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	<title>Estrogeni - Blog. CEO - Alfredo Borrelli. &#187; alfredo borrelli</title>
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		<title>Dedicato a Rocco</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 10:46:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
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Si sceglie il sud
quando il nord
è miraggio
si sceglie il sud
quando il centro
è già fuga
si sceglie il sud
quando il sud
è dolore
e il sole
non dà forza
e l’ombra
non fa ombra
sui vecchi
che nessuno
ha visto partire
sui giovani
che nessuno
vedrà tornare
si sceglie il sud
quando è il sud
a scegliere

			
			
				
				Ascoltaquesto post
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			<content:encoded><![CDATA[<a class="google_buzz"  
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			</a>
		</div>
<p>Si sceglie il sud<br />
quando il nord<br />
è miraggio<br />
si sceglie il sud<br />
quando il centro<br />
è già fuga<br />
si sceglie il sud<br />
quando il sud<br />
è dolore<br />
e il sole<br />
non dà forza<br />
e l’ombra<br />
non fa ombra<br />
sui vecchi<br />
che nessuno<br />
ha visto partire<br />
sui giovani<br />
che nessuno<br />
vedrà tornare<br />
si sceglie il sud<br />
quando è il sud<br />
a scegliere</p>
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Si sceglie il sud
quando il nord
è miraggio
si sceglie il sud
quando il centro
è già fuga
si sceglie il sud
quando il sud
è dolore
e il sole
non dà forza
e l’ombra
non fa ombra
sui vecchi
che nessuno
ha visto partire
sui giovani
che nessuno
vedrà tornare
si sceglie il sud
quando è il sud
a scegliere
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				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', '63ed5e9dc6d697f801b6d52793cca9a9', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
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		<title>L&#8217;attendibilità della fonte</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 15:37:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
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Io pari, lui dispari. Io maggiore (d’età), lui minore (d’età). Io bruno, lui chiaro. Io classico, lui scientifico. Io storia, lui geografia. Io economia, lui commercio. Io ricamo, lui cucito. Io proiezione del business, lui conto economico. Io birra, lui vino. Io Scirea, lui Brio. Io montagna, lui mare. Io Milano, lui Vicenza.
Io Alfredo, lui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="google_buzz"  
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src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/plugins/google-buzz-button/images/google-buzz.png" alt="Google Buzz" title="Lattendibilità della fonte Estrogeni   Alfredo Borrelli   CEO" /></a><div class="tweetmeme_button" style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 20px;">
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			</a>
		</div>
<p>Io pari, lui dispari. Io maggiore (d’età), lui minore (d’età). Io bruno, lui chiaro. Io classico, lui scientifico. Io storia, lui geografia. Io economia, lui commercio. Io ricamo, lui cucito. Io proiezione del business, lui conto economico. Io birra, lui vino. Io Scirea, lui Brio. Io montagna, lui mare. Io Milano, lui Vicenza.<br />
Io Alfredo, lui <a href="http://it.linkedin.com/in/lorenzoborrelli">Lorenzo</a>. Diversi come due gocce d’acqua.<br />
Eppure (o proprio per questo), quando ho sentito la necessità di un supporto per la gestione e il controllo di Estrogeni, non ho avuto dubbi. Lorenzo era il supporto.<br />
Eppure (o proprio per questo), quando ho avvertito l’opportunità di coprire anche l’area di media planning con <a href="http://www.behindpuntocomm.it/">Behind Punto Comm</a>, non ho avuto dubbi. Lorenzo era la copertura.<br />
Eppure (o proprio per questo), quando ho accolto l’invito dei soci a <a href="http://blog.estrogeni.net/life-in/i-prossimi-dieci-anni/">patrimonializzare</a> attraverso l’acquisto di un immobile, non ho avuto dubbi. Lorenzo era la patrimonializzazione.<br />
Perché ripensando ai giorni, alle settimane, ai mesi in cui, in maggioranza solo ed esclusivamente con me stesso ormai trentenne, facevo cinquecento chilometri al giorno di treno tra Padova e Milano (ricorderò sempre le fermate intermedie, Vicenza, Verona, Peschiera all’andata e Desenzano al ritorno, Brescia ma anche i volti ancora assonnati dei pendolari alla mattina e quelli ancora struccati delle prostitute di colore alla sera) inseguendo una felicità ancora indefinita, caligine tra la caligine padana, non avrei mai potuto avere dubbi. Chi mi finanziava l’abbonamento (e la spesa da Billa), era lui. Il chiaro. Ma anche il dispari, il minore, lo scientifico, la geografia, il commercio, il cucito, il conto economico, il vino, Brio, il mare, Vicenza.<br />
Lorenzo. Idrogeno e ossigeno, come me.</p>
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Io pari, lui dispari. Io maggiore (d’età), lui minore (d’età). Io bruno, lui chiaro. Io classico, lui scientifico. Io storia, lui geografia. Io economia, lui commercio. Io ricamo, lui cucito. Io proiezione del business, lui conto economico. Io birra, lui vino. Io Scirea, lui Brio. Io montagna, lui mare. Io Milano, lui Vicenza.
Io Alfredo, lui Lorenzo. Diversi come due gocce d’acqua.
Eppure (o proprio per questo), quando ho sentito la necessità di un supporto per la gestione e il controllo di Estrogeni, non ho avuto dubbi. Lorenzo era il supporto.
Eppure (o proprio per questo), quando ho avvertito l’opportunità di coprire anche l’area di media planning con Behind Punto Comm, non ho avuto dubbi. Lorenzo era la copertura.
Eppure (o proprio per questo), quando ho accolto l’invito dei soci a patrimonializzare attraverso l’acquisto di un immobile, non ho avuto dubbi. Lorenzo era la patrimonializzazione.
Perché ripensando ai giorni, alle settimane, ai mesi in cui, in maggioranza solo ed esclusivamente con me stesso ormai trentenne, facevo cinquecento chilometri al giorno di treno tra Padova e Milano (ricorderò sempre le fermate intermedie, Vicenza, Verona, Peschiera all’andata e Desenzano al ritorno, Brescia ma anche i volti ancora assonnati dei pendolari alla mattina e quelli ancora struccati delle prostitute di colore alla sera) inseguendo una felicità ancora indefinita, caligine tra la caligine padana, non avrei mai potuto avere dubbi. Chi mi finanziava l’abbonamento (e la spesa da Billa), era lui. Il chiaro. Ma anche il dispari, il minore, lo scientifico, la geografia, il commercio, il cucito, il conto economico, il vino, Brio, il mare, Vicenza.
Lorenzo. Idrogeno e ossigeno, come me.
