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	<title>Estrogeni - Blog. CEO - Alfredo Borrelli. &#187; vittorio di giacomo</title>
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		<title>Guestbook. Intervista a Daniele Magliocca</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 10:01:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi inauguriamo la nuova sezione del blog dal nome Guestbook. La vita del nostro primo ospite rischia a breve di diventare più intasata del GRA alle 7 di ogni maledetto venerdì sera. Eppure, appena ha avuto un momento libero ha accettato l&#8217;invito a scambiare qualche battuta sul nostro blog. Per questo lo ringrazio due volte....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi inauguriamo la nuova sezione del blog dal nome <a href="http://blog.estrogeni.net/riflessioni/i-valori-di-un-blog-aziendale-il-nostro/" target="_blank">Guestbook</a>.<br />
La vita del nostro primo ospite rischia a breve di diventare più intasata del GRA alle 7 di ogni maledetto venerdì sera. Eppure, appena ha avuto un momento libero ha accettato l&#8217;invito a scambiare qualche battuta sul nostro blog. Per questo lo ringrazio due volte.<br />
Parlo di <a href="http://it.linkedin.com/in/danielemagliocca" target="_blank">Daniele Magliocca</a>, ovvero di <a href="http://viralmente.blogspot.com/" target="_blank">Viralmente</a> uno tra i blog di marketing non convenzionale tra i più conosciuti e ricercati del settore. Nella vita off-line, se mai abbia ancora senso fare questa distinzione, è media planner in <em>Proforma</em>, anche se avrebbe preferito fare il copy. Forse per questo il suo blog raccoglie un così vasto consenso. Con post veloci ed essenziali, Daniele riporta le creatività più importanti del momento. Individuando quelle che sono, o saranno a breve, case history. Come ci riesce? Ecco a domanda specifica cosa ha risposto.</p>
<p><a href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/01/Schermata-2011-01-17-a-16.32.02.png" rel="lightbox[4545]"><img class="size-full wp-image-4568 alignnone" title="Schermata 2011-01-17 a 16.32.02" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/01/Schermata-2011-01-17-a-16.32.02.png" alt="" width="82" height="72" /></a></p>
<p><strong> Ciao Daniele. Grazie per aver accettato e benvenuto su Estrogeni Blog. Ti va di dirci allora, tra le migliaia di creatività che vedrai al giorno, quando scatta nella tua mente la frase: questa merita un post?</strong></p>
<p><em>Innanzitutto grazie a voi per avermi invitato. È           vero, le creatività da scandagliare           sono           in continuo aumento. Da quando l’avvento del social networking           ha iperstimolato           il nostro desiderio di condivisione, difficilmente ci lasciamo           sfuggire l’opportunità           di mostrare una cosa ganza ai nostri amici o followers.</em></p>
<p><em>Se           da un lato questo scombinato flusso informativo rappresenta           un’opportunità, dall’altro           obbliga a un maggiore impegno e a un’attenzione tale da           riuscire a captare notizie           “postabili” prima che il loro ciclo di vita si concluda.  Oggi, a differenza di qualche anno fa,           un’informazione           invecchia molto più velocemente di una versione di explorer.</em></p>
<p><em>Da           blogger recidivo quale sono, faccio quindi il possibile per           rimanere immerso (weekend           inclusi e moglie incazzatissima incombente) in un subisso di           preziosissime fonti           disseminate in mezzo mondo, per fare incetta di novità fresche           di giornata e quasi           esclusivamente appartenenti a quella che un tempo veniva           definita comunicazione           non convenzionale. Ogni giorno, passando al setaccio alcune           decine di campagne,           finisco per prediligere soprattutto quelle che, per tecnica di           realizzazione,           per strategia di diffusione o semplicemente per la folle           genialità che le           contraddistingue, ritengo possano servire da stimolo per chi,           come me, non si           accontenta soltanto di abitare in questo meraviglioso mondo ma           vuole assaporare           giorno dopo giorno le sue infinite nuance.<br />
Sono campagne del calibro di “<a href="http://viralmente.blogspot.com/2010/09/tipp-ex-hunter-shoots-bear.html" target="_blank">Tippexperience</a>” o video virali come “<a href="http://viralmente.blogspot.com/2010/01/le-pene-di-un-pene.html" target="_blank">Graffiti</a>” dell’associazione Aides a ribellare l’istintiva smania di condivisione.  È la freschezza dei contenuti e l’inconfutabile capacità di sorprendere, divertire, coinvolgere o scuotere che rende lo share doveroso soprattutto quando originalità e tecnicità si amalgamano perfettamente con adeguate strategie di marketing (teasing, seeding, buzz).</em></p>
