Virtuale. Problematiche della vita reale
mIRC rappresenta una concezione di Chat che oggi l’utilizzatore medio etichetterebbe come obsolete. mIRC ha sdoganato l’interazione virtuale, ciò che ha portato alla rottura della concezione spazio-temporale avuta fino agli inizi degli anni ’90. mIRC è stato il target verso cui sparare le più disparate accuse per molti anni. Il web è cambiato. Gli utilizzatori l’hanno modificato e con esso sono mutati.
Cha@troom credo sia un’analisi sociologica, a posteriori, di quel mondo. Quelle chatroom che oggi solo i top user si ritrovano a frequentare, che rappresentano dei mondi chiusi e in cui difficilmente si viene accettati, un tempo erano molto diverse. Le stanze, in cui la conversazione anonima si divulgava, fiorivano con la stessa velocità con cui scomparivano. Quattro mura virtuali tra cui potersi confrontare, discutere e litigare. Mondi aperti. Mondi illusori. Mondi pericolosi. Mondi di Troll. La pellicola di H.Nakata tenta di analizzare un mondo così complesso, che porta a domande più che a risposte. La rappresentazione filmica delle chat, accompagnata da un superba fotografia, riesce a coinvolgere anche chi ha solo sentito parlare di quegli spazi. La creazione, la gestione e la personalizzazione. Il modo in cui si entra e quello in cui si esce. Partecipare o essere semplice spettatore. Mondi onirici all’apparenza perfetti, ma che all’interno nascondono ombre. Quegli stessi mali che affliggono il mondo reale, che attraverso supporti diversi si moltiplicano. Una critica al mezzo, a prima vista riduttiva, che va ad ampliarsi al modo in cui si viene educati ad esso. Mostrare, anche con qualche stereotipo, il comportamento giovanile nel relazionarsi attraverso supporti virtuali per comprendere come non ci sia una vera educazione al mezzo da parte dei genitori e/o dell’intera società. Si viene lasciati soli. Indifesi. Vulnerabili. Sopravvive solo il più forte.







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