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				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', 'b5e691547e44c0c79559c261390d7f0d', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
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		<title>Milano, riflessioni a freddo</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 10:47:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
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Ci vorrebbero sette post per raccontare una trasferta a Milano. Sette post per raccontare gli incontri, le presentazioni, le emozioni, la preparazione e lo scouting. Sette post per descrivere gli approcci, le situazioni, le location e gli uffici, l&#8217;accoglienza e la disponibilità, l&#8217;ansia prima degli appuntamenti, l&#8217;aria di Milano, il layout e il posizionamento dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="google_buzz"  
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			</a>
		</div>
<p>Ci vorrebbero sette post per raccontare una trasferta a Milano. Sette post per raccontare gli incontri, le presentazioni, le emozioni, la preparazione e lo scouting. Sette post per descrivere gli approcci, le situazioni, le location e gli uffici, l&#8217;accoglienza e la disponibilità, l&#8217;ansia prima degli appuntamenti, l&#8217;aria di Milano, il layout e il posizionamento dei negozi, la folla dei navigli, gli aperitivi, gli odori, i colori, i sapori, il metrò e le <a href="http://www.sevengroup.it/seven/">cene di lavoro</a>, i caffè e le sale riunioni.<br />
Ci vorrebbero sette post per condividere le sensazioni e le impressioni, per racchiudere due giorni e sei incontri, per sviscerare modalità e strategie.<br />
Ci vorrebbero sette post ma preferisco sette punti, un elenco dei must che ci accompagnano sempre e che le trasferte a Milano ci stanno confermando.</p>
<ol>
<li>Mettici la faccia, ovvero quando la cosa più spendibile (e acquistabile) che abbiamo sono i nostri volti.</li>
<li>Da incontro nasce spunto, da spunto nasce incontro ovvero nessun incontro è improduttivo.</li>
<li>Ogni contatto è un potenziale moltiplicatore di contatto, ovvero non esistono interlocutori preferibili o preferiti, esistono interlocutori.</li>
<li>Le relazioni sono come il vino, migliorano con il tempo, ovvero non aver fretta e lascia tempo al tempo.</li>
<li>Dietro un grande ingresso c&#8217;è sempre e soltanto un uomo,  ovvero non lasciarti spaventare dalla pomposità di un edificio.</li>
<li>Insisti e resisti, ovvero alla decima richiesta di contatto anche la più ligia delle segretarie proverà a fissare un appuntamento.</li>
<li>Credici e succederà, ovvero questo post non ci sarebbe se sette anni fa <a href="http://it.linkedin.com/in/alfredoborrelli">qualcuno </a> non ci avesse creduto.</li>
</ol>
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Ci vorrebbero sette post per raccontare una trasferta a Milano. Sette post per raccontare gli incontri, le presentazioni, le emozioni, la preparazione e lo scouting. Sette post per descrivere gli approcci, le situazioni, le location e gli uffici, l&#8217;accoglienza e la disponibilità, l&#8217;ansia prima degli appuntamenti, l&#8217;aria di Milano, il layout e il posizionamento dei negozi, la folla dei navigli, gli aperitivi, gli odori, i colori, i sapori, il metrò e le cene di lavoro, i caffè e le sale riunioni.
Ci vorrebbero sette post per condividere le sensazioni e le impressioni, per racchiudere due giorni e sei incontri, per sviscerare modalità e strategie.
Ci vorrebbero sette post ma preferisco sette punti, un elenco dei must che ci accompagnano sempre e che le trasferte a Milano ci stanno confermando.

Mettici la faccia, ovvero quando la cosa più spendibile (e acquistabile) che abbiamo sono i nostri volti.
Da incontro nasce spunto, da spunto nasce incontro ovvero nessun incontro è improduttivo.
Ogni contatto è un potenziale moltiplicatore di contatto, ovvero non esistono interlocutori preferibili o preferiti, esistono interlocutori.
Le relazioni sono come il vino, migliorano con il tempo, ovvero non aver fretta e lascia tempo al tempo.
Dietro un grande ingresso c&#8217;è sempre e soltanto un uomo,  ovvero non lasciarti spaventare dalla pomposità di un edificio.
Insisti e resisti, ovvero alla decima richiesta di contatto anche la più ligia delle segretarie proverà a fissare un appuntamento.
Credici e succederà, ovvero questo post non ci sarebbe se sette anni fa qualcuno  non ci avesse creduto.

" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input name="gn" type="hidden" value="ml" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
			<div style="text-align:left;">
			
				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', '365e57aea60f94fee6c0f4da588b4639', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
				<div style="margin-left:48px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', '365e57aea60f94fee6c0f4da588b4639', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_365e57aea60f94fee6c0f4da588b4639').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
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		<title>Il grande fratello ci guarda?</title>
		<link>http://blog.estrogeni.net/riflessioni/il-grande-fratello-ci-guarda/</link>
		<comments>http://blog.estrogeni.net/riflessioni/il-grande-fratello-ci-guarda/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 12:51:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
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L&#8217;altro giorno, mentre analizzavo le statistiche dei siti dei nostri clienti e davo uno sguardo agli accessi del sito e del blog Estrogeni mi ha profondamente colpito un dato.
È una cosa che guardo sempre, ma &#8211; non so perché &#8211; l’altro giorno mi ha sorpreso particolarmente.
Nella sezione visitatori, area overlay mappa (lo spazio dedicato alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="google_buzz"  
href="http://www.google.com/reader/link?url=http://blog.estrogeni.net/riflessioni/il-grande-fratello-ci-guarda/&title=Il+grande+fratello+ci+guarda?&srcURL=http://blog.estrogeni.net" target="_blank" rel="nofollow"><img
src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/plugins/google-buzz-button/images/google-buzz.png" alt="Google Buzz" title="Il grande fratello ci guarda? Estrogeni   Alfredo Borrelli   CEO" /></a><div class="tweetmeme_button" style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 20px;">
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<div id="_mcePaste">L&#8217;altro giorno, mentre analizzavo le statistiche dei siti dei nostri clienti e davo uno sguardo agli accessi del <a href="http://www.estrogeni.net/">sito </a>e del blog Estrogeni mi ha profondamente colpito un dato.</div>
<div id="_mcePaste">È una cosa che guardo sempre, ma &#8211; non so perché &#8211; l’altro giorno mi ha sorpreso particolarmente.</div>
<div id="_mcePaste">Nella sezione visitatori, area overlay mappa (lo spazio dedicato alle aree geografiche di provenienza dei visitatori) c&#8217;era Aversa.</div>
<div id="_mcePaste">Un analista senz&#8217;anima direbbe c&#8217;è un tot di visitatori della Campania… Io, empaticamente, mi sono soffermata su altro. Chi c&#8217;era dietro l&#8217;indicazione di quella città? Erano Ilaria, <a href="http://www.kawakumi.com/">Davide</a>, Luisa, Elisabetta, Mariella o Francesca? Chi è che da lontano ci guarda? A chi parliamo quando scriviamo su FB, Linkedin, Twitter? A chi arrivano le nostre storie? A chi indirizziamo i nostri pensieri, i nostri stati d&#8217;animo, le nostre osservazioni? Vi ci siete mai soffermati? Ci avete mai pensato?</div>
<div id="_mcePaste">E, come se non bastasse, mentre continuavo queste riflessioni fuori dall&#8217;ufficio ecco che, passeggiando con <a href="http://www.linkedin.com/profile?viewProfile=&amp;key=28829033&amp;authToken=KCYF&amp;authType=NAME_SEARCH&amp;locale=en_US&amp;srchindex=1&amp;srchid=24101cf8-8cd2-4750-bed3-4e03b74284c8&amp;srchtotal=3&amp;pvs=ps&amp;goback=.fps_alfredo+borrelli_*1_*1_*1_*1_*1_*1_*1_Y_*1_*1_*1_false_1_R_true_CC,N,I,G,PC,ED,L,FG,TE,FA,SE,P,CS,F,DR_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2">Alfredo</a>, intorno a casa e in una delle più note <a href="http://roma.2night.it/locali/aperitivo/bar/9145/mizzica.html">pasticcerie siciliane</a> della capitale ho incontrato due ex colleghi che non vedevo da un po&#8217;. La prima cosa che mi ha detto lui è stata: <em>Ti seguo eh, so tutto di te. Da Linkedin! </em>E così tante altre volte, come stamattina, l&#8217;ultima, quando ho incontrato Laura &#8211; vista poche volte &#8211; che appena mi vede mi dice: <em>Mi ricordo di te. Ti leggo su Linkedin. </em></div>
<div><em><span style="font-style: normal;">Persone lontane, magari conosciute poco e da poco, sanno di te. </span></em>Potere della rete. Rischi e vantaggi della condivisione sulla rete.<br />
E, mentre mi dico che sarò più cauta prima di dare connessioni, mi accorgo che in realtà questo spazio mi piace, questa modalità diversa di condivisione, questa trama finissima e amplissima capace di tessere discorsi apparentemente interrotti, questa piazza virtuale dove, se vuoi, puoi scendere in strada. Oppure, liberamente, decidere di restare alla finestra.</div>
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L&#8217;altro giorno, mentre analizzavo le statistiche dei siti dei nostri clienti e davo uno sguardo agli accessi del sito e del blog Estrogeni mi ha profondamente colpito un dato.
