Suicidio collettivo
300km da percorrere il 27 dicembre possono essere noiosi, sia per i postumi natalizi, sia per la scarsità di luce. Possono esserlo, ma se la quantità di zuccheri assunta è cospicua, si può anche ragionare. La tematica non è definita a priori, forse nemmeno a posteriori, lo scopo è riflettere o almeno provarci. Avendo una compagna di viaggio, sempre pronta a partecipare, ogni tragitto frutta qualche considerazione/collisione. Gli ultimi 300km, ci hanno portato a considerare la capacità degli individui di analizzare la realtà circostante, sulla loro capacità/volontà di informarsi e di approfondire le tematiche. Una carenza di capacità/volontà, dovuta essenzialmente alla mancanza di curiosità. Questo desiderio di conoscenza, latente o spiccato, è ciò che ha portato l’essere umano ad evolversi. Una curiosità, che ci permette di essere ciò che siamo.
La riflessione, come accade spesso, non ha portato a risultati concreti, ma a contrasti, vuoti e silenzi. Ovvero ciò che genera riflessioni ulteriori. Un ciclo continuo, vizioso, psichedelico.
Poi una sera accendi la tv, canale 5, il GF. I tuoi neuroni iniziano a suicidarsi. Assisti ad una scena che ha dell’incredibile, “uomini e donne”, urla, abbracci, pianti, pensi sia morto qualcuno e ti chiedi perché Maria De Filippi si sia messa a girare il nuovo Saw. Non è un horror, non dovrebbe essere una fiction, ma un reality. Ed è proprio questo che ti fa venire i brividi. Questa è la realtà? Questa è la vita? Questa è la mia generazione?… ti fermi… prendi il telecomando… cambi canale. Film. Un acrobatico Jet Li, capace di recitare una parte drammatica. Pensi.
I media sono questi, belli perché vari. Capaci di offriti una grande quantità di materiale, che ognuno è chiamato a scoprire, selezionare e approfondire. Anche nel fruire un mezzo, ipodermico sotto alcuni aspetti, come la tv, c’è bisogno di curiosità. Occorre lasciare attiva questa curiosità, intrinseca nell’uomo, anche quando si è alla ricerca del dovuto riposo.
Avevo intenzione di citare la teoria del frame, di Erving Goffman e il No sense of Place, ma condividere un suicidio collettivo, potrebbe scaturire maggiore curiosità.







Franco, prima di tutto, grazie per avermi dato la possibilità di vedere un po’ di GF in orario di lavoro………………….
Scherzi a parte ragionavo (aspetto la battuta di Alfredo quando leggerà il commento) sulla capacità del telecomando di accordare tutta la varietà mediatica di cui parli. Grazie ad esso, ognuno costruisce il proprio tempo dell’infotainment. Lo si potrebbe considerare come uno strumento di montaggio, in cui si mette in serie ciò che soddisfa la propria curiosità.
Molte persone sostengono che “il GF è stupido, ma dopo una giornata pesante ti rilassa perchè consente di non impegnare il cervello in nessun modo”. Io sostengo il contrario ed appoggio, sostanzialmente, quello che tu dici, anche perchè ormai, dopo il lavaggio del cervello che il sig. Berlusconi ci ha fatto, non possiamo dare più nulla epr scontato.
Tuttavia, e qui la smetto di fare il tipo impostato, li odio tutti e mi fa davvero incazzare non tanto quello che propinano, ma gli effetti sui mentalmente fragili esserini che sono i dodicitrediciquattordiciquindicisedicidiciassettediciottenni allo sbaraglio, prodotti della società berlusconiana di cui sopra!
Il fatto è che siamo impotenti e l’unico sfogo è un post su un blog… Attento, che fra poco ti tolgono anche questo! :)
Un altro, interessante punto di vista. Non dovrei essere io a dirlo ma questo blog sta diventando sempre più interessante. Coglie quando non anticipa, immagina quando non vede. Bravi tutti!
http://tinyurl.com/yeeg93h
Quando c’è il calore interiore può accadere anche questo. :)