blog estrogeni

Guestbook. Intervista a Luce StRagista

Alessia the second

By Alessia the second
Published 5th April, 2011

Questa settimana vi presentiamo Luce StRagista, la blogger che da dicembre 2008 critica con ironia lo sfruttamento lavorativo, in particolare quello giovanile. Il blog è per Luce uno strumento di protesta e di sfogo e nello stesso tempo ha dato la possibilità a molti giovani di confrontarsi e rispecchiarsi nelle situazioni da lei raccontate. Il suo profilo facebook conta più di 3800 amici (genera il 18% delle visite al sito)  ed ha più di 1.300 follower su twitter. Lei preferisce mantenere l’anonimato e si presenta su Internet con il suo avatar. Oggi è con noi e ci racconta come è nata la sua idea di iniziare a scrivere il blog Vita da StRagista.

Come mai hai scelto un blog per affrontare l’argomento stage?

Ho scelto il blog per affrontare l’argomento stage perchè è uno strumento di comunicazione che mi mette molto a mio agio. Mi permette di esprimermi liberamente, senza che nessuno debba adattare ciò che ho voglia di dire, inoltre posso comunicare al meglio arricchendo i post che raccontano le avventure che riguardano la ” Vita da StRagista” con foto e video. E poi, ultimi, ma non per importanza, i commenti dei miei lettori che stimolano la creatività e che innescano anche dei piccoli dibattiti che spero possano essere costruttivi nell’affrontare la questione stage a livello istituzionale e nell’opinione pubblica, più in generale.

Quali altri strumenti di social media marketing utilizzi per diffondere i tuoi post?

Principalmente pubblico i miei post su Facebook, Twitter, Myspace e Linkedin. Facebook mi permette di avere una platea molto vasta a cui rivolgermi e grazie ad esso ho conosciuto molti gruppi attivi per la “causa sociale” degli stagisti come, ad esempio, gli appartenenti al gruppo il Manifesto dello Stagista. Twitter è il mio preferito: a volte basta poco per innescare, sull’onda dei retweet, una discussione con spunti interessanti. Linkedin, invece, è utile soprattutto per far conoscere la mia attività e avere qualche riscontro (spero!) in ambito lavorativo.

Ritieni che in qualche modo ci sia effettivamente una “morte del blog”?

Non ritengo affatto che ci sia una morte dei blog. Anzi. In un paese come l’Italia in cui per noi giovani è molto difficile mettersi in luce e inserirsi nel mondo del lavoro, il blog diventa una vetrina per mostrare le proprie capacità che spesso valgono molto di più di un rimborso spese. E lì non esistono raccomandazioni! Sono soltanto la creatività e la capacità di autopromuoversi a permettere ad un blogger di crearsi un seguito.
Il blog rappresenta inoltre un canale alternativo attraverso il quale diffondere notizie e visioni critiche di esse che spesso non trovano spazio nei media tradizionali. Per quanto riguarda il concetto di stage come apprendimento e la sua distorsione nella realtà di tutti i giorni, a mio avviso, sono stati proprio i blogger a portarla alla ribalta ottenendo l’attenzione dei media tradizionali, tanto che finalmente anche i sindacati si stanno occupando della questione.
Quindi non credo proprio che i blog siano vicini alla morte, anzi, credo che come avviene già negli Stati Uniti, sempre più le opinioni dei cittadini nasceranno dai blog e questo non può che fare bene alla nostra democrazia!

Guestbook. Intervista a Gabriele Farina

Francesco

By Francesco
Published 22nd March, 2011

Soloparolesparse ma tanta voglia di comunicare.Il “personaggio” è uno di quelli che non si ferma mai: Blogger dal 2005, speaker radiofonico, redattore, folle pensatore, ideatore di VideoMart e grandissimo appassionato di cinema. Proprio la settima arte è il leitmotiv del suo lavoro crossmediale, che lo porta a essere uno dei Viral Hunter più noti della rete. Un blog di cinema, che non si ferma alle recensioni/critiche ma che accompagna la pellicola dalla genesi fino all’uscita in sale, passando per il momento più importante: la distribuzione. Gabriele Farina è un’estimatore della fase teaser che accompagna ogni pellicola, fase in cui le info sono volutamente poche per stuzzicare l’interesse dei prosumer. Farina è un segugio da viral marketing.

