Uno di due
By Alfredo
Published 4th March, 2010
Doveva capitare ed è capitato.
Una di quelle scenate cui avevo assistito (ma tanti anni fa, davvero tanti…), in cui le voci dei due si accavallavano, quasi a salire in cielo.
I due erano, solitamente, dipendente e titolare.
Allora, non ero né l’uno né l’altro.
Collaboravo.
Oggi, invece, è stata la mia voce a salire.
Rincorrendo quella di Laslo.
Davanti a tutti, dicendoci tutto.
Non è stato un bello spettacolo ma, si sa, non sempre riusciamo ad essere buoni registi di noi stessi.
Doveva capitare, è capitato, spero non capiti più.
Un dipendente che va via dopo un mese e poco più, è una sconfitta amara. Ma ci sta, di perdere, quando si decide di vivere mettendosi in gioco.
Senza rinunce.
E un corporate blog serve anche a questo. A trasmettere la dolorosa sensazione di una sconfitta.
In attesa di domani. Sarà un altro giorno. Sarà un altro post.
Related posts:
- Un, due, tre (Maria) Stella!
- Regola numero uno. Liberarsi di Alfredo
- Uno spritz da Elisa
- Magnitudo 0,01
- Uno in meno, tanto in meno





puoi condividere l’amarezza con chi di noi prima e dopo – pur avendo colto qualcosa nell’aria – non ha saputo aiutare ciascuno a meglio spiegare le proprie ragioni
Mentre tutto in ufficio stranamente tace, rimane l’eco di parole e toni che non avresti voluto sentire. Che non vorresti mai udire tra persone adulte, tra professionisti, tra gente appassionata del proprio mestiere. Che la sconfitta amara di oggi sia una sconfitta positiva: quella da cui ognuno possa imparare qualcosa.
Il mio primo post, come sanno alcuni miei colleghi, sarebbe stato funzionale al mese di febbraio, l’unico con quattro settimane, e quest’anno con settimane precise dal lunedi(giorno della mia assunzione) a domenica 28.
Partendo dalla mia realtà quotidiana, non da altro, dall’esterno, ho cercato di leggere in profondità, ciò che vivo. Da lì una successioni di idee, che fondono oggettività di pensiero, quello scientifico, col vissuto personale, come sempre nel mio lavoro;
il ciclo mestruale e le fasi lunari, come calendario/report di un dipendente d’agenzia da una parte, e come contrappeso dall’altra i presunti effetti del “finocchio” in un’agenzia il cui nome è Estrogeni.
Finocchio, in tutte le accezioni, le mie farfalle se ne nutrono:
http://laslo1982.wordpress.com/info/
http://www.anagen.net/finoc.htm
I FITOESTROGENI in ESTROGENI…
- incremento della produzione di latte nelle puerpere
- regolazione del ciclo mestruale
PER LE DONNE. Per gli uomoni è un’altro discorso.
Questo per dire che non avrei dovuto scrivere un post legato alla mia professione intesa in senso stretto… il tutto si sarebbe evinto da come avrei tradotto, un vissuto, voi stessi. Il contatto con voi. Contatto.
Come ci saremmo relazionati?
Come avrebbe convissuto il mio essere col vostro?
Entrando nel merito di post di Alfredo, mi trova completamente d’accordo quasi in ogni sua parola, e francamente è strano. Ora dopo quello che è accaduto.
- Stesso senso di sconfitta
- Toni discutibili della voce
anche se rincorrere non è il termine esatto, perchè entrambi stavamo andando altrove, fuori di noi, in un punto di non ritorno, irreversibile.
O R M A I.
L’unica cosa, ma la più importante di tutte, che imputo ad Alfredo,
è -da quando l’ho conosciuto- la negazione del diritto di replica alle sue affermazioni, sempre. Ritenendo il parere, le idee i pensieri altrui pleonastici.
In fase di colloquio, ha una sua valenza, una sua efficacia, atta a smascherare la non-genuinità di una persona; e in quell’occasione ci sono stato.
Quando si lavora in questa condizione però, tutto diventa pesante, insostenibile..
Non poter dire la tua, non poter neanche, non convincere, ma DIMOSTRARE che ciò che si dice è VERO, o almeno poter affermare un’idea, ti fa stare in uno stato di incompletezza, che ti fa apparire e poi sentire altro da ciò che sei.
Altro da te.
Non meglio.
Non peggio.
Diverso.
un genuino in bocca al lupo, Laslo.
ce la farai, ne sono sicuro.
ogni altra considerazione apparirebbe, essa sì, pleonastica. almeno da parte mia.
a presto, ciao