alessia feola estrogeni

Musica per le nostre orecchie

Alessia the second

By Alessia the second
Published 9th July, 2010

È passato quasi un mese ma nonostante ciò, il Wind Music Awards si fa ancora sentire in rete. Segno di un evento musicale degno di nota, che ha emozionato 25.000 spettatori all’Arena di Verona e più di 2 milioni telespettatori sintonizzati ad ogni puntata su Italia 1, per potersi emozionare di fronte agli artisti preferiti.
Tutto è iniziato martedì 26 gennaio. Siamo stati chiamati da Wind, in fase di gara (di cui siamo, poi, risultati vincitori), per presentare un piano di comunicazione finalizzato al lancio e alla promozione on line di questo grande evento della musica italiana.
Il progetto, studiato per esaltare le potenzialità di tutti i settori dell’agenzia, è nato dall’ideazione di un claim posizionante quanto aspirazionale – Sulle tracce delle stelle (grazie, Matteo) – che è stato l’elemento portante di tutta la nostra comunicazione. Le tracce audio, le stelle e i colori brillanti, ripresi poi su tutta la comunicazione dell’evento, anche nell’allestimento del palco, sono stati gli elementi grafici che ricorderanno il WMA 2010.
È stato un lavoro che ha comportato la necessità di  un continuo confronto tra diverse professionalità e soggetti interessati, da noi a Wind, fino alla società organizzatrice dell’evento.
Da account ho seguito tutto l’evento, affezionandomi al progetto e facendo anche amicizia con i fan del WMA. Prima di tutto, abbiamo realizzato il sito ufficiale, aggiornandolo prontamente all’arrivo di ogni news (la grafica è stata persino riportata su diversi blog http://bit.ly/b7CDbi http://bit.ly/9wkUqa http://bit.ly/cGF94Z http://bit.ly/bexmTQ http://bit.ly/b5l2Ui http://bit.ly/bQpxna http://bit.ly/cZqRkc); in seguito, abbiamo svolto una mirata attività di PR online (grazie a Francesco, Ignazio e Vittorio), creando inoltre profili sui principali social network. Il tutto, supportato dal contest, che Wind ci ha affidato nel suo complesso, dall’ideazione alla gestione, anche burocratica, che si è rivelato un elemento di forte appeal garantendo al sito oltre 26.000 visualizzazioni. Quasi 2.000 utenti hanno giocato per aggiudicarsi uno dei cento biglietti d’ingresso omaggio e vincere il premio tanto ambito: un pass per assistere alle prove pomeridiane e visitare il backstage.
Il successo del concorso e di tutta l’operazione è stato ottenuto, oltre che per l’incisivo contributo di progettazione grafica (Agostino) e sviluppo (Albino), anche grazie al tematico, costante e talvolta immaginifico lavoro di content management (Alessia, cioè io).
Non è, dunque, un caso che la pagina del sito che ha ottenuto maggior successo sia stata quella dedicata alle news (notizie ma anche video, foto, testimonianze), con oltre 60.000 view, seguita dal divertente video del baronetto Jean Claude, realizzato da Marcello Cesena in esclusiva per Wind e la kermesse.
La sorgente di traffico che ha generato maggiori visite uniche è stata Facebook, che con i suoi 2.640 fan, ha portato più di 4.500 visite al sito, segno di una riuscita attività di promozione e interazione con gli utenti.
In totale, il sito ha raggiunto oltre 110.000 visite uniche e più di 340.000 visualizzazioni di pagina, lasciando in noi un’eco di suoni e divertimento.

Fenomeno e fenomenologia di Draquila

Alfredo

By Alfredo
Published 25th June, 2010

In slideshare, condividiamo integralmente il contenuto di Effetto Draquila. I dati sono aggiornati al 16 maggio (da allora, fortunatamente, sono cresciuti), resta forte il senso di un’esperienza ampia, profonda, appassionante, importante. Buona lettura. A partire da queste considerazioni personali.

