daniela girfatti estrogeni

Un tranquillo weekend di Natale

Chiara

By Chiara
Published 23rd December, 2010

Le nostre scrivanie sembrano campi di battaglia, fogli dappertutto, buste di wafer, un bonsai, pacchi regalo, fogli excel.
Lo Spirito del Natale aleggia nel disordine e ci ricorda che è tempo di pausa. Non vorremmo certo fare la fine di Ebenezer Scrooge.
Solo pochi giorni da dedicare alle nostre famiglie, partenze e ritorni, poi dal 27 dicembre siamo nuovamente qui.
Lo Spirito del Tempo Passato ci ricorda dei progetti da portare a termine, consegne e scadenze che non posso aspettare il nuovo anno.
Lo Spirito del Tempo Presente ci porta a visitare l’azienda Leda, ultimo cliente acquisito nel 2010, segno che il buono di un anno lo si può cogliere fino all’ultimo dei suoi giorni.
Infine, lo Spirito del Tempo Futuro. Sguardo puntato all’orizzonte e il desiderio di fare sempre meglio. Offrire la qualità del nostro lavoro a coloro che finora hanno seguito il nostro cammino e a quelli che si uniranno lungo il viaggio.
A tutti, intanto, auguriamo un tranquillo weekend di Natale.

Temporaneamente irraggiungibili

Daniela

By Daniela
Published 21st December, 2010

Il pranzo, tutti i giorni.
C’è chi lo salta, chi lo utilizza per nuotare, chi lo trascorre dal parrucchiere e chi dall’estetista.
C’è chi lo attende già dalle 11 e chi lo rimanda.
C’è chi non lo fa mai fuori e chi lo fa sempre al parco.
C’è chi lo condivide, chi lo fa seduto e chi solo in piedi.
C’è chi lo fa monotematico, chi macrobiotico e chi probiotico.
C’è chi lo fa solo dolce e chi solo salato.
C’è chi lo scongela, chi lo riscalda e chi semplicemente lo assaggia.
Il pranzo, a Natale.
È aziendale e lo faremo tutt’insieme, domani, 22 dicembre. Dalle 13 alle 15.
Non ce ne vorrete ma, per un paio d’ore, saremo temporaneamente irraggiungibili.

C’è qualcuno

Daniela

By Daniela
Published 19th December, 2010

Da qualche tempo, in modo regolare, quotidiano, c’è qualcuno che segue il nostro blog.
Lo fa in modo discreto, attento, profondo. Coglie nessi, particolari, memorizza volti, persone, avvenimenti.
Da qualche tempo, c’è qualcuno che naturalmente condivide il mio lavoro.
Sa cosa faccio, conosce le persone con cui lavoro, i clienti, le trasferte, le difficoltà, i successi.
Da qualche tempo - dopo dieci anni passati invano a tradurre in qualcosa di comprensibile atl, btl, pr, fundraising, marketing e comunicazione – tutto è assolutamente chiaro e familiare e parlarne con lui semplice e naturale.
Da qualche tempo, c’è qualcuno che ci segue da Aversa.
Da qualche tempo, Vittorio – mio padre - segue il nostro blog. Questo post è dedicato a lui.

