Web Marketing

I Like it

Alessia the second

By Alessia the second
Published 20th May, 2011

È guerra tra i motori di ricerca. Bing sta cercando di conquistare la rete, proponendo una strategia basata su un sistema di ricerca sociale che non ha niente a che vedere con la ricerca semantica. Bing sta infatti guardando oltre: sta pensando di integrare le informazioni presenti su Facebook. Il motore di ricerca infatti privilegerà i “like” degli amici del social network e l’ordine dei risultati sarà determinato dalle preferenze sulle singole pagine di un sito. In questo modo l’utente si ritroverà di fronte a informazioni già testate dalla sua community, potrà inoltre cercare una Città e vedere quale amico ci abita. Tutto sarà basato su un sistema di “like” e commenti, attualmente non attivo in Italia. Bing sostituirà il metodo di ricerca freddo e non personalizzato. Ovviamente l’utente dovrà accettare il trattamento dei dati personali, operazione attualmente non consentita per il colosso Google. Pur essendo una grande novità, questo sistema di filtraggio è tuttavia basato sulle preferenze degli amici e la ricerca sarà quindi canalizzata sui loro gusti. Ma se dovessimo andare incontro alle nostre preferenze? Ci ritroveremo comunque inondati di “like” e forse non riusciremo a trovare ciò di cui abbiamo effettivamente bisogno.

Scusate, ci conosciamo?

Andy_Bd

By Andy_Bd
Published 12th May, 2011

Come da “copione” ecco che arriva il momento delle presentazioni. Il cosiddetto “esordio”; un momento topico nell’universo simbolico dello sport, di natura opposta ma sempre pregnante, invece, per ciò che concerne l’ambiente lavorativo.
Nonostante le analogie e le metafore ecco, dunque, facilmente spiegato il perché questo post, sul blog di Estrogeni, non possa essere altrimenti che un post di presentazione; d’altronde cos’è un esordio se non un presentarsi.
Tralasciando i preamboli e le chiacchiere della serie “allunghiamo il brodo” passiamo alla semplice (che poi tanto semplice non è) conoscenza. Il mio nome è Antonio e da poco più di un mese sono entrato a far parte della famiglia non tradizionale del team di Estrogeni; salernitano (nel cuore, nell’anima e nella mente), laureato in comunicazione d’impresa alla Sapienza di Roma mi occupo, insieme ad altri validissimi ragazzi, del reparto di web marketing.
Nel mio percorso formativo e professionale ho spaziato dal giornalismo, dalle aree comunicazione di società sportive fino ad approdare al web marketing prima in un’agenzia di Salerno e, ora, qui a Estrogeni. In questo mondo liquido e sfumato credo che non contino molto le onorificenze e le medaglie ma i percorsi con i quali si costruiscono relazioni e interazioni attraverso cui definire la propria identità e allargare gli orizzonti.
Il mio approdo a Estrogeni ha rappresentato il frutto di questo lento e graduale processo, dove ho avuto la fortuna di incontrare, prima di tutto, delle menti e, di conseguenza, delle persone con cui intraprendere una nuova avventura, dei sincretismi culturali e, soprattutto, un’ “illogica allegria”(cit.) con la quale affrontare il quotidiano e le opportunità/difficoltà che esso vorrà offrirci; avendo la consapevolezza di poter contare su un gruppo in grado di innovare il presente, o per lo meno, che fa quel che può non è che mo’ possiamo farceli tutti noi i problemi.
Beh, che dire; se non che posso pure finire di allungarlo sto brodo, ve’?

Guestbook. Intervista a Paolo Ratto

Francesco

By Francesco
Published 19th April, 2011

Il primo contatto con l’ospite di questa settimana è avvenuto in circostanze digitali non felici. Avevamo pensato di mettere su il primo cimitero delle piattaforme web 2.0, un punto di incontro/scontro dove si potesse monitorare i decessi, presunti o reali, delle realtà che alimentano il web. Un’idea che ha reso giustizia al concept, morendo. Ospite di oggi è Paolo Ratto, che oltre ad essere un interessante blogger e web marketing specialist a D4B, è un “collega” con cui si riesce a discutere dei propri lavori senza entrare in competizione. L’intervista seguente nasce su twitter, approfondita allo Iab Seminar per concludersi (forse) in questo post.

