alessia feola estrogeni

Questa non è solo American Life

Alessia the second

By Alessia the second
Published 13th December, 2010

30 anni: l’età in cui si matura, si cresce e si fanno i più grandi progetti della vita.
È l’età in cui si pensa a creare una famiglia e si riflette sul futuro, con o senza avere le condizioni economiche per farlo. “Away we go” in Italia “American Life“, un film che fa riflettere, una storia d’amore tra due fidanzati perfetti che iniziano ad affrontare la vita. Una coppia che per il proprio nascituro vorrebbe il meglio e così, delusi da genitori che giunti alla vecchiaia pensano a godersi la pensione, decidono di scappare, di allontanarsi da quella realtà che non gli appartiene.
I due affronteranno diversi viaggi, rincontreranno vecchi amici e parenti ma per loro sarà difficile riuscire a trovare la serenità. Durante i loro viaggi ritroveranno cari stravaganti, ben lontani dalle famiglie”normali”, ma in fondo cos’è la normalità?
Hippie contrari all’uso della carrozzina, mamme che si lamentano e prendono in giro figli obesi e papà che vivono alla giornata.
Una storia d’amore con una vena di ironia che, tutto sommato, può aiutare ad affrontare le difficoltà della vita.

Sammy e la Nostra Avventura

Alessia the second

By Alessia the second
Published 19th November, 2010

Sicuramente in questi giorni vi sarà capitato di essere invasi su facebook da una serie di avatar con icone di cartoon. Sembrerebbe che questa iniziativa abbia un nesso con le Giornate sui Diritti dell’Infanzia.
Il 20 novembre del 1995 fu infatti ratificata la Carta dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e, durante questi giorni, si sta facendo il punto della situazione sulla lotta a favore dei bambini. I cartoni animati, se da una parte sono rivolti ai più piccoli, dall’altra anche l’adulto li ricorda con nostalgia e quindi gioia, proprio perché sono un ricordo dell’ infanzia. Ma in fondo, ognuno di noi coltiva quella sfera emozionale e ludica che ci caratterizza.
Proprio in questi giorni, abbiamo iniziato a lavorare per lanciare un cartone animato della Eagle Pictures: “Le Avventure di Sammy” in 3D, in uscita il 22 dicembre. La storia racconta di una piccola tartaruga alle prese con i pericoli del mare, in cerca del suo amore passato. Una storia per i più piccoli che insegna ad amare la natura, in particolare il mare e sensibilizza sugli aspetti legati alle tematiche ambientali. Sammy è anche un cartone per grandi, un cartone tenero e divertente che piacerà anche ai genitori, dato che è il primo film realizzato con una tecnologia in 3D, adatta anche ai più piccoli.
Per sostenere Sammy, abbiamo realizzato la sezione blog e giochi sul sito ufficiale. Il blog sarà lo strumento attraverso il quale i bambini potranno avvicinarsi ai temi ecologici, come il riciclo, il risparmio, le energie rinnovabili, oltre a scoprire il mondo di Sammy, il mondo delle tartarughe marine. Tra i giochi che abbiamo realizzato in flash, non posso che citare il “Quiz sulla natura”, adatto ai più piccoli e “Senza Fiato”, il gioco che sta piacendo anche ai più grandi, dove Sammy deve mangiare più gamberetti possibili, prima di venire catturato dagli squali. Il gioco è infatti la modalità attraverso la quale i bambini possano avvicinarsi alle tematiche ambientali e contemporaneamente conoscere, come in questo caso, i cartoni animati. E voi, quanti gamberetti riuscite a mangiare?