<p><em>La  recente “<a href="http://viralmente.blogspot.com/2010/11/giovani-disposti-tutto.html" target="_blank">Giovani NON+ disposti a tutto</a>” di CGIL, per esempio, è tra le campagne teaser Made in Italy che mi piace menzionare per il grande successo in termini di buzz ottenuto, oltre che per lo spontaneo e massiccio coinvolgimento di una incuriosita blogosfera.</em></p>
<p><a href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/01/aides.jpg" rel="lightbox[4545]"><img class="alignnone size-full wp-image-4572" title="aides" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/01/aides.jpg" alt="" width="400" height="151" /></a></p>
<p><a href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/01/tipp-ex.jpg" rel="lightbox[4545]"><img class="alignnone size-full wp-image-4574" title="tipp-ex" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/01/tipp-ex.jpg" alt="" width="400" height="227" /></a></p>
<p><a href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/01/2.jpg" rel="lightbox[4545]"><img class="alignnone size-full wp-image-4575" title="2" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/01/2.jpg" alt="" width="400" height="184" /></a></p>
<p><strong>Wow! Tre delle campagne virali più importanti del 2010. Abbiamo capito che per finire sul tuo blog bisogna essere tremendamente bravi. In bocca al lupo per la tua attività e torna presto a trovarci.</strong></p>
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		<title>I valori di un blog aziendale. Il nostro</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 15:37:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo spazio che si alimenta di riflessioni, recensioni, emozioni, siamo soliti chiamarlo blog aziendale. Non ho difficoltà a riconoscere che, fino a qualche tempo fa (giusto, Davide?), non avevo assolutamente idea di cosa fosse e, cosa più grave per me, non riuscivo neanche a intravederne le potenzialità. Oggi che, con una certa soddisfazione, raccogliamo un...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo spazio che si alimenta di riflessioni, recensioni, emozioni, siamo soliti chiamarlo blog aziendale.<br />
Non ho difficoltà a riconoscere che, fino a qualche tempo fa (giusto, <a href="http://www.kawakumi.com/">Davide</a>?), non avevo assolutamente idea di cosa fosse e, cosa più grave per me, non riuscivo neanche a intravederne le potenzialità.<br />
Oggi che, con una certa soddisfazione, raccogliamo un discreto interesse, mi va di dire cos’è per me un blog aziendale e cosa deve diventare.<br />
Abbiamo condiviso, giorni fa, un <a href="http://www.bloginazienda.com/perdita-di-tempo/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed:+bloginazienda+(Blog+in+Azienda)">intervento interessante quanto divertente</a> in merito. Mi ha fatto tornare con il pensiero a Donnarumma all’assalto.<br />
L’ho letto, ormai, più d’una ventina d’anni fa. Una di quelle letture che sei convinto vadano fatte, perché ne hai sentito parlare bene e perché pensi facciano bene anche a te. Che sei convinto di valere e pensi che gli altri non ti meritino e invece hai solo bisogno di confrontarti e misurarti. Quanti ne ho conosciuti di tipi come me, allora. Quanti ne riconosco ancor oggi, ahimè. Nella mia terra che dà sul mare ma anche fuori, che del mare non c’è neanche l’aria.<br />
C’è un bellissimo passaggio in cui il selezionatore di manodopera (l’autore, Ottieri) venuto dal nord, incuriosito e poi spaesato e infine disincantato, mette a fuoco (stiamo parlando del 1959&#8230;) quello che, ancora oggi, a mio avviso, è il vero problema italiano (non più solo del sud). Lo smarrimento del concetto di coscienza collettiva.<br />
Senza volermi addentrare in discussioni di carattere storico-economico-industriale-psico-sociologico che non mi competono, mi è sempre piaciuto pensare l’azienda quale un microcosmo e il nostro blog aziendale dunque un luogo in cui, dopo averlo seminato con passione e convinzione, veder maturare un sentire identitario (giammai totalitario, of course) su cu far leva anche per una sana e necessaria crescita commerciale nella cosiddetta network society. Semplicemente, un posizionamento. Il nostro.<br />
Del resto, proprio uno dei maestri della comunicazione, Toni Muzi Falconi, di recente, ha dichiarato che “l’organizzazione aziendale è un editore nel senso ampio del termine… ”. Come dire, l’azienda quale mezzo di comunicazione in sé. L’azienda che diventa smart, integrando le due facce, “l’una materiale, hard e l’altra narrativa, soft&#8230;”.<br />
E allora, volendo estremizzare, se l’azienda è il mezzo, perché non immaginare il blog come il messaggio?<br />
Pertanto.<br />
