La lampada di Aladino ha il codice a barre

La lampada di Aladino ha il codice a barre

Vittorio

By Vittorio
Published 27th July, 2010

Permettete? Un pensiero not cheap.

Ho beccato questa campagna su un blog di fiducia (:D) e mi è venuta in mente questa frase di Taiichi Ohno – “Dove non ci sono standard non ci può essere kaizen (miglioramento continuo)”.
Infatti questa è un’idea geniale (figa, brillante, coinvolgente, social, addirittura virale). Comunica un concept semplice. Per Coca Cola probabilmente non sarà stato un problema produrre un distributore grande il doppio di quello standard. Ma avranno, ad ogni modo, dovuto mettere in piedi, o attivare, strutture diverse da quelle consolidate. Quindi, possiamo dire che la sua realizzazione non è stata né semplice, né economica.
Questi sono due attributi, il più delle volte, terribilmente necessari per le nostre idee. Eppure, vediamo in giro campagne complesse che fanno la fortuna delle aziende appartenenti a settori merceologici eteronegei.
Allora mi domando: qual è il limite della complessità? quando bisogna essere hustle (si usa dire) al fine di portare a termine una buona idea?
Probabilmente, il limite è l’errore. Ma senza l’errore non ci sarebbe la diversità.
Forse in questo settore (difficile, competitivo, sempre meno nobile) dovremmo imparare a camminare sulla strada che porta ad un errore.

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3 Responses to "La lampada di Aladino ha il codice a barre"

  1. onorato della tua fiducia :)
    PS: la teoria dell’errore mi piace.

  2. Vittorio

    massimo rispetto :D

  3. Daniela

    l’importante è la strada. e il non fermarsi davanti a vincoli dati. spesso, è proprio dalla limitazione che nasce la creatività. di successo

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