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	<title>Estrogeni - Blog. CEO - Alfredo Borrelli. &#187; alfredo borrelli scienze della comunicazione salerno</title>
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		<title>Chiarissimi tutti</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 10:48:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
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Rossella è quella che conosco di meno.
Non ha seguito il corso né fatto l’esame.
Rossella è donna e come donna ha voluto interessarsi dell’utilizzo del corpo femminile nella pubblicità. Il corpo che non è più semplicemente rappresentato in televisione o sui giornali nei modi in cui noi desideriamo ma diventa esso stesso messaggio. Quindi, bodypainting, handvertising, [...]]]></description>
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		</div>
<p>Rossella è quella che conosco di meno.<br />
Non ha seguito il corso né fatto l’esame.<br />
Rossella è donna e come donna ha voluto interessarsi dell’utilizzo del corpo femminile nella pubblicità. Il corpo che non è più semplicemente rappresentato in televisione o sui giornali nei modi in cui noi desideriamo ma diventa esso stesso messaggio. Quindi, bodypainting, handvertising, assvertising. Allusioni, provocazioni e trasgressioni, di fronte alle quali (cito) “ci sentiamo catturati e non analizzeremo le situazioni mostrate come lesive dei nostri valori e seppur ciò dovesse accadere, nel momento stesso in cui accade, la pubblicità ha già agito; è già riuscita nel suo intento: ci ha già sedotto e conquistato”.<br />
Moreno è il tipico studente casello.<br />
Una volta a Nola, un’altra a Castellammare di Stabia, un’altra ancora a Salerno. Quando c’era da incontrarsi, A3 o A30.<br />
Moreno è buono ma ha problemi con la cattiva pubblicità. Quella che inganna. Proprio come il colesterolo. (cito) “Da questi messaggi mendaci, non ci si può difendere soltanto attraverso le norme dello Stato. È compito anche dei singoli fruitori, del mondo culturale, delle istituzioni educative affrontare il fenomeno pubblicitario nei suoi aspetti di pericolosità e disporre, quindi, quelle difese capaci di limitare o eliminare l’inganno”. E lui, da fruitore, ha sottoposto il padre alla prova Danacol. Il padre deve volergli davvero un gran bene. Perché i padri, non ingannano.<br />
<a name= "sabrina">Sabrina</a> è la studentessa modello.<br />
In regola con gli esami e mi è sembrato anche con se stessa. Sorridente sempre, indecisa mai.<br />
Ad eccezione di quel po’ di fiducia che un relatore deve infondere, ho svolto il ruolo dello spettatore/lettore. Diretta ed efficace anche nella scrittura, mi ha colpito per la capacità di carpire immediatamente quanto sia tutto così trasversale. (cito) “Lo scopo principale di questo lavoro è dimostrare che, dietro le poche decine di secondi di cui è costituito normalmente uno spot pubblicitario, è celata, volutamente o non, una galassia ricchissima di valori, segni, immagini e principi, che si rivelano completamente agli occhi del pubblico solo in seguito a un’attenta e scrupolosa analisi, sottolineando la presenza di un’ulteriore intenzione, eminentemente comunicativa, nei messaggi pubblicitari”.<br />
Chiara è quella che conosco di più.<br />
Corso ed esame. Fedeltà assoluta, anche quando gli esami da fare erano ancora parecchi; anche quando c’è stato da attendere per l’assegnazione. La sua prima email è del 18 novembre 2008.<br />
Choc. Quando la comunicazione sociale fa paura, è il titolo. Per una tesi che, al contrario, avvicina con emozione e ragione alla tecnica dei Fear Arousing Appeal. (cito) “Gli appelli alla paura s’inseriscono all’interno di una più ampia classe di stile pubblicitario, quello dei richiami emozionali, volto a giocare con l’emotività dell’individuo, non solo facendo leva sulla paura, ma anche in modo positivo facendo uso di temi, quali l’amore, l’ironia, l’orgoglio, la promessa di successo”.<br />
Si parla di paura, sembra di far riferimento al futuro. Da affrontare senza paura.<br />
È per questo, che ho voluto dedicare questo post a Rossella, Moreno, Sabrina e Chiara (e attraverso loro, a Marcello, Daniela, <a href="http://creativoquantobasta.blogspot.com/">Vittorio</a>, Rocco, Valentina, Enza, Claudia, Alessandra, Domenico, Alfonso, Luca, Brigida, Luisa, Angelo e anche a tutti quelli a cui ho dovuto dire, purtroppo, no).<br />
Da lunedì, saranno infatti dottori in Scienze della Comunicazione.<br />
Averli seguiti nel percorso di avvicinamento a questo traguardo, è stato (al di là di tutto) bello, stimolante e molto responsabilizzante. Per me e per Estrogeni.<br />
Seguirli da martedì in poi, sarà il successivo impegno a cui non verremo meno. Né io, né Estrogeni.<br />
In attesa che <a href="http://www.facebook.com/Chinaski83">Francesco</a> finisca&#8230;</p>
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Rossella è quella che conosco di meno.
Non ha seguito il corso né fatto l’esame.
Rossella è donna e come donna ha voluto interessarsi dell’utilizzo del corpo femminile nella pubblicità. Il corpo che non è più semplicemente rappresentato in televisione o sui giornali nei modi in cui noi desideriamo ma diventa esso stesso messaggio. Quindi, bodypainting, handvertising, assvertising. Allusioni, provocazioni e trasgressioni, di fronte alle quali (cito) “ci sentiamo catturati e non analizzeremo le situazioni mostrate come lesive dei nostri valori e seppur ciò dovesse accadere, nel momento stesso in cui accade, la pubblicità ha già agito; è già riuscita nel suo intento: ci ha già sedotto e conquistato”.
Moreno è il tipico studente casello.
Una volta a Nola, un’altra a Castellammare di Stabia, un’altra ancora a Salerno. Quando c’era da incontrarsi, A3 o A30.
Moreno è buono ma ha problemi con la cattiva pubblicità. Quella che inganna. Proprio come il colesterolo. (cito) “Da questi messaggi mendaci, non ci si può difendere soltanto attraverso le norme dello Stato. È compito anche dei singoli fruitori, del mondo culturale, delle istituzioni educative affrontare il fenomeno pubblicitario nei suoi aspetti di pericolosità e disporre, quindi, quelle difese capaci di limitare o eliminare l’inganno”. E lui, da fruitore, ha sottoposto il padre alla prova Danacol. Il padre deve volergli davvero un gran bene. Perché i padri, non ingannano.
Sabrina è la studentessa modello.
In regola con gli esami e mi è sembrato anche con se stessa. Sorridente sempre, indecisa mai.
Ad eccezione di quel po’ di fiducia che un relatore deve infondere, ho svolto il ruolo dello spettatore/lettore. Diretta ed efficace anche nella scrittura, mi ha colpito per la capacità di carpire immediatamente quanto sia tutto così trasversale. (cito) “Lo scopo principale di questo lavoro è dimostrare che, dietro le poche decine di secondi di cui è costituito normalmente uno spot pubblicitario, è celata, volutamente o non, una galassia ricchissima di valori, segni, immagini e principi, che si rivelano completamente agli occhi del pubblico solo in seguito a un’attenta e scrupolosa analisi, sottolineando la presenza di un’ulteriore intenzione, eminentemente comunicativa, nei messaggi pubblicitari”.
