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	<title>Estrogeni - Blog. CEO - Alfredo Borrelli. &#187; francesco del franco estrogeni</title>
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		<title>Guestbook. Intervista a Fabio Malamocco</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 09:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ospite di oggi per la nostra rubrica settimanale è Fabio Malamocco noto Internet Business Consultant, che nell&#8217;ultimo mese è riuscito a generare un contenuto virale partendo da una semplice idea, che ha conquistato piccoli ma sopratutto grandi. Una di quelle cose inventate in un pigro venerdì sera, elaborata il sabato, implementata la domenica e messa...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/12/FabioMalamocco.jpg" rel="lightbox[7049]"><img class="size-full wp-image-7072 alignleft" title="FabioMalamocco" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/12/FabioMalamocco.jpg" alt="" width="245" height="245" /></a></strong>L&#8217;ospite di oggi per la nostra rubrica settimanale è <a href="http://www.fabiomalamocco.com/" target="_blank">Fabio Malamocco </a>noto Internet Business Consultant, che nell&#8217;ultimo mese è riuscito a generare un contenuto <a href="http://internet.liquida.it/focus/2011/12/12/caro-babbo-natale-come-inviare-la-letterina-attraverso-facebook/" target="_blank">virale</a> partendo da una semplice idea, che ha conquistato piccoli ma sopratutto grandi. Una di quelle cose inventate in un pigro venerdì sera, elaborata il sabato, implementata la domenica e messa online il lunedì mattina, che è riuscita in pochissimo tempo a stuzzicare la curiosità di una notissima Onlus.</p>
<p><strong><a href="http://caro-babbo-natale.it/" target="_blank">CaroBabboNatale</a> nasce dalla semplice idea di riavvicinare gli adulti a un mondo che nella &#8220;vita professionale&#8221; si tende a dimenticare. Puoi raccontarci il progetto?</strong></p>
<p>Il progetto è nato da un&#8217;intuizione che ho avuto a fine novembre, più precisamente durante un pigro venerdì sera di lavoro al computer. Stavo pensando in quel momento a come fare per poter far parlare di me nel campo del #SocialMedia con qualcosa di originale, mai sperimentato prima. Anche grazie ad una conversazione su Skype con un&#8217;amica, ho elaborato in testa questa possibilità, cioè di creare un semplice sito internet, attraverso il quale chiunque potesse scrivere desideri e volontà per Natale, usando come strumento Facebook.</p>
<p><strong>Un&#8217;idea partita dal basso, quasi per gioco, che è riuscita ad arrivare al mondo delle Ong quasi sempre restie all&#8217;utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione. Come nasce il rapporto con <a href="http://www.terredeshommes.it/Comunicati/caro-babbo-natale-it-il-primo-ed-originale-sito-natalizio-per-inviare-da-facebook-la-propria-letterina/" target="_blank">Terres des hommes</a> e quali valori si vogliono veicolare attraverso la tua idea?</strong></p>
<p>Il rapporto con Terre des hommes Italia è nato quasi per caso. Paolo Ferrara, Responsabile Comunicazione di questa Onlus, ha notato questa mia iniziativa e ha commentato nella <a href="https://www.facebook.com/caro.babbo.natale.fan.page" target="_blank">Fanpage di Caro Babbo Natale</a>, esprimendo un apprezzamento. Io l&#8217;ho ringraziato subito e poi l&#8217;ho contattato in privato proponendogli di sostenere le sue iniziative umanitarie in cambio del patrocinio ufficiale, che mi è stato concesso quasi all&#8217;istante! Contrariamente a quello che si potrebbe pensare e rispetto a tante altre realtà no profit, Terre des hommes Italia è molto &#8220;avanti&#8221; nell&#8217;utilizzo dei Social Networks e chi ci lavora all&#8217;interno parecchio abituato ad operare in modalità web 2.0.<br />
I valori che si vogliono trasmettere sono quelli più semplici e importanti per ogni persona con un minimo di coscienza sociale, cioè la solidarietà verso chi sta peggio nel mondo e la volontà di metterci la faccia e partecipare in maniera attiva, ognuno secondo le proprie possibilità, ad iniziative benefiche ad utilità sociale&#8230; perché a Natale tutti dovrebbero essere più buoni!</p>
<p><strong>Come dice lo <a href="http://youtu.be/m3uOBng_l9I" target="_blank">spot</a> di Terre des hommes, possiamo pensare a Caro Babbo Natale come un piccolo gesto che possa generare un cambiamento. La consapevolezza di poter fare qualcosa di più nell&#8217;epoca dell&#8217;iperconsumismo, è sicuramente uno degli aspetti positivi dei social media. Quale cambiamento potrebbe generare la tua idea?</strong></p>
<p>È una bella domanda ed è abbastanza difficile trovare una risposta che vada bene per tutti, in quanto la sensibilità verso iniziative benefiche è molto diversa a seconda delle persone. In ogni caso però, leggendo gran parte delle letterine già inviate dagli utenti, si percepisce il vero spirito del Natale e una presa di coscienza sui temi più importanti a livello umano (solo il 2% dei messaggi contiene riferimenti commerciali). Questa cosa mi fa piacere e mi riempie di orgoglio, perché sono consapevole di aver toccato il tasto giusto ed aver veicolato il messaggio nella maniera più corretta, esattamente come la volevo! La mia idea potrebbe avere degli sviluppi e generare un cambiamento, ma è ancora presto per fare un bilancio.</p>
<p><strong>Hai già pensato come rendere funzionante CaroBabboNatale.it dopo questo periodo festivo? Si può prevedere un riposizionamento o bisogna cambiare interamente la comunicazione?</strong></p>
<p>Appena avuta l&#8217;idea non mi ero posto questa domanda. Ora però che la cosa sta funzionando e parlando con un paio di amici del settore #SocialMedia, mi è venuto in mente di provare a creare una sorta di format derivante da questa iniziativa. In buona sostanza estendere questo tipo di comunicazione virale 2.0 ad altre occasioni e ricorrenze&#8230; ma per ora è tutto ancora Top Secret!</p>