Due palleggi allo Iab

Alessia the second

By Alessia the second
Published 4th November, 2010

Sveglia prestissimo, maxicamminata ed eccoci davanti al Forum di Milano. Una struttura grandissima con molte sale e stand di portali “amici” e agenzie di comunicazione. Estrogeni era lì, pronta a parlare, confrontarsi, ascoltare e apprendere tutto, oltre a prendere di tutto. Appena arrivati, infatti, siamo stati assaliti da persone che distribuivano brochure, riviste e gadget. La nostra prima tappa è stata la sala convegni, ascoltando l’introduzione di Roberto Binaghi, presidente dello IAB Italia. I primi dati divulgati, hanno riguardato l’evento: 10.000 iscritti, 300 giornalisti e 5.000 mq di esposizione. Binaghi ha affermato che il mercato pubblicitario ha segnato, nel 2010, un incremento del 15%, seguito da periodici (8,6%) e radio (7,4%). 24 milioni di utenti si sono connessi a settembre mentre i social network hanno raggiunto gli 8,9 miliardi di pagine viste al mese, con un tempo di permanenza medio di 7,30 minuti a utente. Lo smartphone sta registrando sempre più un aumento d’utilizzo, seguito dal tablet. Per quest’ultimo, non ci sono dati ufficiali sulle statistiche di utilizzo ma si stima che, nel 2014, lo utilizzeranno 210 milioni di utenti nel mondo. Tuttavia, Binaghi ha affermato che sono ancora poche le aziende che investono su Internet e ancora meno quelle che fanno sponsorizzazioni su smartphone. L’intervento si è concluso con un video divertente, dove un top manager adulto e uno giovane si incontrano e iniziano a giocare a pallone. Il primo, inizialmente impacciato, riesce piano piano ad imparare dal secondo come si gioca, fino a sfoggiare le sue doti. La metafora del pallone rappresenta la formazione nell’utilizzo di Internet, che deve partire da un interscambio di conoscenze tra giovani – naturalmente, più vicini al mezzo  – ed esperienze aziendali di manager.

I Palloncini Rossi

Alessia the second

By Alessia the second
Published 6th October, 2010

Capita che uscendo da casa per andare alla metro, ti ritrovi di fronte ad una decina di palloncini rossi.
Per un po’ (pochissimi minuti), sono stata assalita dalla curiosità. Il rosso richiama l’idea del pericolo, del sangue, mentre il palloncino ricorda ovviamente l’infanzia, i bambini.
Avvicinandomi sono riuscita a leggere la scritta “Save me” e, sotto, il sito di riferimento all’iniziativa.
Sicuramente i palloncini rossi hanno attirato la mia attenzione anche se, essendo molto alti, mi sono dovuta avvicinare per leggere la scritta! Ho pensato che tuttavia lo street marketing è ancora vivo e in questo caso ha effettivamente funzionato: location perfetta ossia la metro colma di gente, messaggio semplice e impattante. Tuttavia, mi attendevo uno svelamento  dopo qualche giorno e invece mi è bastato aprire il free press “Metro” per comprendere di cosa si trattasse. Oggi è infatti la giornata del “Palloncino Rosso” per dire basta alla mortalità infantile e sconfiggere la malnutrizione, promossa dall’Associazione “Save The Children”.
Il legame tra la Onlus e la Campagna, è riconoscibile anche dalla stessa font utilizzata per il claim “Save me”.
Mi viene da pensare: “Ma i palloncini sono stati usati anche per spostare lo sguardo dei passanti verso l’alto come simbolo di speranza?”.
Every One. Una Campagna semplice e allo stesso tempo impattante.

Il successo delle community da latte

Alessia the second

By Alessia the second
Published 25th August, 2010

Devo ammettere che il marketing mi ha sempre affascinato. Pur avendo scelto una facoltà umanistica, rimanevo colpita  dalle materie economiche e statistiche. Bastava una percentuale, un pi-greco o semplicemente il simbolo della sommatoria a darmi la grinta. “Economia” è stata infatti una delle materie che ha catturato la mia attenzione e proprio oggi, leggendo un articolo di Rob Howard, mi è tornata in mente la teoria del “ciclo di vita del prodotto” dell’economo Philip Kotler. Secondo l’autore, le web community hanno un proprio ciclo di vita: nascono, si sviluppano, crescono e se non “curate” possono collassare. Tra i motivi di maggior collasso è citata l’erronea convinzione del gestore di considerare la sola apertura di una comunità virtuale come il prerequisito di un successo. Purtroppo mi è capitato di vedere profili e pagine aperte e lasciate abbandonate a se stesse, senza la creazione di un forte sentimento continuo in grado di generare interesse e sviluppo intorno alla web community. Un altro motivo di collasso può essere quello di credere che l’aumento  del numero dei membri della web community possa migliorarne il successo. Su quest’ ultimo punto ritengo che bisogna considerare il modo in cui il web community manager cerca i componenti  della rete sociale; nel momento in cui le persone ne entrano a far parte grazie all’instaurarsi del passaparola, il gruppo sarà formato da chi realmente è interessato alla web community. Le comunità virtuali devono essere coltivate e secondo Rob Howard, il successo si ottiene se si creano contenuti, si conoscono i processi di condivisione e se si ha una strategia ben definita. L’obiettivo di un buon web community manager dovrebbe essere quello di raggiungere la fase tanto cara al “Boston Consulting Group“: “Mucca da latte”. Questa è la situazione  grazie alla quale si possono ottenere buoni guadagni con investimenti limitati, grazie alla credibilità e all’interesse che solo un buon web community manager è in grado di dare.

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