Il cinema. La vita
I sillogismi mi hanno sempre divertito, linguistici o logici che fossero. Se A è uguale a B e B è uguale a C allora A e C saranno uguali.
Lo applico alla mia settimana cinematografica appena trascorsa. Se il cinema è la rappresentazione della realtà e se la realtà è la vita, allora il cinema è la vita.
Il tempo scorre con le sue storie, che siano al cinema o che ci appartengano.
Inevitabilmente, durante o al termine di una proiezione cinematografica, si attiva un meccanismo di catarsi e le storie individuali si mescolano alla finzione, senza soluzione di continuità.
Uncle Boonme, Tom e Gerri, Tamara Drewe, Beth, Mary, diventano un frammento del nostro vissuto, ricordi o proiezioni future. Ai personaggi ci si affeziona come alle persone vere.
Il racconto, in qualunque forma esso sia rappresentato, non ci lascia mai indifferenti. Una storia sarà sempre una storia. Sulle pareti di una caverna, nelle pagine di un libro, ascoltata alla radio, proiettata al cinema, vista su You Tube, scaricata sull’i-Pad. La narrazione è il motore del mondo.







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