<p><img class="alignnone" title="caro-babbo-natale.it" src="http://caro-babbo-natale.it/Babbo-Natale.jpg" alt="" width="469" height="378" /></p>
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		<title>Siamo ciò che cerchiamo &#8217;11</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 08:46:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sport, tormentone estivo e cronaca nera. Lo stereotipo dell&#8217;italiano medio è rispettato in pieno dall&#8217;analisi annuale di Google. Lo Zeitgeist 2011, personalmente, non mostra un cambiamento culturale ma certo ciò non dipende dall&#8217;intelligenza collettiva, che invece sta rivoluzionando l&#8217;intera &#8220;struttura&#8221; informativa. Un adeguamento alla velocità/accessibilità del mezzo, che apporta una ricchezza di dettagli e conoscenza...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sport, tormentone estivo e cronaca nera. Lo <a href="http://www.googlezeitgeist.com/it/top-lists/it/how-to" target="_blank">stereotipo</a> dell&#8217;italiano medio è rispettato in pieno dall&#8217;analisi annuale di Google. Lo <a href="http://www.googlezeitgeist.com/it/" target="_blank">Zeitgeist</a> 2011, personalmente, non mostra un cambiamento culturale ma certo ciò non dipende dall&#8217;<a href="http://www.hackerart.org/corsi/fm03/esercitazioni/pecorini/Interviste/11_interviste.htm" target="_blank">intelligenza collettiva</a>, che invece sta rivoluzionando l&#8217;intera &#8220;struttura&#8221; informativa. Un adeguamento alla velocità/accessibilità del mezzo, che apporta una ricchezza di dettagli e conoscenza fino a qualche anno fa inaccessibile a molti. La <a href="http://www.internetforpeace.it/manifesto.cfm" target="_blank">provocazione</a> dello scorso anno, osannata quanto denigrata, offre oggi un nuovo piano di lettura differente della quotidianità. Un medium che nell&#8217;essere collettivo diventa l&#8217;amplificatore della pop culture, ma assurge a voce narrante di tutto ciò che sarebbe passato in sordina e/o censurato.<br />
L&#8217;intelligenza collettiva genera l&#8217;informazione collettiva, il sapere collettivo, con tutti i suoi pro e i suoi contro.<br />
Siamo ciò che <a href="http://blog.estrogeni.net/riflessioni/siamo-cio-che-cerchiamo" target="_blank">cerchiamo</a>, ma soprattutto ciò che <a href="http://www.time.com/time/specials/packages/article/0,28804,2101745_2102132,00.html" target="_blank">creiamo</a>.</p>
<p><object width="450" height="259" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/SAIEamakLoY?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="450" height="259" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/SAIEamakLoY?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Guestbook. Intervista a Sara Paolucci</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 09:07:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/12/SaraPaolucci-.jpg" rel="lightbox[6989]"><img class="alignleft size-full wp-image-6992" title="SaraPaolucci" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/12/SaraPaolucci-.jpg" alt="" width="270" height="270" /></a></strong>L&#8217;ospite di oggi è un&#8217;assidua viaggiatrice e voce narrante delle sue scoperte. Il sogno di molti è quello di poter viaggiare e guadagnare/vivere con le proprie storie, lei è una che ha realizzato questo sogno. Appassionata da sempre di viaggi è riuscita a diventare &#8220;voce narrante&#8221; di <a href="http://www.tui.it/default.aspx" target="_blank">TUI.it</a>, ovvero l&#8217;agenzia di viaggio online che fa capo al più grande gruppo turistico del mondo. Una realtà immensa, che promette ai proprio clienti di rendere reale tutte le pretese nell&#8217;ambito travel, anche a basso costo. Un lavoro tanto bello quanto impegnativo, visto la quantità di informazioni e interazioni che una realtà come TUI.it può generare.<br />
Con <a href="http://it.linkedin.com/in/paoluccisara" target="_blank">Sara Paolucci</a> abbiamo cercato di comprende come d&#8217;appassionati si diventa professionisti del settore e cosa c&#8217;è dietro TUI.it<strong></strong></p>
<p><strong>Social Media Specialist ci si <a href="http://www.mediagu.com/social-network-2/come-diventare-un-community-manager.html" target="_blank">diventa</a>, ma saccenti e curiosi ci si nasce. :) Credo che la curiosità sia una caratteristica essenziale di ogni SMS, ma come si può trasformare questo valore in lavoro? Tu come sei arrivata a TUI.it?</strong></p>
<p>Mmm&#8230; diciamo che ho puntato molto su quella che è la mia passione/conoscenza della rete. Quando ancora andavo a scuola d&#8217;estate facevo &#8220;la gavetta&#8221; nella web agency di mio fratello (ovviamente non pagata), così ho imparato tantissime cose e soprattutto ho seguito i cambiamenti del web da quando &#8220;web marketing&#8221; erano i banneroni lampeggianti sulle testate di siti in html fino ad oggi. Ovviamente però, come produttrice di contenuti, è stata importante anche la mia passione per la scrittura. Sono sempre stata un po&#8217; grafomane, anche se poi non avrei mai pensato di avverare il mio sogno, ovvero scrivere per lavoro.<br />
Infine, mi piace raccontare che il mio responsabile una volta mi ha detto di avermi scelta per la mia umiltà. In lizza per quel posto c&#8217;erano anche persone più esperte e affermate di me, ma evidentemente la mia apertura e disposizione ad imparare ciò che ancora non sapevo, hanno fatto la differenza<strong></strong></p>
<p><strong>Il settore turistico è uno di quelli in cui l’utente necessita più frequentemente di attività di costumer care. Da questo punto di vista, i social media rappresentano una grande opportunità, ma allo stesso tempo vanno gestiti sapientemente per evitare situazioni di crisi che sono sempre dietro l’angolo. Come gestisci questo aspetto e come crei la relazione col cliente? Avete mai avuto episodi di crisi o “al limite”?</strong></p>
