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Internet non è Facebook

Google Buzz

… ma nemmeno Google. Il più grande motore di ricerca ha perso lo scettro di re delle rete. Per un’intera settimana la home page di Facebook.com è stata visita da più utenti di quella di Google.com. Il sogno di Zuckerberg si sta avverando. Superare Google anche nelle ricerche in rete. Sfruttare le relazioni tra i membri del più grande network mondiale per fornire le stesse ricerche di Google, non servendosi di un algoritmo informatico ma semplicemente degli utenti. Un’idea così banale da risultare semplicemente geniale. Se gli individui si fidano dei loro simili per informazioni e consigli, perché non dovrebbero farlo per il web? Sfruttare non più i consumatori, ma i prosumer. Gli utenti che nell’utilizzare il mezzo lo modificano, lo implementano, lo arricchiscono.
Un co-sviluppatore che nel suo generare contenuti costantemente, rende questo mondo digitale sempre più competitivo di quello reale. Un mondo che non conosce crisi e blocchi, nemmeno nel periodo più cupo dell’economia mondiale. Un mondo volutamente in versione beta, in aggiornamento continuativo e irrefrenabile. Quella e-democracy che spaventa più di quanto possa essere visionaria, di cui alcuni stati chiedono spiegazioni a guru, noi, parte costitutiva e costituente della rete, continuiamo a fornire valori.
Credo nel mezzo. Credo negli utilizzatori. Credo nei social media… visto che ci ho costruito su la mia tesi.

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