Epistemologicamente, Draquila nasce intorno agli inizi di marzo del 2010.
Il tre marzo, con un post sul proprio blog dal titolo Tototitolo, Sabina scrive: “allora è ora di trovare un titolo al film vi va di contribuire al brain storming? è vero il film non lo conoscete ma ve lo potete immaginare tema: raccontare l’aquila per raccontare l’italia. vi dico i titoli che mi sono venuti in mente fino ad ora per darvi una traccia
ESSI VIVONO
PUS PUS
DOVE VOLANO GLI SCIACALLI
L’AQUILA E LO SCIACALLO”.
Si scatena la caccia al titolo. 105 commenti, argomentati e appassionati.
Si parte da tor100, che suggerisce “Dove volano gli sciacalli!”, per finire con Mino_P, che scrive “L’Aquila spennata volava sul G8”.
A metà sondaggio, il quattro marzo, interviene ancora Sabina: “mi piace I CACCIATORI DI AQUILANI! E anche tanti altri va da sé. adoro questa partecipazione sul titolo! grazie! …secondo me ancora non ci siamo ma ci sono tutte le premesse. in realtà la parodia di un titolo già esistente è poco efficace dobbiamo trovarne uno nostro giuste le parole sciacalli e sinonimi, lo sgretolarsi del paese, lo sciame insomma verrà”.
Si continua così, per circa venti giorni e 268 interventi.
Finché Sabina, dopo un iniziale tentennamento (dal post La decisione, del 12 marzo: ci vuole qualcosa che sia ironico ma forte adeguato agli argomenti”), il 25 marzo annuncia il titolo.
Esattamente, Ordinanza 3838: habemus titolum: “allora dopo avere attentamente esaminato le proposte del sopradetto blog nelle date sottocitate a latere delle considerazioni di carattere politico amministrativo idrogeologico e di compatibilità ambientale visti gli articoli 57, 5859, 12 e 12 bis in deroga alle norme che vincolano la consequenzialità, che proteggono l’analisi logica e quella grammaticale, le norme dell’educazione, del rispetto degli anziani e dei minori, in deroga alle leggi di gravità e alle successive modifiche, in deroga al divieto di ubiquità, onnipresenza veggenza e
teletrasporto molecolare e successive modifiche il potente movimento di correnti scaturito
dal brain storming della rete ha battezzato questo film
DRAQUILA L’ITALIA CHE TREMA
da una rapida indagine risulta che sia la prima volta che un titolo viene scelto su internet. complimenti a tutti nella speranza che il film sia all’altezza di come ve lo siete immaginato”.
L’autore di Draquila, per la cronaca, è Il Mago di Oz.
Draquila non ha una forma fisica particolare.
Draquila non è una persona precisa (sarà divertente, in seguito, notare come la vetta del box office a un certo punto si trovi presidiata da titoli come Robin Hood, Iron Man, Draquila… un fumettificio).
Draquila è una sensazione, un riferimento, una certezza. Suono allusivo, tipico di questi tempi difficili, incerti, fintamente condivisi.
Ma Draquila è anche un’esperienza tenace, coerente, concreta (e riuscita) di condivisione e partecipazione, attraverso un uso sapiente e voluto della rete.
L’io digitale che è un noi sociale e il noi sociale che è un io digitale. Fenomeno e fenomenologia, dunque. Minoranza che si fa maggioranza. Coscienza e conoscenza.
Per questo, penso che Draquila sia nato quel giorno di marzo esclusivamente per i motori di ricerca (dal 25 marzo, 1.800.000 risultati prodotti per la ricerca “Draquila”).
Per la storia, c’era. Per la cronaca, c’è. Per la vita, ci sarà.

L’anima delle bambole

Alessia the second

By Alessia the second
Published 16th June, 2010

Ci rimasi male quando quel giorno da piccola scoprii che i capelli tagliati della mia barbie non sarebbero più ricresciuti. Quel giocattolo, come tutti gli altri, era per me come un amico, un confidente.
Ogni bambino impara dal proprio gioco, grazie al quale riesce già dalla prima infanzia ad interrogarsi sui ruoli sociali. Il pupazzo diventa la sua storia e con esso inventa la storia e cresce. Così il bambino attraverso la trasposizione simbolica dell’io nel gioco, impara quali sono i valori sociali.
Il pupazzo è inoltre lo specchio della nostra società, non è un soprammobile privo di anima ma diventa un feticcio negli occhi dei bambini. La barbie rappresenta il desiderio delle bambine di diventare grande, donna. Vincenzo Capuano, docente di Storia del Giocattolo, afferma che i giochi  sono serviti anche a veicolare veri e propri messaggi ideologici; la barbie è nata per “contenere” in sé il modello tradizionale della buona madre che deve prendersi cura della sua famiglia. Negli anni’20  la Lenci produsse le bambole “maschiette” con i capelli corti che rischiarono di essere vietate dal regime fascista; erano infatti giocattoli troppo lontani dal perbenismo di allora, ma fu grazie alla produzione del pupazzo “il piccolo balilla” che si trovò un accordo per vendere queste bambole. La storia del giocattolo (materia che ho scoperto solamente questa mattina) è quindi anche storia della cultura e dell’economia, quale sarà la bambola del futuro?
La barbie 2.0 è già online da qualche anno.

Ignari untori

Francesco

By Francesco
Published 10th February, 2010

Questo post inizia con un’immagine. Un frame della vita aziendale, che stamattina è iniziata con un vuoto virale. Le ore notturne, che dovrebbero portare consiglio, hanno decimato l’agenzia. Un movimento virale, partito dall’untore anonimo, ha raggiunto la maggioranza.
C’è chi ha iniziato alle 2.00 per ritrovarsi con una flebo alle 7.00  e chi ha tentato di resistere al virus, per poi arrendersi e tornare a casa. Tutti vittime ignare dello stesso virus, tutti portatori che mutano gradualmente in untori. Tutti ignari del più grande Virale di Estrogeni.
Un saluto a tutti coloro i quali si sono immolati per la Comunicazione.

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