alfredo borrelli tecniche della comunicazione pubblicitaria università di salerno

Milano, riflessioni a freddo

Daniela

By Daniela
Published 29th July, 2010

Ci vorrebbero sette post per raccontare una trasferta a Milano. Sette post per raccontare gli incontri, le presentazioni, le emozioni, la preparazione e lo scouting. Sette post per descrivere gli approcci, le situazioni, le location e gli uffici, l’accoglienza e la disponibilità, l’ansia prima degli appuntamenti, l’aria di Milano, il layout e il posizionamento dei negozi, la folla dei navigli, gli aperitivi, gli odori, i colori, i sapori, il metrò e le cene di lavoro, i caffè e le sale riunioni.
Ci vorrebbero sette post per condividere le sensazioni e le impressioni, per racchiudere due giorni e sei incontri, per sviscerare modalità e strategie.
Ci vorrebbero sette post ma preferisco sette punti, un elenco dei must che ci accompagnano sempre e che le trasferte a Milano ci stanno confermando.

  1. Mettici la faccia, ovvero quando la cosa più spendibile (e acquistabile) che abbiamo sono i nostri volti.
  2. Da incontro nasce spunto, da spunto nasce incontro ovvero nessun incontro è improduttivo.
  3. Ogni contatto è un potenziale moltiplicatore di contatto, ovvero non esistono interlocutori preferibili o preferiti, esistono interlocutori.
  4. Le relazioni sono come il vino, migliorano con il tempo, ovvero non aver fretta e lascia tempo al tempo.
  5. Dietro un grande ingresso c’è sempre e soltanto un uomo,  ovvero non lasciarti spaventare dalla pomposità di un edificio.
  6. Insisti e resisti, ovvero alla decima richiesta di contatto anche la più ligia delle segretarie proverà a fissare un appuntamento.
  7. Credici e succederà, ovvero questo post non ci sarebbe se sette anni fa qualcuno non ci avesse creduto.

Il 2010 passato prossimo

Daniela

By Daniela
Published 30th December, 2009

“…sono passato a salutare le signore da cui facevo la spesa: restavo ore a guardare le loro mani, incantato dal modo di riconoscere le verdure, di tagliarle. Amo la passione e la purezza di certi gesti. Condividendoli mi sembra di essere più vicino alla verità. La semplicità è conoscenza. Solo se hai la conoscenza assoluta puoi scartare. Ci vuole coraggio a essere semplici”. (Fulvio Pierangelini, chef).
Mi piace chiudere così quest’anno e aprire il nuovo, con parole come semplicità, sacrificio, responsabilità a cui si accompagnano emozione, passione, libertà, creatività.
Mi piace aprire lo sguardo sul 2010 con il cuore colmo di sentimenti semplici, veri.
Mi piace condividere e suggerire tre letture, piccole ma di grande valore e tutte – ma l’ho realizzato con un attimo di ritardo e di sorpresa – legate in qualche modo al cibo.
Lo spunto viene proprio dalla bella intervista a Fulvio Pierangelini, pubblicata su L’espresso food &wine. Nelle sue parole, ritrovo pezzi della quotidianità del nostro lavoro: le verdure scartate quale emblema dello sforzo di scegliere e portare al cliente soltanto la proposta migliore (e non le cinque o dieci che si aspetta); il prezzo etico è il lavoro che c’è dietro una campagna, una pianificazione media, l’organizzazione di un evento, la scelta di una persona con cui collaborare e la modalità di assunzione. E mentre sembra che il mondo intorno abbia voglia di tornare alle origini, alla riscoperta di quanto di buono e di essenziale c’è in ognuno di noi, la memoria va a Il pane di ieri. Il pane di ieri che, come dice Enzo Bianchi, nella premessa, è buono domani (el pan ed sèira, l’è bon admàn), recuperando un proverbio del Monferrato: un invito a far tesoro del passato per progettare il futuro.
E se quest’anno siete tra quelli che stanno progettando un Capodanno intimista, come dice la mia amica Laura, regalatevi La prima sorsata di birra di Philip Delerm. Una carrellata sul valore dei piccoli gesti quotidiani, come un invito inaspettato, lo sgranare i piselli, l’uscire presto di casa la mattina o il mangiar fuori, sul balcone, al primo raggio di sole primaverile. Attimi che danno concretezza e leggerezza alla vita.
Buon 2010 a tutti.