Chiara è quella che conosco di più.
Corso ed esame. Fedeltà assoluta, anche quando gli esami da fare erano ancora parecchi; anche quando c’è stato da attendere per l’assegnazione. La sua prima email è del 18 novembre 2008.
Choc. Quando la comunicazione sociale fa paura, è il titolo. Per una tesi che, al contrario, avvicina con emozione e ragione alla tecnica dei Fear Arousing Appeal. (cito) “Gli appelli alla paura s’inseriscono all’interno di una più ampia classe di stile pubblicitario, quello dei richiami emozionali, volto a giocare con l’emotività dell’individuo, non solo facendo leva sulla paura, ma anche in modo positivo facendo uso di temi, quali l’amore, l’ironia, l’orgoglio, la promessa di successo”.
Si parla di paura, sembra di far riferimento al futuro. Da affrontare senza paura.
È per questo, che ho voluto dedicare questo post a Rossella, Moreno, Sabrina e Chiara (e attraverso loro, a Marcello, Daniela, Vittorio, Rocco, Valentina, Enza, Claudia, Alessandra, Domenico, Alfonso, Luca, Brigida, Luisa, Angelo e anche a tutti quelli a cui ho dovuto dire, purtroppo, no).
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Averli seguiti nel percorso di avvicinamento a questo traguardo, è stato (al di là di tutto) bello, stimolante e molto responsabilizzante. Per me e per Estrogeni.
Seguirli da martedì in poi, sarà il successivo impegno a cui non verremo meno. Né io, né Estrogeni.
In attesa che Francesco finisca&#8230;
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		<title>(Auto)Assoluzione</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 22:13:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
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Sì, lo so. Sto scrivendo di un libro che non è certo un capolavoro. A dispetto della tagline di lancio, che recita (addirittura) Il libro più intenso, nobile e provocatorio dell&#8217;anno.
Sì, lo so. Sto scrivendo di un libro che è in pratica una sceneggiatura mancata. E come tutte le cose mancate, pensi subito al vorrei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="google_buzz"  
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			</a>
		</div>
<p>Sì, lo so. Sto scrivendo di un libro che non è certo un capolavoro. A dispetto della tagline di lancio, che recita (addirittura) <em>Il libro più intenso, nobile e provocatorio dell&#8217;anno</em>.<br />
Sì, lo so. Sto scrivendo di un libro che è in pratica una sceneggiatura mancata. E come tutte le cose mancate, pensi subito al vorrei ma non posso. Al Cimino che è in ognuno di noi.<br />
Sì, lo so. Sto scrivendo di un libro che mi ha facilmente emozionato, perché tocca tasti a cui sono molto sensibile. Napoli, cinema, arte, dolci, musica, boxe, talento, religione, diritto.<br />
Arte, pagina 47. Non ho mai creduto al mito dell&#8217;artista che soffre o, peggio, bohémien, ma so che chi crede sino all&#8217;ossessione in un ideale è destinato a soffrire. Soprattutto se questo ideale è la bellezza, o la verità, che poi sono la stessa cosa.<br />
Boxe, pagina 70. La boxe, mio caro Andrea, non è brutale, ma semplicemente eterna, come il male, o come l&#8217;illusione di essere invincibili.<br />
Talento, pagina 94. Ma poi penso che la nostra grandezza consista nell&#8217;accettare il nostro piccolo ruolo, e interpretarlo al meglio, perché nulla è più grave del seppellire il talento, e sottomettersi all&#8217;ovvia bestemmia del pessimismo.<br />
Religione, pagina 31. Credevo fosse ateo, professore, dissi. E lui, guardandomi fisso: Lo credo anch&#8217;io, Andrea, ma a volte mi chiedo se gli atei esistano.<br />
Sì, so questo e altro. Ma mi assolvo.<br />
Articolo 530 secondo comma del codice di procedura penale. Manca o è insufficiente o è contradditoria la prova (pagina 184).<br />
Perché Assoluzione di Antonio Monda (di cui, anni fa, ho letto un bellissimo saggio sulla cinematografia americana, La magnifica illusione) mi ha fatto compagnia nelle quattro ore di treno ieri, tra Padova e Roma (all&#8217;andata, le tesi di Rossella e Chiara).<br />
Perché è giunto, tempestivo come mai, proprio quando ci stiamo occupando di una rara operazione di ambient marketing per un cliente avvocato (cosa rarissima, considerato l&#8217;ambito).<br />
Perché parla di un rapporto profondo, affettuoso e riconoscente eppure contrastato tra un professore e un suo alunno. Il migliore, tra gli alunni.<br />
Perché, per certi versi, mi coinvolge in quanto professore.<br />
Professore in quanto testimone di un&#8217;esperienza. Che va condivisa, in un percorso di crescita che coinvolga i più convinti tra gli alunni, fino all&#8217;abbandono finale. Al raggiungimento, quindi, di un&#8217;identità propria.<br />
È successo all&#8217;Andrea protagonista del romanzo; è successo, qui, tra queste pareti, a <a href="http://www.kawakumi.com/">Davide</a> o <a href="http://rasputinstarec.blogspot.com/">Antonio</a>. Succederà, lo so &#8211; ed è bene che succeda -, a Matteo, Chiara, Giada, Alessia, Vittorio, Francesco.<br />
Succede non già quando l&#8217;allievo supera il maestro (sarebbe banale e io, poi, dovrei essere il maestro&#8230;) ma tutte le volte che l&#8217;allievo si fa maestro.<br />
Anzitutto, di se stesso.<br />
Perché, come dice il professor Scalia, ci sono cose che si apprezzano in solitudine ma in alcune rarissime occasioni ci è concesso di trovare delle persone che hanno la nostra stessa sensibilità. Ed è dall&#8217;emozione di questa scoperta che nascono i sentimenti che muovo e cambiano il mondo.<br />
<a class="lightbox"  title ="Assoluzione" href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2009/10/Assoluzione1.jpg"><img src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2009/10/Assoluzione1-196x300.jpg" alt="Assoluzione1 196x300 (Auto)AssoluzioneEstrogeni   Alfredo Borrelli   CEO" title="Assoluzione" width="196" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1904" /></a></p>
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Sì, lo so. Sto scrivendo di un libro che non è certo un capolavoro. A dispetto della tagline di lancio, che recita (addirittura) Il libro più intenso, nobile e provocatorio dell&#8217;anno.
Sì, lo so. Sto scrivendo di un libro che è in pratica una sceneggiatura mancata. E come tutte le cose mancate, pensi subito al vorrei ma non posso. Al Cimino che è in ognuno di noi.
Sì, lo so. Sto scrivendo di un libro che mi ha facilmente emozionato, perché tocca tasti a cui sono molto sensibile. Napoli, cinema, arte, dolci, musica, boxe, talento, religione, diritto.
Arte, pagina 47. Non ho mai creduto al mito dell&#8217;artista che soffre o, peggio, bohémien, ma so che chi crede sino all&#8217;ossessione in un ideale è destinato a soffrire. Soprattutto se questo ideale è la bellezza, o la verità, che poi sono la stessa cosa.