<p>Le situazioni di crisi ci sono, nel nostro settore più che in altri. I nostri clienti risparmiano un anno intero per poi regalarsi le tanto agognate ferie, quindi è normale che si arrabbino se qualcosa va storto durante le proprie vacanze. In questi casi i social media sono uno strumento infinitamente utile per la velocità e l&#8217;immediatezza (non solo temporale) con cui ci consentono di comunicare e risolvere eventuali problemi.<br />
Un altro aspetto che amo molto è che i SM ti consentono di &#8220;formare&#8221; l&#8217;utente. Troppo spesso infatti i problemi nascono da incomprensioni, mancanza di chiarezza da parte degli operatori turistici e delle agenzie, informare prima è molto importante per avere clienti preparati e consapevoli e per prevenire inutili crisi poi c&#8217;è tutto il discorso delle recensioni e delle opinioni online che personalmente affronto molto serenamente. In caso di recensioni negative trovo che l&#8217;importante sia sempre cercare di capire cosa sia successo, dialogare con il cliente e nel caso il problema sia nostro, ovviamente, risolverlo. Infine, la relazione con il cliente. La parte più bella e gratificante del mio lavoro.<br />
In teoria per una OLTA (online travel agency) il rapporto con il cliente dovrebbe essere praticamente nullo, limitato al processo d&#8217;acquisto (online) e ad eventuali rapporti post-vendita.<br />
Grazie ai canali sociali invece, posso essere una vera e propria agente di viaggio che cerca di capire le esigenze dell&#8217;utente e, secondo queste, gli consiglia il prodotto giusto.<br />
Un altro aspetto divertente che rende il contatto con il cliente più forte è la condivisione. Un viaggio è un&#8217;esperienza, un insieme di emozioni, ed è bellissimo che i nostri clienti sentano il bisogno di condividere tutto questo con noi&#8230; così come io faccio con loro, raccontando ogni mio spostamento, per lavoro o per piacere.<strong></strong></p>
<p><strong>Raccontarsi problematiche, emozioni e chicche di un viaggio è sempre stata la prerogativa dei maggiori forum di viaggi. Community nate sul web ma sempre più spesso si sono ritrovate on the road per vivere insieme il Viaggio. I nuovi media hanno reso i forum ambienti da nerd, spostando i &#8220;narratori&#8221; al blog. Pensi si sia stato un decentramento delle community o solo una nuova modalità di fruizione della rete?</strong></p>
<p>Sono sincera, non ho mai partecipato ad un forum di viaggi se non per offrire/cercare consigli pratici forse con &#8220;l&#8217;avvento&#8221; dei blog la narrazione ha trovato un &#8220;luogo&#8221; più congegnale. Il blog, prima di essere luogo di scambio (con i commenti nascono discussioni interessanti) è innanzitutto un luogo di introspezione, di dialogo con sé stessi una sorta di diario segreto che segreto non è più (vedi <a href="http://www.travelgum.it/" target="_blank">Travelgum</a>).<br />
A mio avviso forum e blog sono due strumenti differenti con finalità differenti. I primi per lo scambio ed il confronto, mente gli altri nascono come strumenti personali e meno collettivi, più incentrati sull&#8217;esperienza e, appunto , la narrazione di chi li scrive. Dunque con &#8220;l&#8217;avvento&#8221; dei blog la narrazione ha trovato un luogo a sé più congegnale.<strong></strong></p>
<p><strong>Quindi si può fare network anche con un blog non solo personale ma anche aziendale. Quanto ritieni fondamentale un corporate blog e in che modo lo è per TUI?</strong></p>
<p>Il blog è uno strumento per <a href="http://blog.tui.it/" target="_blank">TUI.it</a>, tutti i contenuti si trovano sul blog ma poi sempre più spesso vengono commentati sulla pagina facebook, per quello che è ill mio lavoro questi due strumenti/canali si completano alla perfezione.<br />
Nella mia esperienza il blog aziendale serve a creare le basi, del network. Diciamo che fornisce le tematiche su cui poi si va a discutere in un canale diverso, più adatto al confronto e alla discussione, come quello che è FB.<strong></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il bello di una storia</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 08:02:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il marketing è una narrazione capace di coinvolgere un determinato target. Raccontare una storia, non implica ingannare una persona, ma solo coinvolgere chi si sente attratto dalla narrazione. Un&#8217;attrazione che deriva dal rispettare i valori di chi ascolta. &#8220;To raise&#8221; assume il significato di crescere, coltivare, sorgere, sviluppare qualcosa, magari una storia. L&#8217;attività di  fund...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/10/294446_2305942362134_1056512516_32406631_463621507_n.jpg" rel="lightbox[6496]"><img class="size-full wp-image-6498 alignnone" title="294446_2305942362134_1056512516_32406631_463621507_n" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/10/294446_2305942362134_1056512516_32406631_463621507_n.jpg" alt="" width="162" height="230" /></a> <a href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/10/319146_10150324449191239_533811238_8170999_1802301601_n.jpg" rel="lightbox[6496]"><img class="size-full wp-image-6499 alignnone" title="319146_10150324449191239_533811238_8170999_1802301601_n" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/10/319146_10150324449191239_533811238_8170999_1802301601_n.jpg" alt="" width="161" height="230" /></a> <a href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/10/308947_10150353881464084_714629083_8071779_345519717_n.jpg" rel="lightbox[6496]"><img class="size-full wp-image-6503 alignnone" title="308947_10150353881464084_714629083_8071779_345519717_n" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/10/308947_10150353881464084_714629083_8071779_345519717_n.jpg" alt="" width="162" height="230" /></a><br />
