chiara pascali estrogeni

Estote parati

Daniela

By Daniela
Published 2nd September, 2010

Saranno stati gli scout che non ho fatto – ma ho frequentato -, le provocazioni di Chiara e Franco e la mia passione per la glottologia ma, l’altro giorno, quando, per caso una ragazza mi ha detto Estote parati è partita la riflessione. Quella che ho approfondito stamattina, presto, mentre spellavo i peperoni (tanto per ricordare chi fa cosa, ma questa è un altro post, vero Alfr?!?).
Estote parati, dunque: state pronti, state preparati. Oppure più bello, esortativo, siate pronti, siate preparati.
Estote parati che i napoletani efficacemente traducono nel musicale t’è a parà. Devi essere attento, preparato. Di solito con la premessa/esortazione, meno musicale ma più robusta:  statt’accuort!
Estote parati che le madri del sud interpretano alla lettera riempiendo all’inverosimile le dispense, pronte – non si sa mai – ad una guerra o calamità improvvisa.
Estote parati perché, si diceva nelle chiese, non sapete né l’ora né il giorno.
Estote parati – come nelle arti marziali – dove la difesa è più importante dell’attacco e la concentrazione è fondamentale per essere pronti alla risposta. Vero Fra?
Estote parati perché la preparazione è  concentrazione, attenzione, attivazione dei cinque sensi, energia in potenza.
E mentre si discute di Quagliarella mi sovviene che un gol va intuito, mirato, seguito, frenato, bloccato o deviato. In una parola parato (con l’italianizzazione dell’inglese parry, che dal nostro latino proviene) o che, gira che si rigira, alla fine sappiamo sempre, o quasi sempre, dove vogliamo andare a parare (a puntare l’attenzione o l’interesse).
Che siano parole, emozioni, colpi, tiri in porta o mancini, attacchi improvvisi o imprevisti, che sia giorno o notte, estate o inverno, estote parati!

Fenomeno e fenomenologia di Draquila

Alfredo

By Alfredo
Published 25th June, 2010

In slideshare, condividiamo integralmente il contenuto di Effetto Draquila. I dati sono aggiornati al 16 maggio (da allora, fortunatamente, sono cresciuti), resta forte il senso di un’esperienza ampia, profonda, appassionante, importante. Buona lettura. A partire da queste considerazioni personali.

