My name is Alfredo Borrelli
Pubblicato da Alfredo
Tra le poche certezze su cui posso contare, oltre alle coordinate anagrafiche e allo status sentimentale, c’è la passione per il possibile.
Se si può non amare (del tutto) le donne eppure far parlare di sé come Cavaliere, allora si può non parlare (del tutto) l’inglese eppure partire alla conquista di Londra.
Si può, ce l’ha insegnato Obama. Senza pregiudizi.
E noi, da bravi scolari, anziché restare prigionieri dell’estasi (e impantanarci in asfissianti quanto pregiudizievoli e verbose discussioni intorno alla rinascita democratica di questo che una volta era il Belpaese… intorno alla meritocrazia… intorno al rispetto delle idee…) agiamo.
Andiamo e proviamo a conquistarli con i fatti, il merito e il rispetto, anche all’estero.
Avendo con noi l’esperienza, la volontà, la tenacia, i conti in ordine e una vecchia copia del Merriam-Webster’s. Non lasciando un euro di debito, una busta paga arretrata, un contributo previdenziale inevaso, una tassa insoluta.
Mi sembra un buon punto di partenza. Senza pregiudizi.
E se vi state chiedendo perché Londra e non Stoccolma o Pechino, c’è una cosa che mi va di raccontare.
Ormai quasi vent’anni fa, scrissi la mia tesi di laurea sulla Libertà d’informazione nell’ordinamento inglese.
Si era, allora, al termine di un percorso di analisi e valutazione su problemi quali il gossip, la concentrazione, il controllo del servizio pubblico, l’utilità sociale di quello privato. Se ci pensiamo, i problemi in cui siamo completamente immersi oggi, in Italia. Senza pregiudizi.
Ma la cosa che a quei tempi mi affascinava di più, era la capacità di quel popolo di vivere nella legalità senza alcun bisogno di definirla (eccessivamente) per iscritto. Né leggi, né burocrazia, né intoppi. Una cultura viva, grazie a consuetudini, precedenti, tradizioni.
Unico elemento imprescindibile, la ratio.
Che bel termine. Ratio! Ogni regola è accettabile, potenzialmente destinata all’eternità, sicuramente al rispetto della popolazione, purché abbia una ratio riconoscibile e riconosciuta.
E se ci pensate, cos’altro è la ratio se non il contrario del pregiudizio? E cos’è il Yes, we can obamiano se non il trionfo della ratio? Sì, si può, purché ci sia un valido obiettivo. Una precisa strategia. E tattiche condivisibili.
Per dire, andiamo a Londra con una ratio e vent’anni di ritardo.

3 Commenti »
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Pubblicato il 02 07 2009 alle 1:57 pm
veri gud!!!
Pubblicato il 03 12 2009 alle 2:00 pm
E la passione per l’impossibile dove la mettiamo?
Pubblicato il 23 12 2009 alle 6:04 pm
Nei libri che leggiamo, nei volti che ammiriamo, nei sogni che facciamo. Auguri, Adimant