Il marketing è una narrazione capace di coinvolgere un determinato target. Raccontare una storia, non implica ingannare una persona, ma solo coinvolgere chi si sente attratto dalla narrazione. Un&#8217;attrazione che deriva dal rispettare i valori di chi ascolta. &#8220;To raise&#8221; assume il significato di crescere, coltivare, sorgere, sviluppare qualcosa, magari una storia. L&#8217;attività di  fund raising viene alimentata da una narrazione duratura e, affinché  la storia arrivi a un target più ampio possibile, credibile che non cada mai in banalità. Un piccolo &#8220;rumore di fondo&#8221; potrebbe compromettere l&#8217;intera narrazione. Il fund raising ha bisogno, oggi più che mai, di una<a href="http://blog.estrogeni.net/riflessioni/tedx-trasmedia-what-if"> storia transmediale</a> capace di mostrarsi attraverso più canali, stringendo un dialogo diretto con i fruitori. <a href="http://www.starvedforattention.org/">Starved for Attention</a>, ultima campagna di <a href="http://www.medicisenzafrontiere.it/">Medici Senza Frontiere </a>in collaborazione con <a href="http://www.viiphoto.com/">VII Photo</a>, è da considerare un ottimo esempio di transmedia storytelling. Gli &#8220;affamati d&#8217;informazione&#8221; richiedono documentazioni dettagliate ma allo stesso tempo emozionali, presenza online ma allo stesso tempo <a href="http://youtu.be/W7td25Dw66Q">tangibile</a>, visibilità <a href="http://www.starvedforattention.org/exhibit.php">internazionale</a> ma allo stesso tempo accessibile, comunicazione istituzionale ma allo stesso tempo <a href="http://donate.starvedforattention.org/it/home">partecipativa</a>.<br />
Una transmedalità capace di adattarsi a un linguaggio crossmediale.<br />
Una transmedialità capace di stipulare un dialogo con target differenti.<br />
Una transmedialità capace di sensibilizzare per <a href="http://www.starvedforattention.org/about-petition.php">un fine globale</a>.</p>
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		<title>TEDx Trasmedia. What if&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 12:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/10/TEDx_logo_RGB.jpg"><img class="size-large wp-image-6388 alignleft" title="TEDx Trasmedia" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/10/TEDx_logo_2-1024x281.jpg" alt="" width="510" height="139" /><br />
</a></p>
<p><!--copy and paste--><object width="526" height="374" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="bgColor" value="#ffffff" /><param name="flashvars" value="vu=http://video.ted.com/talk/stream/2011G/Blank/MarcoTempest_2011G-320k.mp4&amp;su=http://images.ted.com/images/ted/tedindex/embed-posters/MarcoTempest_2011G-embed.jpg&amp;vw=512&amp;vh=288&amp;ap=0&amp;ti=1211&amp;lang=ita&amp;introDuration=15330&amp;adDuration=4000&amp;postAdDuration=830&amp;adKeys=talk=marco_tempest_the_magic_of_truth_and_lies_on_ipods;year=2011;theme=a_taste_of_tedglobal_2011;theme=new_on_ted_com;theme=master_storytellers;theme=spectacular_performance;theme=what_makes_us_happy;event=TEDGlobal+2011;tag=Arts;tag=Design;tag=Entertainment;tag=Technology;tag=art;tag=illusion;tag=magic;tag=music;&amp;preAdTag=tconf.ted/embed;tile=1;sz=512x288;" /><param name="src" value="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf" /><param name="pluginspace" value="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed width="526" height="374" type="application/x-shockwave-flash" src="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always" wmode="transparent" bgColor="#ffffff" flashvars="vu=http://video.ted.com/talk/stream/2011G/Blank/MarcoTempest_2011G-320k.mp4&amp;su=http://images.ted.com/images/ted/tedindex/embed-posters/MarcoTempest_2011G-embed.jpg&amp;vw=512&amp;vh=288&amp;ap=0&amp;ti=1211&amp;lang=ita&amp;introDuration=15330&amp;adDuration=4000&amp;postAdDuration=830&amp;adKeys=talk=marco_tempest_the_magic_of_truth_and_lies_on_ipods;year=2011;theme=a_taste_of_tedglobal_2011;theme=new_on_ted_com;theme=master_storytellers;theme=spectacular_performance;theme=what_makes_us_happy;event=TEDGlobal+2011;tag=Arts;tag=Design;tag=Entertainment;tag=Technology;tag=art;tag=illusion;tag=magic;tag=music;&amp;preAdTag=tconf.ted/embed;tile=1;sz=512x288;" pluginspace="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" /></object></p>
<p>Magia.<br />
Coraggio.<br />
Passione.<br />
Tre differenti prospettive, che vanno a costituire quel &#8220;corpo organico&#8221; della <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Transmedia_storytelling" target="_blank">narrazione transmediale</a>. Elementi costitutivi del raccontare, odierno o classico, senza i quali non potrebbe esserci quel dialogo diretto con l&#8217;ascoltatore. Tre punti di vista, per nulla complementari ma in cui la magia  risulta, per il sottoscritto, l&#8217;elemento trascinante della transmedialità. La possibilità di poter raccontare una storia, servendosi di media/canali differenti, coinvolgendo linguaggi, conoscenze e prosumer differenti, viene dalla &#8220;magia&#8221; intrinseca alla rete. Un medium che non soffre delle limitatezza dei canali di diffusione, capace di innovare quelli presenti e di crearne di nuovi, dando la possibilità al narratore di poter creare nuove modalità di racconto. Modalità che si distinguono dalla precedenti, per la capacità di coinvolgere nella struttura narrativa l&#8217;ascoltatore, che si arricchisce di proprietà finora negate dai limiti strutturali dei medium classici. Proprietà che porta alla perdita o almeno alla modifica concettuale del narratore, che diventa creator/memory manager, lasciando posto e visibilità a uno storytelling collettivo. Il creator/memory manager avrà un ruolo fondamentale, dato dalla transmedialità, che è quello della responsabilità sociale dei media. Una responsabilità che non è solo di chi genera, ma come ha affermato <a href="http://youtu.be/cWk9FzX7iTs" target="_blank">Jon Ola San</a> &#8220;dipende anche dall&#8217;utilizzatore finale&#8221;. La Transemedialità permette una democratizzazione dei contenuti, sia la creazione che la diffusione, ma dando le stesse responsabilità agli individui che ne fanno uso.</p>
