Filtro e criterio

Filtro e criterio

Alfredo

By Alfredo
Published 4th May, 2010

Quando ero giovane…
Meglio, quando la carta d’identità diceva che ero più giovane di oggi (perché oggi, lo sono di più, certo) e passavo i pomeriggi a immaginare rough e leggere Beniamino Placido, avevo due appuntamenti fissi. Il giovedì e venerdì. Repubblica e Corriere delle Sera. Erano i giorni in cui si parlava di lavoro e capitava di leggere quegli articoli altamente dannosi per la salute, in cui si parlava di professioni, possibilità, concorsi per ogni tipo di laurea.
E prendevo a proiettarmi un giorno bancario, l’altro funzionario di chissà quale comune e l’altro ancora giornalista.
Più leggevo e più (non) m’accorgevo di alimentare speranze che mai sarei stato capace di concretizzare. Tali e tanti erano i requisiti richiesti.
Mi è tornato alla mente questa immagine solita di metà settimana, avendo tra le mani nuovamente due quotidiani.
Il Messaggero di ieri, in cui era riportata una tabella sulla disocuppazione giovanile, elaborata dalla Confartigianato. Per i giovani tra i 15 e i 24 anni, il tasso medio nazionale è del 25,4%. Al sud, del 36%. In Campania, del 38,1%. Da brividi.
Il Corriere della Sera di venerdì scorso.
Gentilmente, mia suocera – espertissima in rassegna stampa tematizzata su figlie e dintorni (io sono uno dei due dintorni) – me l’ha messo da parte perché c’era un articolo di Cazzullo sul futuro degli outlet (o forse si preoccupava anche del mio?!… vattelapesca…).
A pagina 41, un trafiletto veramente interessante. Lo leggo e penso, che trovata!
Il titolo è Vuoi un colloquio? Solo se hai 150 amici su Facebook.
Un colloquio. Non già uno stage o ancor di più, un contratto. No, semplicemente un colloquio.
(trascrivo) “…come verificare l’esperienza di un social media specialist se non dal suo profilo su internet? Ecco che Casa.it, tra gli skills fondamentali del suo candidato ideale, ha inserito anche questo: un network di almeno 150 amici su Facebook, 100 contatti su LinkedIn e 50 follower su Twitter”.
Dice Daniele Mancini, ad di Casa.it, “i riscontri sono molto positivi, grazie a questo filtro abbiamo ricevuto circa 300 candidature. Tutte corrispondenti ai nostri criteri di ricerca”.
Filtro e criterio.
È dura dirlo, oggi che sono giovane e ai rough ho sostituito buste paga e preventivi.
È dura dirlo, oggi che i curriculum li ricevo, senza filtro e senza neanche chiederli. Sforzandomi, sempre, se non di rispondere (non ce la faccio, pur sapendo che dovrei), almeno di immedesimarmi in ognuno dei nomi e dei volti (e delle relative scrivanie, con affaccio sul vasto campo del possibile).
È dura dirlo, oggi che, nonostante tutto, non potrei neanche inviare un curriculum a Casa.it (mi mancano circa 30 follower su Twitter… ma potrei proporre un baratto con gli eccedenti amici di Facebook e contatti di LinkedIn…).
È dura dirlo ma l’esperienza (di studente, sognatore, disoccupato, docente, imprenditore) suggerisce che filtro e criterio (in una parola che piace molto anche ad Agostino, metodo) sono – forse – le uniche due possibilità che ancora restano per non perdere la speranza di un mercato del lavoro umano, dignitoso, concreto (tra i giovani, in Italia, al Sud, in Campania). Etico.

Related posts:

  1. È giusto esserci
  2. Lodo re dei soldi
  3. Confessioni di un amministratore
  4. In alternativa

Trackbacks/Pingbacks

Do you have something to say?

Connect with Facebook

Your email is never published nor shared.
Required fields are marked *