Noi siamo noi
Sabato sera, le dieci più o meno, piazza Galeno, io e Daniela.
Passeggiamo, quasi a decomprimere le emozioni vissute a Grosseto per e con Equitalia.
All’altezza del villino che ospite (immagino) la residenza del comandante della Guardia di Finanza, ci appare davanti un uomo sulla sessantina, madido, stanco, perso.
Con la sinistra, trascina una valigia. Con la destra, regge una borsa porta pc.
Si ferma, è spaesato.
Caccia dalla tasca un bigliettino, su cui ha segnato la prenotazione per un albergo.
Hotel Iris, via Treviso. Conoscete? In spagnolo.
Io penso di averlo sentito nominare, dev’essere da quelle parti. Lì, più avanti.
Del resto, abitiamo da anni a piazza Bologna, tra vie e viali di città.
Neanche il tempo di fermarci a pensare, che s’avvicina il finanziere di guardia che ci chiede se abbiamo bisogno di qualcosa.
Diciamo, sì. Il signore ha bisogno di conoscere dov’è via Treviso.
Nessun problema, prendo lo stradario e controllo.
Nel frattempo, mi ricordo dov’è la strada, sì, dalle parti di piazza Salerno. C’è anche l’autofficina Volvo, dove facciamo il tagliando alla macchina.
Mi avvicino alla garitta, faccio segno al finanziere che è tutt’ok, diciamo al turista di seguirci.
E lui, con fiducia ma circospezione, ci segue.
Tiene stretta al braccio la borsa, trascina a fatica la valigia.
Con Daniela, ci chiediamo con lo sguardo se per caso ha paura di noi. O piuttosto, della situazione.
Decidiamo di scambiare due chiacchiere, scopriamo – strada facendo – che è peruviano d’origine ma vive a Madrid ed è a Roma per una piccola vacanza. Non solo. Com’è piccolo il mondo, il nonno è di origine napoletana e il suo cognome è Senese.
Chi ci avrebbe mai pensato?
Deviando dal nostro percorso immaginato, arriviamo a piazza Salerno. Però, no, la via che pensavo è invece Imperia. Dove sarà Treviso?
Vedo un uomo e una donna vicino alla propria macchina armeggiare con un’iPhone. Stanno anche loro cercando un indirizzo, gli chiedo informazioni. Lui, molto gentile, decide di chiudere con la propria ricerca e procedere con la nostra.
Allora, via Treviso è avanti a sinistra. Nord-est. Proprio come sulla cartina.
Ringraziamo, procediamo.
Girando attorno all’edificio che abbiamo sulla destra, giungiamo a via Treviso. Al civico 38. Hotel Kriss (non Iris).
Facciamo per salutare il nostro compagno di viaggio, quando ci ferma.
Restiamo sorpresi. Ormai rilassato, poggia la borsa sulla valigia e infila la mano destra nella giacca, altezza cuore. Una pistola? Dieci euro di mancia? Un altro indirizzo da cercare?
Nulla di ciò. Con un sorriso, estrae un biglietto da visita e ci dice, la prossima volta che capitate a Madrid cercatemi. Sarò contento di portarvi in giro.
Salutiamo e andiamo.
L’altra mattina, sotto la doccia bollente, pensavo che bella metafora! Ma siamo noi!
Piazza Galeno è il 2003.
Il turista spagnolo è Vivadolce, Elmeco, Apurimac, Italsime, Greenpeace, Auser, Wind, Soratte Outlet, Bim, Equitalia.
Il finanziere è la fiducia.
La strada fatta è la voglia di andare.
I due con l’iPhone sono le persone (dipendenti, collaboratori, fornitori) che negli anni ci hanno accompagnato.
Il biglietto da visita è il futuro.
E noi? Noi siamo noi.








La creatività improvvisa della vita è geniale.