Dico ad <a href="http://it.linkedin.com/in/alessandrocosimetti">Alessandro</a> che anch’io, nelle mie precedenti esperienze presso multinazionali, mai ho avuto la possibilità di scrivere su uno strumento di comunicazione aziendale (però, da creativo, avevo la possibilità di dire la mia e farmi notare attraverso il lavoro, le proposte, le idee, in concreto).<br />
Dico ad Alessandro e a tutti che non è facile trasmettere il senso dell’opportunità che è nel blog aziendale, superando diffidenze naturali e non.<br />
Dico ad Alessandro, a tutti e dunque anche a me, tuttavia, che altro percorso di maturazione similmente libero, aperto, immediato, sostenibile, non riesco ad individuarlo.<br />
Riflettendo, però, è venuto sempre più spesso da pensare che la qualifica di aziendale stesse a porre un argine alla libertà propria del web. È questo il motivo per cui, nel tempo, sotto la categoria <a href="http://blog.estrogeni.net/category/host-writer/">Hostwriter</a>, abbiamo voluto ospitare interventi in tema di comunicazione, anche da parte di chi non è strettamente Estrogeni.<br />
Da oggi, raccogliendo lo spunto di <a href="http://it.linkedin.com/in/vittoriodigiacomo">Vittorio</a>, andiamo oltre. Attraverso la categoria Guestbook, condivideremo i pensieri di chi &#8211; come noi &#8211; è quotidianamente alla ricerca di soluzioni innovative per il proprio ambito professionale. Dalla tecnologia alla gastronomia, dalla letteratura all’architettura, dalla musica al cinema.<br />
Perché se la rete non ha confini (tecnologici), figuriamoci l’ambizione (umana) di delineare una coscienza.</p>
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		<title>Pronti, partenza, tweet! The twitter fueled race</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 14:43:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Permettete? Un pensiero di corsa. Siamo a metà gennaio ed è già quasi tempo di Super Bowl, l&#8217;evento più spettacolare del panorama sportivo americano. Infatti il football americano è l&#8217;unico dei 4 più importanti sport nazionali ad assegnare il titolo in gara unica. Lo scorso anno furono i Saints di New Orleans ad aggiudicarsi il...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br/><br />
<br/><br />
<a href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/01/Schermata-2011-01-12-a-15.24.22-e1294842327476.png" rel="lightbox[4505]"><img class="size-full wp-image-4508 alignnone" title="Schermata 2011-01-12 a 15.24.22" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/01/Schermata-2011-01-12-a-15.24.22-e1294842327476.png" alt="" width="315" height="269" /></a></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.sporth24.com/wp-content/uploads/image/RUGBY%202.jpg" alt="" width="315" height="213" /></p>
<p>Permettete? Un pensiero di corsa.<br />
Siamo a metà gennaio ed è già quasi tempo di <a href="http://www.nfl.com/superbowl/45">Super Bowl</a>, l&#8217;evento più spettacolare del panorama sportivo americano. Infatti il football americano è l&#8217;unico dei 4 più importanti sport nazionali ad assegnare il titolo in gara unica. Lo scorso anno furono i <a href="http://www.neworleanssaints.com/" target="_blank">Saints di New Orleans</a> ad aggiudicarsi il titolo contro le pistole di Indiana, gli <a href="http://www.colts.com/" target="_blank">Indianapolis Colts</a>. Entrambe le franchigie sono già uscite dalla corsa al titolo di quest&#8217;anno.<br />
E corsa sarà per davvero. Infatti, per la sua prima partecipazione al Super Bowl in qualità di sponsor, Mercedes-Benz si presenta con una campagna social altisonante e virale. La prima corsa d&#8217;auto alimentate a tweet. Quattro team in gara. Ognuno con la propria auto. Partiranno da New York, Tampa e Chicago con l&#8217;obiettivo di arrivare per primi a Dallas, città che quest&#8217;anno ospiterà il Super Bowl. I racers dovranno completare delle sfide che verranno annunciate durante il percorso e raccogliere il maggior numero di tweet &amp; like. In palio una <a href="http://www.benz-carz.com/2010/11/12/2012-mercedes-benz-c-class-coupe/" target="_blank">2012 C-Class Coupe</a>, i biglietti per la partita, e pass per gli <a href="http://www.usopen.org/">US Open</a> di Tennis (indovinate chi li organizza&#8230;)<br />
L&#8217;attività si svolgerà sulla fan page ufficiale della casa automobilistica <a href="http://www.facebook.com/mercedesbenzusa?v=wall" target="_blank">Mercedes-Benz USA</a> e sul profilo twitter creato ad-hoc, <a href="http://twitter.com/#!/MBtweetraceHQ" target="_blank">Mercedes Tweet Race.</a> Pensate che questo profilo in un mese ha raccolto oltre 24.000 followers, che si vanno ad associare ai 39.000 fan della pagina Facebook.<br />
