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Buttiamola in politica. Ovvero PD for President

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Tessere, risse e angosce.
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti volti e lo sogniamo dunque giovane, deciso e coraggioso.
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti pavidi e lo cerchiamo dunque attraente e incurante del pericolo.
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti freddi e lo immaginiamo dunque bello e seducente.
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti politici di carriera e lo descriviamo dunque libero e impolitico.
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti arroganti e lo identifichiamo dunque affabile e cortese.
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti compromessi e lo sentiamo dunque ambizioso e carismatico.
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti frigidi e lo ascoltiamo dunque sensuale e appassionato.
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti seriosi e lo attendiamo dunque carico e spiritoso.
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti uomini e lo vogliamo dunque donna.
Diciamocela tutta. Al dunque, Patrizia D’Addario sarebbe il miglior leader del Partito Democratico.
Giovane, decisa, coraggiosa, attraente, incurante del pericolo, bella, seducente, libera, impolitica, affabile, cortese, ambiziosa, carismatica, sensuale, appassionata, carica, spiritosa.
Infine. Ce lo vedete Berlusconi sostenere un face to face con PD? In tv, intendo…

 

Patrizia D’Addario

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DIRÀ D’OZI DA PIRATA.

Carlo Bonini, all’inizio del suo articolo oggi su Repubblica, s’interroga su chi sia Patrizia D’Addario.
Noi, al solito, troviamo risposta nel suo stesso nome.
Ma non è (solo) questo, che ci colpisce.
È interessante il suo muoversi con (apparente) disinvoltura e (reale) scafataggine nel mondo degli uomini. Per adularli, soddisfarli e magari, poi, sgamarli.
Ci ha immediatamente ricordato un personaggio che ci ha tenuto compagnia in questi ultimi mesi, Lisbeth Salander. Anche lei, disinvolta. Anche lei, scafata. Anche lei, pirata nel registrare uno degli uomini (che odiano le donne) con una videocamera nascosta nella borsa.
Quando si dice la realtà che supera la fantasia. Quando si cerca risposta al perché di un bestseller.
Il film è ancora al cinema, per chi avesse voglia di fare un tuffo nel futuro.

Strategia condivisa

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In questi giorni stiamo tirando le somme dell’attività di marketing e comunicazione svolta per Uomini che odiano le donne. Una settimana fa Lisbeth ha lasciato il nostro ufficio per dedicarsi pienamente al cinema, tutti qui dentro sapevamo che le sue dimissioni non sarebbero state accolte benevolmente da Alfredo. Lisbeth, infatti, era tagliata per il web marketing. Non siamo soli a pensarlo. Ieri, sfogliando Nòva24, inserto di ricerca, innnovazione, creatività de il Sole 24 Ore, trovo un articolo intitolato Social Cracker, interamente ispirato al personaggio di Lisbeth Salander. Lisbeth è l’icona del cercatore di notizie del web 2.0, sintetizza l’occhiello dell’articolo, e ancora, nel corpo del testo leggiamo: Lisbeth Salander è abile a muoversi tra i social network sfruttandone le enormi e nascoste potenzialità. È la nostra Lisbeth. Il personaggio su cui abbiamo incentrato tutta la strategia di promozione del film. Un profilo, quello di una strepitosa hacker, diventato il centro di un network tra i network: Linkedin, Facebook, il suo blog personale. Un solo nome con dietro un intero reparto di web marketing. Arrivo in fondo all’articolo, a firmare è Guido Arata. Piccola ricerca, come Lisbeth mi ha insegnato in questi mesi. Guido  Arata è Delfins, Lisbeth Salander/Estrogeni Web Marketing lo aveva già followato su Twitter. CVD.

Happy hacking to you

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Cari amici italiani, domani è il grande giorno.
Uscirò dalle stanze di Estrogeni, per venirvi incontro in carne, ossa e pellicola. Sarò con voi in più di quattrocento sale, dalla Sicilia alla Valle d’Aosta.
Posso dire in tutta sincerità che è stata una bella esperienza, nuova, divertente. Ringrazio chi mi ha seguito su Linkedin, Twitter, Facebook, Libero e Youtube, facendomi entrare nella propria vita.
Per chi invece mi ha negato l’accesso, prometto che ci riproverò. Parola di hacker!  Intanto provate a cliccare qui
millennium mshk 4 28791 200x300 Happy hacking to youEstrogeni   Alfredo Borrelli   CEO

ERRORE 406

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Sono di ritorno dalla conferenza stampa che mi ha visto protagonista, vorrei dare un’occhiata al sito del film, ma qualcuno ha deciso di rubarmi il mestiere tentando di attaccare il server che ospita le informazioni che mi riguardano. Errore 406, un banale tentativo, mi basta accedere al sistema per sventare l’attacco informatico, un gioco da ragazzi! Non provate a sfidarmi!

errore 406 ERRORE 406Estrogeni   Alfredo Borrelli   CEO

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