vittorio di giacomo

Guestbook. Intervista a Daniele Magliocca

Vittorio

By Vittorio
Published 18th January, 2011

Oggi inauguriamo la nuova sezione del blog dal nome Guestbook.
La vita del nostro primo ospite rischia a breve di diventare più intasata del GRA alle 7 di ogni maledetto venerdì sera. Eppure, appena ha avuto un momento libero ha accettato l’invito a scambiare qualche battuta sul nostro blog. Per questo lo ringrazio due volte.
Parlo di Daniele Magliocca, ovvero di Viralmente uno tra i blog di marketing non convenzionale tra i più conosciuti e ricercati del settore. Nella vita off-line, se mai abbia ancora senso fare questa distinzione, è media planner in Proforma, anche se avrebbe preferito fare il copy. Forse per questo il suo blog raccoglie un così vasto consenso. Con post veloci ed essenziali, Daniele riporta le creatività più importanti del momento. Individuando quelle che sono, o saranno a breve, case history. Come ci riesce? Ecco a domanda specifica cosa ha risposto.

Ciao Daniele. Grazie per aver accettato e benvenuto su Estrogeni Blog. Ti va di dirci allora, tra le migliaia di creatività che vedrai al giorno, quando scatta nella tua mente la frase: questa merita un post?

Innanzitutto grazie a voi per avermi invitato. È vero, le creatività da scandagliare sono in continuo aumento. Da quando l’avvento del social networking ha iperstimolato il nostro desiderio di condivisione, difficilmente ci lasciamo sfuggire l’opportunità di mostrare una cosa ganza ai nostri amici o followers.

Se da un lato questo scombinato flusso informativo rappresenta un’opportunità, dall’altro obbliga a un maggiore impegno e a un’attenzione tale da riuscire a captare notizie “postabili” prima che il loro ciclo di vita si concluda.  Oggi, a differenza di qualche anno fa, un’informazione invecchia molto più velocemente di una versione di explorer.

Da blogger recidivo quale sono, faccio quindi il possibile per rimanere immerso (weekend inclusi e moglie incazzatissima incombente) in un subisso di preziosissime fonti disseminate in mezzo mondo, per fare incetta di novità fresche di giornata e quasi esclusivamente appartenenti a quella che un tempo veniva definita comunicazione non convenzionale. Ogni giorno, passando al setaccio alcune decine di campagne, finisco per prediligere soprattutto quelle che, per tecnica di realizzazione, per strategia di diffusione o semplicemente per la folle genialità che le contraddistingue, ritengo possano servire da stimolo per chi, come me, non si accontenta soltanto di abitare in questo meraviglioso mondo ma vuole assaporare giorno dopo giorno le sue infinite nuance.
Sono campagne del calibro di “Tippexperience” o video virali come “Graffiti” dell’associazione Aides a ribellare l’istintiva smania di condivisione.  È la freschezza dei contenuti e l’inconfutabile capacità di sorprendere, divertire, coinvolgere o scuotere che rende lo share doveroso soprattutto quando originalità e tecnicità si amalgamano perfettamente con adeguate strategie di marketing (teasing, seeding, buzz).

La  recente “Giovani NON+ disposti a tutto” di CGIL, per esempio, è tra le campagne teaser Made in Italy che mi piace menzionare per il grande successo in termini di buzz ottenuto, oltre che per lo spontaneo e massiccio coinvolgimento di una incuriosita blogosfera.

Wow! Tre delle campagne virali più importanti del 2010. Abbiamo capito che per finire sul tuo blog bisogna essere tremendamente bravi. In bocca al lupo per la tua attività e torna presto a trovarci.

