Il palmarès di Vittorio

Il palmarès di Vittorio

Alfredo

By Alfredo
Published 20th May, 2010

Ieri, è stata una durissima giornata.
Scadenze, preventivi che vanno e (non) vengono, la posta che non funziona, telefonate a raffica, cose in sospeso. La pioggia, no. Quella ha continuato a cadere.
Torno a casa verso le dieci, infreddolito pure. I vermicelli alla soia con carne macinata, non sono proprio così calorici. Neanche il nuovo gusto ricotta al rum di Leonardo, abbinato al classico cioccolato fondente, riusciva a riscaldarmi.
Devo controllare la posta, perché tutto il pomeriggio fuori chissà quante email.
Non so perché, ho saltato direttamente www.estrogeni.net/webmail e mi sono fiondato sul blog.
Mi è piaciuto pensare, per un attimo, che qualcuno mi avesse dato conforto, scrivendo magari un bel post.
Chi mi conosce, lo sa. Basta poco per risollevarmi.
Girf, vieni qui! Che bel post ha scritto Vittorio!
Starete pensando che, bastando poco, anche Vittorio è sufficiente per risollevarmi.
No, non è così. Lo è stato, lo sarà ancora, certo, ma ieri sera, no.
Ho letto proprio un bel post. Ben pensato, strutturato, metaforicamente intrigante. Ad eccezione del titolo, su cui il ragazzo si farà (anche se ha le spalle strette). L’ho postato su Facebook come Il più mancino dei post, ripensando ad Edmondo Berselli.
Vittorio, per restare invece a De Gregori, lo riconosci dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia.
Vittorio è tanto generoso, a volte anche più del necessario (ma esiste un limite alla generosità? Boh…). Vittorio si è spesso scontrato con i propri eccessi (e con me e con Chiara). Vittorio si è sempre confrontato con i propri limiti. Ma Vittorio, non tradisce. Avanza, quando c’è da avanzare. Copre, quando c’è da coprire. È leale, non colpisce alle spalle. Corrobora.
Vittorio, insomma, è anche migliore del gelato di Leonardo.
Per questo, ripensando anche a una discussione avuta in chat con Pietro sul grande valore che entrambi diamo al concetto di educazione, partendo proprio dall’etimo, dal trarre fuori cioè, voglio dedicare a Vittorio un brano di Selvaggi e sentimentali di Javier Marìas.
Perché sono convinto potrà essergli utile nei match con il futuro, ora che è abbastanza padrone del presente.
“…il calcio comporta una maledizione che allo stesso tempo è la salvezza di giocatori, allenatori e ultrà afflitti da una sconfitta. Si tratta di un’attività in cui non basta vincere, ma bisogna vincere sempre, in ogni stagione, in ogni torneo, in ogni partita. Uno scrittore, un architetto, un musicista possono prendersela un po’ comoda dopo aver fatto un grande romanza, un meraviglioso edificio, un disco indimenticabile. Possono non fare niente per un certo tempo o fare qualcosa di minore… Nel calcio, al contrario, non c’è posto per il riposo né per il divertimento, a poco serve avere uno straordinario palmarès storico o aver conquistato un titolo l’anno prima. Non si considera mai che già si è fatto, ma si esige (e gli stessi giocatori lo esigono da loro stessi) di vincere anche l’incontro successivo, come si cominciasse da zero sempre, analogia del risultato iniziale di ogni partita… Essere stato il migliore oggi non conta più, figuriamoci domani”.

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One Response to "Il palmarès di Vittorio"

  1. Vittorio

    ci vorrebbe una tripleta all’anno :)
    grazie

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