Boxe, pagina 70. La boxe, mio caro Andrea, non è brutale, ma semplicemente eterna, come il male, o come l&#8217;illusione di essere invincibili.
Talento, pagina 94. Ma poi penso che la nostra grandezza consista nell&#8217;accettare il nostro piccolo ruolo, e interpretarlo al meglio, perché nulla è più grave del seppellire il talento, e sottomettersi all&#8217;ovvia bestemmia del pessimismo.
Religione, pagina 31. Credevo fosse ateo, professore, dissi. E lui, guardandomi fisso: Lo credo anch&#8217;io, Andrea, ma a volte mi chiedo se gli atei esistano.
Sì, so questo e altro. Ma mi assolvo.
Articolo 530 secondo comma del codice di procedura penale. Manca o è insufficiente o è contradditoria la prova (pagina 184).
Perché Assoluzione di Antonio Monda (di cui, anni fa, ho letto un bellissimo saggio sulla cinematografia americana, La magnifica illusione) mi ha fatto compagnia nelle quattro ore di treno ieri, tra Padova e Roma (all&#8217;andata, le tesi di Rossella e Chiara).
Perché è giunto, tempestivo come mai, proprio quando ci stiamo occupando di una rara operazione di ambient marketing per un cliente avvocato (cosa rarissima, considerato l&#8217;ambito).
Perché parla di un rapporto profondo, affettuoso e riconoscente eppure contrastato tra un professore e un suo alunno. Il migliore, tra gli alunni.
Perché, per certi versi, mi coinvolge in quanto professore.
Professore in quanto testimone di un&#8217;esperienza. Che va condivisa, in un percorso di crescita che coinvolga i più convinti tra gli alunni, fino all&#8217;abbandono finale. Al raggiungimento, quindi, di un&#8217;identità propria.
È successo all&#8217;Andrea protagonista del romanzo; è successo, qui, tra queste pareti, a Davide o Antonio. Succederà, lo so &#8211; ed è bene che succeda -, a Matteo, Chiara, Giada, Alessia, Vittorio, Francesco.
Succede non già quando l&#8217;allievo supera il maestro (sarebbe banale e io, poi, dovrei essere il maestro&#8230;) ma tutte le volte che l&#8217;allievo si fa maestro.
Anzitutto, di se stesso.
Perché, come dice il professor Scalia, ci sono cose che si apprezzano in solitudine ma in alcune rarissime occasioni ci è concesso di trovare delle persone che hanno la nostra stessa sensibilità. Ed è dall&#8217;emozione di questa scoperta che nascono i sentimenti che muovo e cambiano il mondo.

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		<title>Io e Yigal: soldati alle prime armi</title>
		<link>http://blog.estrogeni.net/marketing-non-convenzionale/yigal-maoz-un-soldato-alle-prime-armi-moralmente-pacifista/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 11:05:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia the second</dc:creator>
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Dal 23 ottobre nelle sale cinematografiche è presente Lebanon, il film che ha shoccato con la frase: “L’uomo è d’acciaio il carro armato è solo ferraglia”. Per pubblicizzare Lebanon è stata ideata una strategia di buzz marketing.  Così eccoci all’opera: un profilo Twitter, un’attività di buzz nei forum e per finire la creazione di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="google_buzz"  
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src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/plugins/google-buzz-button/images/google-buzz.png" alt="Google Buzz" title="Io e Yigal: soldati alle prime armi Estrogeni   Alfredo Borrelli   CEO" /></a><div class="tweetmeme_button" style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 20px;">
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<p>Dal 23 ottobre nelle sale cinematografiche è presente <a href="http://video.libero.it/app/play?id=d5097e5f11b30439955f00e894c8ff8c">Lebanon</a>, il film che ha shoccato con la frase: “L’uomo è d’acciaio il carro armato è solo ferraglia”. Per pubblicizzare Lebanon è stata ideata una strategia di buzz marketing.  Così eccoci all’opera: un <a href="http://twitter.com/Lebanon_ilfilm">profilo Twitter</a>, un’attività di buzz nei forum e per finire la creazione di un <a href="http://it-it.facebook.com/people/Yigal-Maoz/100000378942629 ">profilo Facebook</a>. Un film poco noto ma nello stesso tempo bisognoso di essere pubblicizzato: è stato un “onore” compiere questa “missione”. Bisognava far conoscere un film sulla guerra per la pace; per questo su Facebook non troverete il profilo del film, bensì di un soldato: Jigal Maoz, il soldato di Lebanon che guida per la prima volta un carro armato. Yigal si presenta così: “Mi chiamo Yigal, sono un soldato “alle prime armi” moralmente pacifista”.  In meno di una settimana il soldato ha avuto la richiesta di 261 amicizie (dato aggiornato al 26 ottobre ore 11:50). Molte le e-mail arrivate a Yigal, diventato l’icona dei soldati pacifisti; la più commovente è stata questa:<em> “ E&#8217; davvero curioso che tu appaia in questo momento&#8230; Sto leggendo proprio adesso il diario di un caro amico militare, impegnato in questi giorni in Afghanistan, che come il tuo personaggio detesta la guerra, e mi scrive di pace e di speranza ogni giorno. E proprio ieri sera ho visto il trailer del film, e ciò che mi ha più colpito in quei pochi minuti sono stati gli occhi, che basterebbero da soli a trasmettere qualunque pensiero. Spero di poterlo vedere presto! “.</em> La creazione di questo profilo non è stata solamente un’attività di promozione ma anche una comunicazione sociale; Yigal è infatti l’amico degli amici di “Amnesty International”, di “Stop the war”, di &#8220;Apurimac&#8221; e di “Peace reporter&#8221;, inoltre è fun di “Emergency”, “Medici senza frontiere”, “Un Ponte Per”, “A casa i soldati italiani inviati all’estero in missione di pace”, “Rock no war” e altri. Molti gli amici che hanno commentato i post di pace scritti dal soldato, alcuni sul proprio profilo hanno linkato il trailer del film, altri hanno taggato Yigal su immagini di bandiere per la pace.<br />
Una grande soddisfazione! Buona visione!</p>
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Dal 23 ottobre nelle sale cinematografiche è presente Lebanon, il film che ha shoccato con la frase: “L’uomo è d’acciaio il carro armato è solo ferraglia”. Per pubblicizzare Lebanon è stata ideata una strategia di buzz marketing.  Così eccoci all’opera: un profilo Twitter, un’attività di buzz nei forum e per finire la creazione di un profilo Facebook. Un film poco noto ma nello stesso tempo bisognoso di essere pubblicizzato: è stato un “onore” compiere questa “missione”. Bisognava far conoscere un film sulla guerra per la pace; per questo su Facebook non troverete il profilo del film, bensì di un soldato: Jigal Maoz, il soldato di Lebanon che guida per la prima volta un carro armato. Yigal si presenta così: “Mi chiamo Yigal, sono un soldato “alle prime armi” moralmente pacifista”.  In meno di una settimana il soldato ha avuto la richiesta di 261 amicizie (dato aggiornato al 26 ottobre ore 11:50). Molte le e-mail arrivate a Yigal, diventato l’icona dei soldati pacifisti; la più commovente è stata questa: “ E&#8217; davvero curioso che tu appaia in questo momento&#8230; Sto leggendo proprio adesso il diario di un caro amico militare, impegnato in questi giorni in Afghanistan, che come il tuo personaggio detesta la guerra, e mi scrive di pace e di speranza ogni giorno. E proprio ieri sera ho visto il trailer del film, e ciò che mi ha più colpito in quei pochi minuti sono stati gli occhi, che basterebbero da soli a trasmettere qualunque pensiero. Spero di poterlo vedere presto! “. La creazione di questo profilo non è stata solamente un’attività di promozione ma anche una comunicazione sociale; Yigal è infatti l’amico degli amici di “Amnesty International”, di “Stop the war”, di &#8220;Apurimac&#8221; e di “Peace reporter&#8221;, inoltre è fun di “Emergency”, “Medici senza frontiere”, “Un Ponte Per”, “A casa i soldati italiani inviati all’estero in missione di pace”, “Rock no war” e altri. Molti gli amici che hanno commentato i post di pace scritti dal soldato, alcuni sul proprio profilo hanno linkato il trailer del film, altri hanno taggato Yigal su immagini di bandiere per la pace.
