We are the Word
Pubblicato da Alfredo
Mi è capitato ancora ieri sera. Con Riccardo.
Perché era capitato già ieri mattina, a Daniela, con Andrea.
E pochi giorni fa, con Luigi.
Tutti cari amici e tutti curiosamente a chiederci, ma come fate a gestire anche il blog? Dove trovate il tempo di scrivere?
Si leggono sempre più spesso interventi interessanti e approfonditi sul senso e la struttura di un corporate blog. Da Kawakumi a LinkedIn.
Non intendo ora, in chiusura di settimana, entrare nel merito delle argomentazioni. Lo farò, a vita bassa (cito Arbasino), com’è nel mio stile.
La risposta che, invece, voglio ora dare a Riccardo, Andrea e Luigi, me l’ha suggerita Word.
Aprite un file, uno qualsiasi. Bianco. Provate a scrivere corporate blog. Fatto?
Cosa leggete? Esatto, lì sta la risposta.
Non è un gioco, non è una battuta.
Ma è proprio in quell’ostinato Corporale che Word fa di tutto per non lasciarvi correggere, perfetto e inumano come un qualsiasi programma, il senso del nostro blog. Del nostro blog inoltre, vien da dire.
Corporale è l’approccio. Con tutti i sensi. Con tutte le vene. Con tutti i muscoli. Con tutte le ossa. Con tutto il fiato.
Con la viscerale curiosità che ci anima.
E che condividiamo con Riccardo, Andrea, Luigi e il Word intero.
Uno di due
Pubblicato da Alfredo
Doveva capitare ed è capitato.
Una di quelle scenate cui avevo assistito (ma tanti anni fa, davvero tanti…), in cui le voci dei due si accavallavano, quasi a salire in cielo.
I due erano, solitamente, dipendente e titolare.
Allora, non ero né l’uno né l’altro.
Collaboravo.
Oggi, invece, è stata la mia voce a salire.
Rincorrendo quella di Laslo.
Davanti a tutti, dicendoci tutto.
Non è stato un bello spettacolo ma, si sa, non sempre riusciamo ad essere buoni registi di noi stessi.
Doveva capitare, è capitato, spero non capiti più.
Un dipendente che va via dopo un mese e poco più, è una sconfitta amara. Ma ci sta, di perdere, quando si decide di vivere mettendosi in gioco.
Senza rinunce.
E un corporate blog serve anche a questo. A trasmettere la dolorosa sensazione di una sconfitta.
In attesa di domani. Sarà un altro giorno. Sarà un altro post.
Fotoprix e il mondo imperfetto
Pubblicato da Vittorio
Permettete? Un pensiero imperfetto.
Non posso trattenermi dallo scrivere un post su questo straordinario video trovato su iLoveGreen. Perfetto per concept, realizzazione, claim. C’è poco da dire, è geniale.
ILoveGreen è il modo di vedere il mondo della grafica filtrato dagli occhi di Paolo Palladino art director di Dixi Studio, emergente studio di progettazione grafica di Salerno.
Fotoprix ‘fotos’ from Vestida para rodar on Vimeo.
I Metallica potrebbero suonare Tchaikovsky
Pubblicato da Francesco
Era il lontano ‘99 quando per la prima volta ho ascoltato un pezzo di “musica classica”, ma non ne sono diventato un fan accanito. A crescere con il grunge, si dimentica la bellezza delle sonorità pure, ma poi quando meno te lo aspetti la vita ti sorprende. Nuovo film. Il concerto. Metallica? No Tchaikovsky. Ecco lo sapevo, la mia cultura musicale questa volta non sarebbe servita a nulla. Con Elliot era andata alla grande, il soul anni ‘70 era servito per Zinos, ma come avrei potuto “rappresentare” Andreï? Non mi ero preoccupato, tanto l’avrebbero assegnato ad Ignazio. Lui è l’amico di Socrate, lui è il musicista, lui modula la voce, lui sarebbe stata la persona giusta.
Le cose nella vita vanno sempre diversamente. Andreï si sarebbe fatto conoscere attraverso le mie dita. Avrebbe fatto conoscere al web la sua vita, le sue disavventure, le sue passioni, il suo amore.
A prima vista è difficile fidarsi. Sembra solo un’altra trovata commerciale. Un altro medium sfruttato per introiti economici. Un’altra rottura.
Non è solo un’altra comunicazione.
La “personificazione del brand” è qualcosa che richiede tempo. Documentazione. Ascolto. Visione. Devi entrare nel personaggio. Devi far tuoi quei valori. Devi provare quelle emozioni. Il metodo Stanislavskij applicato al marketing, per renderti credibile.
La community ti accoglie a braccia aperte, ma devi guadagnarti il rispetto, l’attenzione, il retweet degli utenti. Gradualmente entri nelle liste di musicisti, cultori ed estimatori della materia. Dialoghi con loro. Ti arricchisci grazie a loro. Diventi uno di loro. Costantemente aumenta la stima nei tuoi confronti e con essa la visibilità. Tutti sanno che quell’avatar è irreale, che quell’avatar è solo un’entità, che quell’avatar è brand, ma nessuno ne ha paura.
La personificazione del brand, attraverso le community, è accettata perché fornisce dei volori, delle conoscenze ed è aperta al dialogo, al confronto, alla relazione. Essa è parte della community. Essa è comunicazione 2.0
Tempi moderni
Pubblicato da Chiara
Il web è caratterizzato da quell’esperienza comunemente nota come serendipity. Oggi, alla ricerca di spunti per l’elaborazione di un modello teorico di analisi, mi sono imbattuta in un sito dal nome simpatico Io pubblicità. Il Gruppo Telecom ha creato un asse strategico tra Tim, Virgilio, Corriere della Sera e il servizio telefonico 1254 per creare delle campagne di comunicazione fai da te. In pochi clic si può acquistare un pacchetto di spazi pubblicitari sui differenti canali. Scelgo la soluzione che più mi gratifica, una soluzione full mi costa circa 9.000€ , passo al carrello, dati della carta di credito e la mia campagna, in pochi giorni, è già sul web. La promessa è forte, pochi passaggi per lauti guadagni. Chissà. Io rimango perplessa. Non mi spaventa tanto l’automazione del nostro mestiere, anche se il pensiero a Charlie Chaplin in Tempi Moderni è stato immediato, quanto la velocità d’azione. Li ho contati, sono tre clic. Tre clic che devono riassumere l’analisi di posizionamento, la strategia, l’idea, l’obiettivo, il target, gli strumenti, il confronto. Ma questo è ancora nulla se, tra un clic e un altro, ci si sofferma ancora qualche minuto a meditare. La differenziazione. Dov’è la specificità di ogni campagna? Con tre clic si generano una serie di campagne clone, tutte uguali, stessi mezzi, stessi formati, a soli 9.000€. Incredibile, ma vero. Come si concluderebbe la migliore delle televendite. Che dirvi. Signori venite da noi, per metà di quel prezzo, vi incontriamo anche due volte a settimana, studiamo il vostro brand, realizziamo una strategia specifica, potete anche chiamarci per dire che non vi piace.




