BlogDay 2010. I nostri consigli
Pubblicato da Francesco
Oggi è il BlogDay. Facciamo festa e lo facciamo nel modo più consono, ovvero consigliando ai nostri lettori nuovi punti di vista. Mettendo in evidenza delle realtà scoperte duramente e da cui è impossibile separarsi. I blogger sono come il proprio autore preferito. Si è pronti a leggere qualsiasi creazione, ma in modalità 2.0. Una comunicazione bidirezionale.
Alimentare la curiosità generativa. Questo è il BlogDay.

Questi sono i nostri 5 consigli per il 4th BlogDay.
- Joe La Pompe
Sono letteralmente innamorato di questo sito. Non solo per l’idea geniale che c’è dietro, ovvero stanare ogni sorta di plagio fortuito o fortemente voluto, ma anche per la straordinaria capacità di questo creativo francese di riuscire ad individuare costantemente campagne che onestamente… puzzano! (Vittorio) - TagliaBlog
Tratta di argomenti sempre interessanti, il suo modo di scrivere e le sue riflessioni mi piacciono molto. Il suo punto di vista è intelligente e critico e sai che puoi sempre imparare qualcosa dal leggerlo. (Ignazio) - Catepol 3.0
L’insegnante che tutti avrebbero voluto alle scuole elementari. Capace di non odiare gli sviluppi tecnologici, ma immergersi in essi e comprendere come possano essere adoperati in veste di nuovi strumenti di educazione. Una formatrice, riconosciuta, per il web 2.0 (Francesco) - MaestroAlberto
Non ha bisogno di presentazioni. Alberto Piccini è l’uomo delle novità, colui che trasforma app. e/0 siti sconosciuti in commodity. Se c’è qualcosa che ti sembra una novità, forse è perché non leggi il suo blog. Applicazioni utili o divertenti al servizio di chi è un curioso del Web. (Francesco/Vittorio/Ignazio) - Kawakumi
Leggo Kawakumi, perché sono un sentimentale.
Davide mi ha spalancato gli occhi sul mondo del webmarketing e, al di là di ciò che ho visto e imparato a vedere negli anni a seguire (facendolo diventare anche business), non dimentico il piacere della scoperta.
Leggo Kawakumi, perché sono un razionale.
Davide, con metodo, tempestività e la giusta dose critica, segnala le cose più interessanti, innovative, divertenti, facendone un sunto esaustivo a vantaggio di chi non ha tempo né strumenti per coglierle da sé. Leggo Kawakumi e consiglio a tutti di leggerlo. Con il cuore e con la testa. (Alfredo)
Follow the leader
Pubblicato da Francesco
Ascoltare/leggere rende riflessivi e quando si presenta l’occasione, non puoi far altro che comunicarla.
Catepol, da professionista, mette in evidenza la figura del follower; io, da online marketing excutive (lo dice lui), cerco di catturare l’attenzione dei potenziali followers. Non sono un leader, ma il SMM pretende che io lo sia. Nuove tecniche di adv, a prima vista facilmente gestibili e manipolabili, che presentano una realtà differente. Entrando a far parte nei mondi generati dai new media, ci si rende conto che gli utenti sono molto esigenti e poco manipolabili. Le vetrine messe a disposizioni dai network, non hanno vetro. Gli utilizzatori, quasi mai si soffermano a guardare la merce in esposizione.
Vogliono un dialogo, vogliono partecipare, vogliono creare il prodotto. Crowdsourcing. Nel marketing 2.0, la figura del follower riveste un valore più importante di quella del leader. Non solo perché il secondo non esisterebbe senza il primo, ma perché i seguaci sono i veri portatori/creatori dei valori del prodotto. Avere seguaci implica avere dei prosumer, quindi starnutatori. Gli sneezers come vengono definiti in Unleashing the Ideavirus sono la chiave di volta del marketing moderno. Senza sneezers non ci sarebbe dialogo, non ci sarebbe una relazione che porta a relazioni, non ci sarebbe un valore aggiunto, ma semplicemente una mostrazione del prodotto.
Il silenzio comunicativo
Pubblicato da Francesco
Il 31,9% della popolazione femminile italiana, ha dichiarato di essere vittima di una violenza fisica o sessuale. Il 91.6% di queste violenze non è stata segnalata alle autorità. (Istat ‘04).
Un silenzio non è generato esclusivamente dalla paura, ma in modo particolare dall’indifferenza di chi è testimone. POWA, cha da anni si oppone alla violenza sulle donne, ha deciso di servirsi di quel silenzio. Renderlo, per una volta, generatore di valori positivi.
Tramita una notevole performance comunicativa, ideata dalla Ogilvy Johannesburg, immerge l’ignaro consumatore all’interno della comunicazione. Lo rende partecipe, portatore di valore e comunicatore silenzioso. L’azione dimostra come in situazioni di disagio individuale, l’intervento sia immediato, tempestivo, comunitario. Diverso è il comportamento, quando la vittima non siamo noi.
Il silenzio prevale sulla rabbia. Il silenzio prevale sulla dignità. Il silenzio prevale sull’uomo.
Fenomeno e fenomenologia di Draquila
Pubblicato da Alfredo
In slideshare, condividiamo integralmente il contenuto di Effetto Draquila. I dati sono aggiornati al 16 maggio (da allora, fortunatamente, sono cresciuti), resta forte il senso di un’esperienza ampia, profonda, appassionante, importante. Buona lettura. A partire da queste considerazioni personali.
Epistemologicamente, Draquila nasce intorno agli inizi di marzo del 2010.
