I nostri Oscar 2010
Pubblicato da Vittorio
Oggi è domenica e la domenica, tra una lasagna al forno e delle polpette alla spagnola, ci sta sempre bene una scommessa. Ma non è solo domenica. Stanotte si accenderanno le luci sul Kodak Theatre di Los Angeles. Stanotte è la notte degli Oscar.
Dal precedente post scritto sull’argomento, sono riuscito a vedere qualche film in più e a leggere qualche altra recensione per quelli che ancora mi mancano.
Se non altro, per conoscere al meglio i cavalli in pista.
Secondo quanto si legge in rete, è corsa a due per Avatar e The Hurt Locker per il miglior film, e quindi anche tra Cameron e la Bigelow per la miglior regia. Da sottolineare che, in seguito alla vittoria ai BAFTA di Febbraio, la ex-moglie di Cameron risulta in netta ascesa. A seguire (ma a piedi), Bastardi senza gloria di un ritrovato Tarantino, Tra le nuvole di Reitman e Precious di Daniels. Non risultano dello stesso parere i lettori di Estroblog, però, secondo cui Cameron la spunterà alla fine sia con il miglior film che con la miglior regia, piazzando addirittura Tra le nuvole al secondo posto tra i migliori film (mah…). Non viene quasi più quotato invece Up, tra i film di animazione, mentre i nostri lettori hanno dimostrato maggior simpatia nei confronti dello splendido Coraline e la porta magica (nutro ancora delle speranze).
Le statuette che più traballano sono quelle per il miglior film straniero e miglior attore protagonista. La lotta infatti si concentra, per i primi, tra Il nastro bianco dell’austriaco Michael Haneke e Un profeta di Audiard, ma anche in questo caso il grande successo ai César e la vetrina dei BAFTA hanno fatto bene allo straordinario film francese. Il il nostro sondaggio risulta però categorico. Un profeta ha staccato nettamente la concorrenza (28, contro “troppo pochi per menzionarli”). La bagarre tra gli attori è confermata sia dai bookmaker che dai lettori. L’affascinante George è in testa, secondo il nostro sondaggio, davanti all’intramontabile Morgan Freeman, seguiti da Jeff Bridges. Mentre, invece, è quest’ultimo il favorito leggendo le quote (e anche le news). Devo dire di essere purtroppo riuscito a vedere solo Invictus e Tra le nuvole, quindi posso liberamente affermare che Clooney merita la nomination ma non certamente l’Oscar e che Freeman spero venga clonato a breve. Tuttavia, sono da una vita innamorato di Jeff Bridges, quindi mi fido di quote e recensioni che lo vedono favorito.
Tra le donne, per i nostri lettori sarebbe Meryl Streep la migliore, a seguire la Bullock. Ma il fatto è che la Streep rischia di diventare peggio dell’Inter (antipatica perché vince sempre) allora credo, senza averla vista in azione, che la spunterà Sandra (olè).
Oddio, ho scritto come al solito troppo, ora su chi scommetto?!??!?!

Che uomini conosce Cassini?
Pubblicato da Vittorio
Permettete? Un pensiero oleoso.
Dopo il grande successo cinematografico di Uomini che odiano le donne…
Scommesse cinematografiche
Pubblicato da Chiara
C’era una volta un elegante riccio che ascoltava musica soul in una cucina. È quello che verrebbe fuori dall’incrocio delle sinossi di due film nelle sale in questi giorni.
Il riccio, tratto dal bestseller L’eleganza del riccio, uscito il 5 gennaio; e Soul Kitchen, al cinema dall’8 gennaio.
Due pellicole, due clienti, la storica Bim e la new entry Eagle Pictures, il webmarketing.
Ci siamo conquistati, con tenacia, un piccolo spazio nella distribuzione cinematografica, promuovendo i due film con strategie differenti e ugualmente mirate. Un elegante blog per Il riccio e un gustoso sito per Soul Kitchen, entrambi coadiuvati da attività di pr online.
Per la prima volta, la mia passione per la tecnica cinematografica come elevazione dell’animo umano, precipita in un vortice terreno. E invece di indivuare tracce semiotiche, cerco subito i dati del boxoffice.
