Non voglio mica la luna
Pubblicato da Alfredo
Stimolato da un intervento di Remo Bodei sul Sole 24 ore di ieri, volgo ad altezza uomo il mio pensiero in occasione dei quarant’anni dall’allunaggio del 1969.
Metto insieme un po’ di sensazioni, le inquadro nell’ottica del desiderio, ne traggo qualche barlume di speranza.
Il merito è di Barack Obama (chi altri?), che riesce ad emozionarmi ogni qualvolta parla in pubblico e freddamente analizza e caldamente comunica e fortemente sprona. Al sogno e alla possibilità. Come un papa laico. Un’autorità religiosa che prende (e dà) forza dalla propria vita e non ne fa mistero.
Non so perché (penso, forse, alla realtà italiana?), mi viene in mente quel sonetto di Dante che ci davano da leggere e mandare a memoria al ginnasio. Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io fossimo presi per incantamento…
So invece perché mi vengono in mente le parole di Neil Armostrong. Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità.
Leggendo il discorso tenuto dal presidente degli Stati Uniti a New York, per i cent’anni della Naccp.
“Negli Stati Uniti d’America non deve esserci posto per i pregiudizi. Questa è la nostra responsabilità di capi. Ma questi programmi innovativi, queste opportunità allargate di per sé e da sole non faranno la differenza. Ci serve una nuova mentalità. Dovremi dire ai nostri figli: sì, se sei afro-americano le possibilità di crescere tra criminali e gang sono sicuramente maggiori. Sì, se vivi in un quartiere povero, dovrai affrontare pericoli e minacce… Ma queste non sono buone ragioni valide per avere brutti voti a scuola, o per bigiare la scuola, o per abbandonare la scuola rinunciando a farti un’istruzione. Nessuno ha scritto il tuo destino per te. Il tuo destino è nelle tue mani: non dimenticarlo. Non ci sono scuse. Non ci sono giustificazioni. Fatti un’istruzione: tutte quelle difficoltà ti renderanno soltanto più forte, e maggiormente in grado di competere. E per quanto riguarda i genitori, non possiamo dire ai nostri giovani di andare bene a scuola e poi non aiutarli quando tornano a casa. Voi genitori non potete esimervi dal fare i genitori. Perché i nostri ragazzi eccellano, dobbiamo assumerci le nostre responsabilità e aiutarli a imparare. Questo significa mettere via l’Xbox, mandarli a letto a un’ora ragionevole. Significa anche spingere i nostri figli ad avere ambizioni più alte, a guardare più lontano. Si tratta di un sogno semplice, eppure è un sogno che per troppo tempo è stato negato ed è tuttora negato a molti americani. Io sono stato cresciuto da mia mamma, una ragazza madre. Non provengo da una famiglia ricca. Ho avuto la mia buona dose di problemi da piccolo e la mia vita in qualsiasi momento avrebbe potuto prendere una piega negativa. Io però ho avuto dei freni e tanti paletti. Mia madre mi ha dato amore, mi ha spinto sempre avanti, si è interessata ai miei studi, mi ha insegnato a distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Grazie a lei, ho avuto l’opportunità di ottenere il massimo dalle mie chance e la chance di ottenere il massimo dalla vita… E tra altri cento anni, si dirà che questa generazione fece la sua parte, che anche noi avemmo la meglio nella nostra sfida, e che pieni della fede che il nostro cupo passato ci ha insegnato ad avere, pieni della speranza che il presente ci offre, noi vedemmo sorgere, nelle nostre vite e in tutta la nostra nazione, il Sole di un nuovo giorno appena iniziato”.
Ottimisticamente, ci diamo appuntamento a tra quarant’anni. Senza facili pregiudizi né facilissime compassioni. Semplicemente, con ambizione e coraggio. Protetti dalla luna.
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