Trovo l&#8217;attività appassionante. Una comunicazione sicuramente non ecologica, ma di certo sostenibile. Per un pubblico come quello americano, tendenzialmente partecipativo e competitivo.<br />
Una trovata che non sarà ricercata come il seno di Janette Jackson, ma è di sicuro molto più smart.</p>
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		<title>Fotogrammi ormonali</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 11:10:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Relativamente ai film per cui abbiamo lavorato nel 2010, ricordo. La passione di Soul Kitchen. La sobrietà del Riccio. L’energia del Concerto. La temerarietà del Profeta. L’allegria del Piccolo Nicolas. La verità di Draquila. La compiutezza della Regina dei castelli di carta. La profondità di Niente Paura. La vitalità di Resident Evil Afterlife. La leggerezza di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Relativamente ai film per cui abbiamo lavorato nel 2010, ricordo.<br />
La passione di <a href="http://www.soulkitchen-ilfilm.it/">Soul Kitchen</a>.<br />
La sobrietà del <a href="http://blog.libero.it/ilriccio/">Riccio</a>.<br />
L’energia del <a href="http://twitter.com/andreifilipov" target="_blank">Concerto</a>.<br />
La temerarietà del Profeta.<br />
L’allegria del <a href="http://www.ilpiccolonicolas.it/">Piccolo Nicolas</a>.<br />
La verità di <a href="http://www.draquila-ilfilm.it/">Draquila</a>.<br />
La compiutezza della <a href="http://www.lareginadeicastellidicarta-ilfilm.it/">Regina dei castelli di carta</a>.<br />
La profondità di <a href="http://www.nientepaura-ilfilm.it/">Niente Paura</a>.<br />
La vitalità di <a href="http://www.facebook.com/residentevil3D?ref=ts">Resident Evil Afterlife</a>.<br />
La leggerezza di <a href="http://www.facebook.com/mangiapregaama?ref=ts">Mangia prega ama</a>.<br />
L’urgenza della Pecora Nera.<br />
L’attesa dell’<a href="http://ordinedeiliberati.it/">Ultimo esorcismo</a>.<br />
L’eleganza di Potiche.<br />
La forza di The Killer inside me.<br />
La lezione delle <a href="http://www.leavventuredisammy.it/giochi/">Avventure di Sammy</a>.<br />
Tra di essi, scelgo quale film dell’anno Il profeta.<br />
Visionario ma reale, raffinato mai lezioso. Duro, a tratti ironico. Come la vita, dentro e fuori.<br />
E voi, cosa ricordate? Quale preferite?</p>
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		<title>Sguardo sul passato</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 09:58:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Capita sempre così. Quando meno te l&#8217;aspetti, all&#8217;improvviso, riesci a mettere ordine. Tra le cose, tra i lavori, tra la storia dell&#8217;azienda. E perciò, mentre è on air la campagna di comunicazione di Estrogeni per Estrogeni, destinazione futuro, ci siamo dati l&#8217;obbligo di rivedere (catalogandoli) i nostri lavori per aggiornare il sito e renderlo ancora...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Capita sempre così. Quando meno te l&#8217;aspetti, all&#8217;improvviso, riesci a mettere ordine. Tra le cose, tra i lavori, tra la storia dell&#8217;azienda. E perciò, mentre è on air la campagna di comunicazione di <a href="http://blog.estrogeni.net/estrogenews/estrogeni-va-in-campagna/">Estrogeni </a>per Estrogeni, destinazione futuro, ci siamo dati l&#8217;obbligo di rivedere (catalogandoli) i nostri lavori per aggiornare il sito e renderlo ancora più fruibile. Come da una vecchia scatola dimenticata in soffitta, emergono pezzi di storia, spot, campagne, creatività realizzate. Un lavoro sartoriale fatto con i tempi e i modi della bottega di quando iniziammo; con uno spirito che ci accompagna ancora oggi, ma che, a guardarlo sul passato, ha un fascino tutto particolare. Quello che vi presento è uno spot dedicato al sociale. Lo spunto è stato una donazione fatta dal Comune di Roma a <a href="http://www.cittadinanzattiva.it/">Cittadinanzattiva</a>, la rete civica di cui fa parte il Tribunale per i diritti del malato, in occasione dei 25 anni dalla nascita dell’organizzazione. La donazione consisteva in un bene: la villa Bellosguardo, uno spazio pubblico, donato ad alcune associazioni per trasformarlo in un luogo di cura e di accoglienza dei pazienti e delle loro famiglie. Nasce così questo video. In un crescendo di immagini e super, una carrellata su situazioni di sofferenza. In ospedale. E di sguardi. Tristi. Per raccontare la sanità per l’infanzia com&#8217;è. Per raccontare come può essere.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/LGNDeo_OFmo?hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/LGNDeo_OFmo?hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		<title>Estrogeni va in campagna</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 09:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È on air oggi &#8211; su Il sole 24 ore &#8211; il secondo soggetto della prima campagna di comunicazione di Estrogeni per Estrogeni. Una profonda distesa verde con un messaggio chiaro e inequivocabile: si regalano campagne. Gratis! Dopo la lettera di Babbo Natale, ecco un nuovo messaggio a ribadire l&#8217;iniziativa. Offrire, agli imprenditori che coltivano...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È on air oggi &#8211; su Il sole 24 ore &#8211; il secondo soggetto della prima campagna di comunicazione di Estrogeni per Estrogeni. Una profonda distesa verde con un messaggio chiaro e inequivocabile: si regalano campagne. Gratis!<br />
