Il palmarès di Vittorio
Pubblicato da Alfredo
Ieri, è stata una durissima giornata.
Scadenze, preventivi che vanno e (non) vengono, la posta che non funziona, telefonate a raffica, cose in sospeso. La pioggia, no. Quella ha continuato a cadere.
Torno a casa verso le dieci, infreddolito pure. I vermicelli alla soia con carne macinata, non sono proprio così calorici. Neanche il nuovo gusto ricotta al rum di Leonardo, abbinato al classico cioccolato fondente, riusciva a riscaldarmi.
Devo controllare la posta, perché tutto il pomeriggio fuori chissà quante email.
Non so perché, ho saltato direttamente www.estrogeni.net/webmail e mi sono fiondato sul blog.
Mi è piaciuto pensare, per un attimo, che qualcuno mi avesse dato conforto, scrivendo magari un bel post.
Chi mi conosce, lo sa. Basta poco per risollevarmi.
Girf, vieni qui! Che bel post ha scritto Vittorio!
Starete pensando che, bastando poco, anche Vittorio è sufficiente per risollevarmi.
No, non è così. Lo è stato, lo sarà ancora, certo, ma ieri sera, no.
Ho letto proprio un bel post. Ben pensato, strutturato, metaforicamente intrigante. Ad eccezione del titolo, su cui il ragazzo si farà (anche se ha le spalle strette). L’ho postato su Facebook come Il più mancino dei post, ripensando ad Edmondo Berselli.
Vittorio, per restare invece a De Gregori, lo riconosci dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia.
Vittorio è tanto generoso, a volte anche più del necessario (ma esiste un limite alla generosità? Boh…). Vittorio si è spesso scontrato con i propri eccessi (e con me e con Chiara). Vittorio si è sempre confrontato con i propri limiti. Ma Vittorio, non tradisce. Avanza, quando c’è da avanzare. Copre, quando c’è da coprire. È leale, non colpisce alle spalle. Corrobora.
Vittorio, insomma, è anche migliore del gelato di Leonardo.
Per questo, ripensando anche a una discussione avuta in chat con Pietro sul grande valore che entrambi diamo al concetto di educazione, partendo proprio dall’etimo, dal trarre fuori cioè, voglio dedicare a Vittorio un brano di Selvaggi e sentimentali di Javier Marìas.
Perché sono convinto potrà essergli utile nei match con il futuro, ora che è abbastanza padrone del presente.
“…il calcio comporta una maledizione che allo stesso tempo è la salvezza di giocatori, allenatori e ultrà afflitti da una sconfitta. Si tratta di un’attività in cui non basta vincere, ma bisogna vincere sempre, in ogni stagione, in ogni torneo, in ogni partita. Uno scrittore, un architetto, un musicista possono prendersela un po’ comoda dopo aver fatto un grande romanza, un meraviglioso edificio, un disco indimenticabile. Possono non fare niente per un certo tempo o fare qualcosa di minore… Nel calcio, al contrario, non c’è posto per il riposo né per il divertimento, a poco serve avere uno straordinario palmarès storico o aver conquistato un titolo l’anno prima. Non si considera mai che già si è fatto, ma si esige (e gli stessi giocatori lo esigono da loro stessi) di vincere anche l’incontro successivo, come si cominciasse da zero sempre, analogia del risultato iniziale di ogni partita… Essere stato il migliore oggi non conta più, figuriamoci domani”.
Tempi moderni
Pubblicato da Chiara
Il web è caratterizzato da quell’esperienza comunemente nota come serendipity. Oggi, alla ricerca di spunti per l’elaborazione di un modello teorico di analisi, mi sono imbattuta in un sito dal nome simpatico Io pubblicità. Il Gruppo Telecom ha creato un asse strategico tra Tim, Virgilio, Corriere della Sera e il servizio telefonico 1254 per creare delle campagne di comunicazione fai da te. In pochi clic si può acquistare un pacchetto di spazi pubblicitari sui differenti canali. Scelgo la soluzione che più mi gratifica, una soluzione full mi costa circa 9.000€ , passo al carrello, dati della carta di credito e la mia campagna, in pochi giorni, è già sul web. La promessa è forte, pochi passaggi per lauti guadagni. Chissà. Io rimango perplessa. Non mi spaventa tanto l’automazione del nostro mestiere, anche se il pensiero a Charlie Chaplin in Tempi Moderni è stato immediato, quanto la velocità d’azione. Li ho contati, sono tre clic. Tre clic che devono riassumere l’analisi di posizionamento, la strategia, l’idea, l’obiettivo, il target, gli strumenti, il confronto. Ma questo è ancora nulla se, tra un clic e un altro, ci si sofferma ancora qualche minuto a meditare. La differenziazione. Dov’è la specificità di ogni campagna? Con tre clic si generano una serie di campagne clone, tutte uguali, stessi mezzi, stessi formati, a soli 9.000€. Incredibile, ma vero. Come si concluderebbe la migliore delle televendite. Che dirvi. Signori venite da noi, per metà di quel prezzo, vi incontriamo anche due volte a settimana, studiamo il vostro brand, realizziamo una strategia specifica, potete anche chiamarci per dire che non vi piace.
