Tempi moderni
Pubblicato da Chiara
Il web è caratterizzato da quell’esperienza comunemente nota come serendipity. Oggi, alla ricerca di spunti per l’elaborazione di un modello teorico di analisi, mi sono imbattuta in un sito dal nome simpatico Io pubblicità. Il Gruppo Telecom ha creato un asse strategico tra Tim, Virgilio, Corriere della Sera e il servizio telefonico 1254 per creare delle campagne di comunicazione fai da te. In pochi clic si può acquistare un pacchetto di spazi pubblicitari sui differenti canali. Scelgo la soluzione che più mi gratifica, una soluzione full mi costa circa 9.000€ , passo al carrello, dati della carta di credito e la mia campagna, in pochi giorni, è già sul web. La promessa è forte, pochi passaggi per lauti guadagni. Chissà. Io rimango perplessa. Non mi spaventa tanto l’automazione del nostro mestiere, anche se il pensiero a Charlie Chaplin in Tempi Moderni è stato immediato, quanto la velocità d’azione. Li ho contati, sono tre clic. Tre clic che devono riassumere l’analisi di posizionamento, la strategia, l’idea, l’obiettivo, il target, gli strumenti, il confronto. Ma questo è ancora nulla se, tra un clic e un altro, ci si sofferma ancora qualche minuto a meditare. La differenziazione. Dov’è la specificità di ogni campagna? Con tre clic si generano una serie di campagne clone, tutte uguali, stessi mezzi, stessi formati, a soli 9.000€. Incredibile, ma vero. Come si concluderebbe la migliore delle televendite. Che dirvi. Signori venite da noi, per metà di quel prezzo, vi incontriamo anche due volte a settimana, studiamo il vostro brand, realizziamo una strategia specifica, potete anche chiamarci per dire che non vi piace.
È da qualche giorno tra noi
Pubblicato da Alfredo
Morto (metaforicamente) un musicista, se ne fa un altro.
In tempi di concerto, dal contrabbasso al violino, cambiano strumenti e ruoli ma lo spartito è sempre quello. Accogliere persone perbene e bravi professionisti, che ci consentano di crescere e adeguare l’offerta alle richieste del mercato. Talvolta, anticipandole.
Alcune note su Albino. È scuro, anzitutto. È ciociario. È allegro.
Durante il colloquio di selezione, parlava tanto. Ma tanto. Ma tanto.
Tanto che non pensavo l’avrei sopportato, taciturno come sono.
Invece, ambientandosi in men che non si dica, non dà fastidio.
Sta lì, ascolta la sua musica, batte i tasti ad un tono più alto della voce di Chiara (ed è tutto dire…), interviene sapientemente.
Sembra un vecchio saggio (no, vecchio no, perché magari forse s’offende; ma neanche saggio, sennò poi m’offendo io…).
Diciamo che sembra un giovane scriteriato che, sono sicuro, saprà dare sostanza al reparto webmarketing, con la propria, decennale esperienza di progettista e sviluppatore.

Regola numero uno. Liberarsi di Alfredo
Pubblicato da Antonio Di Matteo
Qual è l’idea che è dietro ad un assistente virtuale di marketing?
Immaginate una rete di piccoli negozianti in grado di proporre, attraverso Internet così come qualsiasi altro media, una serie di offerte mirate ai propri clienti. Immaginate che lo strumento che consente a tali negozianti di far ciò, sia un sistema software (specificamente, un’applicazione web), nell’ambito del quale il singolo negoziante può creare e pubblicare autonomamente un proprio sito dove, sempre in maniera autonoma, proporre prodotti con un sistema di offerte (eventualmente, one-to-one) ai propri clienti finali. Immaginate, poi, che il commerciante abbia anche la possibilità di inviare tali offerte, senza nessun altro intermediario se non il sistema software in questione (via sms, mms, mail, posta ordinaria); di creare volantini e avviarne la distribuzione; di impostare campagne pubblicitarie radiotelevisive; di rilevare dati statistici a valle dell’effettuazione di una campagna di promozioni.
Il sistema in questione, in fase avanzata di sviluppo, si chiama VirnetMef ed è stato progettato e sviluppato da Italsime, piccola e dinamica azienda informatica di Napoli.