I valori di un blog aziendale. Il nostro

Alfredo

By Alfredo
Published 17th January, 2011

Questo spazio che si alimenta di riflessioni, recensioni, emozioni, siamo soliti chiamarlo blog aziendale.
Non ho difficoltà a riconoscere che, fino a qualche tempo fa (giusto, Davide?), non avevo assolutamente idea di cosa fosse e, cosa più grave per me, non riuscivo neanche a intravederne le potenzialità.
Oggi che, con una certa soddisfazione, raccogliamo un discreto interesse, mi va di dire cos’è per me un blog aziendale e cosa deve diventare.
Abbiamo condiviso, giorni fa, un intervento interessante quanto divertente in merito. Mi ha fatto tornare con il pensiero a Donnarumma all’assalto.
L’ho letto, ormai, più d’una ventina d’anni fa. Una di quelle letture che sei convinto vadano fatte, perché ne hai sentito parlare bene e perché pensi facciano bene anche a te. Che sei convinto di valere e pensi che gli altri non ti meritino e invece hai solo bisogno di confrontarti e misurarti. Quanti ne ho conosciuti di tipi come me, allora. Quanti ne riconosco ancor oggi, ahimè. Nella mia terra che dà sul mare ma anche fuori, che del mare non c’è neanche l’aria.
C’è un bellissimo passaggio in cui il selezionatore di manodopera (l’autore, Ottieri) venuto dal nord, incuriosito e poi spaesato e infine disincantato, mette a fuoco (stiamo parlando del 1959…) quello che, ancora oggi, a mio avviso, è il vero problema italiano (non più solo del sud). Lo smarrimento del concetto di coscienza collettiva.
Senza volermi addentrare in discussioni di carattere storico-economico-industriale-psico-sociologico che non mi competono, mi è sempre piaciuto pensare l’azienda quale un microcosmo e il nostro blog aziendale dunque un luogo in cui, dopo averlo seminato con passione e convinzione, veder maturare un sentire identitario (giammai totalitario, of course) su cu far leva anche per una sana e necessaria crescita commerciale nella cosiddetta network society. Semplicemente, un posizionamento. Il nostro.
Del resto, proprio uno dei maestri della comunicazione, Toni Muzi Falconi, di recente, ha dichiarato che “l’organizzazione aziendale è un editore nel senso ampio del termine… ”. Come dire, l’azienda quale mezzo di comunicazione in sé. L’azienda che diventa smart, integrando le due facce, “l’una materiale, hard e l’altra narrativa, soft…”.
E allora, volendo estremizzare, se l’azienda è il mezzo, perché non immaginare il blog come il messaggio?
Pertanto.
Dico ad Alessandro che anch’io, nelle mie precedenti esperienze presso multinazionali, mai ho avuto la possibilità di scrivere su uno strumento di comunicazione aziendale (però, da creativo, avevo la possibilità di dire la mia e farmi notare attraverso il lavoro, le proposte, le idee, in concreto).
Dico ad Alessandro e a tutti che non è facile trasmettere il senso dell’opportunità che è nel blog aziendale, superando diffidenze naturali e non.
Dico ad Alessandro, a tutti e dunque anche a me, tuttavia, che altro percorso di maturazione similmente libero, aperto, immediato, sostenibile, non riesco ad individuarlo.
Riflettendo, però, è venuto sempre più spesso da pensare che la qualifica di aziendale stesse a porre un argine alla libertà propria del web. È questo il motivo per cui, nel tempo, sotto la categoria Hostwriter, abbiamo voluto ospitare interventi in tema di comunicazione, anche da parte di chi non è strettamente Estrogeni.
Da oggi, raccogliendo lo spunto di Vittorio, andiamo oltre. Attraverso la categoria Guestbook, condivideremo i pensieri di chi – come noi – è quotidianamente alla ricerca di soluzioni innovative per il proprio ambito professionale. Dalla tecnologia alla gastronomia, dalla letteratura all’architettura, dalla musica al cinema.
Perché se la rete non ha confini (tecnologici), figuriamoci l’ambizione (umana) di delineare una coscienza.