Una grande soddisfazione! Buona visione!
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		<title>Man in the mirror</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 13:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
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Venerdì 14, in un’area di servizio tra Torino e Bardonecchia, ho acquistato l’ultimo quotidiano italiano prima delle vacanze. Su quell’edizione di Repubblica, si parlava di caldo (oh, yes&#8230;), segreto bancario, mondiali di atletica e, nelle pagine della cultura, era presente un’interessante intervista a Goffredo Fofi. A margine della polemichetta tra Scarpa e Scurati, appendice estrema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="google_buzz"  
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<p class="MsoNormal">Venerdì 14, in un’area di servizio tra Torino e Bardonecchia, ho acquistato l’ultimo quotidiano italiano prima delle vacanze. Su quell’edizione di Repubblica, si parlava di caldo (oh, yes&#8230;), segreto bancario, mondiali di atletica e, nelle pagine della cultura, era presente un’interessante <a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/08/19/come-resistere-alla-cultura-del-narcisismo/">intervista a Goffredo Fofi</a>. A margine della polemichetta tra Scarpa e Scurati, appendice estrema dell’ultimo premio Strega.<br />
Il titolo/argomento, impegnativo, del pezzo era La resistenza alla cultura del narcisismo.<br />
Nell’ondivagare non sempre intrigante tra i bei tempi passati e che mai più torneranno (&#8230;) e accenni sempre condivisibili a fenomeni di appiattimento (non solo, letterario), un passo mi ha colpito. Forse, perché direttamente, di più, intrinsecamente rimandava a ciò che svolgiamo ogni giorno (e che, con divertimento, insegno anche).<br />
O forse, perché ci ho intravisto un minimo di supponenza, che talvolta va a braccetto con il narcisismo (a cui si vorrebbe opporre resistenza&#8230;).<br />
Lo trascrivo.<br />
Domanda:<br />
<em>&#8230;lei dice, non c’è società letteraria. O sbaglio?<br />
<span style="font-style: normal; ">Risposta:<br />
<em>Per esserci, insisto, ci dovrebbero essere buoni mediatori. E anche maestri. Che ne so: Calvino o la Morante, Nicola Chiaromonte o Cesare Cases. Invece l’informazione, gli assessori alla cultura, la tv sono delle piaghe. Svolgono un ruolo nefasto che compiace lo smaccato individualismo, il narcisismo diffuso e alimenta le baruffe tra servi. La critica non esiste più, c’è l’accademia, ma la critica militante si è eclissata, sono spariti i recensori, c’è solo la comunicazione pubblicitaria.<br />
<span style="font-style: normal; ">Difficile da credere ma è da allora, da quando cioè ho letto queste righe, che il pensiero di riuscire a comprendere e definire cosa sia la comunicazione pubblicitaria, mi accompagna.<br />
Ci ho fatto insieme più di cinquemila chilometri, ho visto bellissime cattedrali e bevuto buonissima birra, ho letto pagine di <a href="http://blog.josesaramago.org/indexpor.php">Saramago</a> e ascoltato poesie di <a href="http://www.fondazionedeandre.it/default.php">De André</a> ma il pensiero è sempre (stato) là.<br />
Sono sicuro che ci tornerò. Chissà se non grazie (anche) a <a href="http://quadernodisaramago.wordpress.com/">Saramago</a> e <a href="http://www.fondazionedeandre.it/default.php">De André</a>.<br />
Non propriamente due narcisisti.</span></em></span></em></p>
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Venerdì 14, in un’area di servizio tra Torino e Bardonecchia, ho acquistato l’ultimo quotidiano italiano prima delle vacanze. Su quell’edizione di Repubblica, si parlava di caldo (oh, yes&#8230;), segreto bancario, mondiali di atletica e, nelle pagine della cultura, era presente un’interessante intervista a Goffredo Fofi. A margine della polemichetta tra Scarpa e Scurati, appendice estrema dell’ultimo premio Strega.
Il titolo/argomento, impegnativo, del pezzo era La resistenza alla cultura del narcisismo.
Nell’ondivagare non sempre intrigante tra i bei tempi passati e che mai più torneranno (&#8230;) e accenni sempre condivisibili a fenomeni di appiattimento (non solo, letterario), un passo mi ha colpito. Forse, perché direttamente, di più, intrinsecamente rimandava a ciò che svolgiamo ogni giorno (e che, con divertimento, insegno anche).
O forse, perché ci ho intravisto un minimo di supponenza, che talvolta va a braccetto con il narcisismo (a cui si vorrebbe opporre resistenza&#8230;).
Lo trascrivo.
Domanda:
&#8230;lei dice, non c’è società letteraria. O sbaglio?
Risposta:
Per esserci, insisto, ci dovrebbero essere buoni mediatori. E anche maestri. Che ne so: Calvino o la Morante, Nicola Chiaromonte o Cesare Cases. Invece l’informazione, gli assessori alla cultura, la tv sono delle piaghe. Svolgono un ruolo nefasto che compiace lo smaccato individualismo, il narcisismo diffuso e alimenta le baruffe tra servi. La critica non esiste più, c’è l’accademia, ma la critica militante si è eclissata, sono spariti i recensori, c’è solo la comunicazione pubblicitaria.
Difficile da credere ma è da allora, da quando cioè ho letto queste righe, che il pensiero di riuscire a comprendere e definire cosa sia la comunicazione pubblicitaria, mi accompagna.
Ci ho fatto insieme più di cinquemila chilometri, ho visto bellissime cattedrali e bevuto buonissima birra, ho letto pagine di Saramago e ascoltato poesie di De André ma il pensiero è sempre (stato) là.
Sono sicuro che ci tornerò. Chissà se non grazie (anche) a Saramago e De André.
Non propriamente due narcisisti.

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		<title>Pregiudizio e orgoglio</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 12:03:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
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Pregiudizio. Dei mediorientali, dei neri, della religione, del sesso, del cibo.
Orgoglio. Dei mediorientali, dei neri, della religione, del sesso, del cibo.
C’è tutto il bello dell’America, in Niente velo per Jasira.
