È grave
Che si imbrattino con manifesti abusivi spazi regolarmente pagati da inserzionisti. Che lo sfregio sia compiuto in nome di una comunicazione comunque pubblica, ancorché di parte. Che la parte sia sedicente di sinistra (ma qui, la gravità è più che altro una percezione soggettiva). Che nel manifesto in oggetto si parli di cultura. Che tra i relatori al convegno pubblico, sia addirittura segnalato l’assessore alla cultura della provincia di Roma. Che sul fa ci sia l’accento. Grave!
Tutto è questo, è così. Grave, per chi crede nel valore – anche pedagogico – della comunicazione. Grave, per chi crede nel valore – anche comunicativo – della pedagogia.
Detto ciò, diciamo anche noi no al razzismo, ci mancherebbe.








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