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Disease marketing

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Questo è marketing. Un marketing non ipodermico ma contestuale, non invadente ma invasivo, non avvolgente ma coinvolgente. Un marketing esperienziale. Un marketing che ha la capacità di immergere il fruitore, ignaro, all’interno della stessa situazione di vita di chi vive il disagio. Un modo creativo di trasmettere e far comprendere un disagio, che può sembrare così lontano ed evitabile. Un disagio che noti solo quando ci sei dentro ed è solo in quel momento che sei pronto a combatterlo.
La campagna Regalamemoria condotta per l’associazione spagnola afal è riuscita nell’intento.
L’Alzheimer è un processo degenerativo, che distrugge progressivamente le cellule cerebrali, rendendo gradualmente l’individuo, che ne è affetto, incapace di una vita normale. Si dimentica il passato, non si comprende il presente né si percepisce il futuro. Uno stato confusionale che spiazza, che genera vuoto, che ingoia chi ne soffre. Proprio questa confusione, questo vuoto, quest’isolamento vengono infusi dall’attività di marketing e rendono il fruitore non partecipe ma ammalato.
This is marketing. O meglio, Disease marketing.

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3 Commenti »

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3 Risposte a “Disease marketing”

  1. Daniela dice:

    semplice ed efficace. spiazzante. bellissimo.
    grazie di avercelo segnalato

  2. Vittorio dice:

    Disease Francesco :D grande!

  3. elisa dice:

    facciamo anke i giochi di parole in inglese, eh? disease?:)
    wà cmq hai fatto bene a pubblicarlo, così si è sempre intempo per capire che i vuoti di memoria trasformano anke il migliore di noi, in qualcuno che nn è + autonomo e che ha bisogno soprattutto comprensione

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