Epistemologicamente, Draquila nasce intorno agli inizi di marzo del 2010.
Il tre marzo, con un post sul proprio blog dal titolo Tototitolo, Sabina scrive: “allora è ora di trovare un titolo al film vi va di contribuire al brain storming? è vero il film non lo conoscete ma ve lo potete immaginare tema: raccontare l’aquila per raccontare l’italia. vi dico i titoli che mi sono venuti in mente fino ad ora per darvi una traccia
ESSI VIVONO
PUS PUS
DOVE VOLANO GLI SCIACALLI
L’AQUILA E LO SCIACALLO”.
Si scatena la caccia al titolo. 105 commenti, argomentati e appassionati.
Si parte da tor100, che suggerisce “Dove volano gli sciacalli!”, per finire con Mino_P, che scrive “L’Aquila spennata volava sul G8”.
A metà sondaggio, il quattro marzo, interviene ancora Sabina: “mi piace I CACCIATORI DI AQUILANI! E anche tanti altri va da sé. adoro questa partecipazione sul titolo! grazie! …secondo me ancora non ci siamo ma ci sono tutte le premesse. in realtà la parodia di un titolo già esistente è poco efficace dobbiamo trovarne uno nostro giuste le parole sciacalli e sinonimi, lo sgretolarsi del paese, lo sciame insomma verrà”.
Si continua così, per circa venti giorni e 268 interventi.
Finché Sabina, dopo un iniziale tentennamento (dal post La decisione, del 12 marzo: ci vuole qualcosa che sia ironico ma forte adeguato agli argomenti”), il 25 marzo annuncia il titolo.
Esattamente, Ordinanza 3838: habemus titolum: “allora dopo avere attentamente esaminato le proposte del sopradetto blog nelle date sottocitate a latere delle considerazioni di carattere politico amministrativo idrogeologico e di compatibilità ambientale visti gli articoli 57, 5859, 12 e 12 bis in deroga alle norme che vincolano la consequenzialità, che proteggono l’analisi logica e quella grammaticale, le norme dell’educazione, del rispetto degli anziani e dei minori, in deroga alle leggi di gravità e alle successive modifiche, in deroga al divieto di ubiquità, onnipresenza veggenza e
teletrasporto molecolare e successive modifiche il potente movimento di correnti scaturito
dal brain storming della rete ha battezzato questo film
DRAQUILA L’ITALIA CHE TREMA
da una rapida indagine risulta che sia la prima volta che un titolo viene scelto su internet. complimenti a tutti nella speranza che il film sia all’altezza di come ve lo siete immaginato”.
L’autore di Draquila, per la cronaca, è Il Mago di Oz.
Draquila non ha una forma fisica particolare.
Draquila non è una persona precisa (sarà divertente, in seguito, notare come la vetta del box office a un certo punto si trovi presidiata da titoli come Robin Hood, Iron Man, Draquila… un fumettificio).
Draquila è una sensazione, un riferimento, una certezza. Suono allusivo, tipico di questi tempi difficili, incerti, fintamente condivisi.
Ma Draquila è anche un’esperienza tenace, coerente, concreta (e riuscita) di condivisione e partecipazione, attraverso un uso sapiente e voluto della rete.
L’io digitale che è un noi sociale e il noi sociale che è un io digitale. Fenomeno e fenomenologia, dunque. Minoranza che si fa maggioranza. Coscienza e conoscenza.
Per questo, penso che Draquila sia nato quel giorno di marzo esclusivamente per i motori di ricerca (dal 25 marzo, 1.800.000 risultati prodotti per la ricerca “Draquila”).
Per la storia, c’era. Per la cronaca, c’è. Per la vita, ci sarà.

Il palmarès di Vittorio

Alfredo

By Alfredo
Published 20th May, 2010

Ieri, è stata una durissima giornata.
Scadenze, preventivi che vanno e (non) vengono, la posta che non funziona, telefonate a raffica, cose in sospeso. La pioggia, no. Quella ha continuato a cadere.
Torno a casa verso le dieci, infreddolito pure. I vermicelli alla soia con carne macinata, non sono proprio così calorici. Neanche il nuovo gusto ricotta al rum di Leonardo, abbinato al classico cioccolato fondente, riusciva a riscaldarmi.
Devo controllare la posta, perché tutto il pomeriggio fuori chissà quante email.
Non so perché, ho saltato direttamente www.estrogeni.net/webmail e mi sono fiondato sul blog.
Mi è piaciuto pensare, per un attimo, che qualcuno mi avesse dato conforto, scrivendo magari un bel post.
Chi mi conosce, lo sa. Basta poco per risollevarmi.
Girf, vieni qui! Che bel post ha scritto Vittorio!
Starete pensando che, bastando poco, anche Vittorio è sufficiente per risollevarmi.
No, non è così. Lo è stato, lo sarà ancora, certo, ma ieri sera, no.
Ho letto proprio un bel post. Ben pensato, strutturato, metaforicamente intrigante. Ad eccezione del titolo, su cui il ragazzo si farà (anche se ha le spalle strette). L’ho postato su Facebook come Il più mancino dei post, ripensando ad Edmondo Berselli.
Vittorio, per restare invece a De Gregori, lo riconosci dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia.
Vittorio è tanto generoso, a volte anche più del necessario (ma esiste un limite alla generosità? Boh…). Vittorio si è spesso scontrato con i propri eccessi (e con me e con Chiara). Vittorio si è sempre confrontato con i propri limiti. Ma Vittorio, non tradisce. Avanza, quando c’è da avanzare. Copre, quando c’è da coprire. È leale, non colpisce alle spalle. Corrobora.
Vittorio, insomma, è anche migliore del gelato di Leonardo.
Per questo, ripensando anche a una discussione avuta in chat con Pietro sul grande valore che entrambi diamo al concetto di educazione, partendo proprio dall’etimo, dal trarre fuori cioè, voglio dedicare a Vittorio un brano di Selvaggi e sentimentali di Javier Marìas.
Perché sono convinto potrà essergli utile nei match con il futuro, ora che è abbastanza padrone del presente.
“…il calcio comporta una maledizione che allo stesso tempo è la salvezza di giocatori, allenatori e ultrà afflitti da una sconfitta. Si tratta di un’attività in cui non basta vincere, ma bisogna vincere sempre, in ogni stagione, in ogni torneo, in ogni partita. Uno scrittore, un architetto, un musicista possono prendersela un po’ comoda dopo aver fatto un grande romanza, un meraviglioso edificio, un disco indimenticabile. Possono non fare niente per un certo tempo o fare qualcosa di minore… Nel calcio, al contrario, non c’è posto per il riposo né per il divertimento, a poco serve avere uno straordinario palmarès storico o aver conquistato un titolo l’anno prima. Non si considera mai che già si è fatto, ma si esige (e gli stessi giocatori lo esigono da loro stessi) di vincere anche l’incontro successivo, come si cominciasse da zero sempre, analogia del risultato iniziale di ogni partita… Essere stato il migliore oggi non conta più, figuriamoci domani”.

