Home

Virtuale. Problematiche della vita reale

Google Buzz

mIRC rappresenta una concezione di Chat che oggi l’utilizzatore medio etichetterebbe come obsolete. mIRC ha sdoganato l’interazione virtuale, ciò che ha portato alla rottura della concezione spazio-temporale avuta fino agli inizi degli anni ‘90. mIRC è stato il target verso cui sparare le più disparate accuse per molti anni. Il web è cambiato. Gli utilizzatori l’hanno modificato e con esso sono mutati.
Cha@troom credo sia un’analisi sociologica, a posteriori, di quel mondo. Quelle chatroom che oggi solo i top user si ritrovano a frequentare, che rappresentano dei mondi chiusi e in cui difficilmente si viene accettati, un tempo erano molto diverse. Le stanze, in cui la conversazione anonima si divulgava, fiorivano con la stessa velocità con cui scomparivano. Quattro mura virtuali tra cui potersi confrontare, discutere e litigare. Mondi aperti. Mondi illusori. Mondi pericolosi. Mondi di Troll. La pellicola di H.Nakata tenta di analizzare un mondo così complesso, che porta a domande più che a risposte. La rappresentazione filmica delle chat, accompagnata da un superba fotografia, riesce a coinvolgere anche chi ha solo sentito parlare di quegli spazi. La creazione, la gestione e la personalizzazione. Il modo in cui si entra e quello in cui si esce. Partecipare o essere semplice spettatore. Mondi onirici all’apparenza perfetti, ma che all’interno nascondono ombre. Quegli stessi mali che affliggono il mondo reale, che attraverso supporti diversi si moltiplicano. Una critica al mezzo, a prima vista riduttiva, che va ad ampliarsi al modo in cui si viene educati ad esso. Mostrare, anche con qualche stereotipo, il comportamento giovanile nel relazionarsi attraverso supporti virtuali per comprendere come non ci sia una vera educazione al mezzo da parte dei genitori e/o dell’intera società. Si viene lasciati soli. Indifesi. Vulnerabili. Sopravvive solo il più forte.

Il cinema. La vita

Google Buzz
I sillogismi mi hanno sempre divertito, linguistici o logici che fossero. Se A è uguale a B e B è uguale a C allora A e C saranno uguali.
Lo applico alla mia settimana cinematografica appena trascorsa. Se il cinema è la rappresentazione della realtà e se la realtà è la vita, allora il cinema è la vita.
Il tempo scorre con le sue storie, che siano al cinema o che ci appartengano.
Inevitabilmente, durante o al termine di una proiezione cinematografica, si attiva un meccanismo di catarsi e le storie individuali si mescolano alla finzione, senza soluzione di continuità.
Uncle Boonme, Tom e Gerri, Tamara Drewe, Beth, Mary, diventano un frammento del nostro vissuto, ricordi o proiezioni future.  Ai personaggi ci si affeziona come alle persone vere.
Il racconto, in qualunque forma esso sia rappresentato, non ci lascia mai indifferenti. Una storia sarà sempre una storia. Sulle pareti di una caverna, nelle pagine di un libro, ascoltata alla radio, proiettata al cinema, vista su You Tube, scaricata sull’i-Pad. La narrazione è il motore del mondo.

Vuoti a perdere

Google Buzz

Ti immergi. Ti identifichi. Ti angosci. Questo è Draquila. Questo è il cinema. Questa è l’informazione. Non un editoriale sull’incremento esponenziale delle vittime. Devi sentire le richieste di aiuto. Devi vedere le case cadere. Devi sentire tue le vite strappate.
Assistere alla riproduzione della realtà, che sia su celluloide, su pellicola o tela, può allontanare lo spettatore dalla situazione reale se non riesce ad andare oltre il finzionale o può avvicinarlo se riesce ad immergersi nella riproduzione, allontanando il supporto che ne consente la riproducibilità.
Un montaggio finale, con scene del 6 aprile alle 3.32 e con le chiamate al pronto emergenza, è un calcio in pieno petto. Ti manca l’aria. Vorresti uscire da quella riproduzione della realtà, ma è lì che ti si apre la mente. Una violenza mediata che permette l’identificazione di se stessi in quelle persone che hanno perso tutto, che non hanno più niente e che continuano a lottare. Per sé, per gli altri e per la loro terra. Uomini, donne e bambini che non hanno mai smesso di ringraziare chi gli abbia dato un mano, ma che allo stesso tempo non hanno gradito la trasformazione della loro tragedia in un Grande Evento. Un Grande Fratello con attori reali, che le istituzioni hanno sfruttato e mai retribuito. Persone illuse con il sogno di un domani migliore, con una bottiglia 0,75l di spumante italiano regalata dal presidente in persona.
Gente a cui i “vampiri” hanno succhiato quasi tutto, ma non quel sangue che gli dà la forza di combattere per il proprio domani senza l’aiuto di nessuna SpA.
I parassiti non hanno bandiere, non sono di destra né di sinistra, sono solo dei carnefici, ma “non pensate che una persona che si può considerare completamente vuota e incapace alla fine cada, non è così. Berlusconi è una persona che dura”.