Le contraddizioni che avvicinano e i contrari che uniscono. Il we can ma anche il we could. Un inno alla vita, insomma. Dal primo al centoundicesimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="google_buzz"  
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<p class="MsoNormal">Pregiudizio. Dei mediorientali, dei neri, della religione, del sesso, del cibo.<br />
Orgoglio. Dei mediorientali, dei neri, della religione, del sesso, del cibo.<br />
C’è tutto il bello dell’America, in <a href="http://www.mymovies.it/film/2007/nienteveloperjasira/">Niente velo per Jasira</a>.<br />
Le contraddizioni che avvicinano e i contrari che uniscono. Il we can ma anche il we could. Un inno alla vita, insomma. Dal primo al centoundicesimo minuto.<br />
Buona visione, se vi venisse voglia di prendervi una vacanza dalla vacanza e l’arena estiva più vicina non fosse presidiata dal maghetto o dalle scaglie caraibiche.<br />
<a class="lightbox" title="Niente velo per Jasira" href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2009/08/locandina-niente-velo-per-jasira1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1399" title="Niente velo per Jasira" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2009/08/locandina-niente-velo-per-jasira1-210x300.jpg" alt="locandina niente velo per jasira1 210x300 Pregiudizio e orgoglioEstrogeni   Alfredo Borrelli   CEO" width="210" height="300" /></a></p>
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Pregiudizio. Dei mediorientali, dei neri, della religione, del sesso, del cibo.
Orgoglio. Dei mediorientali, dei neri, della religione, del sesso, del cibo.
C’è tutto il bello dell’America, in Niente velo per Jasira.
Le contraddizioni che avvicinano e i contrari che uniscono. Il we can ma anche il we could. Un inno alla vita, insomma. Dal primo al centoundicesimo minuto.
Buona visione, se vi venisse voglia di prendervi una vacanza dalla vacanza e l’arena estiva più vicina non fosse presidiata dal maghetto o dalle scaglie caraibiche.


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		<title>Aperti per ferie</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 08:42:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
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Dal 10 al 21 agosto, anche se i nostri uffici saranno chiusi, noi in realtà saremo aperti. Al mondo, ai rumor, alle sensazioni, agli odori, ai colori, alla gente e ai posti nuovi in cui ci imbatteremo, ai libri che leggeremo, alle storie che sentiremo. Fuori dagli uffici, dentro le strade, al mare, in montagna, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="google_buzz"  
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			</a>
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<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;">Dal 10 al 21 agosto, anche se i nostri uffici saranno chiusi, noi in realtà saremo aperti. Al mondo, ai rumor, alle sensazioni, agli odori, ai colori, alla gente e ai posti nuovi in cui ci imbatteremo, ai libri che leggeremo, alle storie che sentiremo. Fuori dagli uffici, dentro le strade, al mare, in montagna, in città, apriremo gli occhi e la mente all’ozio creativo.<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>Arte, musica, tradizioni, contaminazioni. Liberi di pensare, sognare, immaginare, oziare.<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>Liberi di accogliere il nuovo e dare il via al processo creativo.<br />
Riapriremo l&#8217;agenzia il 24, carichi di novità e con una lunga lista di cose da fare: trovare una nuova sede, un nuovo account, una nuova risorsa per i new media, nuovi clienti, girare il nuovo spot di <a href="http://www.apurimac.it/">Apurimac</a>, finalizzare la pianificazione <a href="http://www.soratteoutlet.it/">Soratte</a>, seguire <a href="http://www.uominicheodianoledonne.it/">La ragazza che giocava con il fuoco</a> e tanto altro. Ma questo è un altro post. E forse, anche più d&#8217;uno.<br />
Buone vacanze a tutti.</p>
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Dal 10 al 21 agosto, anche se i nostri uffici saranno chiusi, noi in realtà saremo aperti. Al mondo, ai rumor, alle sensazioni, agli odori, ai colori, alla gente e ai posti nuovi in cui ci imbatteremo, ai libri che leggeremo, alle storie che sentiremo. Fuori dagli uffici, dentro le strade, al mare, in montagna, in città, apriremo gli occhi e la mente all’ozio creativo. Arte, musica, tradizioni, contaminazioni. Liberi di pensare, sognare, immaginare, oziare. Liberi di accogliere il nuovo e dare il via al processo creativo.
Riapriremo l&#8217;agenzia il 24, carichi di novità e con una lunga lista di cose da fare: trovare una nuova sede, un nuovo account, una nuova risorsa per i new media, nuovi clienti, girare il nuovo spot di Apurimac, finalizzare la pianificazione Soratte, seguire La ragazza che giocava con il fuoco e tanto altro. Ma questo è un altro post. E forse, anche più d&#8217;uno.
Buone vacanze a tutti.
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		<title>Uno scandalo lungo tredici anni</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 10:38:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo</dc:creator>
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Di off-topic in off-topic, sento anch’io di voler dire qualcosa sulla vicenda Parent Project. Dove la vergogna è trasversale e non etichettabile. Riguarda tutti e coinvolge tutti. Destra, sinistra, centro, alto, basso, avanti e indietro.
Ho letto gli appelli di Davide e Daniela, concordo con loro.
Sono solo un po’ più pessimista, se possibile.
Perché in una città [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="google_buzz"  
href="http://www.google.com/reader/link?url=http://blog.estrogeni.net/riflessioni/uno-scandalo-lungo-tredici-anni/&title=Uno+scandalo+lungo+tredici+anni&srcURL=http://blog.estrogeni.net" target="_blank" rel="nofollow"><img
src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/plugins/google-buzz-button/images/google-buzz.png" alt="Google Buzz" title="Uno scandalo lungo tredici anni Estrogeni   Alfredo Borrelli   CEO" /></a><div class="tweetmeme_button" style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 20px;">
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			</a>
		</div>
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<p class="MsoNormal">Di off-topic in off-topic, sento anch’io di voler dire qualcosa sulla vicenda <a href="http://parentproject.org/italia/">Parent Project</a>. Dove la vergogna è trasversale e non etichettabile. Riguarda tutti e coinvolge tutti. Destra, sinistra, centro, alto, basso, avanti e indietro.<br />
Ho letto gli appelli di <a href="http://www.kawakumi.com/2009/07/30/costretti-a-chiudere/">Davide</a> e <a href="http://blog.estrogeni.net/news/costretti-a-chiudere/">Daniela</a>, concordo con loro.<br />
Sono solo un po’ più pessimista, se possibile.<br />
Perché in una città in cui la giunta al governo alimenta<span> </span>la propria ricerca del consenso attraverso una campagna che nella sostanza premia l’illegalità; in un <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/07/corte-conti-scudo-fiscale.shtml?uuid=b3336440-7a06-11de-bd12-c7fa23cf9bc0&amp;DocRulesView=Libero&amp;fromSearch">paese</a> che si fa scudo fiscale per evasori incontrollati e che mai saranno controllati, dal rientro in poi; in un <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_31/di_stefano_sotto_l_ombrellone_accanto_a_un_morto_aacd1e56-7d92-11de-9f17-00144f02aabc.shtml">mondo</a> in cui una persona può morire in spiaggia e lì beatamente restarci steso nell’indifferenza totale; la chiusura di un’associazione seria, pulita, motivata, fatta da chi la sofferenza la vive in prima persona e non ha la fortuna (tra virgolette) di potersene fare una ragione professionale di vita, è nell’ordine delle cose.<br />
Lo scandalo, è che abbia retto più di un decennio.<br />
Buona fortuna, Filippo. Noi meritiamo <a href="http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/77293/">ben altro</a>.<br />
<a class="lightbox" title="sanzioni-abolite" href="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2009/07/sanzioni-abolite.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1355" title="sanzioni-abolite" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/uploads/2009/07/sanzioni-abolite-300x225.jpg" alt="sanzioni abolite 300x225 Uno scandalo lungo tredici anniEstrogeni   Alfredo Borrelli   CEO" width="300" height="225" /></a></p>
<p><!--EndFragment--></p>
<form id="vozme_form_a47479f0b4e1c0e53d84f1d8fe0ac11b" method="post" name="vozme_form_a47479f0b4e1c0e53d84f1d8fe0ac11b" target="a47479f0b4e1c0e53d84f1d8fe0ac11b" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Uno scandalo lungo tredici anni. 