Il tre marzo, con un post sul proprio blog dal titolo Tototitolo, Sabina scrive: “allora è ora di trovare un titolo al film vi va di contribuire al brain storming? è vero il film non lo conoscete ma ve lo potete immaginare tema: raccontare l’aquila per raccontare l’italia. vi dico i titoli che mi sono venuti in mente fino ad ora per darvi una traccia
ESSI VIVONO
PUS PUS
DOVE VOLANO GLI SCIACALLI
L’AQUILA E LO SCIACALLO”.
Si scatena la caccia al titolo. 105 commenti, argomentati e appassionati.
Si parte da tor100, che suggerisce “Dove volano gli sciacalli!”, per finire con Mino_P, che scrive “L’Aquila spennata volava sul G8”.
A metà sondaggio, il quattro marzo, interviene ancora Sabina: “mi piace I CACCIATORI DI AQUILANI! E anche tanti altri va da sé. adoro questa partecipazione sul titolo! grazie! …secondo me ancora non ci siamo ma ci sono tutte le premesse. in realtà la parodia di un titolo già esistente è poco efficace dobbiamo trovarne uno nostro giuste le parole sciacalli e sinonimi, lo sgretolarsi del paese, lo sciame insomma verrà”.
Si continua così, per circa venti giorni e 268 interventi.
Finché Sabina, dopo un iniziale tentennamento (dal post La decisione, del 12 marzo: ci vuole qualcosa che sia ironico ma forte adeguato agli argomenti”), il 25 marzo annuncia il titolo.
Esattamente, Ordinanza 3838: habemus titolum: “allora dopo avere attentamente esaminato le proposte del sopradetto blog nelle date sottocitate a latere delle considerazioni di carattere politico amministrativo idrogeologico e di compatibilità ambientale visti gli articoli 57, 5859, 12 e 12 bis in deroga alle norme che vincolano la consequenzialità, che proteggono l’analisi logica e quella grammaticale, le norme dell’educazione, del rispetto degli anziani e dei minori, in deroga alle leggi di gravità e alle successive modifiche, in deroga al divieto di ubiquità, onnipresenza veggenza e
teletrasporto molecolare e successive modifiche il potente movimento di correnti scaturito
dal brain storming della rete ha battezzato questo film
DRAQUILA L’ITALIA CHE TREMA
da una rapida indagine risulta che sia la prima volta che un titolo viene scelto su internet. complimenti a tutti nella speranza che il film sia all’altezza di come ve lo siete immaginato”.
L’autore di Draquila, per la cronaca, è Il Mago di Oz.
Draquila non ha una forma fisica particolare.
Draquila non è una persona precisa (sarà divertente, in seguito, notare come la vetta del box office a un certo punto si trovi presidiata da titoli come Robin Hood, Iron Man, Draquila… un fumettificio).
Draquila è una sensazione, un riferimento, una certezza. Suono allusivo, tipico di questi tempi difficili, incerti, fintamente condivisi.
Ma Draquila è anche un’esperienza tenace, coerente, concreta (e riuscita) di condivisione e partecipazione, attraverso un uso sapiente e voluto della rete.
L’io digitale che è un noi sociale e il noi sociale che è un io digitale. Fenomeno e fenomenologia, dunque. Minoranza che si fa maggioranza. Coscienza e conoscenza.
Per questo, penso che Draquila sia nato quel giorno di marzo esclusivamente per i motori di ricerca (dal 25 marzo, 1.800.000 risultati prodotti per la ricerca “Draquila”).
Per la storia, c’era. Per la cronaca, c’è. Per la vita, ci sarà.
Educare in un’app
Pubblicato da Francesco
La concezione dell’advertising è mutata notevolmente negli ultimi anni. Un cambiamento derivato, essenzialmente, dall’avvento di nuove forme di interazione tra il produttore e il consumatore. Non più semplice broadcasting, ma vero è proprio dialogo. Queste interazioni stanno portando alla nascita di una inedita modalità di veicolare il proprio brand. Educational marketing. Educare, ricostruendo realtà legate all’uso o meno del prodotto che si intende pubblicizzare. Mostrare al consumatore, come potrebbe presentarsi o meno il futuro.
Lo sviluppo delle tecnologie rende possibile questa ricostruzione del futuro, facendo immergere il consumatore in situazioni molto realistiche. I dispositivi mobile, con le loro applicazioni, hanno aperto al marketing nuove prospettive di dialogo. Una realtà ormai consolidata all’interno del mercato mobile, come l’ App Store, permette ai brand di veicolari i propri valori o quelli legati al prodotto in modalità finora impossibili. Due recenti realizzazioni, mostrano come nel coinvolgere l’utilizzatore dell’app sia possibile comunicare educando.
“Hello Baby” della Pampers, per iPad, è una perfetta ricostruzione di una gravidanza. L’app permette di monitorare lo stato del feto durante tutto il periodo di gestazioni, fornendo immagini e video in stile ecografia. Il tutto connesso con i numerosi social network, per permettere la condivisione della salute dell’ipotetico feto. Un’app rivolta al consumatore in dolce attesa o alle future famiglie, che possono analizzare una situazione pre-utilizzo del prodotto.
Diversamente, Durex introduce il consumatore in una realtà che l’utilizzo del prodotto potrebbe evitare. Un’app che, richiamando la vecchia struttura del tamagotchi, permette di accudire un infante 24 ore al giorno. Ricreando le più disparate situazioni in cui i genitori si possano ritrovare, Durex invita con ironia ad usare precauzione per il proprio futuro. Due app per un’adv da esplorare.
Pampers
Durex
Durex Baby from Peter Ammentorp on Vimeo.