È una cosa che guardo sempre, ma &#8211; non so perché &#8211; l’altro giorno mi ha sorpreso particolarmente.
Nella sezione visitatori, area overlay mappa (lo spazio dedicato alle aree geografiche di provenienza dei visitatori) c&#8217;era Aversa.
Un analista senz&#8217;anima direbbe c&#8217;è un tot di visitatori della Campania… Io, empaticamente, mi sono soffermata su altro. Chi c&#8217;era dietro l&#8217;indicazione di quella città? Erano Ilaria, Davide, Luisa, Elisabetta, Mariella o Francesca? Chi è che da lontano ci guarda? A chi parliamo quando scriviamo su FB, Linkedin, Twitter? A chi arrivano le nostre storie? A chi indirizziamo i nostri pensieri, i nostri stati d&#8217;animo, le nostre osservazioni? Vi ci siete mai soffermati? Ci avete mai pensato?
E, come se non bastasse, mentre continuavo queste riflessioni fuori dall&#8217;ufficio ecco che, passeggiando con Alfredo, intorno a casa e in una delle più note pasticcerie siciliane della capitale ho incontrato due ex colleghi che non vedevo da un po&#8217;. La prima cosa che mi ha detto lui è stata: Ti seguo eh, so tutto di te. Da Linkedin! E così tante altre volte, come stamattina, l&#8217;ultima, quando ho incontrato Laura &#8211; vista poche volte &#8211; che appena mi vede mi dice: Mi ricordo di te. Ti leggo su Linkedin. 
Persone lontane, magari conosciute poco e da poco, sanno di te. Potere della rete. Rischi e vantaggi della condivisione sulla rete.
E, mentre mi dico che sarò più cauta prima di dare connessioni, mi accorgo che in realtà questo spazio mi piace, questa modalità diversa di condivisione, questa trama finissima e amplissima capace di tessere discorsi apparentemente interrotti, questa piazza virtuale dove, se vuoi, puoi scendere in strada. Oppure, liberamente, decidere di restare alla finestra.
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		<title>A vele spiegate</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 16:46:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lisbeth</dc:creator>
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C&#8217;era una voce che circolava in rete. La voce è diventata notizia. La notizia è destinata a scuotere le basi del rapporto instaurato finora tra gli utenti e la rete, vista come istituzione. Un avvenimento così importante da portare ad interrompere il mio silenzio.
Svezia, rivoluzione web arriva il provider pirata titola un articolo comparso oggi sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="google_buzz"  
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<p>C&#8217;era una voce che circolava in rete. La voce è diventata notizia. La notizia è destinata a scuotere le basi del rapporto instaurato finora tra gli utenti e la rete, vista come istituzione. Un avvenimento così importante da portare ad interrompere il mio silenzio.<br />
<em>Svezia, rivoluzione web arriva il provider pirata </em>titola un <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/07/21/news/svezia_il_web_arriva_il_provider_pirata-5735995/?ref=HREC2-5">articolo</a> comparso oggi sulla Repubblica. La nuova ventata di liberalismo 2.0 giunge ancora dal Partito Pirata &#8211; che della libertà totale e incondizionata di godere di ogni tipo di prodotto culturale gratuitamente ha fatto la sua bandiera &#8211; che oltre ad ospitare sui propri server The Pirate Bay, la community di scambio digitale più frequentata del mondo (inaccessibile dall&#8217;Italia, ma non per i più esperti), è deciso ad andare oltre. Deciso nel dare agli utenti un&#8217;alternativa.<br />
Il Partito Pirata ha annunciato infatti la creazione di un proprio ISP, &#8220;un provider di connettività per accedere alla Rete in forma completamente anonima e senza lasciare tracce&#8221;. Mossa solo apparentemente finalizzata a far passare notti infernali ai professionisti della sicurezza elettronica e agli integralisti del copyright.<br />
La realtà è diversa. Il Provider Pirata non sarà per tutti. Sarà gestito dagli utenti esperti, da pirati, e ognuno dovrà provvedere autonomamente a risolvere eventuali malfunzionamenti del proprio collegamento.<br />
La prospettiva offerta da Gustav Nipe, responsabile del provider per PiratPartiet, è chiara, condivisibile e user oriented.<br />
L&#8217;obiettivo non è quello di offrire un&#8217;isola di illegalità ma una via di fuga dai provider ufficiali le cui operazioni sono da sempre corrotte da logiche di mercato alle quali il più delle volte l&#8217;utente non può che soccombere.<br />
&#8220;Non sono un libertador. I libertadores non esistono. Sono i popoli che si liberano da sé&#8221;.<br />
Ricordando <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Che_Guevara">Guevara</a>.</p>
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C&#8217;era una voce che circolava in rete. La voce è diventata notizia. La notizia è destinata a scuotere le basi del rapporto instaurato finora tra gli utenti e la rete, vista come istituzione. Un avvenimento così importante da portare ad interrompere il mio silenzio.
Svezia, rivoluzione web arriva il provider pirata titola un articolo comparso oggi sulla Repubblica. La nuova ventata di liberalismo 2.0 giunge ancora dal Partito Pirata &#8211; che della libertà totale e incondizionata di godere di ogni tipo di prodotto culturale gratuitamente ha fatto la sua bandiera &#8211; che oltre ad ospitare sui propri server The Pirate Bay, la community di scambio digitale più frequentata del mondo (inaccessibile dall&#8217;Italia, ma non per i più esperti), è deciso ad andare oltre. Deciso nel dare agli utenti un&#8217;alternativa.