Pronti, partenza, tweet! The twitter fueled race

Vittorio

By Vittorio
Published 12th January, 2011





Permettete? Un pensiero di corsa.
Siamo a metà gennaio ed è già quasi tempo di Super Bowl, l’evento più spettacolare del panorama sportivo americano. Infatti il football americano è l’unico dei 4 più importanti sport nazionali ad assegnare il titolo in gara unica. Lo scorso anno furono i Saints di New Orleans ad aggiudicarsi il titolo contro le pistole di Indiana, gli Indianapolis Colts. Entrambe le franchigie sono già uscite dalla corsa al titolo di quest’anno.
E corsa sarà per davvero. Infatti, per la sua prima partecipazione al Super Bowl in qualità di sponsor, Mercedes-Benz si presenta con una campagna social altisonante e virale. La prima corsa d’auto alimentate a tweet. Quattro team in gara. Ognuno con la propria auto. Partiranno da New York, Tampa e Chicago con l’obiettivo di arrivare per primi a Dallas, città che quest’anno ospiterà il Super Bowl. I racers dovranno completare delle sfide che verranno annunciate durante il percorso e raccogliere il maggior numero di tweet & like. In palio una 2012 C-Class Coupe, i biglietti per la partita, e pass per gli US Open di Tennis (indovinate chi li organizza…)
L’attività si svolgerà sulla fan page ufficiale della casa automobilistica Mercedes-Benz USA e sul profilo twitter creato ad-hoc, Mercedes Tweet Race. Pensate che questo profilo in un mese ha raccolto oltre 24.000 followers, che si vanno ad associare ai 39.000 fan della pagina Facebook.
Trovo l’attività appassionante. Una comunicazione sicuramente non ecologica, ma di certo sostenibile. Per un pubblico come quello americano, tendenzialmente partecipativo e competitivo.
Una trovata che non sarà ricercata come il seno di Janette Jackson, ma è di sicuro molto più smart.

Fotogrammi ormonali

Alfredo

By Alfredo
Published 28th December, 2010

Relativamente ai film per cui abbiamo lavorato nel 2010, ricordo.
La passione di Soul Kitchen.
La sobrietà del Riccio.
L’energia del Concerto.
La temerarietà del Profeta.
L’allegria del Piccolo Nicolas.
La verità di Draquila.
La compiutezza della Regina dei castelli di carta.
La profondità di Niente Paura.
La vitalità di Resident Evil Afterlife.
La leggerezza di Mangia prega ama.
L’urgenza della Pecora Nera.
L’attesa dell’Ultimo esorcismo.
L’eleganza di Potiche.
La forza di The Killer inside me.
La lezione delle Avventure di Sammy.
Tra di essi, scelgo quale film dell’anno Il profeta.
Visionario ma reale, raffinato mai lezioso. Duro, a tratti ironico. Come la vita, dentro e fuori.
E voi, cosa ricordate? Quale preferite?

Sguardo sul passato

Daniela

By Daniela
Published 28th October, 2010

Capita sempre così. Quando meno te l’aspetti, all’improvviso, riesci a mettere ordine. Tra le cose, tra i lavori, tra la storia dell’azienda. E perciò, mentre è on air la campagna di comunicazione di Estrogeni per Estrogeni, destinazione futuro, ci siamo dati l’obbligo di rivedere (catalogandoli) i nostri lavori per aggiornare il sito e renderlo ancora più fruibile. Come da una vecchia scatola dimenticata in soffitta, emergono pezzi di storia, spot, campagne, creatività realizzate. Un lavoro sartoriale fatto con i tempi e i modi della bottega di quando iniziammo; con uno spirito che ci accompagna ancora oggi, ma che, a guardarlo sul passato, ha un fascino tutto particolare. Quello che vi presento è uno spot dedicato al sociale. Lo spunto è stato una donazione fatta dal Comune di Roma a Cittadinanzattiva, la rete civica di cui fa parte il Tribunale per i diritti del malato, in occasione dei 25 anni dalla nascita dell’organizzazione. La donazione consisteva in un bene: la villa Bellosguardo, uno spazio pubblico, donato ad alcune associazioni per trasformarlo in un luogo di cura e di accoglienza dei pazienti e delle loro famiglie. Nasce così questo video. In un crescendo di immagini e super, una carrellata su situazioni di sofferenza. In ospedale. E di sguardi. Tristi. Per raccontare la sanità per l’infanzia com’è. Per raccontare come può essere.

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