In questo secondo weekend di gennaio, ho puntato su due cavalli, spero vincenti, e guardo la corsa con ansia e partecipazione. Soul Kitchen o Il riccio?
Si aprono le scommesse. Puntate su di noi, gente!
Citazioni
Pubblicato da Vittorio
“Permette? Un pensiero poetico.”
Questo post vuole essere un elogio agli scrittori.
Da ragazzino avevo l’abitudine di appuntare sempre le citazioni dei film che in qualche modo mi avevano colpito. Le scrivevo perché non volevo perdere quelle sensazioni che mi avevano suscitato. Ad ogni momento sarebbero state lì, e nel rileggerle mi sarei sentito anche io un pò attore. D’altra parte, chi da bambino non ha sognato di diventare attore? Io in realtà sognavo di essere un giorno un calciatore, l’altro dopo un tennista, l’altro dopo regista, e l’altro dopo altro ancora. Il pensiero di essere un attore ci sarà stato forse un giorno, ma è passato. Forse proprio grazie alla citazione che sto per riportare, tratta da un film, ho capito perché quel ruolo non è mai stato il mio.
Il passo è questo: Tutti i peccati si riducono ad uno solo, il rubare. Se uccidi un uomo, gli rubi la vita. Se menti, lo privi della verità.*
Mi sono sentito particolarmente sensibile a questa frase, e ho molto apprezzato la delicatezza con cui l’attore l’ha resa. Stavo per rendergli omaggio. Quando poi ho pensato che, in realtà, era lo scrittore (visto che il film è tratto da un libro) che dovevo ringraziare. Perché chi scrive sente, quel fremito che va dal cuore alla mano. L’attore può solo prenderlo in prestito a tempo determinato. Può fingere, e mentire, ma non sarà mai suo.
Quindi questo è un elogio agli scrittori, e pensatori, e comunicatori, e sociologi, in grado di pensare e trasmettere. A loro che non hanno bisogno di sentire il fremito degli altri per esistere, perché sono loro stessi il fremito.
*Il film è Il Cacciatore di aquiloni (2007) di Marc Forster, adattamento cinematografico dell’omonimo libro di Khaled Hosseini.

Il Blog, un ingrediente di successo
Pubblicato da Chiara
Ottima sceneggiatura, un pizzico di ironia, giuste dosi di presente e passato, quattro attori principali freschi e brillanti. È la ricetta vincente di Julie e Julia, ultimo film della regista Nora Ephron, con una straordinaria Meryl Streep. Un montaggio alternato per raccontare la storia di due donne, in due epoche diverse. Da una parte, la Parigi anni ‘50 e Julia Child, americana trasferitasi in Europa a seguito del marito, che impiega il suo tempo frequentando corsi di cucina fino a diventare un guru della cucina francese. Dall’altra c’è Julie, trentenne, nella New York post undici settembre, operatrice in un call center governativo, che per fuggire alla routine del suo lavoro si propone di realizzare tutte le 545 ricette della Child in un solo anno. Per raccontare la sua sfida apre un blog, in cui cui accosta quotidianamente la preparazione delle ricette alle tappe del suo personale percorso di crescita. Non vado avanti con la trama e vi consiglio di gustare il finale al cinema. Un film che oltre agli appassionati di cucina, strizza l’occhio a tutti coloro che praticano il web. Il blog, in questa pellicola, ha un ruolo rilevante. Tagliando e rimontando alcune scene si potrebbe costruire un breve manuale di utilizzo. Dalla creazione, è impossibile non accorgersi del product placement di blogspot, alle funzioni: in primis la condivisione, ma anche l’autorealizzazione. Ai dubbi: qualcuno mi leggerà? Al successo: fidelizzare gli utenti e diventare un blogger per professione. Un’attenzione particolare quella della regista, Nora Ephron, agli strumenti di comunicazione, lei infatti è anche la regista di C’è post@ per te (1998), chissà se nella sua prossima pellicola ci sarà spazio Twitter o Facebook.