<p>Ringrazio <a href="http://www.rai5.rai.it/dl/Rai5/home_r5.html#day=2011-10-02" target="_blank">Rai5</a> (AnnaRita De Camillis e <a href="http://www.linkedin.com/in/ghirardello" target="_blank">David Ghirardello</a> in particolare) per avermi dato la possibilità di assistere al TEDx, presso il <a href="http://www.maxxi.beniculturali.it/" target="_blank">Maxxi museum</a>, e <a href="http://nicolettaiacobacci.com/" target="_blank">Nicoletta Iacobacci</a> che ha arricchito l&#8217;Italia con questa iniziativa.</p>
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		<title>Ricordiamo per voi</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 12:36:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="560" height="340" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.facebook.com/v/2203694005397" /><embed width="560" height="340" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.facebook.com/v/2203694005397" allowfullscreen="true" /></object></p>
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<p><em>Attenzione. Nel caso vogliate sapere cosa cambierà su Facebook non leggete questo post, non l&#8217;ho capito nemmeno io. :)</em></p>
<p>&#8220;Finalmente&#8221; la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ricordiamo_per_voi#Memoria_totale" target="_blank">Rikord</a> romanzata nel lontano &#8217;68, arriva nelle nostre città, ma con upgrade eccezionale. Nessuna sede fisica, nessuna intermediazione e nessun limite di spazio &#8220;mentale&#8221;. L&#8217;<a href="https://www.facebook.com/f8" target="_blank">F8</a> di ieri sconvolge l&#8217;intera struttura del social network per eccellenza, almeno per il numero di utenti attivi, estendendo il concetto di sharing alla vita quotidiana. Il concetto di flusso momentaneo (status) verrà sostituito dal flusso dinamico (life), attraverso lo sviluppo di app social che i nuovi Open Graph permetteranno di realizzare. Lo &#8220;sharing life&#8221; renderà la <a href="http://blog.estrogeni.net/riflessioni/la-comunione-spirituale-delle-comunicazione" target="_blank">comunicazione</a> sempre più completa e immediata, coinvolgendo i nostri <a href="http://blog.estrogeni.net/riflessioni/follow-the-leader">followers</a> (non più amici) nella <a href="http://blog.estrogeni.net/riflessioni/quando-i-mondi-entrano-in-collisione">nostra vita</a>. Contenuti multimediali in una<a href="https://www.facebook.com/video/video.php?v=2203714645913"> fruizione collettiva</a>, che annullano sempre di più quell&#8217;isolamento ostentato dai negativisti. Una vita pregnante di multimediale, che diventa parte dei nostri ricordi, del passato e del nostro futuro. Facebook sostituisce gli album di famiglia, implementando una timeline rappresentativa dal nostro essere. Il viaggio vita che decidiamo noi come evolve, mostrando ciò che riteniamo rilevante.<br />
Facebook <a href="http://www.youtube.com/watch?v=GHtPZp8ekDg&amp;feature=player_detailpage#t=7s">extra-mondo</a>. Facebook <a href="http://youtu.be/U9XP96PW6us">network </a>. Facebook <a href="http://www.youtube.com/watch?v=x21UzA_o57A">Rikord-erà per noi</a>.<br />
A voi il primo <a href="http://techcrunch.com/2011/09/22/how-to-enable-facebook-timeline/" target="_blank">passo</a>&#8230;</p>
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		<title>Fahrenheit 451</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 08:11:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5998" title="fahrenheit-451jpg" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/07/fahrenheit-451jpg.jpg" alt="" width="247" height="235" />Non tutti i <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/luglio/20/Nuova_legge_promozioni_libri_vietate_co_9_110720053.shtml" target="_blank">Levi</a> nascono per difendere la cultura. L&#8217;idea di tutelare la grande e piccola distribuzione, le libreria indipendenti e gli store online, attraverso un atto di protezionismo interno non porterà alla crescita di un mercato già fortemente turbato dalle innovazioni.<br />
Un mercato destinato a morire, almeno nella concezione che abbiamo da un secolo. La crisi delle etichette discografiche non ha insegnato nulla, almeno al mercato dei libri cartacei. Proteggere il prodotto, chiuderlo in una cassaforte, renderlo disponibile solo a chi è disposto a pagare l&#8217;intera filiera della produzione, non ha portato che al collasso dell&#8217;intero mercato musicale. Quest&#8217;ultimo ha dovuto reinventarsi, per non soccombere, avvicinarsi al pubblico e abbandonare quella mitizzazione dei musicisti. Più live, più materiale extra, più emozioni. Questo è quello che ci saremmo aspettati dalle case editrici e non dalla distribuzione, che in alcuni casi è l&#8217;unico tassello capace d&#8217;innovare. Amazon, il colosso americano tanto odiato dai distributori italiani, ha appena lanciato un sistema che permette di <a href="http://ehibook.corriere.it/2011/07/prestiti_di_ebook_agli_student.html">noleggiare i testi</a> scolastici per gli studenti americani. Un sistema che abbatte il costo fino all&#8217;80% del prezzo di copertina, che rende il lettore libero di gestire/modificare/condividere il prodotto e consumarne una quantità maggiore. Un&#8217;apertura che parte dal concetto fondamentale, che è il consumatore a decidere il prezzo/valore del prodotto. Questa legge ingabbia il settore, ma non limita il lettore pronto a migrare verso nuove modalità di <a href="http://youtu.be/DQKNxHo9bpA">lettura/fruizione</a>. Gli ebook , mercato che in America ha superato il cartaceo e in forte crescita anche in Italia, non rientrando nella regolamentazione prevista della legge appena approvata, sono pronti ad accogliere  gli accaniti lettori/consumatori  non più disposti a pagare un sovrapprezzo. La tutela dell&#8217;opera d&#8217;arte, oggi più che mai, non richiede un vetro antiproiettile ma di una liberalizzazione testuale. Il ritorno economico, per le case editrici e la distribuzione, dovrà essere ricercato nell&#8217;unicità/qualità del prodotto e nella fidelizzazione dei lettori.<br />
Come si fa? Chiedetelo ai Radiohead.</p>