La tua ricerca del materiale virale parte di sicuramente dalla passione per il cinema, ma come mai hai avuto l’idea di scrivere un blog che fosse un database delle fasi teaser?

In realtà il mio interesse per il virale cinematografico diventa strutturato durante il periodo di collaborazione col portale ScreenWeek. In quel momento decidiamo che c’è talmente materiale in giro che è il caso di aprire una categoria specifica. Quel “Viral point” che poi ho trasferito sul mio blog (che comunque tratta il cinema ad ampio raggio) nel momento in cui si è chiusa quella collaborazione.
Del resto se non si categorizza il materiale sotto un qualche cappello è impossibile riuscire a star dietro all’evoluzione di alcuni virali che durano mesi o addirittura anni.

Campagne strutturate, che con molta fatica si vedono sul territorio nazionale. Strategie  virali, che a fronte di un costo bassa, non vengono realizzate così spesso come la comunicazione istituzionale. Cosa può spingere le case di distribuzione a investire sul marketing non convezionale?

Purtroppo in Italia è l’utilizzo della rete ad essere decisamente indietro rispetto a quanto succede, per esempio, negli Stati Uniti. Credo sia questo il motivo per cui le case di distribuzione si fidano ancora poco delle potenzialità offerte dal web e preferiscono continuare a muoversi su terreni conosciuti.
Che poi non è detto che il viral marketing debba essere legato esclusivamente alla rete.
In ogni caso qualcosa inizia a muoversi (penso a quello che sta succedendo nel campo dell’informazione) e probabilmente questo spingerà qualcuno a lanciarsi in campagne non convenzionali anche on line.
In generale comunque in Italia è difficile staccarsi dalla strada certa per sperimentare, anche quando è evidente che la strada certa è ormai una strada senza uscita.

La campagna di Super8, con grandi investimenti economici, ha creato un forte appeal per gli estimatori del genere ma raccontaci la cosa che più ti ha colpito in questi anni di caccia al virale.

Quello che mi colpisce è la varietà di soluzioni che i creativi riescono ad inventare. Siti fasulli, blog nascosti, personaggi di film che diventano reali, numeri di telefono.
A parte le campagne enormi come quella di Super 8, di Tron: Legacy o anche di Paranormal Activity (sebbene con modalità e investimenti completamente diversi), ho spesso apprezzato piccoli virali che magari si sono limitati a gettare un ponte tra la finzione e la realtà, come è accaduto per The Rommate oppure (ovviamente) l’elegante libro magico di Alice in Wonderland.
Se però devo dirti cosa mi colpì particolarmente nel momento in cui venne realizzato direi Paranormal Activity 2, nel momento in cui, durante il Fantastic Fest, fecero trovare direttamente nella camera di albergo di alcuni blogger una chiavetta con dentro un piccolo pezzetto del film, diverso per ogni blogger. Ognuno caricò sul proprio account il suo pezzo di video e poi toccò mettersi insieme per raccogliere tutto il materiale sparso.
Una soluzione che trovai simpatica e assolutamente coinvolgente.

Contiamo i Passi

Alessia the second

By Alessia the second
Published 3rd March, 2011

Da una settimana si è conclusa la Campagna di SMS solidale “SOStieni chi ha la Distrofia Duchenne. Fai il Primo Passo”, di Parent Project. Il progetto ha visto una forte partecipazione sul web, da parte soprattutto di genitori pronti a fare il Primo Passo e a promuovere un’iniziativa così importante. Il profilo facebook “Fai il Primo Passo” ha ottenuto più di 1.650 fan, tra questi il 70% sono donne con un’età media intorno ai 35-44 anni. I commenti sono stati più di 180 e le visualizzazioni oltre 125.000. La Campagna è stata divisa in due fasi: la prima, teaser, in cui gli utenti sono stati chiamati a fare il Primo Passo, senza ricevere informazioni riguardo al Progetto; la seconda, di svelamento, in cui è stata diffusa l’inizitiva e le news ad essa legate.
Per aumentare il numero dei fan, abbiamo creato e diffuso due giochi: “Occhio alla cura” e “Fai Avanzare la Ricerca“, utilizzati più di 300 volte. Il gaming si conferma quindi uno strumento di forte appeal su Internet, in particolar modo si presta molto all’utente facebookiano. Inoltre l’evento creato su facebook ha coinvolto più di 10.000 utenti. L’attività di ufficio stampa on line ha contribuito a diffondere l’iniziativa ed è stata portata avanti attraverso la diffusione sulle testate e il coinvolgimento di alcuni blogger sensibili al Progetto, tra i quali: 100bimbi.it, digitalmarketinglab.it, quistelliblog.com. Il nostro lavoro è stato rafforzato dalla forte partecipazione dei fan che hanno diffuso la pagina e l’iniziativa sulle bacheche di personaggi e trasmissioni televisive/radiofoniche, segno di un forte coinvolgimento emotivo nel Progetto.
Grazie ai Passi di chi ha sostenuto Parent Project, la ricerca sulla distrofia muscolare di Duchenne potrà avanzare.