Dopo la <a href="http://blog.estrogeni.net/vita-aziendale/ma-tu-ci-credi-a-babbo-natale/">lettera </a>di Babbo Natale, ecco un nuovo messaggio a ribadire l&#8217;iniziativa. Offrire, agli imprenditori che coltivano un sogno, un progetto di comunicazione.  Per essere grandi ma con l&#8217;entusiasmo e la passione dei piccoli. Per cogliere un&#8217;opportunità. Per sperimentare una struttura che si mette in gioco. Per realizzare un progetto che aspetta nel cassetto. Per rischiare, insieme, su un nuovo progetto.<br />
Troppo semplice?<br />
Metteteci alla prova, scrivete subito a <a href="mailto:babbo.natale@estrogeni.net">babbo.natale@estrogeni.net</a>. La vostra campagna vi aspetta!<br />
<a href="http://www.estrogeni.net/babbonatale/"><br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-3897" title="360x502-sole24h-bis.indd" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2010/10/estrogeni-sole24h2-215x300.jpg" alt="" width="215" height="300" /></a></p>
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		<title>La Freccia è tratta</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Oct 2010 10:44:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Permettete? Un pensiero interrogativo. Molto spesso, su questo blog, abbiamo analizzato le migliori produzioni fatte da altre agenzie. Questo perché siamo convinti che le creatività capaci di far esplodere un ragionamento, arricchiscono. Siano esse pregevoli o totalmente sconclusionate, sono utili per l&#8217;apprendimento. Diciamo che, in certi casi, si fa esperienza sulla pelle degli altri. Interessante, in...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Permettete? Un pensiero interrogativo.<br />
Molto spesso, su questo blog, abbiamo analizzato le migliori produzioni fatte da altre agenzie. Questo perché siamo convinti che le creatività capaci di far esplodere un ragionamento, arricchiscono. Siano esse pregevoli o totalmente sconclusionate, sono utili per l&#8217;apprendimento. Diciamo che, in certi casi, si fa esperienza sulla pelle degli altri.<br />
Interessante, in merito, il pensiero espresso da <strong>Chiara Garibaldi in occasione del Piemonte Share Festival</strong>: “<em>L’errore  racchiude una potenza creativa unica perché rappresenta sempre  l’emergere di un problema: in tutte le sue varianti, indica una  questione che necessita attenzione e questa attenzione suscita  controversie, le controversie generano soluzioni e innovazione. Ecco  perché è interessante in questo periodo di emergenze globali occuparsi  degli errori intelligenti.</em>” (fonte <a href="http://feedproxy.google.com/~r/NinjaMarketing/~3/24Kmkpe2JAg/" target="_blank">NinjaMarketing</a>)<br />
Venendo al punto. In settimana, mi è capitato più volte di leggere articoli che hanno ripreso la polemica generata dalla promozione/iniziativa &#8220;Frecciarosa&#8221;, innaugurata da Trenitalia a inizio Ottobre. In sostanza, la parte interessante dell&#8217;offerta per il consumatore è stata &#8220;<em>La possibilità per le donne di <strong>viaggiare gratis sui treni della media e lunga percorrenza</strong> (con <a href="http://www.trenitalia.com/cms/v/index.jsp?vgnextoid=873c9ec79051b210VgnVCM1000003f16f90aRCRD"><strong>l’Offerta Familia Ottobre</strong> e <strong>Sabato Rosa</strong></a>) e l’opportunità di usufruire di un <strong>biglietto omaggio per i musei</strong> di <strong>Roma</strong>, <strong>Firenze</strong>, <strong>Venezia</strong> e<strong>Napoli</strong> esibendo il biglietto <strong>Offerta Familia Ottobre</strong> e <strong>Sabato Rosa</strong>, oltre a tanti omaggi e sconti ad hoc per le viaggiatrici . L’inziativa coinvolge inoltre anche pattuglie Polfer di sole donne sui treni e nelle stazioni per informare sui temi della sicurezza</em> (fonte <a href="http://www.ferroviedellostato.it/cms/v/index.jsp?vgnextoid=89b2aae91de3b210VgnVCM1000003f16f90aRCRD">Trenitalia.it</a>).<br />
