Meno Europa per tutti

Meno Europa per tutti

Alfredo

By Alfredo
Published 27th May, 2009

“Oggi è il momento in cui bisogna saper gettare via vecchi fardelli divenuti ingombranti, tenersi pronti al nuovo che sopraggiunge, così diverso da tutto quello che si era immaginato, scartare gli inetti tra i vecchi e suscitare nuove energie tra i giovani. Oggi si cercano e si incontrano, cominciando a tessere la trama del futuro, coloro che hanno scorto i motivi dell’attuale crisi della civiltà europea, e che perciò raccolgono l’eredità di tutti i movimenti di elevazione dell’umanità, naufragati per incomprensione del fine da raggiungere o dei mezzi come raggiungerlo”.
Sembra scritto oggi (e sembra scritto proprio per tutti noi a cui piace definirsi non convenzionali) e invece sono trascorsi più di 65 anni! Tra una convenzione e l’altra.
Si tratta della parte conclusiva del Manifesto di Ventotene, base filosofica (e non solo) della costruzione di un’Europa unita. Della cui definizione, tanti italiani sono stati protagonisti.
Mi è venuta voglia di cercarlo in rete, stamattina.
Tornavo dall’officina dove ho lasciato la macchina per la revisione quadriennale e sono rimasto colpito da due manifesti elettorali, tra i mille abusivi che insozzano i muri di Villa Torlonia.
Entrambi, per le vicine elezioni europee.
Uno, di un candidato del PD; l’altro, di un candidato dell’Autonomia.
Uno, di centro-sinistra; l’altro di destra.
Apparentemente lontani ma, in realtà, molto vicini. Di un’incollatura, si direbbe al giro d’Italia (e dico qui, vista la quantità di colla versata a terra).
Vicini e prossimi anche dal punto di vista della comunicazione (oserei dire anche del posizionamento ma sarebbe un vero osare…). Molto italiani, molto chiusi, molto limitati. Per nulla europei.
Nel senso che entrambi parlano di noi, di difesa di nostri interessi, di tutela dei nostri territori (neanche fossero nostri per chissà quale diritto divino). Nessuno dei due parla di cose più alte, di valori, di solidarietà, di apertura, di affermazione di un unico paese. L’Europa.
Tendono a rassicurare laddove dovrebbero – per l’occasione – provocare. Stimolare. Allargare gli orizzonti e unirli in un grande anelito di libertà, fratellanza, crescita.
Ma forse, è questa la comunicazione che meritiamo. Perché è questo, la convenzionale difesa del particolare, l’unico terreno su cui sappiamo muoverci. Senza renderci conto che è pura illusione.
Per dirla con Spinelli, è il fardello ingombrante che ci condurrà al naufragio.

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  1. Meno cinque

One Response to "Meno Europa per tutti"

  1. Forse una promessa di un panino con il salame avrebbe avuto un contenuto qualitativamente simile ed un impatto più efficace.

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