Un universo in 140 caratteri
The conversation prism è sicuramente uno degli infografici più conosciuti del e sul web, forse uno dei pochi ad avere anche una voce su Wikipedia. Era il 2008 quando la prima versione del prisma fu rilasciata dall’agenzia JESS3, una versione che da quel momento in poi avrebbe richiesto continue interazioni per renderla veritiera e contemporanea. Una rappresentazione che aiuta a comprendere come si sviluppano le conversazioni on-line tra le persone che costituiscono le comunità virtuali e le reti che collegano questa produzione, continuativa, di contenuti. Una rappresentazione, di antichissima origine, che ha fatto scuola nel veicolare i concetti dell’era del web 2.0. L’ultimo progetto made JESS3, in collaborazione con una delle voci più influenti del web Brian Solis, riguarda uno dei social network più influenti nella comunicazione contemporanea. Twitter ha rivoluzionato il nostro modo di interagire con la community e di fruire l’informazione. Un mezzo, che in meno di quattro anni, ha guidato una riformulazione del modo di fare e fruire l’informazione. Twitter arriva prima di qualsiasi altro “medium”. Questa rivoluzione ha diverse origini (semplicità, hashtag,etc.), ma giocano una parte fondamentale le API rese pubbliche agli sviluppatori, fin da subito. Le Application Programming Interface hanno portato, i 140 caratteri di Twitter, a definire un mondo vastissimo in cui gli utenti della community possono muoversi senza nessun limite. Applicativi esterni che come un sistema solare ruotano intorno all’unico corpo luminoso, senza il quale non avrebbero motivo di esistere. Un perfetto equilibrio che Brian Solis è riuscito a raggruppare in macrogruppi che si “muovono” intorno al fulcro del sistema definendo il Twitterverse.
API per ogni gusto e/o professione. API professionali e non. API produttrici di comunicazione.








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[...] e da accanito follower, non potevo evitare di fargli qualche domanda su questo mezzo che ho tanto osannato. Ecco cosa ci siamo detti in un [...]
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