/volontà di informarsi e di approfondire le tematiche. Una carenza di capacità/volontà, dovuta essenzialmente alla mancanza di curiosità. Questo desiderio di conoscenza, latente o spiccato, è ciò che ha portato l&#8217;essere umano ad evolversi.  Una curiosità, che ci permette di essere ciò che siamo.<br />
La riflessione, come accade spesso, non ha portato a risultati concreti, ma a contrasti, vuoti e silenzi. Ovvero ciò che genera riflessioni ulteriori. Un ciclo continuo, vizioso, psichedelico.<br />
Poi una sera accendi la tv, canale 5, il <a href="http://www.grandefratello.mediaset.it/">GF</a>. I tuoi neuroni iniziano a suicidarsi. Assisti ad una scena che ha dell&#8217;incredibile, &#8220;uomini e donne&#8221;, urla, abbracci, pianti, pensi sia morto qualcuno e ti chiedi perché<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maria_De_Filippi"> Maria De Filippi</a> si sia messa a girare il nuovo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Saw_(saga)">Saw</a>. Non è un horror, non dovrebbe essere una fiction, ma un reality. Ed è proprio questo che ti fa venire i brividi. Questa è la realtà? Questa è la vita? Questa è la mia generazione?&#8230; ti fermi&#8230; prendi il telecomando&#8230; cambi canale. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=zVFTmREuphQ">Film</a>. Un acrobatico <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jet_Li">Jet Li</a>, capace di recitare una parte drammatica. Pensi.<br />
I media sono questi, belli perché vari. Capaci di offriti una grande quantità di materiale, che ognuno è chiamato a scoprire, selezionare e approfondire. Anche nel fruire un mezzo, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_ipodermica">ipodermico</a> sotto alcuni aspetti, come la tv, c&#8217;è bisogno di curiosità. Occorre lasciare attiva questa curiosità, intrinseca nell&#8217;uomo, anche quando si è alla ricerca del dovuto riposo.<br />
Avevo intenzione di citare la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_frame">teoria del frame</a>, di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Erving_Goffman">Erving Goffman</a> e il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Joshua_Meyrowitz">No sense of Place</a>, ma condividere un suicidio collettivo, potrebbe scaturire maggiore curiosità.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/pEemLsCtXWA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/pEemLsCtXWA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Greimas al rione Sanità</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 17:42:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dottoressa da pochi giorni, Sabrina Sanza è la nostra nuova host writer. Le abbiamo chiesto di applicare i suoi studi, le sue specializzazioni, le sue passioni, ma di farlo in modo non-convenzionale. L&#8217;abbiamo provocata. L&#8217;abbiamo stimolata. L&#8217;abbiamo dato fiducia. Lei ci ha stupito. Il tutto è nato da uno scambio di opinioni, nel vedere il video...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.estrogeni.net/riflessioni/chiarissimi-tutti/#sabrina">Dottoressa</a> da pochi giorni, <a href="http://www.facebook.com/people/Sabrina-Sanza/1468772386">Sabrina Sanza</a> è la nostra nuova host writer. Le abbiamo chiesto di applicare i suoi studi, le sue specializzazioni, le sue passioni, ma di farlo in modo non-convenzionale. L&#8217;abbiamo provocata. L&#8217;abbiamo stimolata. L&#8217;abbiamo dato fiducia. Lei ci ha stupito.<br />
Il tutto è nato da uno scambio di opinioni, nel vedere il video dell&#8217;omicidio su YouTube pochi giorni dopo l&#8217;accaduto. Ci siamo chiesti se la pubblicazione, la visibilità, il rendere virale qualcosa di così cruento, potesse essere visto come uno strumento pro o contro la legalità.<br />
In pratica, uno spot pro o contro camorra.<br />
Sabrina ha fatto il primo step, quello tecnico, professionale, dettagliato. Ne pubblichiamo un estratto.<br />
Alle conclusioni &#8211; e magari, anche alla considerazione se sia stato giusto o meno, da parte delel autorità, diffondere il video -, proveremo ad arrivarci in un post a quattro mani.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/XCxAn6FhX_E&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/XCxAn6FhX_E&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<span><span><br />