Il Partito Pirata ha annunciato infatti la creazione di un proprio ISP, &#8220;un provider di connettività per accedere alla Rete in forma completamente anonima e senza lasciare tracce&#8221;. Mossa solo apparentemente finalizzata a far passare notti infernali ai professionisti della sicurezza elettronica e agli integralisti del copyright.
La realtà è diversa. Il Provider Pirata non sarà per tutti. Sarà gestito dagli utenti esperti, da pirati, e ognuno dovrà provvedere autonomamente a risolvere eventuali malfunzionamenti del proprio collegamento.
La prospettiva offerta da Gustav Nipe, responsabile del provider per PiratPartiet, è chiara, condivisibile e user oriented.
L&#8217;obiettivo non è quello di offrire un&#8217;isola di illegalità ma una via di fuga dai provider ufficiali le cui operazioni sono da sempre corrotte da logiche di mercato alle quali il più delle volte l&#8217;utente non può che soccombere.
&#8220;Non sono un libertador. I libertadores non esistono. Sono i popoli che si liberano da sé&#8221;.
Ricordando Guevara.
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		<title>Il futuro da condividere</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 13:59:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
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Stamattina, è passata di qui Chiara. Sebbene non abbia potuto (per  tutta una serie di ragioni che spero di aver ben motivato) dire di sì ad  una richiesta di stage, ho dato qualche suggerimento (spero utile) su  come muoversi a Roma, tra eventi e non profit. Quello che le piace e su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="google_buzz"  
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		</div>
<p>Stamattina, è passata di qui Chiara. Sebbene non abbia potuto (per  tutta una serie di ragioni che spero di aver ben motivato) dire di sì ad  una richiesta di stage, ho dato qualche suggerimento (spero utile) su  come muoversi a Roma, tra eventi e non profit. Quello che le piace e su  cui non siamo, al momento, concentrati in termini di business.<br />
Domani, toccherà a Rocco. Gli proporrò uno stage retribuito nel reparto  web-marketing. Che l&#8217;anno scorso non potei offrirgli.<br />
In settimana, ho inviato qualche consiglio a Domenico per la tesi di  laurea.<br />
Vittorio e Francesco, ormai, sono in pianta stabile.  Valentina c’è stata.<br />
Penso che essere insegnanti è un po’ come  essere imprenditori.<br />
Ce l’hai dentro o no. Non inizi ad esserlo quando ti firmano un  contratto. Non smetti di esserlo quando un contratto scade. Non guardi  al profitto. Non guardi al domani. Rifletti sui contributi che puoi dare  e non su quelli che ti spettano. Non vendichi né rivendichi.<br />
Fai  politica. Senza comizi, senza tessere, senza voti.<br />
Ricordi le  origini ma non ne sei schiavo. Sei consapevole del <a href="http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/notizie/dettaglio/la-fine-del-posto-stabile-solo-al-6-dei-neolaureati/3813002?ref=HREC1-4">presente</a> ma non te ne  lasci condizionare. Il tuo orizzonte è il futuro.<br />
Perciò, comprendi  quando chi lavora con te non ti comprende. Sai che non è tenuto a  farlo. Sai che comprenderà.<br />
Perché sai che il futuro è anche suo.  Soprattutto, suo.<br />
Qui e altrove. Soprattutto, altrove.</p>
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Stamattina, è passata di qui Chiara. Sebbene non abbia potuto (per  tutta una serie di ragioni che spero di aver ben motivato) dire di sì ad  una richiesta di stage, ho dato qualche suggerimento (spero utile) su  come muoversi a Roma, tra eventi e non profit. Quello che le piace e su  cui non siamo, al momento, concentrati in termini di business.
Domani, toccherà a Rocco. Gli proporrò uno stage retribuito nel reparto  web-marketing. Che l&#8217;anno scorso non potei offrirgli.
In settimana, ho inviato qualche consiglio a Domenico per la tesi di  laurea.
Vittorio e Francesco, ormai, sono in pianta stabile.  Valentina c’è stata.
Penso che essere insegnanti è un po’ come  essere imprenditori.
Ce l’hai dentro o no. Non inizi ad esserlo quando ti firmano un  contratto. Non smetti di esserlo quando un contratto scade. Non guardi  al profitto. Non guardi al domani. Rifletti sui contributi che puoi dare  e non su quelli che ti spettano. Non vendichi né rivendichi.
Fai  politica. Senza comizi, senza tessere, senza voti.
Ricordi le  origini ma non ne sei schiavo. Sei consapevole del presente ma non te ne  lasci condizionare. Il tuo orizzonte è il futuro.
Perciò, comprendi  quando chi lavora con te non ti comprende. Sai che non è tenuto a  farlo. Sai che comprenderà.
Perché sai che il futuro è anche suo.  Soprattutto, suo.
Qui e altrove. Soprattutto, altrove.
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		<title>Lavorare insieme. Da Aversa a Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 08:38:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
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Quando Alizia  mi lesse la mano otto anni fa, circa, sorrisi. Era esattamente quello che desideravo: una vita senza soluzione di continuità tra affetti e lavori. Un unicum, una convivenza di coppia casa&#38;ufficio.