			
				
			
		

Di off-topic in off-topic, sento anch’io di voler dire qualcosa sulla vicenda Parent Project. Dove la vergogna è trasversale e non etichettabile. Riguarda tutti e coinvolge tutti. Destra, sinistra, centro, alto, basso, avanti e indietro.
Ho letto gli appelli di Davide e Daniela, concordo con loro.
Sono solo un po’ più pessimista, se possibile.
Perché in una città in cui la giunta al governo alimenta la propria ricerca del consenso attraverso una campagna che nella sostanza premia l’illegalità; in un paese che si fa scudo fiscale per evasori incontrollati e che mai saranno controllati, dal rientro in poi; in un mondo in cui una persona può morire in spiaggia e lì beatamente restarci steso nell’indifferenza totale; la chiusura di un’associazione seria, pulita, motivata, fatta da chi la sofferenza la vive in prima persona e non ha la fortuna (tra virgolette) di potersene fare una ragione professionale di vita, è nell’ordine delle cose.
Lo scandalo, è che abbia retto più di un decennio.
Buona fortuna, Filippo. Noi meritiamo ben altro.


" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input name="gn" type="hidden" value="ml" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
			<div style="text-align:left;">
			
				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', 'a47479f0b4e1c0e53d84f1d8fe0ac11b', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
				<div style="margin-left:48px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', 'a47479f0b4e1c0e53d84f1d8fe0ac11b', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_a47479f0b4e1c0e53d84f1d8fe0ac11b').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
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		<title>Più efficiente Brunetta o Twitter?</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 07:59:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
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Per noi è diventato uno strumento abituale di comunicazione. Semplice e quotidiano come accendere il cellulare appena svegli o controllare la posta prima di andare a dormire. Qualcuno, nella terra in cui ci piacerebbe andare a vivere ne ha capito le potenzialità e ne fa un uso concreto e vantaggioso. Per la collettività. È il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="google_buzz"  
href="http://www.google.com/reader/link?url=http://blog.estrogeni.net/news/piu-efficiente-brunetta-o-twitter/&title=Più+efficiente+Brunetta+o+Twitter?&srcURL=http://blog.estrogeni.net" target="_blank" rel="nofollow"><img
src="http://blog.estrogeni.net/wp-content/plugins/google-buzz-button/images/google-buzz.png" alt="Google Buzz" title="Più efficiente Brunetta o Twitter? Estrogeni   Alfredo Borrelli   CEO" /></a><div class="tweetmeme_button" style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 20px;">
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			</a>
		</div>
<p>Per noi è diventato uno strumento abituale di comunicazione. Semplice e quotidiano come accendere il cellulare appena svegli o controllare la posta prima di andare a dormire. Qualcuno, nella terra in cui ci piacerebbe andare a vivere ne ha capito le potenzialità e ne fa un uso concreto e vantaggioso. Per la collettività. È il governo londinese che con <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_luglio_28/twitter_governo_inglese_4d506bf4-7b6f-11de-9006-00144f02aabc.shtml">Template Twitter Strategy for Government Departments</a>, ha avviato una politica di sensibilizzazione dell’amministrazione pubblica affinchè i dipendenti utilizzino twitter – opportunamente formati dal libello di cui sopra – per comunicare in modo migliore con i cittadini, a patto che i messaggi postati siano umani e credibili. Se è un’attività che <a href="http://twitter.com/atac">Atac </a>svolge regolarmente, seguito dalla telefonica <a href="http://www.tre.it/public/home.php">3</a>, di esempi di pubblica amministrazione efficiente si trova soltanto il profilo del ministro <a href="http://twitter.com/renatobrunetta">Brunetta</a>, che, tra i 5 politici italiani presenti su Twitter ha il numero più alto di followers .Due considerazioni, anzi tre. 1) Quando vai all’estero o leggi di esperienze di altri paesi europei resti colpito e ti domandi: come può un politico che ha sempre e solo fatto il politico avere a cuore la res publica se non ha mai camminato a piedi per le strade della città, o non ha mai utilizzato gli autobus? Come può comprendere il disagio di una strada trafficata se si muove in auto blu, o temere furti, rapine e violenze se non vive in periferia ed è costantemente scortato? Aggiungo, se un politico è politico in Italia dove il merito è un’utopia e la carriera televisiva (…) è propedeutica a quella politica come fa a capire che gli stakeholder sono i cittadini che vanno ascoltati, seguiti, informati, coccolati come i primi e migliori clienti? Come fa a considerarli per quello che realmente sono? I tuoi datori di lavoro, i tuoi clienti, i membri del tuo board? 2) Gli uffici pubblici hanno orari pubblici. Nel senso che sono pubblicati, ma sono assolutamente fuori dalla realtà. Per richiedere un’informazione lo devi fare esclusivamente negli orari di lavoro. Loro. Dalle 8.30 alle 12, dal lunedì al venerdì, un paio di volte a settimana di pomeriggio. Dalle 15 alle 17! Qualcuno, lassù, è a conoscenza del fatto che normalmente le aziende fanno orari lunghi e che per andare a richiedere un certificato, che normalmente serve per un altro ufficio pubblico teoricamente già in possesso di chi te lo richiede, devi prendere un permesso al datore di lavoro? Ma se non comprendi questo non puoi immaginare che se ci fosse Twitter in tempo reale, senza spostarsi dall’ufficio, senza sprechi di carta, potresti avere informazioni, smistare richieste, fare operazioni, avere riscontri (audit, si direbbe). In tempo reale. Con un Twitt. Vantaggi infiniti: tempo risparmiato, costi abbattuti,  carta non sciupata, efficienza guadagnata. Ultima considerazione, una provocazione non mia, che trovo interessante e condivido. E se l’impiego pubblico fosse una opportunità per tutti e non un privilegio per pochi? Un&#8217;opportunità concessa, per legge, a tutti i cittadini italiani per un periodo definito della propria vita. Un fiume di know know, risorse, entusiasmo, passione civica sempre attiva sgorgherebbe dal popolo a favore del popolo.</p>
<p>p.s. mentre scrivo leggo della firma del protocollo d’intesa su <a href="http://retiamiche.gov.it/servlet/ContentServer?pagename=RetiAmiche/Home&amp;pageReti=home">Reti Amiche</a>. <a href="http://www.confcommercio.it/home/Il-ministro-per-la-Pubblica-Aministrazione-e-l.doc_cvt.htm">Confcommercio</a> promuoverà l’installazione di punti di accesso alla pubblica amministrazione all’interno dei centri commerciali, con l’obiettivo di arrivare a 100mila punti di accesso entro l’anno, per offrire servizi nei fine settimana, senza code e senza un euro di costo in più, ai cittadini-clienti. Mentre verifico queste informazioni, soprattutto l’ultima, mi chiedo: caro Ministro, ma non potevi farlo su Twitter?!?</p>
