L’ultimo post e me ne andrò
Pubblicato da Riccardo
Un po’ di ricordi…
Correva l’anno 2006, ero appena uscito dallo IED e, alle primissime armi, me ne andavo in cerca di un’agenzia dove macinare un po’ di esperienza.
Mi trovai a fare un colloquio in un’agenzia di via Corsica, due stanze strette strette con delle scrivanie strapiene. Si chiamava Estrogeni, e c’era un direttore creativo un po’ burbero di nome Agostino. Accidenti, mi dissi, sono piccoli ma hanno grandi progetti. Certo, non avevano nemmeno un computer per me…
Pochi giorni dopo venni assunto da un’agenzia più grande, però mi rimase un po’ di rimpianto. Quegli Estrogeni, erano proprio simpatici…
Dopo tre anni, mi capita di dover cercare lavoro, perché l’agenzia in cui lavoro sta chiudendo. Chissà che fine avrà fatto Estrogeni, mi dico.
Li vado a trovare e, sorpresa. Si sono moltiplicati, hanno una nuova sede, grossi clienti e tanto lavoro. “C’è ancora posto per me?”. C’era.
E così è passato un anno, fatto di belle persone, di incontri piacevoli, di tanto impegno, di lavori interessanti e anche no, e di tanti tanti chilometri in motorino.
Ora sto per iniziare una nuova avventura, quella del lavoro autonomo: in questo modo avrò più tempo da dedicare alla mia altra professione, quella di musicista.
Dopo anni passati a sentirmi chiedere, “ma tu cosa vuoi fare, il grafico o il musicista?”, cercherò di rispondere coi fatti: “Tutti e due, grazie”.
È una scommessa, e a volte mi tremano un po’ le gambe. Poi mi ricordo di quegli Estrogeni nelle due stanze strette strette, mi guardo intorno e mi accorgo che sono diventati 18 e non smettono di crescere. Ok, mi dico, si può fare.
Quindi arrivederci a tutti, ad Alfredo, Agostino, Daniela, Lucia, Lorenzo, Matteo e tutti gli altri.
Grazie per quello che mi avete dato, spero (e credo) che le nostre strade si incontreranno di nuovo.
Vizio di Gola
Pubblicato da Alfredo
Premessa. La mia settimana in ufficio sarà corta, da qui a mercoledì.
Scrivo oggi questo post, giusto per rendere omaggio alla sua ultima, piena settimana di lavoro con noi.
Scopriamo insieme di chi si tratta. Partendo dall’inizio.
Era l’anno dei mondiali, quelli del duemilasei.
Era l’ultimo anno di via Corsica sei.
Due stanze e un bagno in comune.
Daniela lavorava come responsabile comunicazione e raccolta fondi presso Un ponte per…
Un giorno, ci chiama e dice che vorrebbe farci conoscere un ragazzo. Art in divenire.
Perché non vederlo?
Erano, d’altronde, i tempi in cui il lavoro aumentava e di una mano avevamo bisogno.
Arrivò. Era alto, magro, timido e aveva un cd in mano. Non erano lavori, no. Era musica.
Guardammo, Agostino e io, e rimanemmo positivamente colpiti.
La stoffa c’era, serviva solo il tempo di misurarla.
Gli proponemmo la possibilità di stare in stage da noi e, in verità, presuntuosi come siamo, pensammo che ci avrebbe detto sì.
Invece, no. Ci disse, no.
Grazie, mi troverei bene da voi, di questo sono sono sicuro ma ho ricevuto un’altra (e migliore) offerta e penso valga la pena accettarla.
Il tempo è passato, presuntuosi lo siamo rimasti, due stanze sono diventate quattro.
Era l’anno degli europei, quelli del duemilaotto.
Era il secondo di via Vasi diciottoa.
E Daniela lavorava come nostra direttrice clienti.
Arriva un’email. È lui. Quello alto, magro timido, musicista ma ormai anche art.
Lavora presso un’agenzia ma vuole cambiare.
Lo (ri)vede Agostino, lo (ri)vedo anch’io, ci (ri)vediamo.
Questa volta, la proposta è un vero e proprio contratto di assunzione. A tempo determinato o indeterminato, a lui la scelta.
Scelse l’indeterminato, me lo comunicò al telefono con un sottofondo di neve che fioccava. Erano gli inizi di gennaio.