Quando con Alfredo abbiamo fatto la scelta di lavorare insieme, la collaborazione è iniziata come uno stage, un periodo di prova. All&#8217;epoca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="google_buzz"  
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<div id="_mcePaste">Quando <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=80779862046#!/profile.php?id=660088130&amp;ref=sgm">Alizia </a> mi lesse la mano otto anni fa, circa, sorrisi. Era esattamente quello che desideravo: una vita senza soluzione di continuità tra affetti e lavori. Un unicum, una convivenza di coppia casa&amp;ufficio.</div>
<div id="_mcePaste">Quando con <a href="http://www.linkedin.com/profile?viewProfile=&amp;key=28829033&amp;authToken=Hn9s&amp;authType=name">Alfredo </a>abbiamo fatto la scelta di lavorare <a href="http://www.estrogeni.net/wai.php">insieme</a>, la collaborazione è iniziata come uno stage, un periodo di prova. All&#8217;epoca in tanti, spaventati per esperienze dirette o racconti di terzi, provarono a farci desistere. Abbiamo sentito di tutto sulle disastrose conseguenze del lavorare insieme, dello stare insieme 24 h su 24, sullo spegnimento della passione, sul rischio di parlare sempre e solo di lavoro, sulla fine di uno dei due rapporti. O di entrambi!</div>
<div id="_mcePaste">Non siamo ancora arrivati alla crisi del settimo anno ma ci uniscono 5 anni di vita casa&amp;ufficio e, sabato, dopo aver  letto l’articolo del Wall Street Journal riportato da <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/17/news/coppie_ufficio-5640765/index.html?ref=search">La Repubblica</a>, abbiamo trovato spunti noti.</div>
<div id="_mcePaste">Mentre Alfredo rifletteva che il punto è come consideri il lavoro e noi lo viviamo come strumento per affrontare la realtà, come sguardo sul mondo non staccato dal resto, non so perché, nella mia mente, si sono affacciate una serie di immagini di coppie al lavoro. Legate ai miei giorni ad Aversa, coincidevano con volti sereni, con immagini che si completavano.</div>
<div id="_mcePaste">La profumeria L., dove Ludovico ti suggeriva l’intimo e la moglie i cosmetici, o la salumeria  Andreozzi (oggi <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=80779862046">pizzeria</a>) dove don Biaggio (con due g) alla cassa, con un occhio all&#8217;ingresso/uscita imbustava quello che la moglie aveva preparato.<br />
Lui sempre più alla mano, magari più socievole e divertente, lei più preoccupata e tendenzialmente più fredda. Coppie belle, abituate a condividere tutto. Dalle gioie ai dolori, dalle preoccupazioni alle soddisfazioni.</div>
<div>Se oggi, dopo Roma, abbiamo ancora voglia di investire su Milano, di inventarci cose nella vita e nel lavoro, se abbiamo mille cose da dirci anche dopo 10 ore di lavoro insieme, credo che il segreto sia da cercare in una base solida di rapporto, nel profondo rispetto che ci lega, nel riconoscimento di ruoli e talenti, nella capacità di ridere e sdrammatizzare, nella voglia di condividere e accogliere  tutto come una opportunità per svolgere, come diceva <a href="http://www.ibs.it/code/9788806174965/pavese-cesare/mestiere-vivere-diario.html">Pavese</a>, l&#8217;unico grande mestiere: vivere.<em></p>
<p>p.s.</em></div>
<div>Mentre scorro il decalogo per non far naufragare l&#8217;unione &#8211; tenere a bada la competitività, lavorare anche con altri, mischiare gli stili, evitare di parlare troppo di lavoro -, mi accorgo che l&#8217;unico che mi manca è l&#8217;ultimo, prendersi delle pause dalla vita di coppia. Vorrà dire qualcosa?</div>
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Quando Alizia  mi lesse la mano otto anni fa, circa, sorrisi. Era esattamente quello che desideravo: una vita senza soluzione di continuità tra affetti e lavori. Un unicum, una convivenza di coppia casa&amp;ufficio.
Quando con Alfredo abbiamo fatto la scelta di lavorare insieme, la collaborazione è iniziata come uno stage, un periodo di prova. All&#8217;epoca in tanti, spaventati per esperienze dirette o racconti di terzi, provarono a farci desistere. Abbiamo sentito di tutto sulle disastrose conseguenze del lavorare insieme, dello stare insieme 24 h su 24, sullo spegnimento della passione, sul rischio di parlare sempre e solo di lavoro, sulla fine di uno dei due rapporti. O di entrambi!
Non siamo ancora arrivati alla crisi del settimo anno ma ci uniscono 5 anni di vita casa&amp;ufficio e, sabato, dopo aver  letto l’articolo del Wall Street Journal riportato da La Repubblica, abbiamo trovato spunti noti.
Mentre Alfredo rifletteva che il punto è come consideri il lavoro e noi lo viviamo come strumento per affrontare la realtà, come sguardo sul mondo non staccato dal resto, non so perché, nella mia mente, si sono affacciate una serie di immagini di coppie al lavoro. Legate ai miei giorni ad Aversa, coincidevano con volti sereni, con immagini che si completavano.
La profumeria L., dove Ludovico ti suggeriva l’intimo e la moglie i cosmetici, o la salumeria  Andreozzi (oggi pizzeria) dove don Biaggio (con due g) alla cassa, con un occhio all&#8217;ingresso/uscita imbustava quello che la moglie aveva preparato.
Lui sempre più alla mano, magari più socievole e divertente, lei più preoccupata e tendenzialmente più fredda. Coppie belle, abituate a condividere tutto. Dalle gioie ai dolori, dalle preoccupazioni alle soddisfazioni.
Se oggi, dopo Roma, abbiamo ancora voglia di investire su Milano, di inventarci cose nella vita e nel lavoro, se abbiamo mille cose da dirci anche dopo 10 ore di lavoro insieme, credo che il segreto sia da cercare in una base solida di rapporto, nel profondo rispetto che ci lega, nel riconoscimento di ruoli e talenti, nella capacità di ridere e sdrammatizzare, nella voglia di condividere e accogliere  tutto come una opportunità per svolgere, come diceva Pavese, l&#8217;unico grande mestiere: vivere.
p.s.
Mentre scorro il decalogo per non far naufragare l&#8217;unione &#8211; tenere a bada la competitività, lavorare anche con altri, mischiare gli stili, evitare di parlare troppo di lavoro -, mi accorgo che l&#8217;unico che mi manca è l&#8217;ultimo, prendersi delle pause dalla vita di coppia. Vorrà dire qualcosa?
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		<title>L&#8217;ultimo post</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 09:59:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
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Il mio ultimo post risale al 21 maggio. Questo post è la sintesi di tutti quelli che prima e dopo ho preparato e abbozzato ma che non sono arrivata a concludere. Un collage di post iniziati e mai finiti. Ma sono lì e qualcosa dovremmo pur farci.
