Viralità

L’anno virale che verrà

Vittorio

By Vittorio
Published 29th December, 2009

Permettete? Un pensiero per niente poetico.

L’anno vecchio è finito ormai, ma qualcosa ancora qui non va“, cantava Lucio Dalla.
E non perché si stia senza parlare, anzi. Forse perché si parla troppo, a sproposito.
L’anno che è agli sgoccioli mi ha consegnato in dono una parola nuova, magica direi per certi versi, o potrei dire portafortuna, neanche sbaglierei. Questa parola è viralità.
Il significato del termine è a dir poco intuitivo e propedeutico.
Viralità = Virus.
Virus = Contaggio.
Contaggio = Epidemia.
Il processo è logico e lineare. Ma c’è una cosa che è evidentemente poco evidente. Cosa inneschi il contaggio.
E già, stiamo parlando di un virus. Chi mai vorrebbe entrare a contatto con un virus?
Immaginate di trovarvi un giorno alla porta di casa un tipo bassino, diciamo nano, un po’ ceruleo però paffuto e in buona salute, che vi chiede cordialmente:
- “Salve sig.ra Belpaese, sono il virus dell’herpes (Erpole?!?!?). Che dice, mi fa entrare per qualche giorno?”
E vedo la possibile reazione. La sig.ra Belpaese che corre sul pianerottolo rincorrendo tale molesto Erpole, brandendo il giornale del marito stile clava.
E stiamo parlando del virus dell’herpes!
Dall’AIDS al raffreddore il virus è una rottura di scatole di proporzioni bibliche. Ti tocca e sei fregato.
Rompe la tua routine quotidiana per qualche giorno, e poi passa. Sotto con il prossimo.
Così come i virus che provocano malattie, i virus della comunicazione irrompono nella nostra routine travestiti da idee.
Creano una breccia tanto profonda nella nostra monotona giornata, che prima di accorgercene né stiamo parlando, riflettendo, scrivendo, condividendo.
Noi, portatori sani di un virus sano. Quello della creazione.
Non c’è processo più lineare di quello espresso dalla viralità. Meccanismo perfetto che non ha bisogno di forzature.
Ma allora perché sulla prima pagina di Repubblica di oggi, 29 dicembre, c’è un video virale con tanto di presentazione?

A lezione di creatività

Vittorio

By Vittorio
Published 18th December, 2009

Permettete? Un pensiero poetico.
In periodo di tesi (sembra una vita fa, in realtà sono passati appena nove mesi) non ricordo il numero di articoli, pagine web, video, news, post, topic e spunti vari che mi piovvero addosso. Non so se ero io a cercarli, o loro a trovare me tutte le volte che mi avvicinavo al pc. La rete ha dei percorsi infiniti, e oggi come allora andavo alla ricerca di qualsiasi cosa appagasse la mia curiosità. Oggi, seguo (o cerco di…) almeno 40 siti che parlano di comunicazione, marketing, viralità, creatività, editing e compositing.
Ma tutto, dico tutto, non sarebbe successo se non avessi visto questo video.

Ken Robinson – Do Schools Kill Creativity? from Andrea Benassi on Vimeo.

Ever dream this man?

Vittorio

By Vittorio
Published 21st October, 2009

Ormani ne parlano tutti. Di cosa parlino non si sa però precisamente. Ci si chiede solo questa domanda: Hai mai sognato quest’uomo?
No, sì, forse. Non si sa. Il fatto è che da un paio di giorni, tutti ne parlano, tutti ne scrivono. Il sito è davvero minimal. Costruito tutto sul volto di quest’osceno discendente della scimmia. La storia però è davvero interessante. Nel gennaio 2006, a New York, la paziente di un rinomato psichiatra disegna il volto di un uomo che ripetutamente appare nei suoi sogni. In più di un’occasione, l’uomo le dà un consiglio sulla sua vita privata. Quel ritratto rimane dimenticato sulla scrivania dello psichiatra fino a quando un altro paziente non lo riconosce, affermando di non averlo mai visto nella vita reale…
Ma non voglio svelarvi nient’altro. Tutto quello che c’è da sapere lo trovate qui.


Apri tu?

Daniela

By Daniela
Published 7th October, 2009

Oltre il luogo comune per cui soltanto un uomo è capace di aprire una bottiglia di champagne.
Fresco, ironico, divertente, con un’idea talmente forte che diventa contagiosa.
Fantastico!

La viralità non è economica!

Vittorio

By Vittorio
Published 1st October, 2009

Lavoro nel settore davvero da poco tempo, ma non ci ho messo molto a capire cosa si nasconde in un brief contenente una richiesta di virale. Il 95% dei casi il cliente te lo chiede perché ha sentito che genera passaparola, il passaparola è economico = il virale è economico.
INVECE NO! Un virale efficace richiede una pianificazione seria e dettagliata e un budget adeguato da investire. Scordatevi i video girati con il telefonino che fanno milioni di visite. Possono capitare certo ma la maggior parte di essi sono user-genereted e non acency-genereted. Quelli che fanno parte di una strategia di lancio di un prodotto hanno sempre ricevuto la loro parte di budget per essere visibili.
La campagna realizzata dall’agenzia Rethink di Vancouver  per promuovere la mostra fotografica “Scream! The Science of Fear”, ha attirato i passanti in una cabina telefonica dove il senso dell’istantanea è stato davvero reso efficacemente. Prima dello scatto, l’urlo di una ragazza scuote gli ignari soggetti, sorprendendoli in una posa decisamente poco impostata. La foto rilasciata ai passanti, gratuita, riporta il logo della mostra.
L’idea è di forte impatto, coinvolge l’utente, gli lascia un ricordo materiale dell’esperienza. Perfetta.
Ad occhio e croce, non deve essere costata poco. Ma neanche tanto! Non vi pare?

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