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Per noi è diventato uno strumento abituale di comunicazione. Semplice e quotidiano come accendere il cellulare appena svegli o controllare la posta prima di andare a dormire. Qualcuno, nella terra in cui ci piacerebbe andare a vivere ne ha capito le potenzialità e ne fa un uso concreto e vantaggioso. Per la collettività. È il governo londinese che con Template Twitter Strategy for Government Departments, ha avviato una politica di sensibilizzazione dell’amministrazione pubblica affinchè i dipendenti utilizzino twitter – opportunamente formati dal libello di cui sopra – per comunicare in modo migliore con i cittadini, a patto che i messaggi postati siano umani e credibili. Se è un’attività che Atac svolge regolarmente, seguito dalla telefonica 3, di esempi di pubblica amministrazione efficiente si trova soltanto il profilo del ministro Brunetta, che, tra i 5 politici italiani presenti su Twitter ha il numero più alto di followers .Due considerazioni, anzi tre. 1) Quando vai all’estero o leggi di esperienze di altri paesi europei resti colpito e ti domandi: come può un politico che ha sempre e solo fatto il politico avere a cuore la res publica se non ha mai camminato a piedi per le strade della città, o non ha mai utilizzato gli autobus? Come può comprendere il disagio di una strada trafficata se si muove in auto blu, o temere furti, rapine e violenze se non vive in periferia ed è costantemente scortato? Aggiungo, se un politico è politico in Italia dove il merito è un’utopia e la carriera televisiva (…) è propedeutica a quella politica come fa a capire che gli stakeholder sono i cittadini che vanno ascoltati, seguiti, informati, coccolati come i primi e migliori clienti? Come fa a considerarli per quello che realmente sono? I tuoi datori di lavoro, i tuoi clienti, i membri del tuo board? 2) Gli uffici pubblici hanno orari pubblici. Nel senso che sono pubblicati, ma sono assolutamente fuori dalla realtà. Per richiedere un’informazione lo devi fare esclusivamente negli orari di lavoro. Loro. Dalle 8.30 alle 12, dal lunedì al venerdì, un paio di volte a settimana di pomeriggio. Dalle 15 alle 17! Qualcuno, lassù, è a conoscenza del fatto che normalmente le aziende fanno orari lunghi e che per andare a richiedere un certificato, che normalmente serve per un altro ufficio pubblico teoricamente già in possesso di chi te lo richiede, devi prendere un permesso al datore di lavoro? Ma se non comprendi questo non puoi immaginare che se ci fosse Twitter in tempo reale, senza spostarsi dall’ufficio, senza sprechi di carta, potresti avere informazioni, smistare richieste, fare operazioni, avere riscontri (audit, si direbbe). In tempo reale. Con un Twitt. Vantaggi infiniti: tempo risparmiato, costi abbattuti,  carta non sciupata, efficienza guadagnata. Ultima considerazione, una provocazione non mia, che trovo interessante e condivido. E se l’impiego pubblico fosse una opportunità per tutti e non un privilegio per pochi? Un&#8217;opportunità concessa, per legge, a tutti i cittadini italiani per un periodo definito della propria vita. Un fiume di know know, risorse, entusiasmo, passione civica sempre attiva sgorgherebbe dal popolo a favore del popolo.
p.s. mentre scrivo leggo della firma del protocollo d’intesa su Reti Amiche. Confcommercio promuoverà l’installazione di punti di accesso alla pubblica amministrazione all’interno dei centri commerciali, con l’obiettivo di arrivare a 100mila punti di accesso entro l’anno, per offrire servizi nei fine settimana, senza code e senza un euro di costo in più, ai cittadini-clienti. Mentre verifico queste informazioni, soprattutto l’ultima, mi chiedo: caro Ministro, ma non potevi farlo su Twitter?!?
" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input name="gn" type="hidden" value="ml" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
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		<title>Buttiamola in politica. Ovvero PD for President</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 16:55:02 +0000</pubDate>
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Tessere, risse e angosce.
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti volti e lo sogniamo dunque giovane, deciso e coraggioso.
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti pavidi e lo cerchiamo dunque attraente e incurante del pericolo.
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti freddi e lo immaginiamo dunque bello e seducente.
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="google_buzz"  
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<p class="MsoNormal">Tessere, risse e angosce.<br />
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti volti e lo sogniamo dunque <a href="http://www.barackobama.com/">giovane, deciso e coraggioso</a>.<br />
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti pavidi e lo cerchiamo dunque <a href="http://www.barackobama.com/">attraente e incurante del pericolo</a>.<br />
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti freddi e lo immaginiamo dunque <a href="http://www.barackobama.com/">bello e seducente</a>.<br />
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti politici di carriera e lo descriviamo dunque <a href="http://www.barackobama.com/">libero e impolitico</a>.<br />
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti arroganti e lo identifichiamo dunque <a href="http://www.barackobama.com/">affabile e cortese</a>.<br />
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti compromessi e lo sentiamo dunque <a href="http://www.barackobama.com/">ambizioso e carismatico</a>.<br />
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti frigidi e lo ascoltiamo dunque <a href="http://www.barackobama.com/">sensuale e appassionato</a>.<br />
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti seriosi e lo attendiamo dunque <a href="http://www.barackobama.com/">carico e spiritoso</a>.<br />
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti uomini e lo vogliamo dunque donna.<br />
Diciamocela tutta. Al dunque, <a href="http://blog.estrogeni.net/anagrammi/patrizia-daddario/">Patrizia D’Addario</a> sarebbe il miglior leader del Partito Democratico.<br />
Giovane, decisa, coraggiosa, attraente, incurante del pericolo, bella, seducente, libera, impolitica, affabile, cortese, ambiziosa, carismatica, sensuale, appassionata, carica, spiritosa.<br />
Infine. Ce lo vedete Berlusconi sostenere un face to face con PD? In tv, intendo…</p>
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Tessere, risse e angosce.
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti volti e lo sogniamo dunque giovane, deciso e coraggioso.
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti pavidi e lo cerchiamo dunque attraente e incurante del pericolo.
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti freddi e lo immaginiamo dunque bello e seducente.
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti politici di carriera e lo descriviamo dunque libero e impolitico.
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti arroganti e lo identifichiamo dunque affabile e cortese.
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti compromessi e lo sentiamo dunque ambizioso e carismatico.
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti frigidi e lo ascoltiamo dunque sensuale e appassionato.
