Un flash mob buono
By Vittorio
Published 25th March, 2010
Permettete? Un pensiero flash.
Da quando sono salito a Roma mi sono sempre sentito dire “è fatt buon wajò, ca nun c sta nient”.
Una frase mortificante.
Per due motivi.
Il primo è che ti senti un traditore.
L’altro perché ti senti tradito.
Però poi ti capita di vedere un video come questo. Un flash mob non è un’attività nota al Sud. Eppure, Enza La Gala e i suoi seguaci del gruppo “Punto” hanno intravisto in questa forma di pubblicità sociale la strada migliore per l’interpretazione della propria rete sociale. E hanno scelto mica un posto qualunque per metterlo in atto, bensì un noto centro commerciale campano progettato da Renzo Piano.
Cos’è Punto? Mi sono chiesto. Ovviamente ho girato subito la mia domanda ad Enza che gentilmente mi ha risposto così – “siamo un gruppo di amici… persone normalissime ke vivono una realtà di provincia non sempre soddisfacente… e abbiamo cercato “nel nostro piccolo” di evitare di renderla “stupefacente”.
Bravi! Perché avete portato oltre il vostro gruppo le idee che siete.
Bravi! Perché lo avete fatto grazie ad una tecnica sconosciuta sul nostro territorio, rendendola comprensibile nella sua semplicità.
Bravi! Perché lo avete fatto tra le persone di casa nostra. Le stesse che continuano a dire quella frase.
Related posts:
- Flash & Flashback
- Il buono, il brutto, il cattivo
- Quando la musica va ko
- Tutte le palle del marketing
- La tirannia del buono





ma cosa era? …. ;-)
Una manifestazione, di buona volontà ;)
@Vittorio qualcuno direbbe che hai usato l’intelligenza sociale. Bravo!
anche oltre… intelligenza tout court…
restiamo sull’italiano altrimenti non capisco? :(