Diaspora* of network
Pubblicato da Francesco
QuitFacebookDay. 31.05.10 il primo ammutinamento in un network. Il maggiore rappresentante della categoria è sotto attacco. I top user non scendono a compromessi e stanchi del modo in cui vengono trattati i dati privati, hanno deciso di abbandonare in massa il social network per eccellenza. Come una stella nana i social network stanno implodendo su stessi. Non sono certo i 23 mila utenti di QuitFacebookDay a spaventare il network di Palo Alto, ma le numerose rettifiche sulla privacy e le scuse pubbliche e private, fanno riflettere. Facebook con i suoi 500 milioni di utenti è una miniera di dati, che vengono venduti profumatamente al miglior offerente. Pura imprenditoria, ma se si considera che questi dati sono prodotti gratuitamente dagli utenti e riguardano i loro dati sensibili, fa storcere il naso a molti. Una politica che potrebbe portare non ad una morte del network sociale, ma solo ad un enorme mutamento. Da un lato chi continuerà ad usare i network centralizzati, e chi si servirà dei network decentralizzati. Mentre i primi si fondano su server di proprietà i secondi non prevedono dei server di proprietà. La politica del protocollo BitTorrent applicato ai social network. Ogni utente sarà server di se stesso e tutto ciò che produrrà nel network resterà di sua proprietà.
Una Diaspora* non degli utenti, che resteranno sempre interconnessi tra di loro, ma della concezione di network. Una mutazione che renderà l’utilizzatore più sensibile nei riguardi della privacy e dei propri prodotti digitali.
Quattro nerd della New York University sono al lavoro sulla nuova visione di network, un open-source che mira a conquistare molti dei delusi da Facebook, sfruttando il decentramento dei server. Una versione beta sarà pronta per settembre, i 10 mila $ richiesti per lo sviluppo sono diventati 190 mila $, e il QuitFacebookDay è vicino. L’era del web 2.0, che tanto ha impiegato per diventare nota a tutti sta per terminare. Siete pronti per il nuovo upgrade?
7 Commenti »
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Pubblicato il 28 05 2010 alle 10:16 am
[...] This post was mentioned on Twitter by Francesco, Francesco. Francesco said: Quando leggi troppo e nello scrivere non esce niente di decente. http://bit.ly/cPqDJn [...]
Pubblicato il 30 05 2010 alle 11:53 pm
Non ci ho capito un’acca, se non sentire (mood?) di disagio. Eppure un saggio contemporaneo disse che la nostra epoca si caratterizza per un accentramento senza concentramento. Un’altro, considerato tra i padri del mondo attuale che mai così poco fanno per gli altri coloro che si avntano di agire disinteressatamente. Nihil novi sub sole.
Pubblicato il 01 06 2010 alle 6:19 am
oggi, primo giugno, giorno uno del PAF (post ammutinamento facebook). è solo onomatopea o è davvero successo qualcosa?
@Giuseppe: un accentramento senza concentramento, è di Sacchi o di Mourinho? due padri del mondo attuale, peraltro pochissimo disinteressati…
Pubblicato il 01 06 2010 alle 10:37 am
Per repubblica non è stato un successo (http://bit.ly/9CBFWw) ma da 33981 “dissidenti” possono partire dei forti cambiamenti.
Pubblicato il 02 06 2010 alle 10:27 pm
Alfredo di certo non si può dire che esci dal seminato. La prima è di Z.Bauman. La seconda di A. Smith. Guarda che sono ambedue molto famose perchè ben descrivono il mondo moderno. La tecnologia inforamtica/elettroncia permette una presa diretta amplificando il potere di chi lo possiede. Le catene di trasmissione si accorciano e la volontà va subito ad effeto
Pubblicato il 03 06 2010 alle 10:20 am
L’accentramento dell’individuo è indipendente dall’utilizzo del mezzo. Solo un’amplificazione accessibile ad un costo minore.
Il decentramento era riferito alla struttura del mezzo. Non ci saranno più server a immagazzinare dati di nostro possesso, ma ogni fruitore sarà proprietario dei proprio contenuti.
Pubblicato il 03 06 2010 alle 12:12 pm
citerei ancora Bauman (da Amore liquido):”l’avvento della prossimità virtuale rende le connessioni umane al contempo più frequenti e più superficiali, più intense e più brevi. Le connessioni tendono a essere troppo superficiali e brevi per condensarsi in legami”. rifletto. non è che forse stiamo assegnando troppo potere alla tecnologia? o forse i legami (e quindi, anche le influenze reciproche) non sono di quest’epoca?