Ogni mattina su Internet un guru si sveglia e dichiarerà la morte di qualche parte del web. Ogni mattina su Internet un utente si sveglia e sa che un guru avrà dichiarato la morte di qualche parte del web… un cimitero virtuale che stiamo provando, con molte difficoltà, a documentare. L’ultimo arrivato, ma solo in senso temporale, è Bruce Sterling.
Credi che queste morti quasi quotidiane siano solo una mostrazione dei guru o è la normale evoluzione di un supporto, che si modifica con l’utilizzo che ne fanno gli utilizzatori?

Sicuramente il lanciarsi dei cosiddetti guru in affermazioni altisonanti (che altrove ho definito “per le allodole”), è, a mio parere, quasi imposto dal “mantello da indovini” che portano sulle spalle. Probabilmente se non fai predizioni (meglio catastrofiche!), non puoi fregiarti dell’appellativo di guru. Questa è una tendenza molto diffusa nella blogosfera. Un pò come quella di attaccare o difendere a spada tratta uno strumento piuttosto che un altro, quasi sospinti da un orgoglio tribale da sostenere nei confronti del nemico (penso a Twitter Vs Facebook), dimenticandosi spesso che stiamo parlando di strumenti e che è l’utente, con il suo utilizzo che ne determina essenzialmente le differenze.
Non si può negare che il settore sia contraddistinto da un’evoluzione rapidissima (talmente rapida che magari tra qualche mese, invece di commentare il Social Web ci troviamo a commentare una partita di briscola…!) Ciò che pertanto mi preme sottolineare è che la chiave va ricercata proprio nell’utilizzo. In fin dei conti sono gli utenti che determinano il futuro del supporto. Pensiamo al Facebook degli inizi e a quello odierno: per quanto Zuckerberg sia sicuramente un genio lungimirante è l’utilizzo che ne hanno fatto gli utenti che ha trasformato il network nella complessa macchina attuale. E’ lo strumento che si adatta agli utenti e non viceversa.

Semplificando il discorso possiamo dire che le tribù, generate all’interno della piattaforma, nell’utilizzo che ne fanno ne determinano il posizionamento? Provocatoriamente possiamo affermare che c’è un rovesciamento del concetto “Il medium è il messaggio”?

Sicuramente una delle caratterstiche che ha determinato il “boom” del Social Web è la forza aggregante delle tribù online. Il fatto che gli utenti si trovino in totale empatia con lo strumento che utilizzano, non solo ne determina il posizionamento, ma lo riempe di contenuti, significati e soprattutto emozioni. D’altronde è difficile definire tali comunità come virtuali, anche perchè di virtuale non c’è più niente. La comunicazione è sincrona, fittissima, multisensoriale. Il linguaggio fortemente arricchito e totalmente condiviso. E ciò che mi interessa particolarmente è che le iniziative promosse sfociano spesso nell’offline.
Calzanti, in questo senso, esempi della community twitteriana o foursquariana (occhio anche a app come Instagram). Rifletteteci un attimo…
E anche il buon McLuhan probabilmente constaterebbe che ciò che caratterizza il fenomeno del Web Sociale è proprio la messa in atto di meccanismi da sempre presenti nell’uomo, su cui la tecnologia ha saputo modellarsi. L’utente, ancora di più che il contenuto del “messaggio”, è il centro di questa rivoluzione. Gli strumenti sono satelliti, anche se spesso diventano oggetto di venerazione da parte della loro stessa nicchia.
Complesso no…?!?