<p>Suggerimento alla &#8220;casta&#8221;. Inizierei a pensare una legge che limiti il <a href="http://daily.wired.it/news/internet/2011/03/29/amazon-musica-cloud.html">cloud computing</a>, che mi permetterebbe di avere una sola copia per gli infiniti dispositivi in mio possesso, di poterla condividere/diffondere e già che ci siamo alla pirateria (ebook gratis).<br />
Come si fa? Chiedetelo alla Virgin Rercords, che non ci è riuscita.</p>
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		<title>Guestbook. Intervista a Davide Licordari</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 08:45:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo Rudy Bandiera e Claudio Gagliardini non potevamo evitare l&#8217;altro elemento fondamentale della lovvotica. Social media specialist per l’agenzia torinese Seolab, è sicuramente una delle voci più attendibili del web per quanto riguarda il web marketing e le novità del web. Pronto a sperimentare e a stupire con la sua creatività, abbiamo discusso sulla figura...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.linkedin.com/in/davidelicordari"><img class="size-full wp-image-5759 alignleft" title="davide-licordari" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/06/davide-licordari.jpg" alt="" width="149" height="229" /></a>Dopo<a href="../guestbook/guestbook-intervista-a-rudy-bandiera"> Rudy Bandiera </a>e <a href="../guestbook/guestbook-intervista-a-claudio-gagliardini">Claudio Gagliardini</a> non potevamo evitare l&#8217;altro elemento fondamentale della <a href="http://www.lovvotica.com/">lovvotica</a>. Social media specialist per l’agenzia torinese <a href="http://www.seolab.it/">Seolab</a>, è sicuramente una delle <a href="http://www.davidelicordari.com/">voci</a> più attendibili del web per quanto riguarda il web marketing e le novità del web. Pronto a sperimentare e a stupire con la sua creatività, abbiamo discusso sulla figura professionale da lui ricoperta e del ruolo dei social network nella comunicazione aziendale odierna.</p>
<p><strong>In un recente post/traduzione, Peter Shankman critica la figura dei social media expert fino ad affermare l’inutilità della figura professionale. In breve credi che una società/marchio abbia bisogno di una figura del genere o è semplicemente un’osannazione temporanea di nuovi strumenti? </strong></p>
<p>Un’azienda ha bisogno di qualcuno che conosca le dinamiche dei social media perché sono il luogo per eccellenza delle conversazioni: è sui SM che le persone parlano del tuo brand, non puoi ignorarle. Ma ascoltare non basta, bisogna rispondere, interagire, proporre, inventare, declinare sui nuovi media i piani di comunicazione: crediamo davvero che sia un lavoretto adatto a tutti solo perché tutti usiamo Facebook come privati? è come dire che se so cercare su Google allora sono in grado di ottimizzare un sito sui motori di ricerca! Shankman, a mio avviso, voleva più che altro rimarcare due questioni: cui fare attenzione: da una parte occhio ai millantatori, dall’altra occhio a non investire su un mezzo solo per il gusto di esserci.</p>
<p><strong>Il brand deve conoscere i suoi utilizzatori. Una rivoluzione che possiamo attribuire all’avvento del web 2.0 e in particolar modo ai social network, che hanno aperto un dialogo diretto tra brand e consumatori. Molti brand/aziende sono ossessionati dai numeri e dal ROI per il SMM. Credi sia plausibile parlare di ROI in questo caso? Come stabilire un’unità di misura? </strong></p>
<p>Le misure contano, ma con moderazione. Pongo io la domanda: è meglio avere una pagina Fb con 100.000 iscritti passivi o averne una da 10.000 attivi, reattivi e propositivi?<br />
La gara “a chi ce l’ha più grossa (la community)” è un classico tra aziende competitor, ma spesso la si vede anche tra brand dello stesso proprietario (colpa dei brand manager?)&#8230; la gara al fan in quanto tale è deleteria: meno attenzione ai contenuti, target approssimativo, abbozzi di spam non fanno bene ai social media.<br />
L’unità di misura esatta a mio avviso è data dal tasso di interazione e dall’esatta composizione della base utenti aggregata: una volta riusciti a dar vita ad un vero luogo di ritrovo virtuale intorno al quale discutere (anche) del brand sarà possibile iniziare a pensare alla parte meramente di marketing che coinvolge il ROI.</p>
<p><strong>Puntare sulla qualità degli utenti e non sulla quantità. Stipulare una dialogo diretto che comporti partecipazione, sarebbe molto più produttivo per il brand che ostentare dei numeroni. Ma i social network sostituiranno definitivamente le altre piattaforme (sito, blog, etc.) o ci sarà una “convivenza” dei supporti? Se si perché? </strong></p>
<p>La domanda cade a fagiolo, ne ho giusto parlato l’altro giorno sul mio blog: non credo che i social network sostituiranno in toto i siti web o i blog. Non si è proprietari dei contenuti pubblicati sui social network, non si sa quali siano gli sviluppi futuri delle piattaforme alle quali ci si appoggia (e se diventassero a pagamento, ad esempio?), non si sa quali saranno le tendenze del futuro. Si sa invece che il web in se non passerà di moda (anzi). Il calcolo è presto fatto,no?<br />
Vedo i social network invece come un luogo fantastico sui quali sperimentare, entrare in sintonia con i propri appassionati, cercare di cogliere feedback preziosi, porsi in maniera più informale rispetto alla classica presenza corporate. Soprattutto per quanto riguarda brand che si direbbero poco “divertenti”: vedere che un marchio di (invento) aspirapolvere in titanio si lancia in una campagna creativa e divertente sui social fa capire quale sia la prerogativa di questi canali, ovvero creare brand awareness, intrattenere e far vivere all’utente un’esperienza legata al brand.</p>
<p><strong>Sperimentare, anche per conoscere le potenzialità del mezzo. Quanto riesci a sperimentare nel tuo lavoro quotidiano? </strong></p>