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti seriosi e lo attendiamo dunque carico e spiritoso.
Ci diciamo da sempre stanchi dei soliti uomini e lo vogliamo dunque donna.
Diciamocela tutta. Al dunque, Patrizia D’Addario sarebbe il miglior leader del Partito Democratico.
Giovane, decisa, coraggiosa, attraente, incurante del pericolo, bella, seducente, libera, impolitica, affabile, cortese, ambiziosa, carismatica, sensuale, appassionata, carica, spiritosa.
Infine. Ce lo vedete Berlusconi sostenere un face to face con PD? In tv, intendo…




 

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		<title>Ancora noi: bastoncini e big babol</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 16:42:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
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Sull&#8217;onda del post di due giorni fa che ha riscosso successo e commenti, e che oggi a pranzo ci faceva parlare di piedone, girella, tegolino e bastoncini fritti, passando per le big babol, ritorno sul tema. Anzi su uno e mezzo. Il mezzo è la segnalazione di un interessante articolo sulla generazione Y, quella che [...]]]></description>
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<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;">Sull&#8217;onda del <a href="http://blog.estrogeni.net/wp-admin/post.php?action=edit&amp;post=1277">post</a> di due giorni fa che ha riscosso successo e commenti, e che oggi a pranzo ci faceva parlare di <a href="http://www.dimenticatoio.it/index.php?title=Immagine:PIEDONE.jpg">piedone</a>, <a href="http://www.girella.it/">girella</a>, tegolino e bastoncini fritti, passando per le big babol, ritorno sul tema. Anzi su uno e mezzo. Il mezzo è la segnalazione di un interessante <a href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/spettacoli_e_cultura/generazione-potter/generazione-potter/generazione-potter.html?ref=hpspr1">articolo </a>sulla generazione Y, quella che segue la nostra, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Generazione_X">X</a>. Ad essi ci lega il senso di nostalgia. Più spauriti di noi, fanno i conti con il passato recente. Ventenni nostalgici, ma di una nostalgia rapida, veloce, istantanea, ventenni da tenere d’occhio. Lettori di <a href="http://harrypotter.warnerbros.com/harrypotterandthehalf-bloodprince/">Harry Potter </a>si affidano al potere della magia per sfuggire a una realtà di incertezza.L’uno è più metodologico e lo ritrovo nella frase dello stesso articolo: <em>La scoperta, per la gioia dell&#8217;industria sempre in cerca di un pubblico nuovo, arriva proprio dal successo di Harry Potter. </em>Banale, ma non scontata. Stamattina mi confrontavo con <a href="http://www.linkedin.com/in/alfredoborrelli">Alfredo</a> sul fortissimo appeal degli anni &#8216;80 e sull’apparente totale assenza di strategie di marketing per questo segmento della popolazione. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>Da comunicatore mi domando quanto questo target sia influenzabile (ne faccio parte e, come tutti, credo di non esserlo…). Prosaicamente ne traccio un profilo e apro una riflessione, sperando che sfoci in una discussione con i nostri lettori. Profilo: uomo donna, 30/35 enne, vive nelle grandi città (dove è arrivato per studio o lavoro), ha un&#8217;interessante potenziale capacità di spesa, viaggia, passa molto tempo fuori casa, si nutre di cultura, sperimenta cucine di tutte le etnie, è radical chic nella scelta degli abiti, attento al benessere del corpo, conosce e pratica filosofie orientali, suona, canta, legge, segue Obama e spera nel futuro. Non guarda la tv. Fa una spesa etica, ricicla, ama le cose semplici e genuine. E, allora, dove forma i suoi gusti? Dove lo si intercetta? Perché indossa le Camper e legge Repubblica? Perché non fuma e beve moderato?<br />
Come si avvicina il ragazzo degli anni &#8216;80? Il successo è semplicemente il revival? Una semplice replica di quello che ama? O la leva è la rete, come ci ha insegnato<a href="http://www.bluestatedigital.com/blog/people/ben-self/"> l’ultima campagna elettorale americana</a>?<br />
Si attendono confronti.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;">p.s. Ieri sera a cena con due <a href="http://www.linkedin.com/pub/silvia-lanciotti/1/280/511">matematici</a> puri. Mi citano un testo che non conoscevo: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/G%C3%B6del,_Escher,_Bach:_un%27eterna_ghirlanda_brillante">Gödel, Escher, Bach: un&#8217;eterna ghirlanda brillante</a>. Se dovessi sintetizzarlo in una parola direi contaminazione, se dovessi visualizzarlo direi sperimentazione. I due aggettivi della nostra generazione.</p>
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Sull&#8217;onda del post di due giorni fa che ha riscosso successo e commenti, e che oggi a pranzo ci faceva parlare di piedone, girella, tegolino e bastoncini fritti, passando per le big babol, ritorno sul tema. Anzi su uno e mezzo. Il mezzo è la segnalazione di un interessante articolo sulla generazione Y, quella che segue la nostra, la X. Ad essi ci lega il senso di nostalgia. Più spauriti di noi, fanno i conti con il passato recente. Ventenni nostalgici, ma di una nostalgia rapida, veloce, istantanea, ventenni da tenere d’occhio. Lettori di Harry Potter si affidano al potere della magia per sfuggire a una realtà di incertezza.L’uno è più metodologico e lo ritrovo nella frase dello stesso articolo: La scoperta, per la gioia dell&#8217;industria sempre in cerca di un pubblico nuovo, arriva proprio dal successo di Harry Potter. Banale, ma non scontata. Stamattina mi confrontavo con Alfredo sul fortissimo appeal degli anni &#8216;80 e sull’apparente totale assenza di strategie di marketing per questo segmento della popolazione.  Da comunicatore mi domando quanto questo target sia influenzabile (ne faccio parte e, come tutti, credo di non esserlo…). Prosaicamente ne traccio un profilo e apro una riflessione, sperando che sfoci in una discussione con i nostri lettori. Profilo: uomo donna, 30/35 enne, vive nelle grandi città (dove è arrivato per studio o lavoro), ha un&#8217;interessante potenziale capacità di spesa, viaggia, passa molto tempo fuori casa, si nutre di cultura, sperimenta cucine di tutte le etnie, è radical chic nella scelta degli abiti, attento al benessere del corpo, conosce e pratica filosofie orientali, suona, canta, legge, segue Obama e spera nel futuro. Non guarda la tv. Fa una spesa etica, ricicla, ama le cose semplici e genuine. E, allora, dove forma i suoi gusti? Dove lo si intercetta? Perché indossa le Camper e legge Repubblica? Perché non fuma e beve moderato?
Come si avvicina il ragazzo degli anni &#8216;80? Il successo è semplicemente il revival? Una semplice replica di quello che ama? O la leva è la rete, come ci ha insegnato l’ultima campagna elettorale americana?
Si attendono confronti.
p.s. Ieri sera a cena con due matematici puri. Mi citano un testo che non conoscevo: Gödel, Escher, Bach: un&#8217;eterna ghirlanda brillante. Se dovessi sintetizzarlo in una parola direi contaminazione, se dovessi visualizzarlo direi sperimentazione. I due aggettivi della nostra generazione.
" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input name="gn" type="hidden" value="ml" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
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