La problematica si è generata, secondo l&#8217;opinione pubblica in prima istanza e il <a href="http://www.agi.it/repository/struttura-sito/la-voce-dei-consumatori/codacons/notizie/ferrovie-ecco-la-freccia-rosa-un-mese-di-promozioni-per-sole-donne" target="_blank">Codancons</a> poi, intorno alla discriminazione delle donne single, vedove e divorziate, per cui non erano previste agevolazioni. Ciò ha avuto, come è immaginabile, conseguenze notevoli sulla brand reputation di Trenitalia, che ha infatti reagito arricchendo l&#8217;offerta con soluzioni più estese.<br />
Mi sono posto quindi la domanda, <em>C&#8217;è stato un errore di comunicazione?. </em>Leggendo quanto scritto sul sito, probabilmente sì: <em>Le ferrovie si tingono di rosa. Per l’intero mese di ottobre stazioni e treni del Gruppo FS diventeranno teatro di iniziative e promozioni di grande impatto a favore della clientela femminile, con al centro una campagna di comunicazione e sensibilizzazione sui temi della salute, dei diritti e della sicurezza delle donne, con il sostegno e la collaborazione di Ministeri e Associazioni (fonte <a href="http://www.ferroviedellostato.it/cms/v/index.jsp?vgnextoid=89b2aae91de3b210VgnVCM1000003f16f90aRCRD">Trenitalia.it</a>)</em>.<br />
Evidentemente, si parla a tutto il pubblico femminile, non ad una parte. La stessa definizione &#8220;Frecciarosa&#8221; seleziona naturalmente un target femminile. Di sole donne, eppure l&#8217;offerta non comprende le donne sole.<br />
Successivamente, quindi, mi sono chiesto, <em>L&#8217;errore di comunicazione era evitabile?</em> Sì. Ma è scontato dirlo ex-post. E qui, torniamo all&#8217;importanza degli errori e di riuscire a leggerli. Se l&#8217;errore lo commettono gli altri, beh&#8230; siete stati fortunati.<br />
Spero sia chiaro che il mio intento, con quest&#8217;articolo, non è parlar male della creatività altrui. Ho preso ad esame questo caso perché mi ha interessato e sono riuscito ad approfondirlo per tutta la settimana. Trovando, infatti, ben 11 articoli che hanno trattato l&#8217;argomento.<br />
Chiunque abbia sostenuto un esame di Teorie e Tecniche della comunicazione pubblicitaria, si sarà sicuramente accorto dell&#8217;importanza di rispondere correttamente alla domanda sull&#8217;analisi di una creatività (io ancora ricordo la mia con cui mi trovai totalmente in disaccordo con il mio professore, un certo Alfredo Borrelli, non so se lo conoscete&#8230;). Per questo, ho scritto l&#8217;articolo. Per consigliare a tutti coloro che studiano con la convizione di fare questo lavoro, di soffermarsi su tutto quello che vedono per strada, in tv o in rete e soprattutto sulle campagne che trovano sbagliate. Inseguendo i ragionamenti che esse generano. Non sarà mai possibile abbattere totalmente il margine d&#8217;errore ma abbassarlo di molto, credo proprio di sì.</p>
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		<title>Annozero. Il Fenomeno sociale</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 13:52:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Permettete? Uno zeropensiero.<br />
Ieri sera, come qualcun altro in Italia, ho visto Annozero. Nella puntata di ieri, la sobrietà delle parti in causa non ha dato luogo a spiacevoli, a volte vergognosi, teatrini di urla e accuse, reciproche, sterili, inconcludenti. Premetto una cosa. Io voto a sinistra, quando ne vale la pena. Altrimenti, voto bianco. Messo in chiaro questo aspetto, sottolineo che questo non è un post volto a lodare Annozero bensì ad analizzare il suo fenomeno sociale online (ci tento almeno), partendo da quello che ha generato la puntata di ieri sera e da questa riflessione.<br />
&#8220;Scherzi a parte&#8221; ha dato ampio spazio al problema della disoccupazione, con il <a href="http://faenzanotizie.it/main/index.php?id_pag=23&amp;id_blog_post=5353" target="_blank">caso delle donne dell&#8217;Omsa di Faenza</a> a tenere banco. Un problema di cui anche noi che abbiamo un lavoro dobbiamo preoccuparci. Da qui, è partita la mia riflessione. Mi sono chiesto quante persone come me in quel momento stessero guardando il programma. Non per il programma in sé, né per le vignette di Vauro (che adoro), né per l&#8217;arringa di Santoro in difesa di se stesso (che ho condiviso, ma non condivido ad ogni modo i vaffa di ogni genere, perché inficiano in primo luogo la dignità di se stessi), né per l&#8217;editoriale di Travaglio ma per l&#8217;attenzione posta su questo enorme problema. E come su questo, per l&#8217;approfondimento che dedica a tanti altri problemi gravi che affliggono il nostro paese.<br />
Sono entrato pertanto nei social, per vedere se qualcuno avesse dato il via a dibattiti di qualsiasi genere. E molto tristemente, ho trovato stati del tipo: &#8220;Quale calciatore ti somiglia di più?&#8221; &#8211; &#8220;HAPPY MILF. Il nuovo menu di McDonalds&#8221;&#8230;&#8230;<br />
Ho trovato la cosa abbastanza deprimente. Ho chiuso e ci ho riprovato con più calma stamattina. Ed ecco un po&#8217; di numeri.<br />