La tecnologia si è modellata sui caratteri sociali dell’individuo, ma non dobbiamo perdere di vista il fatto che restano delle strutture con propri limiti e vincoli. Leggendo Googled di Ken Auletta mi ha colpito un’affermazione riguardo il più grande motore di ricerca della storia, ovvero che Google non sta modificando il nostro modo di cercare, ma siamo noi che stiamo imparando a cercare come ci sta insegnando Google. Sono le tecnologia a mutare il sociale o viceversa?

Secondo me siamo dinnanzi a due fenomeni distinti e cioè il Social e la Search, che nonostante stiano convergendo sempre più evidentemente (d’altronde ti chiedo che cosa non stia forse convergendo nel Social?!?) partano da presupposti diversi.
Credo che Auletta abbia ragione quando parla di Google e del fatto che, per quanto riguarda la maniera di cercare, Google sia intervenuto in maniera decisa e irrevocabile sul comportamento degli utenti, modificandolo e riuscendo ad adattarlo perfettamente alla filosofia del motore.
Discorso diverso se guardiamo i Social Network (che possiamo definire pilastro di ciò che mi piace definire Social Web): questi si sono evidentemente adattati proprio al carattere individuale, e addirittura socio-tribale degli utenti, sapendo mutare (Twitter e Facebook sono l’esempio più lampante) le proprie caratteristiche, realizzando ciò che la massa di utenti andava bramando, fino a qualche anno fa, nelle sue fantasia più recondite.
Mi permetto di andare oltre e dico che è probabilmente la stessa filosofia di Google, che ha fatto la storia della “ricerca” ad averne decretato l’insuccesso (almeno fino ad oggi) nel settore social. Ma su questo ci sarebbe da scrivere un libro…
Dando una risposta definitiva mi sento di dire che il “sociale” offre, in questo momento storico, l’ispirazione continua per l’evolversi dello sviluppo tecnologico. Internet non è mai stato così “utentecentrico” e la tecnologia non può far altro che cercare di soddisfare bisogni e necessità dell’utente (o delle tribù di utenti). Questa, a mio parere, la chiave di volte dell’Internet attuale. E poco importano le variabili del business e del marketing, perchè è sempre all’utente che bisogna rendere conto alla fine della favola.

Guestbook. Intervista a Gabriele Farina

Francesco

By Francesco
Published 22nd March, 2011

Soloparolesparse ma tanta voglia di comunicare.Il “personaggio” è uno di quelli che non si ferma mai: Blogger dal 2005, speaker radiofonico, redattore, folle pensatore, ideatore di VideoMart e grandissimo appassionato di cinema. Proprio la settima arte è il leitmotiv del suo lavoro crossmediale, che lo porta a essere uno dei Viral Hunter più noti della rete. Un blog di cinema, che non si ferma alle recensioni/critiche ma che accompagna la pellicola dalla genesi fino all’uscita in sale, passando per il momento più importante: la distribuzione. Gabriele Farina è un’estimatore della fase teaser che accompagna ogni pellicola, fase in cui le info sono volutamente poche per stuzzicare l’interesse dei prosumer. Farina è un segugio da viral marketing.

La tua ricerca del materiale virale parte di sicuramente dalla passione per il cinema, ma come mai hai avuto l’idea di scrivere un blog che fosse un database delle fasi teaser?

In realtà il mio interesse per il virale cinematografico diventa strutturato durante il periodo di collaborazione col portale ScreenWeek. In quel momento decidiamo che c’è talmente materiale in giro che è il caso di aprire una categoria specifica. Quel “Viral point” che poi ho trasferito sul mio blog (che comunque tratta il cinema ad ampio raggio) nel momento in cui si è chiusa quella collaborazione.
Del resto se non si categorizza il materiale sotto un qualche cappello è impossibile riuscire a star dietro all’evoluzione di alcuni virali che durano mesi o addirittura anni.

Campagne strutturate, che con molta fatica si vedono sul territorio nazionale. Strategie  virali, che a fronte di un costo bassa, non vengono realizzate così spesso come la comunicazione istituzionale. Cosa può spingere le case di distribuzione a investire sul marketing non convezionale?

