Caro direttore,
siamo Daniela, Michele, Nicolò e Leonardo Bongiorno. Vorremmo semplicemente ringraziare attraverso il Corriere della Sera le migliaia di persone che in questi giorni, forse senza rendersene conto eppure in modo così naturale, sono riuscite a fare una cosa bellissima: ci hanno fatto sentire parte di una famiglia più grande. Grazie a tutti voi, uno per uno. Siamo certamente meno abituati di Mike a condividere uno stato d’animo con un pubblico: questo sapeva farlo lui, e molto bene. In questi giorni è stato come ricevere indietro da tutti voi, moltiplicato, quello che Mike durante tutta la sua vita ha condiviso con coloro che amava. È il regalo che continua a farci anche ora: l’affetto che si trasmette ritorna sempre.
Sono le prime righe della lettera pubblicata oggi sul Corriere della Sera, dalla famiglia Bongiorno.
Mi viene naturale rispondere sentitamente “Grazie”.
Grazie, perché in fondo un pensiero per Mike ce l’abbiamo avuto tutti, da nord a sud, vecchie e nuove generazioni, websurfer e teledipendenti. Io e mia nonna, cinquantacinque anni di differenza, abbiamo condiviso la notizia della sua scomparsa con lo stesso rammarico. Mike ha unito l’Italia più di quanto abbia saputo fare la politica e alle critiche per i funerali di Stato, rispondo con un sillogismo: se tv = Stato e Mike =tv allora Mike = Stato.
W l’Italia, l’Italia di Mike.