<p>Per quanto riguarda i progetti strettamente professionali, come saprai spesso la capacità, e la possibilità, di innovazione e sperimentazione dipende dall&#8217;approccio del cliente. E dal budget. Voglio dire, per sperimentare bisogna essere in due. Per questo mi piace sperimentare in primis su progetti personali, progetti che non rispondono alle decisioni di altri. Insomma, si fa quel che si può. È in questo ambito si può molto più che altrove!</p>
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		<title>Guestbook. Intervista a Andrea Antoni</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 08:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Affascinato da ogni forma d&#8217;arte, in particolar modo per la mia incapacità nel generarla, ho sempre nutrito un interesse per ciò che si manifesta in modo non convenzionale, violando regole strutturali e non, stupendo. L&#8217;ospite di oggi il writer style, che negli anni è riuscito ad apportare &#8220;un upgrade&#8221; alla bomboletta spray attraverso nuovi supporti...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Affascinato da ogni forma d&#8217;arte, in particolar modo per la mia incapacità nel generarla, ho sempre nutrito un interesse per ciò che si manifesta in modo non convenzionale, violando regole strutturali e non, stupendo. L&#8217;ospite di oggi il writer <a href="http://www.style1.org/">style</a>, che negli anni è riuscito ad apportare &#8220;un upgrade&#8221; alla bomboletta spray attraverso nuovi supporti offerti dalla tecnologia.</p>
<p><a href="http://www.linkedin.com/in/andreaantoni"><img class="alignleft size-full wp-image-5730" title="andreaAnt" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/06/andreaAnt.jpg" alt="" width="199" height="199" /></a></p>
<p><strong>Prima di essere un grafico sei un writer di vecchia data, che dalle pareti è passato alle tele prima di giungere al multimediale. Quali influssi e/o commistioni derivano dal mondo delle crew nel tuo lavoro odierno?</strong></p>
<p>In realtà la mia multimedialità si è sviluppata passo passo con il mio essere writer. Da subito ho cercato pubblicità tramite il web e già nel 1998 avevo un mio primitivo sito internet, fatto con frontpage, in cui pubblicavo solo graffiti. Poi sono cresciuto, ma appena lo scorso anno ho unificato il sito relativo alla mia attività di grafico con quello da writer.<br />
Credo quindi di essere arrivato alla grafica per un bisogno dovuto dal pubblicizzare il mio essere writer, per poi divenire un grafico con il plus dei graffiti. Il writing mi ha dato molto dal punto di vista della composizione e della creatività, ma ora che le ore di grafica sono superiori a quelle di graffiti, è quest&#8217;ultima che sta cambiando prepotentemente il mio modo di dipingere. Diventa evidente nei miei lavori degli ultimi due anni, ho smesso di fare le sfumature nei 3D per passare alle tinte piatte, proprio come quando disegno gli stessi soggetti in vettoriale.</p>
<p><strong>Quindi il multimediale influenza, inevitabilmente, il tuo reale rendendo il tutto organico. L&#8217;uno senza l&#8217;altro sarebbe limitato, infatti anche il reale influenza il virtuale. Il tuo lavoro <a href="http://www.behappyproject.com/">Be Happy Project</a> può essere concepito come una trasposizione del concetto di crew hip hop, ma più dinamica e &#8220;open space&#8221;?</strong></p>
<p>Io sono un poco contrario, ormai, alla differenziazione tra il reale ed il virtuale. I tempi in cui il web era territorio di soli nerd, esclusi dalla società civile, credo sia finito. E&#8217; sicuramente vero che in molti usano personalità doppie tra la vita reale e quella multimediale, ma per quanto mi riguarda non c&#8217;è differenza. Le cose che non faccio al computer vengono veicolate tramite la rete, e spesso in sua funzione: ne è esempio il mio <a href="http://www.aerosolart.it/elementi/">ultimo progetto</a> di graffiti 2.0 fatto assieme al mio compagno di crew Asker e all&#8217;aiuto multimediale di <a href="http://twitter.com/#!/zagher">@zagher</a>. Abbiamo realizzato uno stencil, con cui abbiamo dipinto su parete un QRcode, che rimandava ad una landing page creata ad hoc per quell&#8217;occasione. In questa l&#8217;utente trovava un video con la preparazione della bozza del graffito e una galleria fotografica con uno script, che inseriva in tempo reale tutte le foto pubblicate su instagram e taggate con un determinato tag.<br />
Per quanto riguarda il Be Happy Project non so neanche io cosa sia: è nato per caso e sta prendendo sempre più piede. Agli inizi era street art pura, ma da sempre ho voluto che fosse una sorta di club, chiamiamolo anche open space si, dove i protagonisti siano le persone felici e il mio operato solamente un veicolo per il raggiungimento del sorriso.</p>
<p><strong>Vista la crescita esponenziale della fruizione in mobile e attraverso applicazioni, come sta evolvendo la tua arte (web e non)? Credi che l&#8217;apporto grafico subirà delle perdite o delle mutazioni di espressione?</strong></p>
<p>Io parlo per quel che ho visto nella mia piccola esperienza: quando iniziai a dipingere graffiti nel 1997 si faceva un pezzo, gli si facevano le foto analogiche, si aspettava di finire il rullino, le si mandava in stampa e poi si spedivano ad alcune delle pochissime fanzine, che te li pubblicavano quando uscivano (se poi uscivano con un nuovo numero) 6 mesi dopo. Quando compravi un nuovo numero avevi un percepito delle news, che invece erano già vecchie di un anno. Di conseguenza quando tu vedevi i lavori di quelli &#8220;bravi&#8221; facevi la rincorsa su stimoli che per loro erano vecchi e superati. Ora siamo come in una centrifuga: dipingi e le tue foto sono online già prima che l&#8217;opera sia completa. Gli stili, una volta molto differenziati tra città e città, vanno uniformandosi o comunque contaminandosi prepotentemente: restano comunque sempre caratteristiche peculiari, ma la divisione non è più così netta.<br />
Come stia evolvendo la mia arte non lo so, spero in meglio, credo di si, fondamentalmente cerco maggior pulizia e nuove semplificazioni, i graffiti ti portano ed essere caotico, la grafica invece ti rende più minimal, di conseguenza sto esplorando il confine tra i due.</p>
