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Ancora noi: bastoncini e big babol

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Sull’onda del post di due giorni fa che ha riscosso successo e commenti, e che oggi a pranzo ci faceva parlare di piedone, girella, tegolino e bastoncini fritti, passando per le big babol, ritorno sul tema. Anzi su uno e mezzo. Il mezzo è la segnalazione di un interessante articolo sulla generazione Y, quella che segue la nostra, la X. Ad essi ci lega il senso di nostalgia. Più spauriti di noi, fanno i conti con il passato recente. Ventenni nostalgici, ma di una nostalgia rapida, veloce, istantanea, ventenni da tenere d’occhio. Lettori di Harry Potter si affidano al potere della magia per sfuggire a una realtà di incertezza.L’uno è più metodologico e lo ritrovo nella frase dello stesso articolo: La scoperta, per la gioia dell’industria sempre in cerca di un pubblico nuovo, arriva proprio dal successo di Harry Potter. Banale, ma non scontata. Stamattina mi confrontavo con Alfredo sul fortissimo appeal degli anni ‘80 e sull’apparente totale assenza di strategie di marketing per questo segmento della popolazione.  Da comunicatore mi domando quanto questo target sia influenzabile (ne faccio parte e, come tutti, credo di non esserlo…). Prosaicamente ne traccio un profilo e apro una riflessione, sperando che sfoci in una discussione con i nostri lettori. Profilo: uomo donna, 30/35 enne, vive nelle grandi città (dove è arrivato per studio o lavoro), ha un’interessante potenziale capacità di spesa, viaggia, passa molto tempo fuori casa, si nutre di cultura, sperimenta cucine di tutte le etnie, è radical chic nella scelta degli abiti, attento al benessere del corpo, conosce e pratica filosofie orientali, suona, canta, legge, segue Obama e spera nel futuro. Non guarda la tv. Fa una spesa etica, ricicla, ama le cose semplici e genuine. E, allora, dove forma i suoi gusti? Dove lo si intercetta? Perché indossa le Camper e legge Repubblica? Perché non fuma e beve moderato?
Come si avvicina il ragazzo degli anni ‘80? Il successo è semplicemente il revival? Una semplice replica di quello che ama? O la leva è la rete, come ci ha insegnato l’ultima campagna elettorale americana?
Si attendono confronti.

p.s. Ieri sera a cena con due matematici puri. Mi citano un testo che non conoscevo: Gödel, Escher, Bach: un’eterna ghirlanda brillante. Se dovessi sintetizzarlo in una parola direi contaminazione, se dovessi visualizzarlo direi sperimentazione. I due aggettivi della nostra generazione.

1 Commento »

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Una Risposta a “Ancora noi: bastoncini e big babol”

  1. 8-0 (ovvero i figli psichedeleci degli anni ‘80) - city of zoe dice:

    [...] iniziato a rispondere a un post di Daniela, poi la mia riflessione si è fatta troppo lunga e articolata per stare tutta in un commento, [...]

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