Man in the mirror
Venerdì 14, in un’area di servizio tra Torino e Bardonecchia, ho acquistato l’ultimo quotidiano italiano prima delle vacanze. Su quell’edizione di Repubblica, si parlava di caldo (oh, yes…), segreto bancario, mondiali di atletica e, nelle pagine della cultura, era presente un’interessante intervista a Goffredo Fofi. A margine della polemichetta tra Scarpa e Scurati, appendice estrema dell’ultimo premio Strega.
Il titolo/argomento, impegnativo, del pezzo era La resistenza alla cultura del narcisismo.
Nell’ondivagare non sempre intrigante tra i bei tempi passati e che mai più torneranno (…) e accenni sempre condivisibili a fenomeni di appiattimento (non solo, letterario), un passo mi ha colpito. Forse, perché direttamente, di più, intrinsecamente rimandava a ciò che svolgiamo ogni giorno (e che, con divertimento, insegno anche).
O forse, perché ci ho intravisto un minimo di supponenza, che talvolta va a braccetto con il narcisismo (a cui si vorrebbe opporre resistenza…).
Lo trascrivo.
Domanda:
…lei dice, non c’è società letteraria. O sbaglio?
Risposta:
Per esserci, insisto, ci dovrebbero essere buoni mediatori. E anche maestri. Che ne so: Calvino o la Morante, Nicola Chiaromonte o Cesare Cases. Invece l’informazione, gli assessori alla cultura, la tv sono delle piaghe. Svolgono un ruolo nefasto che compiace lo smaccato individualismo, il narcisismo diffuso e alimenta le baruffe tra servi. La critica non esiste più, c’è l’accademia, ma la critica militante si è eclissata, sono spariti i recensori, c’è solo la comunicazione pubblicitaria.
Difficile da credere ma è da allora, da quando cioè ho letto queste righe, che il pensiero di riuscire a comprendere e definire cosa sia la comunicazione pubblicitaria, mi accompagna.
Ci ho fatto insieme più di cinquemila chilometri, ho visto bellissime cattedrali e bevuto buonissima birra, ho letto pagine di Saramago e ascoltato poesie di De André ma il pensiero è sempre (stato) là.
Sono sicuro che ci tornerò. Chissà se non grazie (anche) a Saramago e De André.
Non propriamente due narcisisti.







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