La metamorfosi del consumo
Nuovi supporti mediatici veicolano nuove modalità di consumare l’informazione. Multitasking denota il nostro modo di consumare l’informazione. Non siamo più vincolati, ma capaci di usufruire, contemporaneamente di più supporti. L’informazione, ovvero ciò che dà forma alla mente, che la disciplina, che la istruisce, non è prerogativa dei media cartacei. Oggi i media tradizionali come il giornale e la tv non gestiscono più il monopolio dell’informazione, ma questa viene spalmata sui nuovi “sotto-media” generati dal web. Da una recente analisi del Censis emerge che se il consumo della carta stampata a pagamento diminuisce costantemente, quello dei media on-line aumenta. Non si tratta solo di un passaggio dall’analogico al digitale, ma di un vero mutamento del consumo mediatico.
Non è necessario pagare per informarsi. Non è necessario pagare per confrontare le fonti. Non è necessario pagare per comprendere. Anche se qualcuno si muove in senso contrario, in molti hanno compreso che l’informazione non è qualcosa che si può vendere o meglio non lo si può fare direttamente, ma soprattutto che l’informazione è patrimonio di tutti e che tutti possono collaborare alla sua realizzazione/distribuzione. L’informazione non appartiene ai media istituzionali, ma anche un social network può essere adoperato come un media informativo. Può sembra quasi una blasfemia, ma se la maggioranza degli utilizzatori dichiara di utilizzare i social network per mantenere i contatti con gli amici (70.5%), più della metà di essi (41.2%) dichiara di servirsi del mezzo per la lettura delle bacheche personali. Quindi ogni individuo non è solo consumatore ma anche generatore di informazione.
Questa mutazione non sta passando inosservata e le maggiori realtà del web hanno intuito come, in un futuro recente, l’informazione generata dagli utenti sarà il punto di riferimento per la conoscenza.
Google con il suo social search, Facebook con i suoi 300 milioni di utenti. La battaglia è appena iniziata.







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