Annozero non ha vinto soltanto la gara di ascolti in tv (<a href="http://antoniogenna.wordpress.com/2010/10/15/ieri-e-oggi-in-tv-15102010-i-dati-auditel-di-giovedi-14-ottobre-annozero-supera-tutti-con-poco-meno-di-63-milioni-di-spettatori-e-il-2347-di-share-61-milioni-per-chi-ha-incastrato-peter-pan-c/">6,3 mln di spettatori e il 23%</a>), ma ha avuto un riverbero enorme anche in rete, generando conversazioni sia tra gli utenti di destra che sinistra. Probabilmente, rendendo ancora più forte il senso del messaggio che sta dando. Infatti, con soli 20 contenuti pubblicati su Facebook estratti dalle testate principali che hanno trattato l&#8217;argomento (Unità, Corriere della Sera, Repubblica, ilFattoquotidiano, Annozero, Informare per resistere, IlManifesto), la puntata di ieri sera ha generato <strong>4.109 commenti</strong> e <strong>8.855 mipiace</strong> in 12 ore. In più, sono andato a vedere quali pagine esistessero in rete dedicate ad Annozero e quanti fan totali ci fossero. Anche qui, il numero di fan è di tutto rispetto: <strong>498.957</strong> divisi su 8 contenuti principali. Chi fosse interessato invece a sapere se ci sono state conversazioni su Twitter, consiglio questo <a href="http://www.google.it/#q=annozero&amp;hl=it&amp;biw=1415&amp;bih=722&amp;prmdo=1&amp;prmd=nv&amp;source=lnms&amp;ei=sSy4TO_fF8PpOebzmNYM&amp;sa=X&amp;oi=mode_link&amp;ct=mode&amp;ved=0CCQQ_AU&amp;&amp;tbs=mbl:1,mbl_hs:1287093600,mbl_he:1287179999&amp;fp=295921c2f8bd3246">link</a>.<br />
Numeri, questi, che mostrano il notevole passaparola generato dai temi trattati. Dati (certamente parziali) che, nel mondo della comunicazione contemporanea, acquisiranno una forza sempre maggiore, fino a diventare più importanti dell&#8217;Auditel stesso. Perché una cosa è tenere la tv accesa mentre si stira o si prepara la cena. Un&#8217;altra è spostare la propria attenzione dalla tv al pc, per approfondire ed espandere la discussione.</p>
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		<title>Unconventional Cooking</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 16:09:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Permettete? Un pensiero culinario. Come ben sapete se seguite questo blog, l&#8217;arte del non-convenzionale può esprimersi in diverse forme e diversi campi. Anche in cucina, ad esempio. Arriva infatti a Milano, le Grand Fooding di Alexandre Cammas. Nella notte del 15 Ottobre, dalle 19, in via Tortona 31, in uno spazio abitualmente usato per attività...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Permettete? Un pensiero culinario.<br />
Come ben sapete se seguite questo blog, l&#8217;arte del non-convenzionale può esprimersi in diverse forme e diversi campi. Anche in cucina, ad esempio.<br />
Arriva infatti a Milano, le Grand Fooding di Alexandre Cammas. Nella notte del 15 Ottobre, dalle 19, in via Tortona 31, <em>in uno spazio abitualmente usato per attività industriali e che terminato l’evento tornerà alla destinazione originaria. Attorno a un capannone centrale il percorso gustativo-visivo si snoda tra spazi coperti e aperti, tra cucina, musica e incontri, </em>come leggiamo su <a href="in uno spazio abitualmente usato per attività industriali e che terminato l’evento tornerà alla destinazione originaria. Attorno a un capannone centrale il percorso gustativo-visivo si snoda tra spazi coperti e aperti, tra cucina, musica e incontri. ">Milano.Corriere</a>.<br />
Per un <a href="http://www.creativoquantobasta.it/">foodblogger</a> appassionato come me, Alexandre Cammas è un autentico guru. Il padre inconsapevole del Fooding Concept (abbinamento delle parole food e feeling), che scosse le basi della tradizionalista cousine française proponendo una cucina nuova dove il divertimento è parte fondamentale dell&#8217;esperienza allo stesso modo del cibo. Movimento tutto raccontato su un sito <a rel="nofollow" href="http://www.lefooding.com/le-gout-de-l-epoque/" target="_blank">lefooding</a> e una guida glamour (Fooding, 864 ristoranti di stile) con una specifica: «La guida che paga i suoi conti e lo prova».<br />
Da novello, ma per sempre fedele, sostenitore de <a href="http://www.ibs.it/code/9788854115583/cambi-carlo/mangiarozzo-2010-1000.html">IlMangiarozzo</a>, condivido in toto l&#8217;idea di Alexandre secondo cui &#8220;<em>non esistono chef superiori, ma solo chef che fanno bene il loro mestiere. Un grande ristorante è quello dove spendi 25€ e gusti una zuppa straordinaria&#8221;.<br />
</em>Inoltre, trovo fantastica l&#8217;idea di pubblicare lo scontrino del ristorante di cui fare la recensione.<em><span style="font-style: normal;"><br />
Geniale pure l&#8217;idea &#8211; del tutto unconventional &#8211; con la quale catalogare i ristoranti, con classi come:«quando la noia va via»; «quando vuoi fare lo splendido»; «quando si vuole vedere o essere visti». Insomma, per tutti i gusti e le tasche.<br />