È da qualche giorno tra noi
Pubblicato da Alfredo
Morto (metaforicamente) un musicista, se ne fa un altro.
In tempi di concerto, dal contrabbasso al violino, cambiano strumenti e ruoli ma lo spartito è sempre quello. Accogliere persone perbene e bravi professionisti, che ci consentano di crescere e adeguare l’offerta alle richieste del mercato. Talvolta, anticipandole.
Alcune note su Albino. È scuro, anzitutto. È ciociario. È allegro.
Durante il colloquio di selezione, parlava tanto. Ma tanto. Ma tanto.
Tanto che non pensavo l’avrei sopportato, taciturno come sono.
Invece, ambientandosi in men che non si dica, non dà fastidio.
Sta lì, ascolta la sua musica, batte i tasti ad un tono più alto della voce di Chiara (ed è tutto dire…), interviene sapientemente.
Sembra un vecchio saggio (no, vecchio no, perché magari forse s’offende; ma neanche saggio, sennò poi m’offendo io…).
Diciamo che sembra un giovane scriteriato che, sono sicuro, saprà dare sostanza al reparto webmarketing, con la propria, decennale esperienza di progettista e sviluppatore.

Regola numero uno. Liberarsi di Alfredo
Pubblicato da Antonio Di Matteo
Qual è l’idea che è dietro ad un assistente virtuale di marketing?
Immaginate una rete di piccoli negozianti in grado di proporre, attraverso Internet così come qualsiasi altro media, una serie di offerte mirate ai propri clienti. Immaginate che lo strumento che consente a tali negozianti di far ciò, sia un sistema software (specificamente, un’applicazione web), nell’ambito del quale il singolo negoziante può creare e pubblicare autonomamente un proprio sito dove, sempre in maniera autonoma, proporre prodotti con un sistema di offerte (eventualmente, one-to-one) ai propri clienti finali. Immaginate, poi, che il commerciante abbia anche la possibilità di inviare tali offerte, senza nessun altro intermediario se non il sistema software in questione (via sms, mms, mail, posta ordinaria); di creare volantini e avviarne la distribuzione; di impostare campagne pubblicitarie radiotelevisive; di rilevare dati statistici a valle dell’effettuazione di una campagna di promozioni.
Il sistema in questione, in fase avanzata di sviluppo, si chiama VirnetMef ed è stato progettato e sviluppato da Italsime, piccola e dinamica azienda informatica di Napoli.
Nell’ambito di Virnet nasce, grazie anche alla collaborazione tra Estrogeni e Italsime, il cosiddetto Assistente Virtuale di Marketing e Comunicazione. In parole povere, l’alter-ego informatico di Alfredo Borrelli!
Procediamo con calma. L’assistente virtuale è un sottosistema di Virnet che si occupa di fornire al cliente (ovvero al negoziante) un supporto decisionale per la creazione di una campagna di marketing e comunicazione; in pratica, il sistema raccoglie le informazioni disponibili nei database di Virnet, eventualmente le aggrega attraverso processi di clusterizzazione (ovvero aggregazione di dati secondo parametri, anche strutturati, non immediatamente disponibili altrimenti), le integra attraverso le risposte che il cliente dà ad un questionario e crea quindi un ‘profilo’ del cliente stesso, per mezzo del quale determinare una serie di azioni di marketing e/o di comunicazione da intraprendere.
A valle del processo di definizione della “campagna”, il sistema è in grado di avviare in automatico le azioni individuate (laddove siano informaticamente producibili: sms, mms, mail, etc…) e, se del caso, suggerire al cliente una serie di possibili strategie di marketing.
Qual è la tecnologia che consente tutto ciò?
Dal punto di vista del software, niente di troppo nuovo: l’assistente è quello che una volta si definiva Sistema Esperto, ovvero un sistema software basato su tecniche di programmazione non procedurali (dunque, sistemi di programmazione logica, reti neurali, programmazione simbolica…). Nello specifico, il sistema esperto è scritto utilizzando frame work basato sull’algoritmo noto come RETE (uno tra i più diffusi algoritmi per l’implementazione di sistemi di produzione a regole) in ambito Java/JBoss.
Dal punto di vista della Knowledge Base, ovvero della base di conoscenza a cui si attinge per generare i risultati a partire dai dati, si è utilizzato un sistema classico: l’utilizzo di un esperto di dominio in grado di fornire al team di sviluppatori le indicazioni per scrivere l’insieme di regole e individuare gli aspetti salienti del processo di decisione che è alla base di una campagna di comunicazione.