Nell’ambito di Virnet nasce, grazie anche alla collaborazione tra Estrogeni e Italsime, il cosiddetto Assistente Virtuale di Marketing e Comunicazione. In parole povere, l’alter-ego informatico di Alfredo Borrelli!
Procediamo con calma. L’assistente virtuale è un sottosistema di Virnet che si occupa di fornire al cliente (ovvero al negoziante) un supporto decisionale per la creazione di una campagna di marketing e comunicazione; in pratica, il sistema raccoglie le informazioni disponibili nei database di Virnet, eventualmente le aggrega attraverso processi di clusterizzazione (ovvero aggregazione di dati secondo parametri, anche strutturati, non immediatamente disponibili altrimenti), le integra attraverso le risposte che il cliente dà ad un questionario e crea quindi un ‘profilo’ del cliente stesso, per mezzo del quale determinare una serie di azioni di marketing e/o di comunicazione da intraprendere.
A valle del processo di definizione della “campagna”, il sistema è in grado di avviare in automatico le azioni individuate (laddove siano informaticamente producibili: sms, mms, mail, etc…) e, se del caso, suggerire al cliente una serie di possibili strategie di marketing.
Qual è la tecnologia che consente tutto ciò?
Dal punto di vista del software, niente di troppo nuovo: l’assistente è quello che una volta si definiva Sistema Esperto, ovvero un sistema software basato su tecniche di programmazione non procedurali (dunque, sistemi di programmazione logica, reti neurali, programmazione simbolica…). Nello specifico, il sistema esperto è scritto utilizzando frame work basato sull’algoritmo noto come RETE (uno tra i più diffusi algoritmi per l’implementazione di sistemi di produzione a regole) in ambito Java/JBoss.
Dal punto di vista della Knowledge Base, ovvero della base di conoscenza a cui si attinge per generare i risultati a partire dai dati, si è utilizzato un sistema classico: l’utilizzo di un esperto di dominio in grado di fornire al team di sviluppatori le indicazioni per scrivere l’insieme di regole e individuare gli aspetti salienti del processo di decisione che è alla base di una campagna di comunicazione.
L’esperto di dominio è in questo caso, appunto, il nostro Alfredo: a lui (e ai suoi colleghi) è toccato definire alberi di relazioni tra i vari aspetti del marketing, i corrispondenti aspetti della comunicazione e i parametri coinvolti nei processi decisionali; a lui, è toccata la stesura di un questionario pilota da sottoporre al negoziante; a lui, infine, è toccata l‘identificazione di modelli di campagne di marketing e comunicazione ai quali riferire per effettuare una processo di mappatura tra i risultati provenienti dal sistema di regole e le effettive azioni da intraprendere.
Risultato del processo di collaborazione, è un motore a regole che sta cominciando ora a muovere i suoi primi passi e che richiederà una fase di taratura per dare risultati interessanti. Comunque, uno dei primi tentativi in questo senso nel settore della comunicazione.
Senza nascondersi dietro false ipocrisie, il tentativo ovvio è quello di liberarsi dalla necessità di ricorrere alla consulenza di Alfredo, carpendone i segreti e regalandoli ad un sistema infinitamente meno costoso di lui (anche se, forse, meno simpatico).
Ma, forse, questo non dovevo scriverlo…
L’imprenditore è fuso
Pubblicato da Alfredo
Da un po’ di tempo, mi soffermo intorno al ruolo dell’imprenditore.
Essendo completamente autodidatta in materia di organizzazione aziendale, leggo più che posso.
Saggi, articoli, siti. Tra spunti interessanti e scoperte illuminanti.
Recentemente, ad esempio, sono ingenuamente arrivato a riflettere sulla differenza che esiste (perché esiste e qui sta la mia ingenuità…) tra azionista, manager e imprenditore (tornerò a scriverne, a breve).
Praticando i tre ruoli contemporaneamente, li ho sempre sovrapposti (anche in termini di compenso, ahimè…).
Oggi, saprei dire qual è il ruolo dell’azionista, quali gli obiettivi del manager, quale la visione dell’imprenditore.
Nelle visioni, riconosco che mi trovo più a mio agio.
Racconto un episodio.