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		<title>Guestbook. Intervista a Claudio Gagliardini</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 10:08:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.linkedin.com/in/claudiogagliardini"><img class="alignleft size-full wp-image-5683" title="claudio" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2011/05/claudio.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>L’ospite di oggi è una personalità di cui non potevamo fare a meno. Potremmo definirlo <a href="https://picasaweb.google.com/claudio.gagliardini">l’uomo evento</a>, non ne perde uno, in particolar modo quelli riguardati il mondo della comunicazione e del marketing. <a href="http://www.linkedin.com/in/claudiogagliardini">Professionista </a>del settore da molti anni, ma sempre aperto al dialogo e al confronto anche non prendendosi sul serio, senza mai perdere di credibilità (vedi il numero di <a href="http://twitter.com/#%21/Cla_Gagliardini">followers</a>). Un uomo da seguire per capirne di più del web e di come le aziende possano usare in modo più efficace il mezzo. Early adopter di social network, si va da <a href="http://meemi.com/clagag/profile">Meemi</a> a <a href="http://www.pongr.com/user/ClaudioG/brands">Pongr</a>, è sicuramente uno dei portavoce di Twitter in Italia e proprio da esso è generata la nostra conversazione.</p>
<p><strong><a title="TA11" href="http://vimeo.com/24080957">#TA11</a>. Hai qualcosa da dichiarare? </strong></p>
<p>Tweet Awards 2011 è un cantiere aperto. L’idea iniziale, per questa seconda edizione, era quella di farla a Milano, ma al momento non c’è copertura dei costi, quindi è molto probabile che saremo nuovamente a Riva del Garda, se Macchianera ci darà ancora spazio. Come lo scorso anno si tratta di un evento informale, scherzoso, senza grandi pretese, ma ci piaceva che potesse iniziare a vivere di luce propria, magari come momento clou di una serie di camp Twittercentrici. Ad oggi dire di più mi sembra un azzardo, ma la volontà di portare avanti questa bella esperienza c’è sempre.</p>
<p><strong>Un #TA per mostrare al pubblico italiano un nuovo e più esaustivo mezzo d’espressione o un evento autocelebrativo? Come mai Twitter cresce vistosamente anche in Italia, ma non ha gli stessi numeri di social network più accessibili? </strong></p>
<p>#TA nasce con diverse finalità. E’ un punto d’incontro per chi twitta quotidianamente, una “promo” per un mezzo dalle grandi potenzialità e prospettive, un invito alle aziende e alle istituzioni ad utilizzare questo canale per comunicare in modo asciutto e diretto, molto più targettizzato e senza eccessivi fronzoli. Twitter era e resta un social “elitario”; si sta sviluppando maggiormente in quegli ambienti in cui la cultura e le esperienze all’estero sono più presenti, come nel caso dei rampolli dell’impresa italiana che rientrano dai college e dalle università USA e UK e si portano dietro un bagaglio di competenze e di strumenti. Ne stanno facendo ottimo uso, ad esempio, le aziende vitivinicole (<a href="http://twitter.com/#!/TweetYourWines">@tweetyourwines</a>, <a href="http://twitter.com/#!/search?q=%23TwitAsta">#twitasta</a>).<br />
Credo cvhe Twitter abbia ampi margini di crescita e di diffusione anche in Italia, ma servono iniziative come #TA, e possibilmente anche di più serie, che sappiano diffondere questo strumento su larga scala. Il fallimento di #italianrevolution, che gli spagnoli di #spanishrevolution hanno cercato di esportare qui da noi, è una prova schiacciante di come questo media da noi non sia ancora maturo.</p>
<p><strong>#TA come movimento portante di una crescita sperata, ma soprattuto voluta. </strong></p>
<p>Non esageriamo. #TA è nato come un gioco, un momento d’incontro tra utenti di Twitter e un modo simpatico per far conoscere questo social. E’ chiaro che su Twitter, come su ogni piattaforma, forum e network, ci sono elementi trainanti che possono contribuire alla sua diffusione. Gente come <a href="http://twitter.com/#!/RudyBandiera">@RudyBandiera</a>, <a href="http://twitter.com/#!/davidelico">@Davidelico</a>, <a href="http://twitter.com/#!/pandemia">@luca_conti </a>/ @sb3rla, <a href="http://twitter.com/#!/cdcmpro">@CDCMpro</a> e tanti altri, come i vincitori dell’edizione 2010 @sTen, <a href="http://twitter.com/#!/insopportabile">@insopportabile</a> o come i vari <a href="http://twitter.com/#!/Artlandis">@Artlandis</a>, <a href="http://twitter.com/#!/simmessa">@Simmessa</a> e&#8230; cavolo, sono davvero troppi per nominarli tutti! Insieme a questi utenti “privati”, ci sono poi ovviamente le aziende, target cui gente che fa marketing sui social si riferisce e cui per molti versi tendiamo ad indirizzare enevti come #TA. La speranza è che le PMI italiane si accorgano di questi nuovi media e li utilizzino sempre di più e sempre meglio.</p>
<p><strong>Twitter sarà la “killer app” dei blogger o anche questo è solo un omicidio annunciato, ma mai attuato? </strong><br />
Assolutamente non credo. Twitter è uno strumento fantastico per i blogger e per chiunque faccia informazione e crei contenuti in rete. Personalmente vedo Twitter come un particolarissimo motore di ricerca, in grado di aiutarmi a trovare gente che parla delle cose che mi interessano, possibili partner, fornitori e clienti, siti e blog interessanti, “cose” vicine a me o nell’area di mio interesse, cose che accadono in tempo reale in qualsiasi parte del mondo, etc. Chiaro che i blogger debbono tenere conto di questo nuovo strumento e adeguare il proprio stile ai tempi, alle mode e al modo in cui la gente ama leggere e fruire dei loro contenuti. Il modello dell’informazione “in pillole” ha ormai sfondato su tutti i media, primo tra tutti il web, quindi non c’è più posto per i logorroici e per chi si scrive addosso!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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