Cosa è successo dalla data di creazione del primo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="google_buzz"  
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		</div>
<p>Il mio ultimo post risale al 21 maggio. Questo post è la sintesi di tutti quelli che prima e dopo ho preparato e abbozzato ma che non sono arrivata a concludere. Un collage di post iniziati e mai finiti. Ma sono lì e qualcosa dovremmo pur farci.<br />
Cosa è successo dalla data di creazione del primo post non pubblicato ad oggi? C’è un filo? Una tendenza da cogliere? È stata pigrizia quella che mi ha fatto lasciare i post così o solo una maturazione in atto? E se, come ho già detto, penso alla vita come cerchi concentrici, c’è un senso in tutti i post inediti?<br />
Provo a cercalo, proponendo una sorta di dialogo tra incompiuti. Senza sapere bene cosa verrà fuori.</p>
<p><em>Questa settimana ho imparato che (27 maggio)<br />
</em>Il cliente non ha sempre ragione.<em><br />
</em>Dire al cliente, con determinata ed educata fermezza, certe cose alla lunga premia.<br />
Il cliente è difficile da conquistare, complesso da curare.<br />
<em>Ma poi, cross Over (9 giugno)<br />
</em>Un <a href="http://www.10decimi.org/">cliente </a>ti segnala una cosa bella che ha visto in giro, senza sapere che la <a href="http://www.politichefamiglia.it/documentazione/dossier/premio-amico-della-famiglia-2008/presentazione.aspx">campagna </a>di cui parla l&#8217;abbiamo realizzata noi, per un altro cliente. Parli con un altro e scopri che ti parla del <a href="http://www.ilconcerto-ilfilm.it/">film </a>che stai promuovendo e lo definisce spettacolare, bellissimo. Piani che si intersecano, linee che si incontrano, identità uniche eppure unite.  Cogli nel segno e, mentre valorizzi l&#8217;unicità (il cliente non riconosce la firma <a href="http://www.estrogeni.net/">Estrogeni</a>, ma la qualità e il segno), ti accorgi di aver preservato un&#8217;identità di bellezza, di stile. Mi  piace pensarci così: unici e paralleli, tangenti e perpendicolari. Acuti e ottusi. Facce uniche della stessa medaglia. E quando qualcuno comincia a ricordarsi di noi (vi ho sentito nominare) e, a memoria, ti cita la <a href="http://www.soratteoutlet.it/">head </a>di una campagna che hai realizzato pensi che stai seminando qualcosa.<br />
<em>E mentre sei più tranquillo arriva giugno. E le provocazioni diventano stimoli (21 giugno)</em><br />
Il mese di giugno è un mese particolare, sembra apparentemente immobile.<br />
Quando ero piccola finivano le scuole e si partiva per le vacanze.<strong><br />
</strong>Quando lavoravo nel volontariato, si preparavano i campi estivi, che ci sarebbero stati a cavallo tra la fine del mese e i primi di luglio. Era tutto un fermento. <strong><br />
</strong>Quando ero nel terzo settore, si progettava il <a href="http://www.medicisenzafrontiere.it/">Natale</a>: biglietti, mailing, pianificazione media tutto veniva deciso in quel mese.<strong><br />
</strong>Da quando sono ad Estrogeni, giugno è un mese di passaggio, apparentemente immobile può diventare ricco di spunti. In chi sa coglierli.<br />
<em>E l&#8217;unica è affidarsi e partire. <a href="http://www.mymovies.it/film/2008/departures/">Departures </a>(2 luglio)<br />
</em>Questo film è un viaggio. Di ritorni più che di partenze. Di ritorni a casa di Dalgo, del padre scomparso, dei salmoni che ritornano dove sono nati per morire. È un ritorno alle origini.<br />
È un film sui riti e sull&#8217;umiltà, sulla verità dei sentimenti e sulla capacità unica del protagonista di accettare la propria condizione: non un talento artistico ma un raffinato preparatore di morti.<br />
E forse, questa è la serenità più grande. L&#8217;andare al di là dei luoghi comuni e scoprire che, a volte, quello che sembra lontanissimo e ostile ai più, è proprio quello che fa per noi. È aver fiducia in chi, conoscendoci, ci dice di fidarci. E di provarci.</p>
<p>Così nasce questo post. Per provarci, per guardare i mille punti che diventano linea, per riaffermare la bellezza di questo spazio di comunicazione solo nostro, <a href="http://www.repubblica.it/static/speciale/2010/legge-intercettazioni/index.html?ref=HRER1-1">senza bavagli</a>, perché &#8211; come afferma <a href="http://www.kawakumi.com/2010/07/12/prima-di-chiudere-un-blog-conta-fino-a-cento/">Kawakumi </a>-  il <strong>futuro dei corporate blog</strong> è proprio questo: diventare il <strong>punto centrale</strong> di un <strong>network multicanale</strong> di <strong>luoghi di conversazione</strong> attraverso cui l&#8217;azienda faccia sentire la propria voce (e ascolti l&#8217;eventuale voce dei suoi clienti).</p>
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Il mio ultimo post risale al 21 maggio. Questo post è la sintesi di tutti quelli che prima e dopo ho preparato e abbozzato ma che non sono arrivata a concludere. Un collage di post iniziati e mai finiti. Ma sono lì e qualcosa dovremmo pur farci.
Cosa è successo dalla data di creazione del primo post non pubblicato ad oggi? C’è un filo? Una tendenza da cogliere? È stata pigrizia quella che mi ha fatto lasciare i post così o solo una maturazione in atto? E se, come ho già detto, penso alla vita come cerchi concentrici, c’è un senso in tutti i post inediti?
Provo a cercalo, proponendo una sorta di dialogo tra incompiuti. Senza sapere bene cosa verrà fuori.
Questa settimana ho imparato che (27 maggio)
Il cliente non ha sempre ragione.
Dire al cliente, con determinata ed educata fermezza, certe cose alla lunga premia.
Il cliente è difficile da conquistare, complesso da curare.
Ma poi, cross Over (9 giugno)
Un cliente ti segnala una cosa bella che ha visto in giro, senza sapere che la campagna di cui parla l&#8217;abbiamo realizzata noi, per un altro cliente. Parli con un altro e scopri che ti parla del film che stai promuovendo e lo definisce spettacolare, bellissimo. Piani che si intersecano, linee che si incontrano, identità uniche eppure unite.  Cogli nel segno e, mentre valorizzi l&#8217;unicità (il cliente non riconosce la firma Estrogeni, ma la qualità e il segno), ti accorgi di aver preservato un&#8217;identità di bellezza, di stile. Mi  piace pensarci così: unici e paralleli, tangenti e perpendicolari. Acuti e ottusi. Facce uniche della stessa medaglia. E quando qualcuno comincia a ricordarsi di noi (vi ho sentito nominare) e, a memoria, ti cita la head di una campagna che hai realizzato pensi che stai seminando qualcosa.
E mentre sei più tranquillo arriva giugno. E le provocazioni diventano stimoli (21 giugno)
Il mese di giugno è un mese particolare, sembra apparentemente immobile.
Quando ero piccola finivano le scuole e si partiva per le vacanze.
Quando lavoravo nel volontariato, si preparavano i campi estivi, che ci sarebbero stati a cavallo tra la fine del mese e i primi di luglio. Era tutto un fermento. 
Quando ero nel terzo settore, si progettava il Natale: biglietti, mailing, pianificazione media tutto veniva deciso in quel mese.
Da quando sono ad Estrogeni, giugno è un mese di passaggio, apparentemente immobile può diventare ricco di spunti. In chi sa coglierli.
E l&#8217;unica è affidarsi e partire. Departures (2 luglio)
Questo film è un viaggio. Di ritorni più che di partenze. Di ritorni a casa di Dalgo, del padre scomparso, dei salmoni che ritornano dove sono nati per morire. È un ritorno alle origini.
È un film sui riti e sull&#8217;umiltà, sulla verità dei sentimenti e sulla capacità unica del protagonista di accettare la propria condizione: non un talento artistico ma un raffinato preparatore di morti.
E forse, questa è la serenità più grande. L&#8217;andare al di là dei luoghi comuni e scoprire che, a volte, quello che sembra lontanissimo e ostile ai più, è proprio quello che fa per noi. È aver fiducia in chi, conoscendoci, ci dice di fidarci. E di provarci.
Così nasce questo post. Per provarci, per guardare i mille punti che diventano linea, per riaffermare la bellezza di questo spazio di comunicazione solo nostro, senza bavagli, perché &#8211; come afferma Kawakumi -  il futuro dei corporate blog è proprio questo: diventare il punto centrale di un network multicanale di luoghi di conversazione attraverso cui l&#8217;azienda faccia sentire la propria voce (e ascolti l&#8217;eventuale voce dei suoi clienti).
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		<title>Musica per le nostre orecchie</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 14:57:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia the second</dc:creator>
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È passato quasi un mese ma nonostante ciò, il Wind Music Awards si fa ancora sentire in rete. Segno di un evento musicale degno di nota, che ha emozionato 25.000 spettatori all’Arena di Verona e più di 2 milioni telespettatori sintonizzati ad ogni puntata su Italia 1, per potersi emozionare di fronte agli artisti preferiti.