[...] Come un qualsiasi spot pubblicitario, il video può essere analizzato con gli strumenti semiotici che si applicano normalmente agli audiovisivi pubblicitari, propri dell’approccio della semiotica generativa di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Algirdas_Julien_Greimas"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none;">Greimas</span></span></a>, quali <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Quadrato_semiotico"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none;">il quadrato semiotico</span></span></a>, ad esempio. Grazie al quadrato semiotico si individuano due valori in opposizione tra loro che, attraverso la loro relazione di contrarietà, costituiscono la base del senso che, sviluppandosi e arricchendosi, si manifesta poi in situazioni, personaggi, tempi e luoghi determinati e concreti. Nel filmato oggetto della riflessione, i valori individuati in quanto base della narrazione rappresentata sono, come già sottolineato precedentemente, LEGALITÁ VS ILLEGALITÁ, che, con i rispettivi valori contraddittori a cui danno vita, NON-LEGALITÁ e NON-ILLEGALITÁ, corrispondono alle differenti fasi del video-choc. La fase della LEGALITÁ corrisponde alle scene inizialmente catturate dalla telecamera di sicurezza, scene di ordinaria quotidianità in una via commerciale e molto popolata come quella in cui si è consumato l’omicidio: diversi passanti transitano lungo una strada passando all’esterno di un bar, ognuno immersi nei propri pensieri, nelle proprie faccende e commissioni da sbrigare, nelle proprie vite, probabilmente neanche sapendo di essere ripresi da una telecamera di sicurezza, sicuramente ignorando che di lì a poco il marciapiede sul quale stanno camminando diventerà uno dei tanti testimoni di un omicidio. Il momento della NON-ILLEGALITÁ corrisponde, continuando nella visione del filmato, alla scena in cui davanti l’obiettivo della telecamera compare il killer, che, in questi primi frames precedenti al crimine che commetterà, potrebbe essere considerato alla stregua di un normale passante: infatti l’uomo, a volto scoperto, con un berretto calato sugli occhi e un giubbotto, passa accanto ad una signora che sta grattando un gratta e vinci, entra nel bar, si guarda intorno notando il barista intento a prendere un gelato per una signora dal congelatore, un uomo che gioca ai videopoker, costume ormai diffusissimo, finchè, ancora con una mano in tasca, esce dal bar. A questo punto si apre la fase della ILLEGALITÁ, in cui l’uomo, imperturbabile, con cinismo e freddezza, spara al torace il suo bersaglio, per poi finirlo completamente con un altro colpo alla nuca quando questi si è già accasciato al suolo e allontanarsi dalla porzione di spazio ripresa dall’obiettivo, ormai in fuga. In ultimo, si apre la fase della NON-LEGALITÁ, evidente nel comportamento dei testimoni dell’accaduto, dei clienti del bar e dei passanti che, con un’indifferenza propria di chi ha appena assistito ad una scena usuale e abituale, non certo mostrando l’atteggiamento o la tipica reazione che ci si aspetterebbe di fronte ad un assassinio avvenuto a pochi passi di distanza in pieno giorno e in una strada trafficata, si allontanano a passo svelto dalla scena del crimine, uscendo dal bar frettolosamente o, se si tratta di soggetti in transito sulla strada, quasi scavalcando il cadavere della vittima con noncuranza, gettando magari solo un’occhiata di curiosità morbosa alla sua figura riversa al suolo; questi comportamenti possono essere considerati </span></span><span><span>non-legali</span></span><span><span> in quanto coloro che li mettono in atto sembrano trascurare con una facilità quasi imbarazzante il dovere civico, la responsabilità sociale che dovrebbe indurli ad intervenire attivamente in una situazione simile, chiedendo aiuto o contattando le Autorità competenti tempestivamente. [...]</span></span></p>
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