Un, due, tre (Maria) Stella!
Pubblicato da Alfredo
Un po’ ovunque, ieri è iniziato l’anno scolastico. L’ennesimo.
Un po’ ovunque, ieri, echeggiavano le parole del ministro Gemini. Le ennesime.
Dopo le nuove e coraggiose opinioni espresse sul sessantotto, è stato il turno della scuola.
Il leit-motiv è stato Via i docenti che fanno politica dalla scuola.
Pure questo, profondissimo pensiero.
Ora, dai classici in giù, potremmo a caso tirar fuori citazioni più o meno colte e con esse tenerci a galla giusto il necessario per non sprofondare anche noi.
Più che potremmo, avremmo potuto.
A condizione, appunto, di dimenticare e non valorizzare la nostra, semplice esperienza. Di studenti prima, di insegnanti poi. Ma essenzialmente, di cittadini.
Cos’è, dunque, fare politica, avvocatessa Gelmini?
Cos’è, se non l’apprendere che esiste un altro con cui convivere e le cui ragioni hanno pari peso delle nostre? Cos’è, se non il sapere che non siamo al mondo per caso ma siamo il frutto di secoli e secoli di pensiero, azione, illusione, conquiste, sconfitte e frustrazioni? Cos’è, se non la ricerca della migliore espressione di sé in assoluto e nel mondo?
E cos’è, allora, la scuola se non politica? O meglio, cosa sarebbe la scuola se non fosse politica? E chi dovrebbe farla, all’interno della scuola? I muri? I cancelli? Le palestre?
Dire via la politica dalla scuola, equivale a dire via l’aria dai nostri polmoni. Via i neuroni dai nostri cervelli. Via i muscoli dalle nostre braccia.
Perché la politica è libertà, pensiero, forza.
E allora, penso: non è che per caso sia la politica ad aver bisogno della scuola? Di una buona scuola?
1 Commento »
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Pubblicato il 15 09 2009 alle 3:47 pm
secondo me voleva dire “via dalla scuola i professori che insegnano”. ma si sa, io sono la solita malpensante…