Abbiamo passato un bell’anno insieme, siamo cresciuti reciprocamente, ci siamo voluti bene e talvolta anche no. Abbiamo imparato a conoscere la sua musica ma anche i suoi strumenti.
Fuor di metafora, Riccardo va via per seguire una passione più forte (la musica, appunto) e tutti noi sappiamo quanto contino le passioni, nella vita.
Aveva chiesto un part-time ma, oggi, non abbiamo ritenuto opportuno concederlo.
Sembra quasi che noi e lui siamo tessere di un puzzle più grande, che quando non combaciano si staccano ma restano sempre nei pressi. Pronte ad essere mosse e a venirsi incontro.
Non so dove, non so come, non so quando, so dunque che ci incastreremo nuovamente.
Intanto, è l’anno dei mondiali, quelli del duemiladieci.
E che ognuno prosegua pure con i propri vizi!
Riccardo, abbandonandoci. Noi, gonfiando sempre più il petto. La nazionale, vincendo.

Mattinata romana
Pubblicato da Riccardo

14 gennaio 2009. Mattinata romana gelida e tersa, io sono appena sbarcato in una nuova realtà di nome Estrogeni e mi sto piano piano ambientando. Facce nuove, metodi nuovi, nuovi clienti. Agostino entra nella stanzetta dove stiamo io e Matteo e mi parla di un nuovo lavoro. “Stanno costruendo un nuovo centro commerciale, dalle parti di Parma. È un progetto innovativo che unisce shopping, centri sportivi e intrattenimento in un’unica struttura con un’architettura d’avanguardia. Abbiamo fatto alcune proposte di logo ma non hanno convinto, vuoi provare tu?”.
Ok, mi metto al lavoro. Abbiamo pochi dati. Provo a immaginare questa nuova struttura, con i suoi spazi irregolari e le sue pareti asimmetriche di vetro e cemento. Faccio delle proposte, le mandiamo al cliente. Poi il nulla. Otto mesi di silenzio, nessuna risposta, speranze perse. E invece all’improvviso la notizia: abbiamo l’approvazione! Il logo del nuovissimo “Parma Retail” sarà firmato Estrogeni!
Pregusto il momento in cui, guidando lungo l’A1, vedrò sorgere dalle nebbie padane quelle pareti di vetro e cemento, ed un enorme cartellone col nostro logo. E ripenserò al lavoro di quella mattinata romana gelida e tersa, a cinquecento chilometri di distanza. Potere della comunicazione.
È giusto esserci
Pubblicato da Daniela
Abbiamo partecipato ad una gara. Abbiamo colto tra le righe di un brief una potenzialità, assolutamente in nuce, assolutamente folle e ci siamo lanciati. Quell’audacia, oggi, mi fa scrivere questo post.
È stato un lavoro certosino lungo lunghissimo, che ha messo alla prova tutta la nostra pazienza.Due mesi intensi. Pezzo dopo pezzo, abbiamo conquistato la fiducia del cliente e organizzato la convention di Equitalia che inizierà giovedì prossimo. Due mesi per farci conoscere, per presentarci per dimostrare le nostre capacità. Sono stati necessari incontri, telefonate, rassicurazioni, intelligenza, umorismo, psicologia e, ripeto, tanta tanta pazienza. Interna ed esterna. Tra due giorni inizia la convention di cui, come agenzia, abbiamo curato tutti gli aspetti organizzativi e la comunicazione: dal transfer all’allestimento degli spazi, dalla musica all’immagine coordinata. Un lavoro intenso cui hanno partecipato Agostino, Alfredo, Aurelio il giovane architetto, Franco, Lorenzo, Lucia, Matteo, Riccardo, Teresa, appena arrivata e subito operativa, Vittorio. Domani si parte e siamo contenti. Tre giorni per trecento ospiti. Tre giorni per dare il massimo risalto al lavoro di questo mese. Tre giorni per raccogliere una nuova sfida e acquisire una nuova esperienza.
Al rientro, i dettagli.
Apri tu?
Pubblicato da Daniela
Oltre il luogo comune per cui soltanto un uomo è capace di aprire una bottiglia di champagne.
Fresco, ironico, divertente, con un’idea talmente forte che diventa contagiosa.
Fantastico!