Calcio mercato

Alfredo

By Alfredo
Published 17th December, 2010

Un pediatra, anche a ottant’anni, resta sempre un pediatra.
Un figlio, anche a quarantadue anni, resta sempre figlio.
Così, le poche volte che telefono a casa dei miei e risponde mio padre, tocca sentire la solita lezioncina.
Mi raccomando, bevi il latte che ti fa bene! Il calcio, il calcio, il calcio…
Proprio a me, che il latte non piace, dei formaggi non tollero neanche l’odore, però la mozzarella delle nostre parti la mangio eccome e adoro la ricotta, comunque sia.
Quello giocato, di calcio, però guai se manca dal mio palinsesto quotidiano. Ma è tutto un altro discorso.
Ricordate la campagna Babbo Natale che abbiamo lanciato un po’ di tempo fa?
Se mi chiedeste quali risultati concreti abbia dato, vi risponderei che ci ha offerto grande visibilità in quel di Milano, che resta sempre il nostro obiettivo principale.
Siamo stati invitati a un paio di gare. La prima, per la comunicazione Neveralone nel 2011, l’abbiamo persa ma in maniera molto dignitosa. La seconda, per il lancio di un prodotto Mediolanum, la presenteremo lunedì prossimo.
Ma soprattutto, siamo stati contattati da una piccola ma intraprendente azienda casearia.
Sulle prime, per le ragioni di cui sopra, ho pensato che fosse stato mio padre, tra le sue conoscenze, a darsi da fare per presentarci. Ma poi, riflettendo sulle conoscenze di mio padre (…), ho smesso di pensarci.
Ebbene sì, la Leda ha deciso di affidarsi a noi perché colpita dall’annuncio (che anche la Confindustria di Modena ha deciso di ospitare sui propri organi di informazione).
Non a caso, ne parlo proprio oggi, quando Agostino, Daniela e Gabriele sono (ancora) alle prese con il set fotografico di Viva Dolce e stiamo per definire la messa online (anche) del sito di Elmeco. Come dire, piccoli brand di grande qualità.
La nostra, di qualità, l’abbiamo esercitata per la progettazione grafica dei primi elementi di comunicazione di Leda.
Ne sentirete parlare ancora, ve l’assicuro.
Noi, intanto, dopo il latte, puntiamo ai frollini. Giusto, papà?

Uomo solo dell’anno

Daniela

By Daniela
Published 15th December, 2010

Non so perché ma mi ero persa  The Social Network. Ho recuperato in extremis, ad un mese esatto dall’uscita. Mi sono avvicinata al film combattuta. In parte scettica – chi l’aveva visto non ne aveva parlato benissimo -;  in parte fiduciosa, perché alcune recensioni lo definivano da non perdere.
Quello che ho visto, mi ha profondamente colpito. E forse, ho capito anche le ragioni di chi non ha apprezzato.
Il film è semplice. La storia è nota. Eppure, per qualche giorno, non sono riuscita a liberarmi da un non so che che mi si è incollato addosso.  Non riuscivo ad individuare cosa mi avesse preso, toccato, turbato.
The Social Network è un racconto forte. Di passione. Di ambizione. Di fiducia. Una sintesi di odio, fregature, tribunali. Una storia nata per caso, da una storia d’amore finita male. Una vicenda, al pari di tutte le grandi invenzioni, che nasce da uno spunto e si trasforma in business. Per caso si direbbe, per capacità risponderei.
Oggi so cosa mi ha colpito. La forza e la potenza di Facebook sono il risultato delle condizioni in cui nasce. Grazie a cui nasce e si sviluppa. Il mondo del campus, la mescolanza delle razze, la voglia di fare qualcosa di memorabile, la vivacità intellettuale, la determinazione, l’arguzia e la disponibilità economica degli ebrei. Ma non basta. C’è un ragazzo e la sua passione. La voglia di superare il complesso d’inferiorità nei riguardi degli atleti, quel complesso che diventa stimolo e non limite; l’osservazione acuta e la capacità di leggere la realtà (e i vizi umani). In questo film, c’è tutta la creazione di un’impresa o l’impresa della creazione. La passione. La voglia di rischiare. La perdita dell’unico amico vero. Il coraggio di cambiare: città, opinioni, soci. La scelta della compagine societaria e del team di lavoro. Il bisogno e il desiderio di guardare oltre. Non solo Harward ma Boston; non solo l’America ma l’Europa e l’India e il mondo intero.
The Social Network è la storia di Mark Zuckerberg. La storia di un ragazzo di 26 anni che oggi il Time ha dichiarato Uomo dell’anno. E mentre leggo la motivazione per “aver connesso oltre mezzo miliardo di persone… per aver tracciato la mappa delle loro relazioni sociali”, non posso non pensare che l’uomo che ci ha reso tutti sociali è fondamentalmente e profondamente un uomo schivo. Un uomo solo.