Tempi moderni

Chiara

By Chiara
Published 23rd February, 2010

Il web è caratterizzato da quell’esperienza comunemente nota come serendipity. Oggi, alla ricerca di spunti per l’elaborazione di un modello teorico di analisi, mi sono imbattuta in un sito dal nome simpatico Io pubblicità. Il Gruppo Telecom ha creato un asse strategico tra Tim, Virgilio, Corriere della Sera e il servizio telefonico 1254 per creare delle campagne di comunicazione fai da te. In pochi clic si può acquistare un pacchetto di spazi pubblicitari sui differenti canali. Scelgo la soluzione che più mi gratifica, una soluzione full mi costa circa 9.000€ , passo al carrello, dati della carta di credito e la mia campagna, in pochi giorni, è già sul web. La promessa è forte, pochi passaggi per lauti guadagni. Chissà. Io rimango perplessa. Non mi spaventa tanto l’automazione del nostro mestiere, anche se il pensiero a Charlie Chaplin in Tempi Moderni è stato immediato, quanto la velocità d’azione. Li ho contati, sono tre clic. Tre clic che devono riassumere l’analisi di posizionamento, la strategia, l’idea, l’obiettivo, il target, gli strumenti, il confronto. Ma questo è ancora nulla se, tra un clic e un altro, ci si sofferma ancora qualche minuto a meditare. La differenziazione. Dov’è la specificità di ogni campagna? Con tre clic si generano una serie di campagne clone, tutte uguali, stessi mezzi, stessi formati, a soli 9.000€. Incredibile, ma vero. Come si concluderebbe la migliore delle televendite. Che dirvi. Signori venite da noi, per metà di quel prezzo, vi incontriamo anche due volte a settimana, studiamo il vostro brand, realizziamo una strategia specifica, potete anche chiamarci per dire che non vi piace.

È da qualche giorno tra noi

Alfredo

By Alfredo
Published 2nd February, 2010

Morto (metaforicamente) un musicista, se ne fa un altro.
In tempi di concerto, dal contrabbasso al violino, cambiano strumenti e ruoli ma lo spartito è sempre quello. Accogliere persone perbene e bravi professionisti, che ci consentano di crescere e adeguare l’offerta alle richieste del mercato. Talvolta, anticipandole.
Alcune note su Albino. È scuro, anzitutto. È ciociario. È allegro.
Durante il colloquio di selezione, parlava tanto. Ma tanto. Ma tanto.
Tanto che non pensavo l’avrei sopportato, taciturno come sono.
Invece, ambientandosi in men che non si dica, non dà fastidio.
Sta lì, ascolta la sua musica, batte i tasti ad un tono più alto della voce di Chiara (ed è tutto dire…), interviene sapientemente.
Sembra un vecchio saggio (no, vecchio no, perché magari forse s’offende; ma neanche saggio, sennò poi m’offendo io…).
Diciamo che sembra un giovane scriteriato che, sono sicuro, saprà dare sostanza al reparto webmarketing, con la propria, decennale esperienza di progettista e sviluppatore.

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