Tutto [...]]]></description>
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<p>È passato quasi un mese ma nonostante ciò, il<strong> <a href="http://www.windmusicawards.it/">Wind Music Awards</a></strong> si fa ancora sentire in rete. Segno di un evento musicale degno di nota, che ha emozionato 25.000 spettatori all’Arena di Verona e più di 2 milioni telespettatori sintonizzati ad ogni puntata su Italia 1, per potersi emozionare di fronte agli artisti preferiti.<br />
Tutto è iniziato martedì 26 gennaio. Siamo stati chiamati da Wind, in fase di gara (di cui siamo, poi, risultati vincitori), per presentare un piano di comunicazione finalizzato al lancio e alla promozione on line di questo grande evento della musica italiana.<br />
Il progetto, studiato per esaltare le potenzialità di tutti i settori dell’agenzia, è nato dall’ideazione di un claim posizionante quanto aspirazionale &#8211; <strong><em><em>Sulle tracce delle stelle</em></em></strong> (grazie, <a href="http://it.linkedin.com/pub/matteo-mastrogiacomo/6/a73/3a9">Matteo</a>) &#8211; che è stato l’elemento portante di tutta la nostra comunicazione. Le tracce audio, le stelle e i colori brillanti, ripresi poi su tutta la comunicazione dell’evento, anche nell’allestimento del palco, sono stati gli elementi grafici che ricorderanno il WMA 2010.<br />
È stato un lavoro che ha comportato la necessità di  un continuo confronto tra diverse professionalità e soggetti interessati, da noi a Wind, fino alla società organizzatrice dell’evento.<br />
Da account ho seguito tutto l’evento, affezionandomi al progetto e facendo anche amicizia con i fan del WMA. Prima di tutto, abbiamo realizzato il <a href="http://www.windmusicawards.it/">sito ufficiale</a>, aggiornandolo prontamente all’arrivo di ogni news (la grafica è stata persino riportata su diversi blog <a href="http://bit.ly/b7CDbi">http://bit.ly/b7CDbi</a> <a href="http://bit.ly/9wkUqa">http://bit.ly/9wkUqa</a> <a href="http://bit.ly/cGF94Z">http://bit.ly/cGF94Z</a> <a href="http://bit.ly/bexmTQ">http://bit.ly/bexmTQ</a> <a href="http://bit.ly/b5l2Ui">http://bit.ly/b5l2Ui</a> <a href="http://bit.ly/bQpxna">http://bit.ly/bQpxna</a> <a href="http://bit.ly/cZqRkc">http://bit.ly/cZqRkc</a>); in seguito, abbiamo svolto una mirata attività di PR online (grazie a <a href="http://www.flickr.com/photos/chinaski83">Francesco</a>, <a href="http://it.linkedin.com/in/ignazioiuppa">Ignazio</a> e <a href="http://it.linkedin.com/in/vittoriodigiacomo">Vittorio</a>), creando inoltre profili sui principali social network. Il tutto, supportato dal contest, che Wind ci ha affidato nel suo complesso, dall’ideazione alla gestione, anche burocratica, che si è rivelato un elemento di forte appeal garantendo al sito oltre 26.000 visualizzazioni. Quasi 2.000 utenti hanno giocato per aggiudicarsi uno dei cento biglietti d’ingresso omaggio e vincere il premio tanto ambito: un pass per assistere alle prove pomeridiane e visitare il backstage.<br />
Il successo del concorso e di tutta l’operazione è stato ottenuto, oltre che per l’incisivo contributo di progettazione grafica (<a href="http://it.linkedin.com/in/agostinosantacroce">Agostino</a>) e sviluppo (<a href="http://it.linkedin.com/in/albinotonnina">Albino</a>), anche grazie al tematico, costante e talvolta immaginifico lavoro di content management (<a href="http://it.linkedin.com/pub/alessia-feola/a/698/954">Alessia</a>, cioè io).<br />
Non è, dunque, un caso che la pagina del sito che ha ottenuto maggior successo sia stata quella dedicata alle news (notizie ma anche video, foto, testimonianze), con oltre 60.000 view, seguita dal divertente video del baronetto Jean Claude, realizzato da Marcello Cesena in esclusiva per Wind e la kermesse.<br />
La sorgente di traffico che ha generato maggiori visite uniche è stata Facebook, che con i suoi <strong>2.640 fan</strong>, ha portato più di 4.500 visite al sito, segno di una riuscita attività di promozione e interazione con gli utenti.<br />
In totale, il sito ha raggiunto oltre<strong> 110.000 visite uniche</strong> e più di <strong>340.000 visualizzazioni</strong> di pagina, lasciando in noi un’eco di suoni e divertimento.</p>
<p><a href="http://www.windmusicawards.it/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3208" title="Wind Music Awards" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2010/07/WMAWMAWMAWMAWMA2.png" alt="WMAWMAWMAWMAWMA2 Musica per le nostre orecchieEstrogeni   Alfredo Borrelli   CEO" width="360" height="306" /></a></p>
<form id="vozme_form_20b8fa839975ab49cf232e2bcb37c30b" method="post" name="vozme_form_20b8fa839975ab49cf232e2bcb37c30b" target="20b8fa839975ab49cf232e2bcb37c30b" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Musica per le nostre orecchie. 
			
				
			
		
È passato quasi un mese ma nonostante ciò, il Wind Music Awards si fa ancora sentire in rete. Segno di un evento musicale degno di nota, che ha emozionato 25.000 spettatori all’Arena di Verona e più di 2 milioni telespettatori sintonizzati ad ogni puntata su Italia 1, per potersi emozionare di fronte agli artisti preferiti.
Tutto è iniziato martedì 26 gennaio. Siamo stati chiamati da Wind, in fase di gara (di cui siamo, poi, risultati vincitori), per presentare un piano di comunicazione finalizzato al lancio e alla promozione on line di questo grande evento della musica italiana.
Il progetto, studiato per esaltare le potenzialità di tutti i settori dell’agenzia, è nato dall’ideazione di un claim posizionante quanto aspirazionale &#8211; Sulle tracce delle stelle (grazie, Matteo) &#8211; che è stato l’elemento portante di tutta la nostra comunicazione. Le tracce audio, le stelle e i colori brillanti, ripresi poi su tutta la comunicazione dell’evento, anche nell’allestimento del palco, sono stati gli elementi grafici che ricorderanno il WMA 2010.
È stato un lavoro che ha comportato la necessità di  un continuo confronto tra diverse professionalità e soggetti interessati, da noi a Wind, fino alla società organizzatrice dell’evento.