Da due giorni, riceviamo attestati di stima (dal cliente ma non solo) per il brillante quanto efficace lavoro di community marketing svolto per Soul Kitchen, di cui ringrazio il team coordinato da Chiara. Il film è uscito nelle sale l’otto gennaio e, a fine week-end, si è posizionato al terzo posto assoluto per incassi in rapporto alle sale in cui è proiettato.
Una scommessa vinta. Film tedesco diretto da un regista turco, investimenti in comunicazione esclusivamente su web. Avendo curato anche la pianificazione, facile comprendere la nostra ansia, per il primo film dell’anno del nostro storico cliente Bim Distribuzione.
Contemporaneamente, per un’intuizione di Daniela e la tenacia sempre di Chiara, siamo stati incaricati di lanciare sul web anche Il riccio, primo film dell’anno di Eagle Pictures e, per noi, primo loro incarico.
Personalmente, avendo anche un rapporto di amicizia con Laura, mi sono premurato di aggiornarla.
Professionalmente, mi sono invece preoccupato che le strategie di webmarketing fossero chiaramente ben distinte e distinguibili. Questo, l’unico vincolo che mi sono imposto. Anche le persone che hanno lavorato ai due progetti, erano diverse e diversificate.
Imprenditorialmente, invece, ho condiviso all’interno la volontà e la necessità e l’esigenza di essere irreprensibili sul fronte storico. Ossia, Soul Kitchen. A partire dalla messa online del sito.
Sapevo, sentivo, spiegavo che occorreva non trascurare la via vecchia, perché è grazie ad essa che siamo riusciti ad imboccare la nuova.
Poiché un’agenzia è un posto di lavoro fatto di persone, capita che talvolta, lavorando, emergano gli umori.
In questo caso, sono emersi tutti. E anche virulenti.
Martedì primo dicembre, alle 10.06, scrivo un’email a Chiara, intimando che il sito fosse online per la sera.
Apriti cielo! Non ce la facciamo, i tempi previsti erano diversi, c’è una campagna banner da chiudere…
Ok, tutto comprensibile. Ma, insisto, anche sgradevolmente, forse, entro stasera dev’essere online.
Come potete immaginare, tra mugugni e facce sempre più scure, la sera di quel martedì, esattamente alle 19.33, il sito era online e il cliente avvisato.
Da lì, un crescendo di consensi.
Questo, per dire cosa?!
Per dire che, se per un dipendente o anche un azionista e finanche per un manager, il primo dicembre è il primo dicembre, per un imprenditore, invece, il primo dicembre è necessariamente già l’undici gennaio.
Quando Laura ti chiama sul cellulare, alle nove di mattina, tutta soddisfatta per il risultato e – dopo averti ringraziato, con la grazia e la simpatia di sempre – ti invita a dedicarti anima e corpo a Le concert, il suo prossimo film, in uscita il 5 febbraio.
Fuso di quarantadue giorni. Così, si presenta un imprenditore (momentaneamente) felice.
14/12. Una data da tenere d’occhio
Pubblicato da Matteo
Lunedì prossimo, alle 11.30 a Palazzo Belgioioso a Milano, vedrà la luce 10Decimi. Un’iniziativa fortemente voluta da Wind per festeggiare i suoi primi dieci anni di successi. Un grande progetto a cui noi di Estrogeni abbiamo lavorato per un anno intero. E che ci ha coinvolti tutti. Ogni area con le sue specifiche competenze. Ogni individuo con la sua diversa sensibilità. Perché rappresenta un impegno nel sociale. Ancora di più, perché nasce per aiutare dei bambini. Tanti bambini, in tutto il mondo. In quelle realtà a cui spesso si guarda in maniera distratta. Da qui è nata l’idea di metterle, dovutamente, a fuoco. Sviluppare il resto è venuto da sé. Per il claim, per il logo, per l’immagine di campagna, per la struttura del sito. Un insieme di passaggi in cui, a turno, ci siamo passati il testimone per arrivare puntuali al traguardo di lunedì 14. Orgogliosi di non aver mancato l’appuntamento. Con Wind. Con le tante associazioni che credono in questo progetto. E con noi stessi, perché abbiamo dimostrato - ancora una volta - quanto realmente conti il lavoro di squadra.



