Diaspora* of network

Diaspora* of network

Francesco

By Francesco
Published 27th May, 2010

QuitFacebookDay. 31.05.10 il primo ammutinamento in un network. Il maggiore rappresentante della categoria è sotto attacco. I top user non scendono a compromessi e stanchi del modo in cui vengono trattati i dati privati, hanno deciso di abbandonare in massa il social network per eccellenza. Come una stella nana i social network stanno implodendo su stessi. Non sono certo i 23 mila utenti di QuitFacebookDay a spaventare il network di Palo Alto, ma le numerose rettifiche sulla privacy e le scuse pubbliche e private, fanno riflettere. Facebook con i suoi 500 milioni di utenti è una miniera di dati, che vengono venduti profumatamente al miglior offerente. Pura imprenditoria,  ma se si considera che questi dati sono prodotti gratuitamente dagli utenti e riguardano i loro dati sensibili, fa storcere il naso a molti. Una politica che potrebbe portare non ad una morte del network sociale, ma solo ad un enorme mutamento. Da un lato chi continuerà ad usare i network centralizzati, e chi si servirà dei network decentralizzati. Mentre i primi si fondano su server di proprietà i secondi non prevedono dei server di proprietà. La politica del protocollo BitTorrent applicato ai social network. Ogni utente sarà server di se stesso e tutto ciò che produrrà nel network resterà di sua proprietà.
Una Diaspora* non degli utenti, che resteranno sempre interconnessi tra di loro, ma della concezione di network. Una mutazione che renderà l’utilizzatore più sensibile nei riguardi della privacy e dei propri prodotti digitali.
Quattro nerd della New York University sono al lavoro sulla nuova visione di network, un open-source che mira a conquistare molti dei delusi da Facebook, sfruttando il decentramento dei server. Una versione beta sarà pronta per settembre, i 10 mila $ richiesti per lo sviluppo sono diventati 190 mila $, e il QuitFacebookDay è vicino. L’era del web 2.0, che tanto ha impiegato per diventare nota a tutti sta per terminare. Siete pronti per il nuovo upgrade?

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8 Responses to "Diaspora* of network"

  1. Non ci ho capito un’acca, se non sentire (mood?) di disagio. Eppure un saggio contemporaneo disse che la nostra epoca si caratterizza per un accentramento senza concentramento. Un’altro, considerato tra i padri del mondo attuale che mai così poco fanno per gli altri coloro che si avntano di agire disinteressatamente. Nihil novi sub sole.

  2. Alfredo

    oggi, primo giugno, giorno uno del PAF (post ammutinamento facebook). è solo onomatopea o è davvero successo qualcosa?
    @Giuseppe: un accentramento senza concentramento, è di Sacchi o di Mourinho? due padri del mondo attuale, peraltro pochissimo disinteressati…

  3. Per repubblica non è stato un successo (http://bit.ly/9CBFWw) ma da 33981 “dissidenti” possono partire dei forti cambiamenti.

  4. Alfredo di certo non si può dire che esci dal seminato. La prima è di Z.Bauman. La seconda di A. Smith. Guarda che sono ambedue molto famose perchè ben descrivono il mondo moderno. La tecnologia inforamtica/elettroncia permette una presa diretta amplificando il potere di chi lo possiede. Le catene di trasmissione si accorciano e la volontà va subito ad effeto

  5. L’accentramento dell’individuo è indipendente dall’utilizzo del mezzo. Solo un’amplificazione accessibile ad un costo minore.
    Il decentramento era riferito alla struttura del mezzo. Non ci saranno più server a immagazzinare dati di nostro possesso, ma ogni fruitore sarà proprietario dei proprio contenuti.

  6. citerei ancora Bauman (da Amore liquido):”l’avvento della prossimità virtuale rende le connessioni umane al contempo più frequenti e più superficiali, più intense e più brevi. Le connessioni tendono a essere troppo superficiali e brevi per condensarsi in legami”. rifletto. non è che forse stiamo assegnando troppo potere alla tecnologia? o forse i legami (e quindi, anche le influenze reciproche) non sono di quest’epoca?

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