In viaggio

Alfredo

By Alfredo
Published 12th February, 2011

Quando la prima classe si svuota. Quando sulla seconda c’è ancora posto. Quando il più anziano dei controllori ti dice che la sua corsa finisce qui. Quando il più giovane inverte la rotta. Quando entrambi scendono alla stessa fermata. Quando il binario è vecchio e i passaggi non sono a livello. Quando, se non sei stabile, inizi a ballare. Quando ballare non ti è mai piaciuto.
È allora, che hai bisogno di una motrice forte.
Quando indichi un punto. Quando stabilisci una nuova linea. Quando tracci un sentiero. Quando l’orizzonte è verticale. Quando lo zaino è pieno. Quando il costo del biglietto aumenta. Quando uno scartamento è diverso dall’altro. Quando non scarti nessuna idea. Quando le giornate si allungano ma non hai tempo per imparare a ballare.
È allora, che hai bisogno di vagoni leggeri.
Se la motrice è debole e i vagoni pesanti, il viaggio è all’indietro. E quello che vedi, non puoi neanche immaginarlo.

Posta come scrivi

Alfredo

By Alfredo
Published 2nd February, 2011

Giorni fa, scrivevo dei valori del nostro corporate blog. Ricerca, costruzione e condivisione di un’identità.
Proprio perché lo assumo come precondizione di ogni rapporto (e quindi, anche di ogni comunicazione), non ho ritenuto opportuno allora soffermarmi in maniera esplicita sulla trasparenza. In nome della quale, dunque, oggi do il benvenuto ad Alessandro, pubblicando integralmente l’email con cui
ho condiviso ieri – al nostro interno – il suo ingresso.

ciao a tutti.
come sapete, da oggi è con noi Alessandro Varone.
prima ancora di presentarlo alla nostra maniera sul blog, mi preme condividere alcune riflessioni.
nel difficile e impegnativo (quanto indispensabile) passaggio da agenzia ad azienda, in cui – come qualcuno di voi ha detto – alle dinamiche personali si sostituiscono ingranaggi professionali, tappa fondamentale è la valorizzazione dell’asset di maggior valore per un’azienda come la nostra, che di comunicazione vive.
il brand.
fino ad oggi, con entusiasmo, passione, amore (frutto di dinamiche, appunto), ognuno di noi – chi più, chi meno – ha assecondato quest’esigenza.
da oggi, con l’arrivo di Alessandro, l’esigenza si trasforma in necessità. e all’entusiasmo, alla passione, all’amore, subentra la razionalità.
con la sua esperienza e preparazione, Alessandro avrà, quindi, come compito primario quello di lavorare alla reputazione del nostro brand.
assunto e condiviso che una reputazione alta, consentirà di resistere sul mercato. resistere sul mercato, consentirà di salvaguardare il posto di lavoro di tutti. e dunque, il sillogismo chiudetelo voi…
nella pratica, Alessandro gestirà i nostri profili sociali, il nostro blog, le nostre comunicazioni online. lo farà con la collaborazione di tutti ma lo farà in autonomia.
risponderà esclusivamente a me, in quanto Rappresentante Legale, Amministratore e – pertanto – titolare del marchio Estrogeni.
grazie della collaborazione. passata, presente e certamente futura.
Alfredo