Noi, l’Italia di Mike
Pubblicato da Chiara
Caro direttore,
siamo Daniela, Michele, Nicolò e Leonardo Bongiorno. Vorremmo semplicemente ringraziare attraverso il Corriere della Sera le migliaia di persone che in questi giorni, forse senza rendersene conto eppure in modo così naturale, sono riuscite a fare una cosa bellissima: ci hanno fatto sentire parte di una famiglia più grande. Grazie a tutti voi, uno per uno. Siamo certamente meno abituati di Mike a condividere uno stato d’animo con un pubblico: questo sapeva farlo lui, e molto bene. In questi giorni è stato come ricevere indietro da tutti voi, moltiplicato, quello che Mike durante tutta la sua vita ha condiviso con coloro che amava. È il regalo che continua a farci anche ora: l’affetto che si trasmette ritorna sempre.
Sono le prime righe della lettera pubblicata oggi sul Corriere della Sera, dalla famiglia Bongiorno.
Mi viene naturale rispondere sentitamente “Grazie”.
Grazie, perché in fondo un pensiero per Mike ce l’abbiamo avuto tutti, da nord a sud, vecchie e nuove generazioni, websurfer e teledipendenti. Io e mia nonna, cinquantacinque anni di differenza, abbiamo condiviso la notizia della sua scomparsa con lo stesso rammarico. Mike ha unito l’Italia più di quanto abbia saputo fare la politica e alle critiche per i funerali di Stato, rispondo con un sillogismo: se tv = Stato e Mike =tv allora Mike = Stato.
W l’Italia, l’Italia di Mike.
1 Commento »
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Pubblicato il 16 09 2009 alle 2:22 pm
L’essere tutti noi di Mike, la sua italianità (se non, arci-italianità), l’ho colta anche ieri sera, guardando lo spot Vodafone. E pensando, nel contempo, agli spot Infostrada di cui si sente parlare.
Pur non conoscendone la trama , posso dire che da una parte (Vodafone), c’è Facchinetti che introduce nel filone il padre. Una sorta di raccomandazione al contrario. Dall’altra (Infostrada), c’è Mike che introduce il figlio. La vera raccomandazione. Quella che si trova negli ospedali, nelle università, nelle imprse private. E di cui sentiamo parlare tutti i giorni.
Ecco, la serenità e la compostezza e la baldanza con cui Mike assumeva in sé – esplodendoli, in comunicazione – i più avvertiti difetti degli italiani, quelli che difficilmente perdoniamo a parole, lo ha fatto uno di noi. Sempre e per sempre