Il buono, il brutto, il cattivo

Il buono, il brutto, il cattivo

Teresa

By Teresa
Published 26th October, 2009

Eccomi finalmente giunta nell’arena. A quattro giorni dal mio arrivo ad Estrogeni oggi il mio primo appuntamento. Uffici Fox, via Salaria, Roma. Percorriamo la distanza dal parcheggio al palazzo di Sky sotto un sole spietato per essere il 26 ottobre. ‘Magari una volta entrati si starà meglio’ penso. E invece ad accoglierci nella saletta riunioni una temperatura quasi caraibica. Presentazioni di rito. Prendiamo posto. C’è davvero tanta luce nella sala e lo schermo del portatile risulta tutto nero dalla mia prospettiva, ma poco importa il ppt lo conosco, l’ho studiato per bene in questi primi giorni. Alfredo comincia introducendo l’agenzia e tracciando a grandi linee la sua evoluzione nel corso degli anni. Tocca poi ad Agostino, che illustra una selezione di lavori realizzati per conto dei più svariati clienti. Daniela interviene a intervalli, a completare o approfondire quanto detto dagli altri.
È una trama intessuta attraverso scambi complici di sguardi, pause tattiche, battute: tutto per conquistare l’attenzione dei due interlocutori. Un film di Sergio Leone per me che assistevo da un osservatorio privilegiato.
A Londra mi ripetevano fino alla noia che è fondamentale tenere sotto controllo la comunicazione non verbale, la prossemica, la postura, il ritmo, i silenzi, ma io ho sempre pensato che questi elementi funzionino un po’ come le guarnizioni per le torte: un abbellimento per rendere il prodotto più appetibile, non la sostanza.
È la sostanza quella che resta impressa, che stimola l’interesse, che innesca il feedback di chi ti ascolta e che ad un tratto ha fatto esclamare “Bello questo spot!”.
Colpito! La pallottola esplosa ha fatto centro. La parte finale della presentazione infatti vede una partecipazione decisamente più attiva da parte del nostro pubblico.
One shot…sperando di lasciare una bella cicatrice.
Questa volta l’arena l’ho vista da un comodo posto in prima fila. Sto affinando la mia tecnica. Ma presto farò girare anche io lo sperone dei miei stivali da cowgirl,  metterò mano alla fondina, abbassarò il cane e a terrò il dito pronto sul grilletto…sotto a chi tocca!
A quattro giorni dal mio arrivo ad Estrogeni oggi il mio primo appuntamento.
Uffici Fox, via Salaria, Roma. Percorriamo la distanza dal parcheggio al palazzo di Sky sotto un sole spietato per essere il 26 ottobre. “Magari una volta entrati si starà meglio” penso. E invece ad accoglierci nella saletta riunioni una temperatura quasi caraibica. Presentazioni di rito. Prendiamo posto. C’è davvero tanta luce nella sala e lo schermo del portatile risulta tutto nero dalla mia prospettiva, ma poco importa il ppt lo conosco, l’ho studiato per bene in questi primi giorni. Alfredo comincia introducendo l’agenzia e tracciando a grandi linee la sua evoluzione nel corso degli anni. Tocca poi ad Agostino, che illustra una selezione di lavori realizzati per conto dei più svariati clienti. Daniela interviene a intervalli, a completare o approfondire quanto detto dagli altri.
È una trama intessuta attraverso scambi complici di sguardi, pause tattiche, battute: tutto per conquistare l’attenzione dei due interlocutori. Quasi come in un western di Sergio Leone, per me che assistevo da un osservatorio privilegiato.
A Londra mi ripetevano fino alla noia che è fondamentale tenere sotto controllo la comunicazione non verbale, la prossemica, la postura, il ritmo, i silenzi, ma io ho sempre pensato che questi elementi funzionino un po’ come le guarnizioni per le torte: un abbellimento per rendere il prodotto più appetibile, non la sostanza.
È la sostanza quella che resta impressa, che stimola l’interesse, che innesca il feedback di chi ti ascolta e che ad un tratto ha fatto esclamare “Bello questo spot!”.
Colpito! La pallottola esplosa ha fatto centro. La parte finale della presentazione vede infatti una partecipazione decisamente più attiva da parte del nostro pubblico.
One shot: ecco cosa sono le presentazioni, una sola occasione a disposizione per lasciare una “bella cicatrice”.
Oggi l’arena l’ho vista da un comodo posto in prima fila. Sto affinando la mia tecnica. Ma presto farò girare anche io lo sperone dei miei stivali da cowgirl,  metterò mano alla fondina, abbasserò il cane e terrò il dito pronto sul grilletto…sotto a chi tocca!

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One Response to "Il buono, il brutto, il cattivo"

  1. Daniela

    Da oggi sei lanciata davvero!

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