Da account ho seguito tutto l’evento, affezionandomi al progetto e facendo anche amicizia con i fan del WMA. Prima di tutto, abbiamo realizzato il sito ufficiale, aggiornandolo prontamente all’arrivo di ogni news (la grafica è stata persino riportata su diversi blog http://bit.ly/b7CDbi http://bit.ly/9wkUqa http://bit.ly/cGF94Z http://bit.ly/bexmTQ http://bit.ly/b5l2Ui http://bit.ly/bQpxna http://bit.ly/cZqRkc); in seguito, abbiamo svolto una mirata attività di PR online (grazie a Francesco, Ignazio e Vittorio), creando inoltre profili sui principali social network. Il tutto, supportato dal contest, che Wind ci ha affidato nel suo complesso, dall’ideazione alla gestione, anche burocratica, che si è rivelato un elemento di forte appeal garantendo al sito oltre 26.000 visualizzazioni. Quasi 2.000 utenti hanno giocato per aggiudicarsi uno dei cento biglietti d’ingresso omaggio e vincere il premio tanto ambito: un pass per assistere alle prove pomeridiane e visitare il backstage.
Il successo del concorso e di tutta l’operazione è stato ottenuto, oltre che per l’incisivo contributo di progettazione grafica (Agostino) e sviluppo (Albino), anche grazie al tematico, costante e talvolta immaginifico lavoro di content management (Alessia, cioè io).
Non è, dunque, un caso che la pagina del sito che ha ottenuto maggior successo sia stata quella dedicata alle news (notizie ma anche video, foto, testimonianze), con oltre 60.000 view, seguita dal divertente video del baronetto Jean Claude, realizzato da Marcello Cesena in esclusiva per Wind e la kermesse.
La sorgente di traffico che ha generato maggiori visite uniche è stata Facebook, che con i suoi 2.640 fan, ha portato più di 4.500 visite al sito, segno di una riuscita attività di promozione e interazione con gli utenti.
In totale, il sito ha raggiunto oltre 110.000 visite uniche e più di 340.000 visualizzazioni di pagina, lasciando in noi un’eco di suoni e divertimento.

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				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', '20b8fa839975ab49cf232e2bcb37c30b', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
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		<title>Un bacio a Corina</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 16:47:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
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“Un giorno d&#8217;estate una donna di cinquant&#8217;anni con un bellissimo nome greco passò accanto a un fiume e guardando un prato di erba alta con pioppi di là dell&#8217;acqua ricordò un bacio”.
Tra la a di antipatia e la b di bambino (ne vogliamo parlare?!&#8230;), spunta l’incipit di Bacio, tratto dai Sillabari di Parise.
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<p>“Un giorno d&#8217;estate una donna di cinquant&#8217;anni con un bellissimo nome greco passò accanto a un fiume e guardando un prato di erba alta con pioppi di là dell&#8217;acqua ricordò un bacio”.<br />
Tra la a di antipatia e la b di bambino (ne vogliamo parlare?!&#8230;), spunta l’incipit di Bacio, tratto dai Sillabari di Parise.<br />
Non c’è nulla di autobiografico, in questo racconto. Eppure, c’è tanto di noi.<br />
Di me, Lucia, <a href="http://it.linkedin.com/in/danielagirfatti">Daniela</a>, Lorenzo, <a href="http://it.linkedin.com/in/agostinosantacroce">Agostino</a>. Di Estrogeni che è stata e che è.<br />
Da quei giorni lontani di settembre 2003, in cui Umberto mi contattava per presentarci una signora spagnola. Bruna, elegante, severa e gran fumatrice.<br />
Bacio. Quante volte abbiamo chiuso così i nostri sms.<br />
Bacio. Lo cercava sempre, allargando le braccia appena scorti all’orizzonte.<br />
Bacio. Come un sigillo al bellissimo rapporto creato. Per caso, avviato. Con tenacia, costruito. Con passione, consolidato e tenuto vivo.<br />
Corina, oggi che è un giorno d’estate ma non ha ancora cinquant’anni, se ne sta forse distesa in qualche parco nella sua splendida e caleidoscopica Granada. Un giorno cristiana, quello dopo ebrea, quello dopo ancora musulmana.<br />
Corina, che me l’immagino con una tazza di caffè rigorosamente in tazza americana, seduta accanto o di fronte a Sofia, che invece preferisce il tè.<br />
Corina, che il 2 aprile 2008, ci fece entrare (concretamente, impolverandoci sul cantiere) nel mondo allora sconosciuto degli outlet. Eravamo io e <a href="http://www.kawakumi.com/">Davide</a>, la prima volta, a guardare dall’alto lo scheletro che prendeva forma. Saremmo stati io, Daniela e <a href="http://it.linkedin.com/in/lorenzoborrelli">Lorenzo</a>, tante volte dopo, a guardarci negli occhi all’interno della baracca arredata con linee svedese e calore spagnolo.<br />
Corina, che tanto ci manca e tanto manca al mercato. E che il mercato omaggia, parlando dei <a href="http://www.cameramoda.it/download/rassegna/16861_es.pdf">suoi progetti</a>, così visionari, così affascinanti, così colti.<br />
Corina, con il suo nome greco e il gelato da bambina al porto di Napoli.<br />
<a href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2010/07/Corina.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3201" title="Corina Grandia" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2010/07/Corina-300x225.jpg" alt="Corina 300x225 Un bacio a CorinaEstrogeni   Alfredo Borrelli   CEO" width="300" height="225" /></a></p>
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“Un giorno d&#8217;estate una donna di cinquant&#8217;anni con un bellissimo nome greco passò accanto a un fiume e guardando un prato di erba alta con pioppi di là dell&#8217;acqua ricordò un bacio”.
Tra la a di antipatia e la b di bambino (ne vogliamo parlare?!&#8230;), spunta l’incipit di Bacio, tratto dai Sillabari di Parise.
Non c’è nulla di autobiografico, in questo racconto. Eppure, c’è tanto di noi.
Di me, Lucia, Daniela, Lorenzo, Agostino. Di Estrogeni che è stata e che è.
Da quei giorni lontani di settembre 2003, in cui Umberto mi contattava per presentarci una signora spagnola. Bruna, elegante, severa e gran fumatrice.
Bacio. Quante volte abbiamo chiuso così i nostri sms.
Bacio. Lo cercava sempre, allargando le braccia appena scorti all’orizzonte.
Bacio. Come un sigillo al bellissimo rapporto creato. Per caso, avviato. Con tenacia, costruito. Con passione, consolidato e tenuto vivo.
Corina, oggi che è un giorno d’estate ma non ha ancora cinquant’anni, se ne sta forse distesa in qualche parco nella sua splendida e caleidoscopica Granada. Un giorno cristiana, quello dopo ebrea, quello dopo ancora musulmana.
Corina, che me l’immagino con una tazza di caffè rigorosamente in tazza americana, seduta accanto o di fronte a Sofia, che invece preferisce il tè.
Corina, che il 2 aprile 2008, ci fece entrare (concretamente, impolverandoci sul cantiere) nel mondo allora sconosciuto degli outlet. Eravamo io e Davide, la prima volta, a guardare dall’alto lo scheletro che prendeva forma. Saremmo stati io, Daniela e Lorenzo, tante volte dopo, a guardarci negli occhi all’interno della baracca arredata con linee svedese e calore spagnolo.
Corina, che tanto ci manca e tanto manca al mercato. E che il mercato omaggia, parlando dei suoi progetti, così visionari, così affascinanti, così colti.
Corina, con il suo nome greco e il gelato da bambina al porto di Napoli.

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