Ci vorrebbero sette post per raccontare una trasferta a Milano. Sette post per raccontare gli incontri, le presentazioni, le emozioni, la preparazione e lo scouting. Sette post per descrivere gli approcci, le situazioni, le location e gli uffici, l’accoglienza e la disponibilità, l’ansia prima degli appuntamenti, l’aria di Milano, il layout e il posizionamento dei negozi, la folla dei navigli, gli aperitivi, gli odori, i colori, i sapori, il metrò e le cene di lavoro, i caffè e le sale riunioni.
Ci vorrebbero sette post per condividere le sensazioni e le impressioni, per racchiudere due giorni e sei incontri, per sviscerare modalità e strategie.
Ci vorrebbero sette post ma preferisco sette punti, un elenco dei must che ci accompagnano sempre e che le trasferte a Milano ci stanno confermando.
- Mettici la faccia, ovvero quando la cosa più spendibile (e acquistabile) che abbiamo sono i nostri volti.
- Da incontro nasce spunto, da spunto nasce incontro ovvero nessun incontro è improduttivo.
- Ogni contatto è un potenziale moltiplicatore di contatto, ovvero non esistono interlocutori preferibili o preferiti, esistono interlocutori.
- Le relazioni sono come il vino, migliorano con il tempo, ovvero non aver fretta e lascia tempo al tempo.
- Dietro un grande ingresso c’è sempre e soltanto un uomo, ovvero non lasciarti spaventare dalla pomposità di un edificio.
- Insisti e resisti, ovvero alla decima richiesta di contatto anche la più ligia delle segretarie proverà a fissare un appuntamento.
- Credici e succederà, ovvero questo post non ci sarebbe se sette anni fa qualcuno non ci avesse creduto.