L’esperto di dominio è in questo caso, appunto, il nostro Alfredo: a lui (e ai suoi colleghi) è toccato definire alberi di relazioni tra i vari aspetti del marketing, i corrispondenti aspetti della comunicazione e i parametri coinvolti nei processi decisionali; a lui, è toccata la stesura di un questionario pilota da sottoporre al negoziante; a lui, infine, è toccata l‘identificazione di modelli di campagne di marketing e comunicazione ai quali riferire per effettuare una processo di mappatura tra i risultati provenienti dal sistema di regole e le effettive azioni da intraprendere.
Risultato del processo di collaborazione, è un motore a regole che sta cominciando ora a muovere i suoi primi passi e che richiederà una fase di taratura per dare risultati interessanti. Comunque, uno dei primi tentativi in questo senso nel settore della comunicazione.
Senza nascondersi dietro false ipocrisie, il tentativo ovvio è quello di liberarsi dalla necessità di ricorrere alla consulenza di Alfredo, carpendone i segreti e regalandoli ad un sistema infinitamente meno costoso di lui (anche se, forse, meno simpatico).
Ma, forse, questo non dovevo scriverlo…
L’imprenditore è fuso
Pubblicato da Alfredo
Da un po’ di tempo, mi soffermo intorno al ruolo dell’imprenditore.
Essendo completamente autodidatta in materia di organizzazione aziendale, leggo più che posso.
Saggi, articoli, siti. Tra spunti interessanti e scoperte illuminanti.
Recentemente, ad esempio, sono ingenuamente arrivato a riflettere sulla differenza che esiste (perché esiste e qui sta la mia ingenuità…) tra azionista, manager e imprenditore (tornerò a scriverne, a breve).
Praticando i tre ruoli contemporaneamente, li ho sempre sovrapposti (anche in termini di compenso, ahimè…).
Oggi, saprei dire qual è il ruolo dell’azionista, quali gli obiettivi del manager, quale la visione dell’imprenditore.
Nelle visioni, riconosco che mi trovo più a mio agio.
Racconto un episodio.
Da due giorni, riceviamo attestati di stima (dal cliente ma non solo) per il brillante quanto efficace lavoro di community marketing svolto per Soul Kitchen, di cui ringrazio il team coordinato da Chiara. Il film è uscito nelle sale l’otto gennaio e, a fine week-end, si è posizionato al terzo posto assoluto per incassi in rapporto alle sale in cui è proiettato.
Una scommessa vinta. Film tedesco diretto da un regista turco, investimenti in comunicazione esclusivamente su web. Avendo curato anche la pianificazione, facile comprendere la nostra ansia, per il primo film dell’anno del nostro storico cliente Bim Distribuzione.
Contemporaneamente, per un’intuizione di Daniela e la tenacia sempre di Chiara, siamo stati incaricati di lanciare sul web anche Il riccio, primo film dell’anno di Eagle Pictures e, per noi, primo loro incarico.
Personalmente, avendo anche un rapporto di amicizia con Laura, mi sono premurato di aggiornarla.
Professionalmente, mi sono invece preoccupato che le strategie di webmarketing fossero chiaramente ben distinte e distinguibili. Questo, l’unico vincolo che mi sono imposto. Anche le persone che hanno lavorato ai due progetti, erano diverse e diversificate.
Imprenditorialmente, invece, ho condiviso all’interno la volontà e la necessità e l’esigenza di essere irreprensibili sul fronte storico. Ossia, Soul Kitchen. A partire dalla messa online del sito.
Sapevo, sentivo, spiegavo che occorreva non trascurare la via vecchia, perché è grazie ad essa che siamo riusciti ad imboccare la nuova.
Poiché un’agenzia è un posto di lavoro fatto di persone, capita che talvolta, lavorando, emergano gli umori.
In questo caso, sono emersi tutti. E anche virulenti.
Martedì primo dicembre, alle 10.06, scrivo un’email a Chiara, intimando che il sito fosse online per la sera.
Apriti cielo! Non ce la facciamo, i tempi previsti erano diversi, c’è una campagna banner da chiudere…
Ok, tutto comprensibile. Ma, insisto, anche sgradevolmente, forse, entro stasera dev’essere online.
Come potete immaginare, tra mugugni e facce sempre più scure, la sera di quel martedì, esattamente alle 19.33, il sito era online e il cliente avvisato.
Da lì, un crescendo di consensi.
Questo, per dire cosa?!
Per dire che, se per un dipendente o anche un azionista e finanche per un manager, il primo dicembre è il primo dicembre, per un imprenditore, invece, il primo dicembre è necessariamente già l’undici gennaio.
Quando Laura ti chiama sul cellulare, alle nove di mattina, tutta soddisfatta per il risultato e – dopo averti ringraziato, con la grazia e la simpatia di sempre – ti invita a dedicarti anima e corpo a Le concert, il suo prossimo film, in uscita il 5 febbraio.
Fuso di quarantadue giorni. Così, si presenta un imprenditore (momentaneamente) felice.




