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La comunione spirituale delle comunicazione

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La pausa pranzo è sempre fonte di ispirazione. Nel parlare delle comprensione testuale di un infante, mi è saltata alla mente la grammatica generativa di Chomsky e ho iniziato a visualizzare il diagramma ad albero, ma non testuale con sintagmi nominali, verbali e sostantivi, ma per immagini. Ho pensato come possa comprendere un concetto un bambino, come lo possa fare attraverso le immagine ed è venuta fuori una cosa incomunicabile. Un viaggio mentale, un processo generativo, ma incomunicabile. Fermo la mia immaginazione e torno a lavoro, virtuale. Ed è proprio lì, nel contesto dematerializzato, che salta fuori un vecchio film. Waking life (risvegliare la vita), un film onirico in cui “l’esser sani di mente non è che pazzia tesa al buon uso; la vita da svegli è un sogno sotto controllo”. Un sogno lucido in cui si discute di tutto e si riflette sul senso della vita. Uno dei personaggi si sofferma, in poco più di un minuto, a considerare il senso della comunicazione, di come un individuo si spinga all’uso di simboli morti, inermi, insignificanti per uscire da quell’isolamento dovuto all’incomunicabilità. Questo necrofilo uso dei simboli, deriva dalla paura di fermarsi all’albero d’immagini. La comunicazione, che riusciamo a stabilire con gli altri ci permette di superare la staticità in cui siamo immersi e muoverci verso l’altro, verso l’ignoto, verso le esperienza che modellano il nostro essere. La comunicazione è una sorta di comunione spirituale, una religione, per cui e grazie alla quale noi viviamo.
La comunicazione è il primo e indiscutibile atto di creatività umana.

6 Commenti »

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6 Risposte a “La comunione spirituale delle comunicazione”

  1. Vittorio dice:

    Non so se sono d’accordo con il sunto del discorso del video.
    Se viviamo per sentire la sensazione di essere stati capiti (straordinariamente pura quando la si avverte), cosa capita alle persone che non riescono a farsi capire. Quanto male deve fare non riuscire a raggiungere quell’incastro perfetto che unisce te solo ad un altro solo. Le persone che non riescono a raggiungere l’intesa rimarranno uomini e donne soli?

  2. Matteo dice:

    Sentirti parlare di Chomsky ha un che di tautologico.

  3. Alfredo dice:

    La comunicazione è l’aria che respiriamo. Detto ciò, che t’ha ispirato, la pausa panettone?!…

  4. Francesco dice:

    @Vittorio Potremmo quindi discutere sul fatto che l’incomunicabilità a sua volta genere, non un isolamento, ma un gruppo. Quindi non si è proprio soli nella solitudine delle non-comunicazione.
    @Alfredo La fase digestiva, del panettone e non solo, è iniziata e il tutto potrebbe peggiorare.

  5. daniela dice:

    Sarà che hai capito perchè ci chiamiamo Estrogeni? Comunque, basta mangiare in ufficio!

  6. Francesco dice:

    Sono ancora in discussione con il mio subconscio, anche sul fatto di mangiare (ovunque) :D

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