Purtroppo in Italia è l’utilizzo della rete ad essere decisamente indietro rispetto a quanto succede, per esempio, negli Stati Uniti. Credo sia questo il motivo per cui le case di distribuzione si fidano ancora poco delle potenzialità offerte dal web e preferiscono continuare a muoversi su terreni conosciuti.
Che poi non è detto che il viral marketing debba essere legato esclusivamente alla rete.
In ogni caso qualcosa inizia a muoversi (penso a quello che sta succedendo nel campo dell’informazione) e probabilmente questo spingerà qualcuno a lanciarsi in campagne non convenzionali anche on line.
In generale comunque in Italia è difficile staccarsi dalla strada certa per sperimentare, anche quando è evidente che la strada certa è ormai una strada senza uscita.

La campagna di Super8, con grandi investimenti economici, ha creato un forte appeal per gli estimatori del genere ma raccontaci la cosa che più ti ha colpito in questi anni di caccia al virale.

Quello che mi colpisce è la varietà di soluzioni che i creativi riescono ad inventare. Siti fasulli, blog nascosti, personaggi di film che diventano reali, numeri di telefono.
A parte le campagne enormi come quella di Super 8, di Tron: Legacy o anche di Paranormal Activity (sebbene con modalità e investimenti completamente diversi), ho spesso apprezzato piccoli virali che magari si sono limitati a gettare un ponte tra la finzione e la realtà, come è accaduto per The Rommate oppure (ovviamente) l’elegante libro magico di Alice in Wonderland.
Se però devo dirti cosa mi colpì particolarmente nel momento in cui venne realizzato direi Paranormal Activity 2, nel momento in cui, durante il Fantastic Fest, fecero trovare direttamente nella camera di albergo di alcuni blogger una chiavetta con dentro un piccolo pezzetto del film, diverso per ogni blogger. Ognuno caricò sul proprio account il suo pezzo di video e poi toccò mettersi insieme per raccogliere tutto il materiale sparso.
Una soluzione che trovai simpatica e assolutamente coinvolgente.

Alfredo e le donne

Daniela

By Daniela
Published 7th March, 2011

Il 15 novembre del 2008 pubblicavo un post dedicato alle donne. Alle nostre clienti donne.
Iniziava così: “questo post è dedicato a tutte le clienti… della nostra agenzia. A Claudia Corina Fedora Giovanna Ilaria Isabella Laura Lucia Maria. Donne forti, sicure, appassionate. Complicate, uniche, solide e fragili, testarde e determinate. Donne innamorate del lavoro e della propria azienda, donne capaci di scommettere e di osare.” Oggi, dopo due anni e qualche mese, sento l’esigenza, profonda, di riaffermare che, da sempre, Estrogeni e le donne sono una miscela unica. Perché se ripenso alle sfide che abbiamo affrontato, ai progetti speciali che abbiamo seguito, alle strategie innovative che abbiamo potuto mettere in campo ritrovo come comune denominatore (salvo rarissime eccezioni) sempre e soltanto un cliente donna. Per quel coraggio di osare e rischiare, per la propensione all’innovazione, per la passione per il nuovo, per quella sicurezza nel provare strade mai battute, per la sfida – a volte controcorrente – di sceglierci come fornitori, per tutto questo, che è profondamente femminile, ringrazio le donne che ritroviamo al nostro fianco. Ripeto i loro nomi, aggiungendo i nuovi. Laura, Corina, Maria, Serena, Cristina, Luisa, Alessandra, Silvia, Anna Rita, Daniela, Francesca, Irene, Giovanna, Valentina, Federica, Simonetta, Claudia, Ilaria, Isabella, Lucia. E il post si chiudeva così: questo post è dedicato a noi, donne Estrogeni, che abbiamo la fortuna di lavorare con loro e per loro, ogni volta imparando e mettendoci in discussione, sostenendo, accompagnando, ridendo e piangendo, risolvendo, programmando, semplificando. Donne!
A noi tutte, ne sono certa, pensava Alfredo, il nostro Amministratore, quando diede un nome alla nostra agenzia.

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