L’Aquila. Draquila un anno dopo

Google Buzz

Ho abitato per molti anni in via Del Falco a L’Aquila. La strana congiuntura di volatili ha sempre fatto sorridere molti. La stradina è stretta, a pochi passi da Palazzo Camponeschi, la sede della mia facoltà, Lettere e Filosofia e vicina a Palazzo Carli, sede della segreteria e dell’economato. Avevo uno zerbino orribile con il disegno di una caffettiera che augurava “Buongiorno” a tutti, a tutte le ore. Al non lontano palazzo Quinzi, al Conservatorio, alla Casa Circondariale, alla chiesa di San Domenico. Zerbino rosso in zona rossa. Tutto è distrutto. Il 6 aprile 2009 alle 3.32 è morta la mia città d’adozione. Oggi, 6 aprile 2010, giorno della memoria, lo sguardo osserva la città pulsare sotto le macerie. Per il forte amore che mi lega a L’Aquila, quindi, con immenso piacere ho accolto la notizia che ci occuperemo della comunicazione online del lavoro di Sabina Guzzanti “Draquila. L’Italia che trema”,  distribuito da BIM. Il titolo del film nasce dal web: “Per la prima volta la rete ha scelto il nome di un film. Per la prima volta tutti sono parte dell’opera. DRAQUILA l’Italia che trema è di tutti”, leggiamo nelle pagine del sito. Mi piace riportare anche questa frase. “Da quel 6 aprile 2009 è trascorso un anno. Dodici mesi intensi. Le macerie, le tendopoli, i visi solcati dalle lacrime, poi i prefabbricati, le polemiche, la speranza, infine le rivolte. In questo luogo distrutto ancora non si sedimenta la polvere, che copre come un velo gli animi dei cittadini. Alle 3.32 di questa notte il silenzio si opporrà al frastuono del terremoto. Ricostruire. Non solo con le parole, gli eventi, i progetti. Ricostruire con carriole, mattoni e cemento”.
Per non dimenticare.

draquila3 LAquila. Draquila un anno dopoEstrogeni   Alfredo Borrelli   CEO

I nostri Oscar 2010

Google Buzz

Permettete? Un pensiero hollywoodiano.
Oggi è domenica e la domenica, tra una lasagna al forno e delle polpette alla spagnola, ci sta sempre bene una scommessa. Ma non è solo domenica. Stanotte si accenderanno le luci sul Kodak Theatre di Los Angeles. Stanotte è la notte degli Oscar.
Dal precedente post scritto sull’argomento, sono riuscito a vedere qualche film in più e a leggere qualche altra recensione per quelli che ancora mi mancano.
Se non altro, per conoscere al meglio i cavalli in pista.
Secondo quanto si legge in rete, è corsa a due per AvatarThe Hurt Locker per il miglior film, e quindi anche tra Cameron e la Bigelow per la miglior regia. Da sottolineare che, in seguito alla vittoria ai BAFTA di Febbraio, la ex-moglie di Cameron risulta in netta ascesa. A seguire (ma a piedi), Bastardi senza gloria di un ritrovato Tarantino, Tra le nuvole di Reitman e Precious di Daniels. Non risultano dello stesso parere i lettori di Estroblog, però, secondo cui Cameron la spunterà alla fine sia con il miglior film che con la miglior regia, piazzando addirittura Tra le nuvole al secondo posto tra i migliori film (mah…). Non viene quasi più quotato invece Up, tra i film di animazione, mentre i nostri lettori hanno dimostrato maggior simpatia nei confronti dello splendido Coraline e la porta magica (nutro ancora delle speranze).
Le statuette che più traballano sono quelle per il miglior film straniero e miglior attore protagonista. La lotta infatti si concentra, per i primi, tra Il nastro bianco dell’austriaco Michael Haneke e Un profeta di Audiard, ma anche in questo caso il grande successo ai César e la vetrina dei BAFTA hanno fatto bene allo straordinario film francese. Il il nostro sondaggio risulta però categorico. Un profeta ha staccato nettamente la concorrenza (28, contro “troppo pochi per menzionarli”). La bagarre tra gli attori è confermata sia dai bookmaker che dai lettori. L’affascinante George è in testa, secondo il nostro sondaggio, davanti all’intramontabile Morgan Freeman, seguiti da Jeff Bridges. Mentre, invece, è quest’ultimo il favorito leggendo le quote (e anche le news). Devo dire di essere purtroppo riuscito a vedere solo Invictus e Tra le nuvole, quindi posso liberamente affermare che Clooney merita la nomination ma non certamente l’Oscar e che Freeman spero venga clonato a breve. Tuttavia, sono da una vita innamorato di Jeff Bridges, quindi mi fido di quote e recensioni che lo vedono favorito.
Tra le donne, per i nostri lettori sarebbe Meryl Streep la migliore, a seguire la Bullock. Ma il fatto è che la Streep rischia di diventare peggio dell’Inter (antipatica perché vince sempre) allora credo, senza averla vista in azione, che la spunterà Sandra (olè).
Oddio, ho scritto come al solito troppo, ora su chi scommetto?!??!?!
oscar I nostri Oscar 2010Estrogeni   Alfredo Borrelli   CEO
Creative Commons License
Estrogeni blog by Estrogeni is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.
Based on a work at blog.estrogeni.net.
Permissions beyond the scope of this license may be available at http://www.estrogeni.net/.