No, ancora no

Alessia

By Alessia
Published 28th July, 2009

Fa caldo. Come qui, oggi.
Siamo in mezzo al deserto. No, quello no. Ancora no.
Avanza una jeep, sussultando. Ma non è un cliente in sovrappeso, non ne abbiamo. Ancora no.
È a corto di carburante e rimane bloccata tra le dune. Che fare?
Da essa, partono le tipiche ondine che accompagnano il comando di chiamata in corso.
Segue la head: “Non rischiare di rimanere a secco. Ricarica la tua estate”.
Questa è la creatività banner che abbiamo pensato per il nuovo servizio di ricarica Wind da portale o via sms.
Online da ieri, ci farà compagnia fino al 9 agosto.
Il piano media, curato da Carat-Isobar, è da oltre 15 milioni di impression.
I siti pianificati, oltre al portale Libero.it, sono i principali siti italiani in target: Msn, Dada, Yahoo!, Google.
Al click sul banner, un fresco atterraggio.
Nella landing page, all’improvviso, dalla sabbia spuntano fuori un portatile e un cellulare e sugli schermi di entrambi compare l’immagine di un’oasi. Ad accompagnare le immagini, la promo continua con un bonus che regala fino al 20% in più a chi si ricarica online su Wind.it. Fresco, semplice, efficace. Buone vacanze a tutti!
No, ancora no.

Il solito, grazie

Alfredo

By Alfredo
Published 27th July, 2009

Sabato, ho acquistato al solito il quotidiano. Il solito.
E solitamente, c’era l’allegato del sabato. Solita bella copertina, solito bel titolo.
Argomento (riassumendo), la ricerca della perfezione del corpo. Dei corpi.
Un tema solito, di questi tempi. Spiagge, mare, bikini, cellulite, oddio che figura faccio con le amiche!…
Datemi del solito moralista (me lo do io e ci togliamo il problema…); datemi pure del solito puritano (e sia…); datemi del solito fondamentalista (siamo ai limiti, eh?… non esageriamo!…) ma mi ha dato veramente fastidio notare che tra le pubblicità della prima pagina del quotidiano ci fosse quella di una pillola dimagrante. Tra l’altro, impaginata come fosse un box di notizie come un solito altro.
Ho messo una vicina all’altra le due pagine e mi sono trovato veramente in difficoltà. E non è solito.
Con me stesso, con il mio quotidiano preferito, finanche con il mestiere che faccio.
È stato un momento di disgusto profondo. Non so come definirlo altrimenti.
Comprendo il solito business; comprendo che informazione e raccolta pubblicitaria viaggino di solito su binari spesso paralleli; comprendo la crisi di investimenti ma un minimo di sensibile coerenza (anche ideale, non sia mai ideologica…) da chi dell’insensibile incoerenza altrui fa (e giustamente) un cavallo di battaglia, è attesa.
Atteso che non siamo tutti solitamente berlusconiani.

Quando la musica va ko

Alfredo

By Alfredo
Published 27th July, 2009

Se non avete mai visto un dentista tirarsi un dente da sé. Se non avete mai visto una tigre salire in un’auto della polizia. Se non avete mai visto indossare da una stripper l’anello di una donna scampata all’Olocausto. Se non avete mai visto un product placement con l’amaro Jägermeister. Se non avete mai visto l’effetto che fa la droga dello stupro. Se non avete mai visto una sala vuota in una torrida domenica di luglio. Se non avete mai visto Las Vegas né avete intenzione di farlo. Se non avete mai visto Mike Tyson intonare Phil Collins. Andate a vedere Notte da leoni.
Se non avete mai visto risate ruggenti.

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