Grazie a un invito ricevuto da Screenweek ieri ho assistito all’anteprima presso la Casa del Cinema di The Devil Inside di William Brent Bell, horror sovrannaturale prodotto dalla Insurge, divisione dedicata ai micro-horror di Paramount, in uscita all’inizio del 2012.
Già nell’invito si accennava al fatto che si sarebbe trattato di un’anteprima particolare, con riprese durante la proiezione e conseguente obbligo di firmare una liberatoria per prendere parte alla visione. L’ingresso in sala è – se possibile – ancor più “scenico”, nel senso che oltre alla liberatoria bisogna consegnare qualsiasi oggetto elettronico (ho dovuto lasciare persino l’iPod touch), dopo di che siamo stati sottoposti a un ulteriore controllo con metal detector prima di poter finalmente accedere alla sala.
Qui inizia il necessario “tetris” dei partecipanti per compattarli a centro sala ed evitare fastidiosi buchi ad uso e consumo delle riprese, che hanno lo scopo di registrare le reazioni del pubblico per utilizzarle poi come materiale promozionale per il film. Qualcuno dei partecipanti si lamenta degli spostamenti, ma fa parte del gioco: d’altra parte ci stanno pur sempre offrendo un’anteprima gratuita di un film che uscirà fra diversi mesi.
Finalmente si parte con la proiezione, e qui devo fare una premessa: a causa delle scarse informazioni che avevo trovato in rete sul film, partivo piuttosto prevenuto. Un horror/mockumentary sul tema degli esorcismi non mi sembrava il massimo dell’originalità.
Devo invece dire che tutto sommato il film è godibile e scorre via nella sua ora e mezza piuttosto piacevolmente. Ciò che si vede è il frutto del (falso) documentario su Isabella Rossi, figlia di una donna, Maria, che ha ucciso tre persone durante un esorcismo e successivamente è stata portata dagli Stati Uniti a Roma per essere internata presso il Manicomio Centrino (ospitato dall’ospedale di Santo Spirito). Il film racconta il viaggio della ragazza in Italia per incontrare la madre e scoprire di più sugli esorcismi.
Senza svelare tutta la trama, basta raccontare che fra esorcismi clandestini, preti dissidenti, possessioni multiple e contorsioni innaturali The Devil Inside non annoia e anzi quando finisce – piuttosto improvvisamente – la sensazione è che se fosse durato un po’ in più non sarebbe affatto dispiaciuto. Ovviamente questo vale per gli amanti del genere horror e i non facilmente impressionabili, si tratta di un film assolutamente di genere.
E proprio su questo aspetto voglio concludere: ormai l’unico modo per avere un film di genere girato in Italia è che venga a realizzarlo qualcuno dall’estero. Oggi il genere è quasi sparito dal cinema italiano, a meno che non vogliamo considerare tale il cinepanettone, ma personalmente mi rifiuto. Mi interessava particolarmente la resa di un horror contemporaneo girato a Roma, e il risultato non è affatto male. La domanda è: perché se fra gli anni ’60 e ’80 Lucio Fulci e Dario Argento ci riuscivano splendidamente, oggi non è più possibile dare seguito filone di horror made in Italy?
Forse anche il Cinema di genere Italiano, come Maria Rossi, avrebbe bisogno di un bell’esorcismo…