Ci tengo a sottolineare l&#8217;iniziativa di fundraising parallela all&#8217;evento, che prevede il 40% del costo del biglietto di 25€ sarà devoluto al </span><a href="http://www.caf-onlus.org/"><span style="font-style: normal;">Caf</span></a><span style="font-style: normal;"> (Centro di aiuto al bambino maltrattato e alla famiglia in cristi).<br />
Che dire? </span><a href="http://www.creativoquantobasta.it/wp-content/themes/scarlett/images/foto/raviolone.jpg" rel="lightbox[3723]"><span style="font-style: normal;">Buon appetito e buone idee a tutti.</span></a></em></p>
<p><em><a href="http://www.creativoquantobasta.it/wp-content/themes/scarlett/images/foto/raviolone.jpg" rel="lightbox[3723]"></a><img class="alignnone" src="http://www.creativoquantobasta.it/wp-content/themes/scarlett/images/foto/raviolone.jpg" alt="" width="380" height="258" /></em></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>Facebook Place. E Foursquare già puzza</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 09:55:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Permettete? Un pensiero geolocalizzato. La battaglia tra Facebook Place e Foursquare ha aperto un altro fronte: l&#8217;Italia. Dopo gli Stati Uniti, Australia, Giappone, Canada e Regno Unito, anche nel nostro paese sarà possibile &#8220;registrare&#8221; la posizione in cui ci troviamo grazie all&#8217;apposito servizio creato da Facebook. Foursquare e Gowalla tremano? Fanno bene. Per una serie di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.cio.com/images/content/articles/body/2010/07/FoursquareDevices.jpg" alt="" width="388" height="222" /></p>
<p>Permettete? Un pensiero geolocalizzato.<br />
La battaglia tra <a href="http://www.facebook.com/places/">Facebook Place</a> e <a href="http://foursquare.com/">Foursquare</a> ha aperto un altro fronte: l&#8217;Italia.<br />
Dopo gli Stati Uniti, Australia, Giappone, Canada e Regno Unito, anche nel nostro paese sarà possibile &#8220;registrare&#8221; la posizione in cui ci troviamo grazie all&#8217;apposito servizio creato da Facebook. Foursquare e <a href="http://gowalla.com/">Gowalla</a> tremano? Fanno bene. Per una serie di questioni molto semplice.<br />
Il primo problema è perché un utente dovrebbe postare su tre social diversi quando può farlo dall&#8217;unico che usa quotidianamente e costantemente?<br />
Inoltre, il social risponde sempre all&#8217;esigenza primaria di mettere in contatto le persone (è un secondo gradino quella di dire loro dove si trovano), creando una rete. Più è ampia la rete, più ha forza la discussione, più ti senti affermato. Quindi, se ho 400 amici su Facebook a cui posso dire che sono in un luogo, perché dovrei farlo su Foursquare dove ne ho solo 20?<br />
Questione funzionale. Avete mai provato ad aggiungere un nuovo luogo su Foursquare? Diciamo che non è il massimo della semplicità. Anzi, sembra una funzione del tutto nascosta fino a quando non si effettua una ricerca esplicita del luogo che vuoi. Mentre su Facebook Place c&#8217;è un pulsante diretto già nella prima schermata, con cui in poche mosse è possibile aggiungere il luogo.<br />
Gli stati su Facebook Place hanno pressappoco lo stesso potenziale di quelli standard, con la possibilità di taggare un amico che è con te in un posto facendo comparire il messaggio sulla sua bacheca. Anche se &#8220;Registrazione&#8221; al posto di &#8220;Check-in&#8221; non si può sentire.<br />
Resta la questione meramente estetica. Foursquare ha uno stile molto più fresco, sia in termini di colorazione che per la struttura dei layout di gestione. Ma è un giudizio del tutto personale quindi, è un falso problema (:D)<br />
Elemento che invece crea ancora un forte appeal in Foursquare, e che manca assolutamente in Facebook Place, è la possibilità di essere mayor di un luogo, e l&#8217;accumulazione dei punti. Sistema che risponde alla volontà delle persone di &#8220;apparire sempre in testa&#8221; (vero <a href="http://twitter.com/#!/chinaski_83">Franco</a>?), talvolta mettendole anche in competizione per la conquista della mayorship.<br />
Per le tesi che ho posto, e nonostante sia enormemente affezionato a Foursquare, non credo molto nella sopravvivenza degli altri social di geolocalizzazione. <a href="http://www.businessinsider.com/facebook-had-offered-foursquare-120-million-foursquare-asked-for-150-million-and-facebook-walked-away-2010-8">Anzi, vi ricordate della proposta di Facebook di acquisire Foursquare nel suo gruppo? Beh&#8230; credo proprio che il rilancio di 30 milioni di Foursquare gli sia costato molto più dei 120 offerti.</a></p>
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